martedì, Giugno 18, 2019
IL PARCO DELLE BUFALE

Per Natale, Zichichi vuole un laboratorio mondiale di climatologia cosmica

Il fisico chiede anche pietà per l'effetto serra e che il futuro della Terra venga messo dai politici nelle "vere mani" degli scienziati

Mappa EGRET dei raggi gamma emessi dai raggi cosmici galattici, da “Cosmicopia”- NASA

IL PARCO DELLE BUFALE – In occasione dei vertici sul clima, alcuni quotidiani ritengono necessario che uno scienziato neghi che i cambiamenti in corso siano causati da attività umane. Per la COP24 di Katowice, Il Foglio ha scelto François Gervais, noto in patria a pochi intimi, mentre Il Giornale ha puntato su una firma ben più autorevole.

In “Che disastro demonizzare l’effetto serra”, Antonino Zichichi scrive che lo scopo della conferenza è di “dividere gli USA dal resto del mondo”, perché il presidente Trump non ci ha ancora pensato. L’altra “parte”, nel senso di 183 paesi, è così dissennata da voler attivare un Accordo di Parigi che

ha diversi punti scientificamente deboli. Ecco due esempi.

Il primo, poco originale, è che l’Accordo “dimentica che la CO2 è cibo per le piante” (nota 1). Il secondo nasce dalla confusione tra meteo e clima, un vecchio abbaglio espresso in modo nuovo:

Nel motore meteorologico la cui fonte d’energia è il Sole, l’effetto delle attività umane è ai livelli di qualche percento; di sicuro non oltre il 10%. Nell’Accordo di Parigi siamo al 100%.

In realtà l’Accordo riguarda cambiamenti climatici in corso, alcuni dei quali sono dovuti al 100% alle nostre attività. Il suo terzo difetto è di ignorare le eruzioni vulcaniche e le “fessure della crosta terrestre” che rilasciano lava determinando

forti perturbazioni nella dinamica oceanica,

il che sorprenderà geologi, oceanologi e fisici del clima, sopratutto quelli che disegnano vulcani sull’asse x dei propri grafici.

Risultati immagini per James Hansen temperature anomalies El Niño

Fonte: GISS-NASA, 2011

Il quarto dei due esempi è il difetto scientifico più grave. Per modificare il clima,

C’è bisogno di qualcosa che abbia tempi molto lunghi.

I cicli di Milankovic? No, qualcosa che abbia tempi molto, molto, ma davvero molto più lunghi.

Entra così in gioco la climatologia cosmica.

La disciplina è stata immaginata nel 1997 da Henrik Svensmark, con l’aiuto di Eigil Friis-Christensen che si è ricreduto ed è stato sostituito da Nir Shaviv (2). Il clima, spiega Zichichi con parole sue,

dipende da dove si trova la Terra rispetto ai «bracci» della galassia. I «bracci» sono infatti zone in cui l’intensità dei raggi cosmici può arrivare a essere dieci volte più alta delle zone esterne ai «bracci».

Nessuno ha mai osservato la Via Lattea da fuori, quindi i bracci sono ipotetici. Ai lettori del Giornale forse andava anche precisato che esistono i raggi cosmici tout court, delle particelle che arrivano dal Sole, e raggi cosmici galattici (poi abbreviati in RCG), delle particelle a energia più elevata provenienti da supernove nella Via Lattea e in altre galassie.

Zichichi ignora l’esistenza di Svensmark o la dimentica? Non lo cita e tutti sanno che mai e poi mai spaccerebbe per proprie le idee di un collega.

(I lettori di abituali di questa rubrica saltino pure il paragrafo successivo: riassume idee a loro già note.)

