CULTURALIBRI

Un viaggio lungo 90 anni: l’autobiografia di Piero Angela

Tutti ne conosciamo la voce calma, in grado di irretire anche i più refrattari alla scienza. Come ha fatto a entrare in così tante case italiane grazie al piccolo schermo? Il più famoso divulgatore italiano si racconta

LIBRI – Un numero di noi piuttosto nutrito deve il suo interesse – nel mio caso amore – per la scienza a Piero Angela. Diverse generazioni sono cresciute a pane e documentari, rapite dagli esperimenti di Paco Lanciano e dai disegni di Danilo Mainardi a Superquark. Ha dedicato la vita alla diffusione del sapere – scientifico ma non solo – creando programmi e scrivendo libri straordinari nella loro capacità di far arrivare il messaggio al pubblico in maniera semplice e interessante. La sua pacatezza è sempre stata un tratto distintivo, in grado di farsi apprezzare anche in un’epoca in cui la comunicazione si fa sempre più urlata. Dopo testi solo divulgativi, è la prima volta che Angela sceglie di raccontare un viaggio diverso: non nel mondo dei dinosauri o all’interno del corpo umano, ma nella sua vita. In occasione di quelli che ora, nel 2018, saranno davvero novant’anni, parla del suo lavoro e di sé, vincendo le reticenze che ne hanno sempre fatto un personaggio conosciuto da tutti, pur nella sua riservatezza.

Tra le pagine di questo libro ci si perde tra aneddoti e lucidi confronti con l’Italia di oggi. Piero Angela offre vivide testimonianze del secondo conflitto mondiale – vissuto per lo più tra le mura della clinica di malattie nervose e mentali diretta dal padre – e uno spaccato della storia d’Italia e della comunicazione. Si vede nascere e crescere la televisione, con la sua offerta al pubblico, i telegiornali da mettere in piedi, l’inizio della concorrenza tra reti. Ma si scopre qualcosa anche di altri Paesi, come Francia e Belgio – dove visse per diversi anni -, oltre che di Stati Uniti, Svezia, Iraq, Yemen, Vietnam, Israele… E si vede una persona determinata, che dopo aver cominciato in radio è passata alla tv, con tanta gavetta e con un’indubbia attitudine.

Può sembrare incredibile che tanti imparino e abbiano imparato dalle trasmissioni e dai libri di un uomo che, da ragazzo, studiava lo stretto necessario a sopravvivere: elementari a parte, Piero Angela a scuola si è sempre profondamente annoiato, finendo per appassionarsi allo studio solo da adulto, leggendo, scrivendo e riassumendo ogni tema come prima di un esame. Probabilmente è stato questo a spronarlo a superare la dura scorza dei temi più difficili, raccontandoli in modo stimolante e originale, motivando anche chi li aveva affrontati con grande sofferenza.

Da tutta la vita di questo grande divulgatore emerge la creatività che lo ha sempre accompagnato in ogni passo del suo percorso lavorativo, la voglia di fare qualcosa di nuovo, di affrontare sfide e cambiamenti. Il rammarico, a volte, di non poter cambiare quello che già c’è, ma non funziona. Non manca, nella conclusione, uno sguardo al futuro: a un mondo che, a giudicare dai dati demografici, vedrà la scomparsa dell’uomo bianco, l’invecchiamento dell’Asia e la vertiginosa crescita dell’Africa. Considerato che l’Homo Sapiens è qui da centomila anni, come potrà essere il mondo tra centomila anni? Angela si dice fortunato ad aver vissuto in questa epoca, piena di cose da scoprire, di bellezza e umanità – pur con tutti i suoi problemi.

Segui Giulia Negri su Twitter

Leggi anche: L’estate romana tra Piero Angela e astronomia

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Giulia Negri
Comunicatrice della scienza, grande appassionata di animali e mangiatrice di libri. Nata sotto il segno dell'atomo, dopo gli studi in fisica ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della SISSA di Trieste. Ama le videointerviste e cura il blog di recensioni di libri e divulgazione scientifica “La rana che russa” dal 2014. Ha lavorato al CERN, in editoria scolastica e nell'organizzazione di eventi scientifici; gioca con la creatività per raccontare la scienza e renderla un piatto per tutti.

4 Commenti

    1. È vero era anche l’autore delle mitiche pillole, però ricordo che in una serie di SuperQuark, Mainardi iniziava i suoi interventi disegnando un animale stilizzato su foglio

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: