sabato, Dicembre 7, 2019
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Dieta BARF, si o no?

Molti scelgono per i propri animali domestici una dieta a base di carne cruda, ossa e interiora, cucinata in casa oppure commerciale. Ma la maggior parte dei benefici per la salute resta non provata e bisogna stare attenti al rischio di contaminazioni.

 

Nutrire il proprio animale domestico con una dieta a base di cibo crudo, ossa e interiora ha benefici per la sua salute rispetto al cibo secco o umido “commerciale”? Se lo chiedete all’American College of Veterinary Nutrition (ACVN), che ha una policy dedicata, la risposta è no. I minimi benefici legati alla salute intestinale non sono sufficienti per giustificare un passaggio a questa dieta o a bilanciare i potenziali rischi per la salute che può comportare per gli animali stessi e per gli altri membri della famiglia dal punto di vista della contaminazione.

Ma facciamo un passo indietro: la dieta a base di carne cruda, spesso chiamata con il nome inglese raw – o BARF, acronimo per Biologically Appropriate Raw Food – negli ultimi anni è diventata sempre più popolare. Può comprendere, sia se preparata in casa che acquistata in negozio, carne cruda, frattaglie, l’occasionale osso e una parte vegetale (che “sostituisce” il contenuto vegetale dello stomaco di una preda). I preparati commerciali possono essere integrati per migliorarne il profilo nutrizionale.

Chi cambia la dieta dei propri cani da crocchette e cibo umido a una dieta raw lo fa con le migliori intenzioni: l’obiettivo è scegliere un’alimentazione più sana, naturale e vicina alle necessità “evolutive” dell’animale, che fornisca al cane tutti i nutrienti dei quali ha bisogno in quanto non vengono distrutti con la cottura. I cani ne guadagnerebbero in pelo più folto e bello, migliore stato di salute generale, denti e gengive più sani, vita più lunga, minor rischio di obesità e tumori.

Eppure, scrive ACVN, “non esistono studi che abbiano esaminato le differenze tra gli animali che mangiano prodotti animali crudi e quelli che seguono un qualsiasi altro tipo di dieta (crocchette, scatolette o cucinata a casa) se non dal punto di vista della digestione […] a oggi, la maggioranza dei benefici dichiarati di una dieta raw resta non provata, mentre i rischi e le conseguenze sono stati documentati”. Per il cibo BARF non è prevista alcuna cottura o lavorazione – come il passaggio attraverso gli estrusori ad alta temperatura che sterilizza il cibo tradizionale prima del confezionamento.

Il punto di vista nutrizionale

La visione della dieta BARF avvicina le esigenze di un cane a quelle di un lupo, mentre l’equivalente gatto-tigre non ha preso piede con la stessa intensità, forse anche perché molti lasciano i propri gatti liberi di predare (considerando così soddisfatte le loro necessità, con tristi conseguenze per la fauna selvatica) e non sono a conoscenza di tutto ciò che mangiano quando fuori dalle mura di casa. Le esigenze alimentari delle due specie sono comunque diverse; i gatti sono carnivori obbligati e hanno bisogno di assumere più proteine per il giusto apporto di nutrienti come la taurina.

Ma c’è anche un altro fattore. “Se propongo la dieta BARF a un cane che mangia crocchette, in genere sarà contento del cambiamento. Nel caso del gatto non è così”, spiega a OggiScienza Giacomo Biagi, Professore associato presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna. “Il gatto abituato a un’alimentazione industriale, in genere, rifiuterà la nuova dieta. Chi prova a modificare l’alimentazione del proprio gatto in questo senso tende a desistere perché il gatto la rifiuta. Il che è curioso, essendo un carnivoro con un istinto predatorio più forte del cane”.

La carne cruda è leggermente più digeribile di quella cotta ma porta con sé il rischio di contaminazione da parte di batteri e parassiti oltre a carenze nutrizionali. La possibilità di non fornire al proprio cane tutti i nutrienti dei quali ha bisogno si presenta sia con le diete crude commerciali che per quelle preparate a casa; per questo gli esperti sconsigliano il fai-da-te (questo vale anche per chi nutre i propri animali con gli “avanzi” dei suoi pasti, come si faceva una volta) e invitano a elaborare la dieta homemade – cruda e non – con l’aiuto del proprio veterinario.

“Le diete a base di carne cruda molto spesso sono nutrizionalmente sbilanciate e/o incomplete”, spiega Biagi. “La BARF che compriamo in negozio è un mix di carni, organi, verdure e ossa macinate ma non c’è l’attenzione al bilanciamento dei nutrienti che c’è nella crocchetta. Il messaggio associato a queste diete è che se in natura gli animali stanno bene mangiando prede, riproducendo la situazione a casa otterrò lo stesso risultato e non dovrò preoccuparmi di altri nutrienti. Intanto l’animale in natura mangia la preda intera, cosa che in una dieta cruda – fatta in casa o commerciale – non succede. Inoltre, per quanto si possa preferire il ‘naturale’ all’industriale, ciò che accade in natura non è categoricamente sempre meglio: di fatto, con questo approccio, dovremmo smettere di prenderci cura dei nostri animali lasciando che la natura faccia il suo corso anche in caso di malattia?”.

La sicurezza alimentare

I CDC, l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, non entrano troppo nel merito della questione nutrizionale ma non raccomandano il passaggio a una dieta cruda per via dei rischi legati alle contaminazioni. A chi comunque sceglie di nutrire il proprio cane in questo modo, indicano di lavare molto bene le mani con acqua e sapone dopo aver maneggiato il cibo crudo, oltre a disinfettare le superfici con le quali è entrato a contatto come banconi della cucina, microonde, frigorifero e utensili.

L’aspetto della contaminazione è quello menzionato più spesso nello sconsigliare le diete crude, soprattutto da quando ci si è posti il problema per i cani da servizio come la pet therapy: è una buona idea che mangino cibo non cucinato potenzialmente contaminato, se durante il loro lavoro entrano in contatto con persone a rischio come anziani, donne incinte, bambini piccoli e pazienti con un sistema immunitario debole? L’ultimo studio che ha indagato il livello di contaminazione è stato pubblicato su Veterinary Record. Le conclusioni sono in linea con quanto già trovato dalle ricerche che hanno analizzato prodotti BARF di marchi commerciali: molti contengono alti livelli di batteri.

“Cani e gatti che mangiano una dieta cruda sono più a rischio di contrarre infezioni da batteri antibiotico-resistenti rispetto agli animali che seguono diete convenzionali, il che può comportare un rischio serio sia per la salute animale che quella pubblica” aggiungeva uno studio del 2018 guidato dal veterinario Paul A. M. Overgaauw dell’Università di Utrecht, quando i ricercatori hanno identificato nel cibo crudo anche il parassita Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi.

“Tra le caratteristiche critiche della dieta BARF c’è la stessa carne cruda, potenziale fonte di microrganismi patogeni o parassiti. Da un lato contamino l’ambiente con batteri pericolosi, con un potenziale rischio a livello ambientale per l’animale e le persone; negli USA alcune cliniche non permettono ai cani che mangiano cibo crudo di entrare in specifiche zone con pazienti e i cani che fanno pet therapy non possono essere nutriti con alimenti crudi. Anche nel caso non ci siano conseguenze immediate per la salute del cane, quando i patogeni vengono espulsi con le feci sono ancora vitali”, conferma Biagi.

Bisogna poi distinguere tra carne e carne: il suino crudo, ad esempio, è un no categorico e può rivelarsi molto pericoloso, a causa della possibile presenza del virus di Aujeszky, responsabile della pseudorabbia di cani e gatti, una malattia dall’esito sempre letale

Anche le ossa possono causare problemi di salute. “L’incidente può succedere: un dente che si frattura, il pezzo d’osso che si ferma nell’esofago e crea qualche lesione. Inoltre, negli animali più anziani, molte ossa nella dieta possono predisporre a costipazione intestinale”. Cosa dire poi della possibilità di integrare queste diete con integratori commerciali? “Nel momento in cui uso le ossa – che contengono calcio, fosforo e magnesio – e gli organi interni – come il fegato ricco di vitamina A – la necessità di usare integratori scende rispetto alla dieta casalinga tradizionale. Al contempo non è detto che scompaia e spesso chi nutre il proprio cane con dieta BARF non ne è consapevole. I nutrienti sono tanti e a volte si sottovaluta l’importanza di verificare che la dieta scelta per il proprio cane contenga tutto; se scelgo le crocchette, al contrario, ho garanzia che non manchi nulla e integrare sarebbe scorretto”.

Cambiare dieta ha senso?

Un altro elemento legato alle ossa è che “si può discutere rispetto al fatto di darle a cani con dentizione ben diversa da quella del lupo”, prosegue Biagi. Chi sceglie la dieta BARF ne fa anche un discorso etologico, parlando della felicità del cane nel poter masticare carne e ossa polpose, “parla dell’osso come di un particolare momento di benessere e soddisfazione. Ma una cosa è dargli un significato nutrizionale all’interno della dieta, un’altra ben diversa è attribuirgliene uno etologico”.

L’approccio di fronte alla scelta di come nutrire i propri animali dovrebbe sempre essere scientifico, dal punto di vista nutrizionale e igienico. “Non bisogna lasciar indietro la scienza per seguire una moda e non lo dico in senso dispregiativo: ci sono milioni di cani che mangiano BARF e non ci sono morie per cause infettive o legate all’ingestione di ossa, ma è bene che il proprietario sia consapevole delle criticità, senza allarmismo. Va ribadito che l’approccio è poco scientifico: tornare a mangiare quello che il lupo mangiava in natura fa un po’ sorridere se parliamo della dieta di un carlino o di un chihuahua. Il cane ha capacità digestive diverse dal lupo. Ad esempio può digerire l’amido, quasi sempre senza difficoltà salvo rare eccezioni tra razze nordiche o cani come i lupi cecoslovacchi”.

Parlare di alimentazione naturale, paragoni con il lupo, evoluzione e non di selezione perde via via di senso se ci allarghiamo ancora alle razze oggi più apprezzate, come bulldog francesi, inglesi e boston terrier, nelle quali oltre l’80% delle cucciolate necessita di taglio cesareo per nascere.

Come dice l’ACVN, la maggior parte degli studi si concentra sull’aspetto intestinale della dieta nonostante non sia chiaro se e come la maggior digeribilità si traduca in altri benefici per la salute dei cani. Un breve studio del 2017 ha confrontato la dieta cruda con quella a base di crocchette su otto cani per un mese; gli autori hanno concluso che la dieta modifica la comunità microbica delle feci e che quella BARF porta a una crescita più bilanciata delle comunità batteriche e a una modifica positiva nelle funzioni intestinali.

La letteratura scientifica su questo tipo di dieta non è ampia. “Chi sceglie la dieta BARF non lo fa secondo la poca letteratura pubblicata, che mostra solo come il microbiota intestinale diventi leggermente più variegato con la carne cruda, ma seguendo principi più ‘filosofici’ che scientifici. Si tratta di scegliere tra il ‘naturale’ e l’industriale”, ribadisce Biagi, “ad esempio rifiutando di includere l’amido nella dieta. Non ci sono controindicazioni nell’eliminarlo, ma nemmeno motivi per non inserirlo. Cani e gatti possono vivere senza, ma toglierlo significa aumentare molto i costi perché è una fonte di energia a basso costo”.

I costi da sostenere per nutrire il proprio cane con diete di questo tipo sono un aspetto spesso dimenticato, ma fondamentale. E volerle portare avanti risparmiando è un controsenso, oltre che un modo per rischiare problemi nutrizionali nel proprio animale. I proprietari devono esserne consapevoli ed è il caso dei cani nutriti a polli interi cui sono stati tolti il petto e le ali, lasciando più ossa che carne. “È un discorso prettamente economico: nutrire con BARF un cane di 30-35 chilogrammi è costoso e capita che i proprietari cerchino tagli economici, finendo però con quelli che sono più che altro avanzi. Se togliamo il muscolo e lasciamo una grossa parte di ossa, l’equilibrio è decisamente diverso”, dice Biagi.

“Se c’è una situazione in cui abbandonare la dieta commerciale per una casalinga può avere senso è quella di animali intolleranti o allergici agli ingredienti contenuti in alimenti commerciali, o agli alimenti commerciali in toto. Parliamo di cani con dermatiti allergiche o enteropatie e il passaggio a cibo cucinato a casa può portare a dei benefici, ma in questo caso i benefici non dipendono in alcun modo dal fatto che la carne sia cruda, cotta o soltanto scottata”.


Leggi anche: FIP, cos’è la peritonite infettiva felina

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

2 Commenti

  1. Da allevatore Amatoriale di Gatti che usa barf da circa 6 anni mi sento di rispondere a questo articolo:

    ARTICOLO: “Nutrire il proprio animale domestico con una dieta a base di cibo crudo, ossa e interiora ha benefici per la sua salute rispetto al cibo secco o umido “commerciale”? Se lo chiedete all’American College of Veterinary Nutrition (ACVN), che ha una policy dedicata, la risposta è no. I minimi benefici legati alla salute intestinale non sono sufficienti per giustificare un passaggio a questa dieta o a bilanciare i potenziali rischi per la salute che può comportare per gli animali stessi e per gli altri membri della famiglia dal punto di vista della contaminazione.”

    RISPOSTA:
    Oggi la comunità scientifica tutta, è impegnata a studiare il microbiota intestinale perché è ormai abbastanza certo che da quello dipende il nostro sistema immunitario… qui viene detto che i benefici non sono cosi importanti, i maggiori ricercatori sulla Fip felina( malattia ad oggi incurabile) sono concordi nel consigliare barf, sia come prevenzione che nella fase della malattia.
    Dal nostro sistema immunitario dipende la nostra salute, per cui come si può dire che questo beneficio è insufficiente?
    La questione batteri nella barf parte dallo studio di campioni di carne macinata , preparata industrialmente, mentre viene completamente ignorato che la maggiorparte delle persone che utilizza barf per i propri animali compra carne al supermercato destinata al consumo umano, e per quella i controlli sono severissimi, quindi le precauzioni son le stesse che devono essere usate quando prepariamo il cibo per le persone. La sanificazione della carne attraverso la cottura deve raggiungere il cuore della carne per diversi minuti, ma la maggiorparte delle persone che mangia carne non pone attenzione a questo, anzi la carne viene spesso mangiata al sangue dove i batteri sono ancora vivi.
    Di quali pericoli sitiamo parlando quindi? Inoltre tengo a sottolineare che la capacità di gestione dei batteri da parte dei cani e dei gatti è molto più competente della nostra, ( ricordiamo il cane che sotterra l osso e poi torna a mangiarlo dopo svariati giorni)
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    ARTICOLO: “Ma facciamo un passo indietro: la dieta a base di carne cruda, spesso chiamata con il nome inglese raw – o BARF, acronimo per Biologically Appropriate Raw Food – negli ultimi anni è diventata sempre più popolare. Può comprendere, sia se preparata in casa che acquistata in negozio, carne cruda, frattaglie, l’occasionale osso e una parte vegetale (che “sostituisce” il contenuto vegetale dello stomaco di una preda). I preparati commerciali possono essere integrati per migliorarne il profilo nutrizionale.
    Chi cambia la dieta dei propri cani da crocchette e cibo umido a una dieta raw lo fa con le migliori intenzioni: l’obiettivo è scegliere un’alimentazione più sana, naturale e vicina alle necessità “evolutive” dell’animale, che fornisca al cane tutti i nutrienti dei quali ha bisogno in quanto non vengono distrutti con la cottura. I cani ne guadagnerebbero in pelo più folto e bello, migliore stato di salute generale, denti e gengive più sani, vita più lunga, minor rischio di obesità e tumori.
    Eppure, scrive ACVN, “non esistono studi che abbiano esaminato le differenze tra gli animali che mangiano prodotti animali crudi e quelli che seguono un qualsiasi altro tipo di dieta (crocchette, scatolette o cucinata a casa) se non dal punto di vista della digestione […] a oggi, la maggioranza dei benefici dichiarati di una dieta raw resta non provata, mentre i rischi e le conseguenze sono stati documentati”. Per il cibo BARF non è prevista alcuna cottura o lavorazione – come il passaggio attraverso gli estrusori ad alta temperatura che sterilizza il cibo tradizionale prima del confezionamento.

    RISPOSTA:
    chi deve documentare che un prodotto cotto estruso, ricostituito chimicamente, sia adeguato alla nutrizione dei pet, sono le aziende che producono questi mangimi, perché quello che ha previsto madre natura per i carnivori sono le prede/ barf.
    Non ci sono bisogno di studi per provarlo.

    Inoltre l esperienza di Medici Veterinari come il Dott. Billinghurst che cura e nutre i suoi cani e quelli dei suoi pazienti da ben 50 anni con Alimentazione a crudo BARF e la dottoressa Lisa Pierson che cura i suoi gatti e quelli dei suoi pazienti da piu di 30 anni, solo per citare alcuni veterinari dimonstrano senza ombra di dubbio che c è tutta una parte di Veterinari concordi nel sostenre , che l alimentazione naturare , fresca e ben bilanciata, è sempre la cosa migliore per noi come per gli animali.

    Vorrei aggiungere anche la mia esperienza come allevatore amatoriale che nutre con barf, adulti e cuccioli e che ha risolto tutti i problemi di parassitosi intestinale ( i gatti e cuccioli che si nutrono esclusivamente a barf, non consentono ai parassiti di infestare l animale in quanto l ambiente intestinale creatosi grazie alla carne cruda non lo consente) Ho documentazione dell istituito zooprofilattico per chi la volesse consultare.
    Inoltre ho risolto problemi di manifestazioni della pelle come forfora e caduta del pelo causati da mangimi industriali. Problemi di tartaro, alitosi, disbiosi, e nessuno dei miei gatti, nemmeno gli anziani di 13 anni, hanno i tipici problemi renali legati all uso dei mangimi secchi.
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    ARTICOLO: “Il punto di vista nutrizionale
    La visione della dieta BARF avvicina le esigenze di un cane a quelle di un lupo, mentre l’equivalente gatto-tigre non ha preso piede con la stessa intensità, forse anche perché molti lasciano i propri gatti liberi di predare (considerando così soddisfatte le loro necessità, con tristi conseguenze per la fauna selvatica) e non sono a conoscenza di tutto ciò che mangiano quando fuori dalle mura di casa. Le esigenze alimentari delle due specie sono comunque diverse; i gatti sono carnivori obbligati e hanno bisogno di assumere più proteine per il giusto apporto di nutrienti come la taurina.
    Ma c’è anche un altro fattore. “Se propongo la dieta BARF a un cane che mangia crocchette, in genere sarà contento del cambiamento. Nel caso del gatto non è così”, spiega a OggiScienza Giacomo Biagi, Professore associato presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna. “Il gatto abituato a un’alimentazione industriale, in genere, rifiuterà la nuova dieta. Chi prova a modificare l’alimentazione del proprio gatto in questo senso tende a desistere perché il gatto la rifiuta. Il che è curioso, essendo un carnivoro con un istinto predatorio più forte del cane”.
    RISPOSTA:
    Il gatto è notoriamente un “ esperienzivoro”, per questo non riconosce la carne come cibo se addirittura la madre è stata nutrita a crocchette. ( probabilmente il latte avrà diversa composizione)
    Nella mia esperienza di allevatore, gattini, figli di madri che mangina barf , ma anche solamente gattini svezzati a barf, se non hanno assunto mangimi industriali durante la questa fase , non riconoscono le crocchette come cibo e non le mangeranno. Questo nel tempo, mi ha portato ad abituare i cuccioli anche alle crocchette nell ultima fase in cui restano a casa con me, perchè una delle grandi lamentele dei nuovi proprietari è che il gatto non mangiava le crocchette e non sapevano davvero cosa fare.
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    ARTICOLO:
    “ La possibilità di non fornire al proprio cane tutti i nutrienti dei quali ha bisogno si presenta sia con le diete crude commerciali che per quelle preparate a casa; per questo gli esperti sconsigliano il fai-da-te (questo vale anche per chi nutre i propri animali con gli “avanzi” dei suoi pasti, come si faceva una volta) e invitano a elaborare la dieta homemade – cruda e non – con l’aiuto del proprio veterinario.
    “Le diete a base di carne cruda molto spesso sono nutrizionalmente sbilanciate e/o incomplete”, spiega Biagi. “La BARF che compriamo in negozio è un mix di carni, organi, verdure e ossa macinate ma non c’è l’attenzione al bilanciamento dei nutrienti che c’è nella crocchetta.
    Il messaggio associato a queste diete è che se in natura gli animali stanno bene mangiando prede, riproducendo la situazione a casa otterrò lo stesso risultato e non dovrò preoccuparmi di altri nutrienti. Intanto l’animale in natura mangia la preda intera, cosa che in una dieta cruda – fatta in casa o commerciale – non succede. Inoltre, per quanto si possa preferire il ‘naturale’ all’industriale, ciò che accade in natura non è categoricamente sempre meglio: di fatto, con questo approccio, dovremmo smettere di prenderci cura dei nostri animali lasciando che la natura faccia il suo corso anche in caso di malattia?”.