In libri e riviste di fantascienza, Svensmark ipotizza che a cicli di 140 milioni di anni – dieci milioni più, dieci milioni meno – il sistema solare transiti in prossimità dell’ipotetico braccio nel quale sarebbero concentrate le giganti azzurre, una parte consistente delle supernove. A suo avviso, sarebbero le uniche fonti dei RCG. Quando colpiscono molecole dell’atmosfera terrestre, determinerebbero la formazione degli aerosol attorno ai quali il vapore acqueo si addensa in nubi. Siccome tutte le nubi rifletterebbero verso l’esterno l’energia solare, i RCG raffredderebbero il clima. (2)

Non solo Zichichi è sicuro che

L’Accordo di Parigi ignora i raggi cosmici (3).

ma anche di essere l’unico al quale un loro effetto sul clima sia venuto in mente:

Fino a oggi i raggi cosmici non sono stati presi in esame. (4)

Per salvare l’umanità dall’ignoranza, chiama la politica ad allearsi con la scienza e ad affidare il futuro “meteo-climatologico” della Terra

nelle vere mani della comunità scientifica

cioè le sue. Tra l’altro, salverà anche la scienza dal discredito nel quale sta per piombare:

Con i modelli meteo-climatologici (5) la scienza rischia di perdere la sua credibilità, se non fa sentire con forza la sua voce.

Dal 1965 la politica commissiona alla “scienza” rapporti e aggiornamenti, proprio perché faccia sentire con forza la sua voce. Ormai la poveretta urla a squarciagola, ma Zichichi non la sente. Perciò vuole una sorta di CERN tutto per sé. La “prova dell’alleanza” tra politica e scienza sarebbe infatti

un laboratorio mondiale per mettere su basi di rigore scientifico il futuro meteo-climatologico di questo satellite del sole.

Un laboratorio con dentro un mondo identico alla Terra, nel quale verificare sperimentalmente – il solo “rigore scientifico” che Zichichi riconosca – se il clima cambia ogni 140 +/-10 milioni di anni.

Note

  1. Per la parte scientifica, l’Accordo rimanda al 5° rapporto dell’IPCC. Nel volume III, cap. 11, dice che alle piante l’aumento della CO2 in atmosfera giova solo se non aumentano le temperature, e l’intensità e la frequenza di eventi meteorologi estremi come alluvioni, siccità e ondate di calore.
  2. Ricredutosi anche Shaviv, ora sostiene che l’attività solare in calo da oltre 40 anni stia causando il riscaldamento globale degli ultimi 40 anni.
  3. In una prima versione le nubi riscaldavano il clima, poi Svensmark si è accorto che il flusso degli RCG continuava a calare.
  4. Il 5° rapporto IPCC ne parla a pp. 613-614 del volume I.
  5. Sono presi in esame da vent’anni. Sia le osservazioni in natura che gli esperimenti Cloud al CERN hanno confermato che il loro effetto sugli aerosol è localizzato sopra le foreste di conifere e “insignificante” per quanto riguarda il clima globale.
  6. I modelli meteo simulano l’evoluzione dei fenomeni atmosferici e marini sull’arco di alcuni giorni. Oggi i modelli climatici simulano sull’arco di decenni quella del sistema atmosfera-oceani-terre emerse in base a “scenari” riguardanti le attività economiche future. Ci sono anche modelli climatici di “hindcast” che simulano alcuni aspetti del clima passato, per esempio l’evoluzione della temperatura globale nell’ipotesi che la concentrazione atmosferica di CO2 sia rimasta stabile dal 1800 in poi.

Leggi anche: Il clima, il fisico e la mucca sferica

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

25 Commenti

  1. Se i giornali avessero sezioni di divulgazione scientifica serie e tenute da esperti, non si darebbe spazio a “zichicche” come questa e ci sarebbe un forte calo di analfabetismo scientifico oggi dilagante.

  2. Jacopo Mengarelli,

    Se i giornali avessero sezioni di divulgazione scientifica serie e tenute da esperti, non si darebbe spazio a “zichicche”

    Forse no, ma a monte sembra esserci una confusione, non solo nei giornali, tra celebrità e autorevolezza. Uno scienziato famoso, meglio ancora se con un premio Nobel, è considerato un esperto in qualunque materia.

  3. Sylvie Coyaud

    Uno scienziato famoso, meglio ancora se con un premio Nobel, è considerato un esperto in qualunque materia.

