SALUTE

Italia: 5006 casi di morbillo nel 2017, nel 2016 erano 862

I dati OMS e ECDC mostrano che sono quadruplicati i casi in tutta Europa e l'Italia è in testa dopo la Romania. Ma negli ultimi mesi i nuovi casi sono diminuiti sensibilmente

Il dato positivo per l’Italia però c’è: negli ultimi mesi del 2017 l’incidenza è andata calando in maniera evidente. Se a marzo un caso di morbillo su 3 in Europa era italiano, a dicembre lo era solo il 3,3% dei casi. Crediti immagine: Pixabay

SALUTE – Già lo scorso ottobre mostravamo come il nostro paese fosse al quinto posto nel mondo per numero di casi di morbillo, e al terzo in Europa dopo Romania e Ucraina. Oggi che abbiamo i dati completi per il 2017 (pubblicati sia dall’OMS che da ECDC) possiamo finalmente fare il punto: con 5006 casi confermati e 4 morti siamo il secondo paese in Europa per numero assoluto dopo la Romania (5006 casi contro 5562 e 4 morti, di cui 3 sotto i 10 anni di età, contro 19 in Romania), e quarti come tasso di incidenza con 83,7 casi per milione di abitanti. Un boom rispetto al 2016, dove avevamo avuto 13 casi per milione di abitanti. Per fare un paragone, paesi come Germania, Francia, Regno Unito e Spagna hanno contato rispettivamente 927 , 520, 282 e 152 casi nell’anno appena trascorso. In questi giorni sono arrivati inoltre i dati relativi a gennaio 2018 pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità: dal 1 al 31 gennaio 2018, 12 regioni hanno segnalato al Sistema nazionale di sorveglianza integrata morbillo e rosolia 164 casi di morbillo, inclusi 2 decessi.  Il 40% ha sviluppato almeno una complicanza, mentre oltre la metà è stato ricoverato.

Si tratta comunque di un trend in crescita che si conferma in tutta Europa: nel 2017 si è registrato un numero di casi di morbillo quattro volte superiore rispetto all’anno precedente: 21 315 persone colpite e 35 morti, dopo il minimo storico di 5273 casi nel 2016. In generale, un paese su quattro è colpito da un’epidemia di morbillo (15 paesi su 53). Nel nostro paese parliamo di una differenza enorme: 862 casi nel 2016 contro i 5006 del 2017.

Il dato positivo per l’Italia però c’è: negli ultimi mesi del 2017 l’incidenza è andata calando in maniera evidente. Se a marzo un caso di morbillo su 3 in Europa era italiano, a dicembre lo era solo il 3,3% dei casi. Ciononostante i 4 morti ci sono stati, così come complicanze fra chi è stato colpito. L’ultimo bollettino su morbillo e rosolia dell’Istituto Superiore di Sanità segnala che il 35,8% dei casi ha riportato almeno una complicanza. Quella più frequente è stata la diarrea, riportata nel 15,9% dei casi, ma si sono stati segnalati 378 casi di polmonite (7,6%) e 2 casi di encefalite. Altre complicanze riportate includono casi di stomatite (730 casi), cheratocongiuntivite (496 casi) ed epatite (444 casi).

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Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

7 Commenti

  1. In casa, tutti morbillati per un totale di 3 fratelli miei più 14 cugini.
    Parlo degli anni tra il 1955 ed il 1960.
    Il morbillo era u na cosa normale.
    Forse la malattia è diventata più cattiva ?

    1. No, ma siete stati molto fortunati in famiglia dove evidentemente non avete avuto complicazioni. Per dire, anche il Colera non uccideva tutti tutti nel passato, ma le statistiche parlano chiaro. Purtroppo in molti non sono stati così fortunati per il morbillo. Per portarle qualche numero, prima della vaccinazione, il morbillo uccideva 2 milioni di bambini in tutto il mondo ogni anno, e in 1 caso su 2000 provocava una grave encefalite. (I dati sono tratti dal bel libro “Vaccinamiamoli” di Tommaso Montini. Su Oggiscienza lo abbiamo anche recensito. Saluti!

      1. Ma questi dati tengono conto degli immigrati che sono arrivati in Italia e che probabilmente non erano e non sono vaccinati?

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