    RISPOSTA:
    Il Dr Biagi, non vuole prendere in considerazione il fatto che non tutti i proprietari di animali sono ignoranti e che se le perosone non applicano in modo corretto il metodo, non è un problema del metodo.
    Una bella fetta di persone che da crudo, si informa , studia, e o si rivolge al nutrizionista per paura di sbagliare, inoltre chi fa barf, nella maggioranza dei casi , non acquista prodotti pronti, proprio perchè vuole nutrire bene il suo animale e vedere , “cosa c è nel piatto” questo consente, di preparare pasti bilanciati sul “lungo periodo”, perchè ricordiamocelo che noi non mangiamo tutti i santi giorni bilanciato, non stiamo attenti che ci sia il rapporto calcio / fosforo perfetto, che gli omega tre siano presenti tutti i giorni!

    I bilanciamenti e l attenzione nella formulazione delle crocchette, non c è , basta verificare quanto dico, nei richiami che vengono pubblicati sul sito FDA, dove una nota azienda che produce pet food ha ben 4 richiami in un anno , per lo stesso identico problema di sovradosaggio di vitamina D come negli anni scorsi il sovradosaggio era per il ferro e sappiamo bene che è peggio un sovradosaggio della carenza e se vuole, Dr Biagi, possiamo evitare di parlare dei richiami per la presenza, di Pentobarbital, in un altrettanto famosa azienda che produce cibo pet food…..( potete verificare sul sito FDA, perche se metto le fonti di ciò che dico il mio commento non verrà pubblicato)

    ARTICOLO:
    La sicurezza alimentare
    I CDC, l’organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti, non entrano troppo nel merito della questione nutrizionale ma non raccomandano il passaggio a una dieta cruda per via dei rischi legati alle contaminazioni. A chi comunque sceglie di nutrire il proprio cane in questo modo, indicano di lavare molto bene le mani con acqua e sapone dopo aver maneggiato il cibo crudo, oltre a disinfettare le superfici con le quali è entrato a contatto come banconi della cucina, microonde, frigorifero e utensili.
    L’aspetto della contaminazione è quello menzionato più spesso nello sconsigliare le diete crude, soprattutto da quando ci si è posti il problema per i cani da servizio come la pet therapy: è una buona idea che mangino cibo non cucinato potenzialmente contaminato, se durante il loro lavoro entrano in contatto con persone a rischio come anziani, donne incinte, bambini piccoli e pazienti con un sistema immunitario debole? L’ultimo studio che ha indagato il livello di contaminazione è stato pubblicato su Veterinary Record. Le conclusioni sono in linea con quanto già trovato dalle ricerche che hanno analizzato prodotti BARF di marchi commerciali: molti contengono alti livelli di batteri.
    “Cani e gatti che mangiano una dieta cruda sono più a rischio di contrarre infezioni da batteri antibiotico-resistenti rispetto agli animali che seguono diete convenzionali, il che può comportare un rischio serio sia per la salute animale che quella pubblica” aggiungeva uno studio del 2018 guidato dal veterinario Paul A. M. Overgaauw dell’Università di Utrecht, quando i ricercatori hanno identificato nel cibo crudo anche il parassita Toxoplasma gondii, responsabile della toxoplasmosi.
    “Tra le caratteristiche critiche della dieta BARF c’è la stessa carne cruda, potenziale fonte di microrganismi patogeni o parassiti. Da un lato contamino l’ambiente con batteri pericolosi, con un potenziale rischio a livello ambientale per l’animale e le persone; negli USA alcune cliniche non permettono ai cani che mangiano cibo crudo di entrare in specifiche zone con pazienti e i cani che fanno pet therapy non possono essere nutriti con alimenti crudi. Anche nel caso non ci siano conseguenze immediate per la salute del cane, quando i patogeni vengono espulsi con le feci sono ancora vitali”, conferma Biagi.