    Fosse solo questo. In virtù dell’uno vale uno, oggi un giornalista rinomato si considera in grado di contrastare alla pari la posizione di un esperto. E’ noto il caso di Michele Serra che contesta La Prof. Elena Cattaneo in materia di biologico. Il divario di competenza tra i due è abissale, ma molti non ci fanno caso.

  4. E’ noto il caso di Michele Serra che contesta La Prof. Elena Cattaneo in materia di biologico

    Anche qui?
    Se vuole organizzare una crociata contro Michele Serra e/o contro l’agricoltura biologica, ha un suo blog per farlo. E io potrei anche parteciparvi, se non fosse guidata da lei.
    Ma se intende dirottare, su questa questione, i commenti di ogni post di Sylvie Coyaud in questo sito, dimostra solo di essere un troll.

  5. E.K.H.

    dimostra solo di essere un troll.

    Troll per avere espresso il mio accordo a un commento di Sylvie? Io ho esteso la sua critica ai Nobel che si considerano esperti in tutto alla moda dell'”uno vale uno” che oggi imperversa.
    Oggi Scienza è un blog aperto a tutti; mi fa piacere vedere che Lei lo segue e partecipa.
    Però non si atteggi a tutor di Sylvie; è grande, sa fare da sola.

    1. @ Camillo Franchini

      Troll per avere espresso il mio accordo a un commento di Sylvie?

      Troll per essere intervenuto, per la seconda volta consecutiva, a commento di un post di Sylvie per dirottare l’argomento di discussione.

      Io ho esteso la sua critica ai Nobel che si considerano esperti in tutto alla moda dell’”uno vale uno” che oggi imperversa

      Falso.
      Lei ha criticato un giornalista (come l’autrice del presente post) per aver contrastato la posizione di un esperto (come molti ritengono sia Zichichi).
      Pensa di sostenere direttamente i negazionisti delle cause antropiche del riscaldamento globale o vuole solo minare l’azione di coloro che li contrastano?

      E, comunque, quali sarebbero, esattamente, i Nobel che Sylvie avrebbe criticato?

      Oggi Scienza è un blog aperto a tutti; mi fa piacere vedere che Lei lo segue e partecipa

      Dubito che la faccia piacere.

      Però non si atteggi a tutor di Sylvie

      Credo che lei faccia confusione con le lingue: la parola “tutor”, per quanto originariamente latina, e’ entrata nella lingua italiana passando dall’inglese.
      Nei passaggi, ha quindi perso il suo significato originario, di “protettore”/”difensore”, per assumerne quella (generalizzando e semplificando) di “guida/insegnante per un principiante/inesperto”.

      Comunque: nessun atteggiarsi.
      Mettere in evidenza le sue contraddizioni — e darle buoni consigli, contando sul fatto che lei non li seguira’ proprio perche’ provenienti da me — e’ un autentico piacere.

      [Sylvie] è grande, sa fare da sola.

      Ci puo’ scommettere.
      E, per come la conosco, lei e’ a un passo dallo scoprirlo.

  6. C. Franchini,

    Io ho esteso la sua critica ai Nobel

    La mia non è una critica ai Nobel.

    Oggi Scienza è un blog aperto a tutti

    Non è un blog e non è aperto a tutti, come lei rischia di scoprire tra poco.

    non si atteggi a tutor di Sylvie

    Forse dovrebbe informarsi sul significato di “tutor“.

  7. Non sono in disaccordo con Zichichi, si é sempre dimostrato stupido convincersi di qualcosa perché é sostenuta da tanti. Le analisi scientifiche sono sempre difficili da analizzare e anch’io non sono convinto che eliminando l inquinamento Dell essere umano si Invertirebbero davvero le tendenze del Clima. Nessuno può affermare con totale certezza che il riscaldamento climatico non derivi da fattori estrinsechi a al Pianeta terra. E in particolare é dimostrato da molti studi che é difficile capire se sia l aumento di co2 ad alzare le temperature o l innalzamento delletemperature ad innalzare i livelli di co2. Basta guardare le grandissime quantità di co2 rilasciate dal sotoosuolo e dai fondali marini in Corrispondenza degli aumenti di Temperatura o a seguito degli scioglimenti di ghiacciai. Sicuro la co2 aumenta le temperature e bisogna fare il più possibile per contenere ma nessuno può affermare con certezza quali siano le cause e i pareri divergenti sono i più importanti soprattutto quelli di premo nobel (vedi anche rubbia)

