TRIESTE CITTÀ DELLA CONOSCENZA

SiS FVG – il sistema scientifico dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia

Non solo Trieste, questa settimana parliamo dell'intero sistema scientifico del FVG.

TRIESTE CITTÀ DELLA CONOSCENZA – Questa settimana la rubrica dedicata a Trieste non racconta il lavoro di una ricercatrice ma di Ginevra Tonini, responsabile dell’ufficio sviluppo parco e sistema scientifico dell’innovazione FVG. La dottoressa Tonini, in particolare, ci ha raccontato di SiS FVG, il Sistema Scientifico e dell’Innovazione regionale che ha, tra i suoi obiettivi, quello di comunicare cosa avviene all’interno di questo sistema complesso e far conoscere le realtà che lo compongono in un’ottica di trasparenza e di engagement pubblico. Da poco è online il nuovo sito del SiS FVG, una piattaforma che propone informazioni e dati in maniera innovativa e potrà rispondere a tutte le vostre curiosità e domande circa gli enti scientifici in regione.

Di cosa si occupa in AREA Science Park?

Area science park è un ente di ricerca che gestisce i due campus di Padriciano e Basovizza, dove complessivamente abbiamo un’ottantina tra aziende ed enti di ricerca insediati. Abbiamo oltre 80 mila metri quadri di spazi tra laboratori e uffici e li mettiamo a disposizione tramite affitti di locazione ad aziende ed enti di ricerca che scelgono di venire in AREA per sviluppare attività di ricerca. In questo ambito mi occupo della relazione con le aziende, i centri di ricerca mi occupo dei relativi contratti, di sviluppare servizi con le aziende e per le aziende per migliorare il nostro rapporto con gli utenti.

Nome: Ginevra Tonini
Nata a: Udine
Formazione: Laurea in scienze politiche internazionali, master a Bruxelles presso le istituzioni comunitarie
Cosa ami di più del tuo lavoro: tante cose ma soprattutto le persone con cui lavoro perché ho sempre collaborato con persone che amano il loro lavoro. È poi bello lavorare con una certa autonomia e proporre delle soluzioni innovative in linea con alcuni sviluppi del mercato e il contesto regionale, un contesto piccolo ma con tanti enti e realtà in competizione tra loro ma che allo stesso tempo arricchiscono e rendono competitiva tutta la regione.
La sfida principale del tuo lavoro: cercare di capire quali possono essere le esigenze comuni tra gli enti di ricerca e proporre delle soluzioni di interesse per loro, che risolvano delle problematiche concrete.

Cos’è esattamente il sistema SiS FVG?

È il sistema scientifico dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia, un progetto rilanciato nel 2016 grazie a un accordo di partenariato tra la regione autonoma FVG, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.
Tra i partner del network contiamo la SISSA, le Università, i parchi scientifici e tecnologici presenti in regione, enti di ricerca che hanno sedi in territorio regionale e i conservatori, perché fanno parte del sistema vigilato dal MIUR.

Il network è nato da reciproche esigenze: da un lato la regione voleva capire come sviluppare meglio servizi e progetti a beneficio del sistema della ricerca e dell’innovazione regionale, dall’altro lato gli enti di ricerca volevano capire come fare più sinergia per valorizzare le singole iniziative. Questo è stato probabilmente uno degli elementi che ha creato un maggior collegamento tra le università regionali e le ha portato a consorziarsi a livello regionale, a creare percorsi di formazione congiunti tra università e con enti di ricerca affini, basti pensare ad alcuni master che coinvolgono, per esempio in ambito computazionale o fisico, Università, ICTP, Elettra Sincrotrone Trieste e così via.

Il network è stato rilanciato nel 2016, prima esisteva sotto un’altra forma? Cos’è cambiato?

Si tratta di due accordi diversi. Il primo accordo di coordinamento degli enti di ricerca regionali era un accordo nato nel 2004 per cui è un po’ difficile paragonare accordi nati in momenti diversi. Quello che unisce i due accordi è la volontà di valorizzare le eccellenze scientifiche regionali e di trovare delle formule ulteriori per trasferirle e far capire meglio alla comunità regionale, ai cittadini, cosa rappresenta il sistema scientifico.

Qual è l’obiettivo del network?