    RISPOSTA:

    Batteri, micotossine, toxoplasma , giardia &CO e relativi richiami sia per alimenti umani che pet food, ne vengono fatti tutti i giorni ….. il problema di ” cosa mangiamo” o cosa diamo da mangiare ai ns gatti e delle contaminazioni è un problema generale, non legato alla barf!
    Perche ricordiamo che barf, non significa comprare i “ salsicciotti pronti” quello è sempre comunque “ pet food”
    Quindi cosi come il problema dell antibioticoresistenza. parliamo di feci di pet, e non parliamo dei liquami degli animali da reddito o le nostre? o la quantità di antibiotici usati su di essi?
    Ok , tutto concorre a creare un problema e anche i pet hanno la loro parte, ma non è corretto e soprattutto non serve guardare la pagliuzza , quando c è un trave piantato in un occhio!
    Quante persone fanno barf, rispetto al problema globale?
    Se non ci mettiamo nell ottica di idee che è l’ essere umano, che può , in quanto essere Intelligente e può scegliere cosa mangiare a differenza dei carnivori stretti, smettesse di mangiare carne e a questo punto della faccenda non ci saremmo arrivati, ma non solo, avremmo una risoluzione velocissima a ¾ dei problemi del pianeta. Cercare la responsabilità nella barf della contaminazione batterica e dell’ antibioticoresistenza mondiale se permettete fa davvero sorridere .

    ARTICOLO:
    Bisogna poi distinguere tra carne e carne: il suino crudo, ad esempio, è un no categorico e può rivelarsi molto pericoloso, a causa della possibile presenza del virus di Aujeszky, responsabile della pseudorabbia di cani e gatti, una malattia dall’esito sempre letale.
    Anche le ossa possono causare problemi di salute. “L’incidente può succedere: un dente che si frattura, il pezzo d’osso che si ferma nell’esofago e crea qualche lesione. Inoltre, negli animali più anziani, molte ossa nella dieta possono predisporre a costipazione intestinale”. Cosa dire poi della possibilità di integrare queste diete con integratori commerciali? “Nel momento in cui uso le ossa – che contengono calcio, fosforo e magnesio – e gli organi interni – come il fegato ricco di vitamina A – la necessità di usare integratori scende rispetto alla dieta casalinga tradizionale. Al contempo non è detto che scompaia e spesso chi nutre il proprio cane con dieta BARF non ne è consapevole. I nutrienti sono tanti e a volte si sottovaluta l’importanza di verificare che la dieta scelta per il proprio cane contenga tutto; se scelgo le crocchette, al contrario, ho garanzia che non manchi nulla e integrare sarebbe scorretto”.

    RISPOSTA:
    Chi si approccia alla dieta BARF queste “ lezioni “ sono le prime impara.
    La invito a iscriversi al mio gruppo FB – barf solo gatti e a rendersi conto di quante persone intelligenti siano iscritte.

    ARTICOLO:
    Cambiare dieta ha senso?
    Un altro elemento legato alle ossa è che “si può discutere rispetto al fatto di darle a cani con dentizione ben diversa da quella del lupo”, prosegue Biagi. Chi sceglie la dieta BARF ne fa anche un discorso etologico, parlando della felicità del cane nel poter masticare carne e ossa polpose, “parla dell’osso come di un particolare momento di benessere e soddisfazione. Ma una cosa è dargli un significato nutrizionale all’interno della dieta, un’altra ben diversa è attribuirgliene uno etologico”.
    L’approccio di fronte alla scelta di come nutrire i propri animali dovrebbe sempre essere scientifico, dal punto di vista nutrizionale e igienico. “Non bisogna lasciar indietro la scienza per seguire una moda e non lo dico in senso dispregiativo: ci sono milioni di cani che mangiano BARF e non ci sono morie per cause infettive o legate all’ingestione di ossa, ma è bene che il proprietario sia consapevole delle criticità, senza allarmismo.