    1. Quasimoto

      Sicuro la co2 aumenta le temperature e bisogna fare il più possibile per contenere ma nessuno può affermare con certezza quali siano le cause

      Credo che tutti siano d’accordo sui meccanismi di aumento globale della temperatura della Terra. La combustione di quantità imponenti di carbone e idrocarburi provoca un aumento dell’effetto serra; il conseguente lieve riscaldamento degli oceani provoca la liberazione di CO2 dalla massa d’acqua oceanica, di CH4 dalla distruzione del permafrost e forse dalla decomposizione dei clatrati, giacenti in grande quantità negli abissi dei mari. Si stabilisce una retroazione positiva che porta alla situazione che conosciamo. In altri termini, se aumenta la temperatura, aumenta la liberazione spontanea in atmosfera di CO2 e di CH4. C’è il pericolo che siamo arrivati a un punto in cui, anche se cessa la combustione di carbone e idrocarburi, la produzione di CO2 e CH4 per retroazione provochi la catastrofe che temiamo.

    2. @ Quasimoto

      si é sempre dimostrato stupido convincersi di qualcosa perché é sostenuta da tanti.

      Attenzione pero’: qui non stiamo parlando della convinzione su oroscopi, previsioni sportive o efficacia dell’omeopatia (secondo chi ne fa uso).

      Qui stiamo parlando della convinzione degli *scienziati* che studiano il clima.
      E non siamo in presenza semplicemente di “tanti” scienziati che sono convinti che l’attuale Global Warming sia causato principalmente dalle attivita’ umane. Siamo in presenza della *stragrande* *maggioranza* di quelli che si occupano di clima.

      Mi sembra che sia… non vorrei essere offensivo dicendo “stupido”… diciamo “irragionevole”… dicevo che mi sembra irragionevole non convincersi di qualcosa quando la stragrande maggioranza degli scienziati che se ne occupa e’ convinto di quel qualcosa.

      Nessuno può affermare con totale certezza che il riscaldamento climatico non derivi da fattori estrinsechi a al Pianeta terra.

      Se si illude di trovare una “totale certezza”, si rivolga a qualche guru e cerchi un’illuminazione divina poiche’ non e’ compito della scienza fornirgliela.
      Se vuole una *ragionevole* certezza, la stragrande maggioranza degli scienziati del clima puo’ fornirgliela.

      anch’io non sono convinto che eliminando l inquinamento Dell essere umano si Invertirebbero davvero le tendenze del Clima.

      Temo che, anche annullando immediatamente l’effetto antropico, sia tardi per invertire le tendenze del clima.
      Al piu’, sul breve/medio periodo, potremmo sperare di limitare i danni.

      Nessuno può affermare con totale certezza che il riscaldamento climatico non derivi da fattori estrinsechi a al Pianeta terra.

      Se e’ per quello, nessuno puo’ neppure affermare, con totale certezza, che derivi da fattori intrinsechi.
      Ma se la stragrande maggioranza dei climatologi sostiene che le cause antropiche sono predominanti nel cambiamento climatico, e solo un’esigua minoranza afferma il contrario, dobbiamo forse concedere alle due ipotesi la stessa credibilita’?
      Voglio sperare di no. Sarebbe come dire che la scienza e’ assolutamente irrilevante.

      E in particolare é dimostrato da molti studi che é difficile capire se sia l aumento di co2 ad alzare le temperature o l innalzamento delletemperature ad innalzare i livelli di co2. Basta guardare le grandissime quantità di co2 rilasciate dal sotoosuolo e dai fondali marini in Corrispondenza degli aumenti di Temperatura o a seguito degli scioglimenti di ghiacciai.

