CULTURA

Galileo 2018, la gara può cominciare

Due donne, due uomini e una coppia formata da un uomo e una donna. La cinquina di finalisti del Premio Galileo 2018 è all'insegna della simmetria assoluta.

La presidente della giuria, Sandra Savaglio, mostra i cinque libri che si contenderanno la vittoria finale.

LIBRI – A concorrere per la dodicesima edizione del premio letterario per la divulgazione scientifica sono Gabriella Greison, Anna Meldolesi, Marco Malvaldi, Stefano Mancuso e la coppia Piero Martin e Alessandra Viola.

Gabriella Greison è l’autrice di Sei donne che hanno cambiato il mondo – Le grandi scienziate della fisica del XX secolo, edito da Bollati Boringhieri. Fisica di formazione e poi giornalista, Greison è autrice anche del saggio-racconto L’incredibile cena dei fisici quantistici, del quale avevamo già parlato su Oggiscienza. In questo nuovo libro racconta le vicende personali e lavorative di Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr e Mileva Maric.

Un’altra finalista targata Bollati Boringhieri è Anna Meldolesi, autrice di E l’uomo creò l’uomo – CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico. La giornalista del Corriere della Sera racconta i sogni e le paure legate a CRISPR, una tecnica di manipolazione genetica gentile e potente, che in pochi anni ha cambiato il modo di usare le biotecnologie.

Marco Malvaldi approda in finale con L’architetto invisibile – ovvero come pensa un chimico, edito da Raffaele Cortina Editore. Malvaldi è uno scrittore a tutto tondo, noto agli amanti del giallo per I delitti del BarLume, ma autore anche di altri romanzi, racconti e saggi scientifici. Il saggio L’architetto invisibile è un ritorno alle origini per lo scrittore, che riesuma la sua formazione di chimico e racconta il mondo degli atomi, delle molecole e dei legami attraverso continui richiami alla letteratura, all’economia e alla nostra esperienza quotidiana.

Plant Revolution – Le piante hanno già inventato il nostro futuro (edito da Giunti) è il libro di Stefano Mancuso. Direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, Mancuso è uno scienziato noto in tutto il mondo, che da anni racconta le stranezze nascoste del regno vegetale. In questo nuovo saggio Mancuso si sofferma sull’incredibile resistenza delle piante, che paiono fragili e indifese, ma sono in grado di resistere alle intemperie e all’attacco di erbivori e parassiti. Dallo studio delle piante nascono così nuove idee da applicare all’architettura e alla robotica.

Infine la coppia formata da Piero Martin e Alessandra Viola pubblica per Codice Edizioni il saggio Trash – Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti. Martin è un fisico dell’università di Padova, mentre Viola è una giornalista e insieme affrontano un viaggio nella spazzatura, per mostrare quanta ne produciamo, quanto sprechiamo, dove va a finire, quale impatto ha per l’ambiente e come possiamo migliorare.

Argomenti molto diversi, scelti in una rosa di venticinque titoli dalla giuria scientifica guidata dall’astrofisica Sandra Savaglio. Durante la cerimonia di selezione dei titoli, i membri della giuria hanno discusso sulla natura dei libri da scegliere: meglio puntare l’attenzione sulla ricerca di base, sulla storia e i personaggi della scienza o, ancora, sulle scienze sociali ed economiche?

La cerimonia di selezione dei titoli, mostrata in diretta facebook venerdì 9 febbraio sulla pagina del premio.

La palla passa ora alla giuria degli studenti: cento ragazzi provenienti dalle università di tutta Italia e dieci classi delle scuole secondarie di Padova e Rovigo. È proprio questa la novità dell’edizione 2018 del premio, che fino allo scorso anno si rivolgeva soltanto agli studenti delle scuole secondarie e prevedeva un bacino di giurati molto maggiore.

La cerimonia di consegna avverrà il 18 maggio prossimo al Palazzo del Bo di Padova e il giorno precedente tutti gli autori e le opere finaliste saranno presentati al pubblico.

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claudio dutto
Redattore di libri scolastici, appassionato di saggi scientifici e autore di podcast per diletto. Su twitter sono @claudio_dutto

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