IL PARCO DELLE BUFALE

Statistiche cattoliche dell’aborto

In una mozione antiabortista, a Verona 7 politici di Lega Nord e Fratelli d'Italia calcolano le percentuali sulla legge 194 con una matematica alternativa.

IL PARCO DELLE BUFALE – Il 26 luglio scorso, il consiglio comunale di Verona ha rimandato a settembre la mozione presentata da consiglieri di Lega Nord e Fratelli d’Italia, per contrastare la legge 194 e aumentare il tasso di natalità italiana d.o.c. con un

congruo finanziamento al progetto Gemma […] per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà

Il progetto Gemma della fondazione milanese Vita Nova è il primo sponsor della mozione. Il secondo è il progetto Culla segreta della Cassa di Risparmio di Venezia ora del gruppo Intesa San Paolo, al quale il Comune di Verona dovrebbe pagare soltanto la stampa, la distribuzione e l’affissione in città dei suoi “manifesti pubblicitari” .

La mozione si basa su un’ignoranza delle leggi e, per l’aumento degli aborti causato dalla 194, sulla confusione tra contraccettivi e anticoncezionali e su numeri tratti da siti di associazioni cattoliche, scriveva Chiara Lalli dell’Università La Sapienza nel bocciare la mozione. “Manca solo Frate Indovino”, aggiungeva a proposito delle fonti.

Lungi dalla custode del Parco correggere una docente di bioetica e storia della medicina, intende unicamente segnalare una terza materia che i consiglieri dovrebbero studiare prima di ripresentarsi: l’aritmetica.

Scrivono, per esempio, che

nel periodo 1990-2010, gli aborti oltre la 12ma settimana sono cresciuti del 182% e costituiscono il 287% di tutti gli aborti.

Come riporta la loro fonte non aggiornata, nel periodo 1990-2010 gli aborti sono diminuiti da 165.980 a 115.981 (e nel 2016 a 84.926, per gli autori “un leggero calo negli anni”). Stando alle relazioni del Ministero della Sanità, nel 2010 quelli oltre la dodicesima settimana erano del 2,9% rispetto allo 0,9% nel 1990.

In vent’anni erano passati da 1494 e 3164, un aumento del 112%. La tendenza, spiegano tutte le relazioni annue, è dovuta alla diffusione di diagnosi prenatali più accurate per i feti a rischio (più ingannevoli secondo gli autori). In parte influiscono gli interventi più tardivi per le donne immigrate che innalzano, anche se di poco, il tasso di natalità italiana d.o.c.

Per il bene dei veronesi, sopratutto se in cerca di badante, qualche lettore della zona – per le lettrici l’ambiente è poco raccomandabile – insegnerebbe la differenza tra 2,9% e 287% ai consiglieri che hanno scritto e firmato la mozione?

E per il bene del bilancio comunale, anche a quelli che l’hanno letta prima di metterla all’ordine del giorno.

Leggi anche: L’aborto e la legge: Italia, Europa e resto del mondo

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