      Il problema non sono tanto i fondali marini ma gli oceani nel loro complesso: la solubilita’ della CO2 nell’acqua dipende (anche) dalla temperatura (dipende pure dalla pressione parziale della CO2 sull’acqua). Piu’ bassa la temperatura, maggiore CO2 possono contenere gli oceani. All’alzarsi delle temperature degli oceani, questi tendono a rilasciare CO2.
      Di fatto siamo in presenza di un meccanismo di feedback positivo: all’aumentare della temperatura globale (oceani compresi), viene immessa CO2 nell’atmosfera; l’aumento della CO2 (la CO2 ha un potentissimo effetto serra) aumenta la temperatura globale; l’aumento della temperatura aumenta la CO2 in atmosfera… e cosi’ via fin quando, anche a causa dell’aumento della pressione parziale di CO2 sull’acqua, non viene trovato un nuovo equilibrio.
      Ma il dubbio che si pone puo’ essere ragionevole per capire la causa dell’innesco di un riscaldamento climatico (o anche per un raffreddamento, con un andamento alla rovescia) in generale.
      Ma nel caso di *questo* riscaldamento climatico, e’ evidente che l’aumento iniziale di CO2 non e’ dato da un riscaldamento degli oceani me e’ vero il contrario. Il meccanismo a cui accenna, comunque, dovrebbe peggiorare le cose.
      Se non ricordo male, l’aumento della CO2 in atmosfera e’ stato talmente rapido che, aumentando la pressione parziale della CO2 sull’acqua, gli oceani continuano ad assorbire CO2. Inoltre, la grande massa dell’acqua ha fatto si’ che l’aumento della temperatura dell’acqua dei mari sia piu’ lento di quello dell’atmosfera.
      Quando pero’ gli oceani avranno assorbito l’aumento di temperatura, allora rilasceranno CO2 che contribuira’ ad aumentare l’effetto serra. Innescando il feedback positivo.

      Sicuro la co2 aumenta le temperature e bisogna fare il più possibile per contenere

      Almeno su questo siamo d’accordo.

      ma nessuno può affermare con certezza quali siano le cause e i pareri divergenti sono i più importanti soprattutto quelli di premo nobel (vedi anche rubbia)

      Intanto cerchiamo di fermare l’aumento di CO2: quale sia la causa dell’aumento mi interessa poi poco se siamo d’accordo che riscaldera’ il clima.
      Quanto al premio Nobel… le faccio notare che Rubbia l’ha conseguito per studi in tutt’altro campo.

      1. Aumento della pressione parziale della CO2 sull’acqua? 400 parti per milione in volume cioè 1 parte su 2500 non credo che possa influenzare in misura significativa la pressione, anche se si considera che la CO2, più pesante della miscela di gas che costituiscono l’atmosfera, tende a restare a livello del terreno e del mare. Cosa ne pensa?

  8. Sylvie Coyaud

    Forse dovrebbe informarsi sul significato di “tutor“.

    Conosco il significato di tutor, ebbene?

    Non è un blog e non è aperto a tutti, come lei rischia di scoprire tra poco

    Oggi Scienza non è aperto ai commenti di tutti? Se fosse così non sarebbe di alcuna utilità, sarebbe solo una vetrina. Forse non ti è piaciuto il mio commento? Basta scrivere perché o ignorarlo.
    A scanso di equivoci trovo che Zichichi merita in pieno le tue critiche. Affidarsi ai raggi cosmici per spiegare le modificazioni climatiche cui stiamo assistendo è da irresponsabili.

    1. Quasimoto,

      Nessuno può affermare con totale certezza che il riscaldamento climatico non derivi da fattori estrinsechi a al Pianeta terra.

      E’ sicuro? Tutti i climatologi affermano con certezza che può derivare da una maggior attività della corona solare.

      E in particolare é dimostrato da molti studi che é difficile capire se sia l aumento di co2 ad alzare le temperature

      Da due secoli tutti gli studi dimostrano che l’aumento della CO2 in atmosfera causa un aumento della temperatura, qualunque sia la fonte della CO2.