Il network è diventato un po’ una piattaforma per capire come migliorare e valorizzare le competenze dei centri di ricerca e valorizzare le infrastrutture. Siamo una regione piccola dove esistono delle infrastrutture di eccellenza dall’HPC a Elettra ai laboratori di meccatronica a Udine. Un’infrastruttura di eccellenza, se messa a disposizione di altri enti o aziende, può essere un valore aggiunto per l’intero territorio, per attrarre più ricercatori ma anche per trasferire competenze e conoscenze alle aziende mettendo a disposizione strumentazioni a cui difficilmente potrebbero accedere.
È quindi un sistema che vuole valorizzare le competenze del territorio, potenziare l’attrattività, far si che sempre più ricercatori siano attratti nella nostra regione, e allo stesso tempo trasferire sul mercato locale delle opportunità per far crescere l’economia e le infrastrutture della regione.

Quanti e quali enti sono coinvolti?

Direttamente, con l’accordo del 2016, sono diciotto gli enti partner del network SiS FVG e sono i diciotto enti vigilati direttamente dai tre enti firmatari quindi le università e i conservatori afferenti al MIUR, gli enti internazionali come ICTP, ICGEB, enti Unesco afferenti al MAECI e infine tutti gli enti di ricerca come AREA, ELETTRA, OGS o le sezioni distaccate di CNR, INAF, INFN che hanno delle sezioni locali vigilati sempre dal MIUR.

Questi diciotto enti sono i partner principali, ovvero sono enti che possono proporre dei progetti di ricerca congiunti per farli rientrare nella programmazione strategica del sistema. Nel 2017-2018 abbiamo concordato una programmazione su due anni e, in particolare, sono stati attivati sedici progetti di vario tipo, diversi ma complementari: progetti per migliorare l’attrattività e le infrastrutture dei sistemi di ricerca, progetti di scambio internazionale per valorizzare le persone già presenti e dando loro la possibilità di acquisire competenze all’estero, alta formazione su settori strategici e progetti per far venire qui delle persone con delle borse di mobilità.

Da dove è nata l’esigenza di condividere i dati su ricerca e innovazione in FVG e soprattutto a chi è rivolta: al pubblico o alle aziende?

Diciamo che l’idea è nata da delle esigenze di comunicazione. Abbiamo creato un gruppo di lavoro tra gli enti partner, coinvolgendo soprattutto i referenti degli uffici di comunicazione. Abbiamo poi fatto un’analisi su quali fossero le piattaforme esistenti dei sistemi scientifici a livello regionale e nazionale, quali criticità esistessero, in che modo superarle, quali elementi mettere in evidenza per comunicare il sistema. Il tutto tenendo presente che la volontà non era unicamente parlare a una platea di esperti del sistema, anche se abbiamo cercato di sviluppare uno strumento agevole anche per studenti e ricercatori, professori che si trovano all’estero e hanno piacere di condividere dati e informazioni sul sistema scientifico regionale.

Che tipo di dati avete raccolto?

I dati sono stati raccolti dai colleghi della comunicazione e sono stati selezionati perché potessero parlare sia a un pubblico di esperti sia ai cittadini. Per ciascun ente, oppure in modo aggregato per l’intero sistema scientifico regionale, è disponibile una scheda riassuntiva, che unisce alcuni brevi testi informativi a informazioni quantitative: quanti ricercatori fanno capo all’istituto? Quanti sono gli studenti? Qual è l’ammontare e la natura dei finanziamenti? E così via. Abbiamo insomma individuato quei set di dati che non necessitano di un eccesso di dettaglio da un lato e di aggiornamento dall’altro: dei dati che riescano a raccontare il sistema e che possano essere facilmente raccolti dentro le istituzioni.

La sezione più innovativa è sicuramente quella di data visualization, dedicata ai numeri veri e propri che sono esposti attraverso grafici interattivi e personalizzabili. La struttura è un open source e open data: seguendo le indicazioni dell’agenda digitale tutti i documenti sono accessibili, scaricabili e rieditabili.

La piattaforma è statica o prevedete di aggiungere set di dati?

La consideriamo ancora una piattaforma on going; la volontà è quella di tenere monitorata la piattaforma, aggiornando i dati che abbiamo già raccolto, ogni sei/dodici mesi. Sono dati che danno una fotografia ma non necessitano un aggiornamento rapido. I dati che abbiamo intanto selezionato sono stati scelti con questa logica anche per avere informazioni sui flussi, i trend sul lungo periodo.

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Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

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