      Un premio Nobel non conferisce conoscenze in climatologia, e le opinioni di Carlo Rubbia in materia sono notoriamente sbagliate.

  9. Aumento della pressione parziale della CO2 sull’acqua? 400 parti per milione in volume cioè 1 parte su 2500 non credo che possa influenzare in misura significativa la pressione

    Vero: l’aumento della pressione parziale della CO2 non influenza in maniera rilevante la pressione complessiva esercitata dall’atmosfera sull’acqua

    Ma irrilevante: la solubilita’ della CO2 dipende dalla pressione parziale della CO2, non dalla pressione dell’intera atmosfera.

    Le ricordo la legge di Henry

    Un gas che esercita una pressione sulla superficie di un liquido, vi entra in soluzione finché avrà raggiunto in quel liquido la stessa pressione che esercita sopra di esso.

  10. E.K.Hornbeck

    Le ricordo la legge di Henry

    Non credo si possa applicare le legge di Henry a un gas abbastanza solubile in acqua come la CO2. Bisogna tener conto della reazione di equilibrio:

    CO2 + H2O H2CO3

    Per di più la legge di Henry si applica in condizioni di equilibrio.
    Ma va bene così.
    Io starei sul generico, dicendo che gli oceani possono assorbire CO2 a bassa temperatura ed emetterla a temperatura più alta.
    Purtroppo i dati che Ocasapiens ha spesso pubblicato dimostrano che la CO2 è in costante aumento sul pianeta. Negarlo sarebbe antiscientifico. Siccome è un gas serra, per come si comporta con le radiazioni che la Terra emette nel rosso e nell’infrarosso, la quantità di calore trattenuto in atmosfera aumenta con l’aumentare della CO2; quindi aumenta la temperatura media. Poi c’è da considerare il metano libero. Sembra che il permafrost in scioglimento ne liberi quantità enormi. Si scatena così una retroazione positiva (negativa per noi).

      1. Sylvie Coyaud

        Secondo i chimici competenti in materia, si applica legge di Henry.

        A Henry’s Law coefficient, KH expresses the equilibrium ratio between the two sides of Eq. 13. However, a critical point to note is that the ocean is NOT in such equilibrium with the atmosphere.

        A critical point indeed.

        Calculations are complicated because of biological activity and because; as we have seen in post 5, as soon as CO2 is absorbed then it forms carbonic acid.

        Very complicated. Hai detto nulla; è quello che ho scritto io; insomma siamo lontano dalle condizioni di applicabilità. La CO2 non si comporta come l’ossigeno e l’azoto che non reagiscono con l’acqua.

        Quello che importa a noi è:

        However these gas laws tell us that the concentration (really we should say partial pressure) of CO2 in both the atmosphere and the oceans are directly related. That is, a CO2 increase in the atmosphere causes a CO2 increase in the ocean.

      2. “Quello che importa noi è” esattamente quello che ha scritto E.K.Hornbeck.
        A noi nel senso di Oggi Scienza, importano anche le conseguenze

        Attualmente il metano non è rilasciato dal permafrost “in quantità enormi”.

    1. @ Camillo Franchini

      Non credo si possa applicare le legge di Henry a un gas abbastanza solubile in acqua come la CO2.

      Quella che facevo io era una semplificazione brutale.
      Poi e’ chiaro che, guardandoci a fondo, le cose si complicano.
      E’ vero che la CO2 reagisce con l’acqua ed entra in equilibrio con l’acido carbonico.
      Ma anche l’H2CO3 reagisce e/o si scinde generando altri equilibri.
      Inoltre, l’acqua del mare non e’ acqua pura ma una zuppa contenente un mucchio di altri elementi e, quindi, le reazioni chimiche aumentano.
      Poi abbiamo gli esseri viventi, che usano massicciamente il carbonio.
      Abbiamo i fondali marini, su cui molti composti si possono depositare.
      Abbiamo strati diversi, con temperature diverse.
      Abbiamo le correnti.
      Gli oceani si estendono dai poli all’equatore, con differenze di temperature molto elevate.
      E’ quindi ovvio che una trattazione rigorosa diventa complicatissima (se non impossibile, per questa via).

      D’altro canto, l’equilibrio tra anidride carbonica e l’acido carbonico non e’ spostato in maniera massiccia a favore del primo?
      Intendo dire: nell’acqua del mare non sono presenti decine di molecole di anidride carbonica per ogni molecola di acido carbonico?

      Questo non ci permette di dire che, per quando solo in prima approssimazione e a livello locale, la Legge di Herny e’ applicabile anche in questo caso?

      Comunque, a prescindere da questo… io citavo la Legge di Henry per convincere Iacopetti che la concentrazione della CO2 in acqua dipende dalla pressione parziale della stessa CO2 in atmosfera, non dalla pressione dell’intera atmosfera (come mi sembra suggerisse Iacopetti).
      Spero che (al netto del fatto che la Legge di Henry possa essere un’approssimazione piu’ o meno buona per calcolare l’esatta relazione) su questo sia d’accordo anche lei.

      Per di più la legge di Henry si applica in condizioni di equilibrio

      Certo.
      Ma, in assenza di equilibrio, c’e’ uno spostamento di gas (dal liquido al gas o viceversa) tendente a stabilire un equilibrio.
      Esattamente quello a cui stiamo assistendo: al rapido aumentare della CO2 in atmosfera (e in assenza di un aumento di temperatura dell’acqua degli oceani altrettanto rapido) l’acqua degli oceani assorbe (per il momento) ulteriore CO2.
      Questo non lo dico io: lo dicono le osservazioni.

      CO2 è in costante aumento sul pianeta. Negarlo sarebbe antiscientifico.

      Perfettamente d’accordo.
      Il problema e’ che alcuni negazionisti, delle cause antropiche del cambiamento climatico, hanno iniziato a sostenere che non e’ vero che la CO2 aumenta a causa dell’uomo poiche’ le registrazioni fossili indicano (spesso) che, nel passato, l’aumento della temperatura precede l’aumento della CO2.
      Quindi, facendo un triplo salto mortale carpiato di logica, sostengono (o, almeno, cercano di insinuare il dubbio), che anche in questo caso e’ stato l’aumento di temperatura a causare l’aumento della CO2, non viceversa. E, quindi, che noi esseri umani non siamo responsabili del cambiamento climatico che stiamo vivendo.
      Anche se non credo che Quasimoto sia un negazionista delle cause antropiche (ma solo una persona nel quale la propaganda dei negazionisti ha insinuato dubbi superflui), dal suo intervento ho percepito un eco della narrativa negazionista.
      Fatto salvo che, comunque, e’ in agguato il feedback positivo tra aumento di temperatura e aumento di CO2, rilevare che (come ci dicono le osservazioni) le acque del mare stanno tutt’ora assorbendo anidride carbonica, ci permette di escludere di essere nel caso dell’aumento della temperatura che causa l’aumento della CO2.

      Poi c’è da considerare il metano libero. Sembra che il permafrost in scioglimento ne liberi quantità enormi. Si scatena così una retroazione positiva (negativa per noi).

      Certo: c’e’ anche il metano che peggiora le cose.

  11. […] Su Zichichi, un articolo dell’ottima Sylvie Coyaud. Considerate che lei cura la rubrica ‘il parco delle bufale’, quindi il tono è spesso sarcastico. Bisogna andare a leggere i tanti link di cui infarcisce i suoi scritti per comprendere bene il discorso (in pratica, Zichichi non ne esce proprio benissimo…) https://oggiscienza.it/2018/12/20/natale-zichichi-vuole-laboratorio-mondiale-climatologia-cosmica/ […]

  12. Attualmente il metano non è rilasciato dal permafrost “in quantità enormi”.

    Giusto per fare sapere che tu la sai più lunga.
    In realtà il metano rilasciato dal permafrost destabilizzato dall’aumento della temperatura in quelle regioni rappresenta già ora una grossa preoccupazione. Informati.

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