    RISPOSTA Di un Veterinario- Dr. Bettio ( reperibile sul sito Olikos) che ho copiato perche davvero non saprei dirlo a meglio:

    Sappiamo che il cibo non è una mera nutrizione ma anche una esperienza emotiva. Pensate al latte materno, per esempio. Pensato al significato del latte materno sia per gli umani che per gli atri animali mammiferi. Oggi giorno il cibo sta diventando una forma di socialità, di appagamento , di benessere, basti pensare a quando si partecipa a qualche cena tra amici oppure a tutta la miriade di trasmissioni televisive che parlano di cibo e ricette. Bene, nessuno si sognerebbe di ingerire cibi preconfezionati per tutta la vita, vero? A meno che non sia nelle condizioni di doverlo fare, tipo gli astronauti che per motivi logistici devono adeguarsi alla ‘solita minestra’, altrimenti ‘il salto dalla finestra’ sarebbe fatale a quelle latitudini siderali.
    Proprio in questa epoca nella quale il cibo è diventato così centrale nella nostra vita, tanto che Expo 2015 è stata dedicata al tema della nutrizione del pianeta (con tutte le criticità che sono emerse soprattutto sul piano etico), ci accorgiamo quanto sia importante l’affermazione ippocratica che dice che il cibo è al nostra salute. Ci accorgiamo sempre più che il cibo ormai sta diventando, se non lo è già diventato, il nostro primo veleno. Questo problema colpisce noi umani ma anche gli animali con i quali condividiamo questo pianta e questo tempo.
    La nutrizione è un elemento fondamentale. E’ l’accesso alle sostanze nutritive plastiche e metaboliche, ma non è solo questo. E’ anche una psico-alimentazione che può aiutare i nostri animali nella loro crescita psichica, relazionale, emotiva, cognitiva. Quindi, se il cibo è una esperienza neuro-cognitiva, questo dovrebbe essere dato nel rispetto evolutivo specie-specifico. L’idea, quindi, che esista un pet-food in grado di fornire a cani e gatti tutti i nutrienti di cui avranno bisogno durante il corso della propria esistenza è un mito, così come credere che non ci possano essere delle conseguenze date da un tale tipo di alimentazione.
    Benchè io sappia che non è facile da dimostrare in modo analitico, credo che mangiare cibo di produzione industriale, equivalga a mangiarsi anche tutto il processo industriale che lo produce. E questo ha delle conseguenze importanti sulla salute dei nostri animali.

    ARTICOLO:
    Parliamo di cani con dermatiti allergiche o enteropatie e il passaggio a cibo cucinato a casa può portare a dei benefici, ma in questo caso i benefici non dipendono in alcun modo dal fatto che la carne sia cruda, cotta o soltanto scottata”.

    RISPOSTA:
    Scottare la carne ai fini di strerilizzare la carne, non ha alcun significato, poiché per sanificare la carne la si deve cuocere al cuore per svariati minuti.

  2. Manca una parte della mia ultima RISPOSTA:
    Rispetto ai benefici, dove viene detto che cotto ,crudo o scottato non fa differenza, mi pare ovvio, che per quanto riguarda enteropatie, dermatite allergiche citate, il beneficio deriva dal fatto di aver completamente levato gli additivi/conservanti del cibo industriale, quindi mi pare ovvio che usare un alimentazione cotta, che deve essere per forza reintegrata con additivi chimici, perchè denaturata dalla cottura, non sia cosi “sano” dato che per esempio la Taurina, che viene persa con la cottura deve essere reintegrata con taurina sintetica, che per il 90% viene prodotta in cina da un processo chimico. Usare un cibo crudo ( barf) per trattare queste problematiche consente di non dover reintegrare additivi nel cibo . Nella barf le integrazioni ( per compensare eventuali carenze, dato che gli animaliallevati non sono così nutrienti come gli animali sevatici, di cui si nutrirebbero se i gatti vivessero liberi) si possono fare con alimenti extra come i rossi d uovo, lievito secco, gamberetti con carapace, cuore etcc….. Quindi io vedo molta differenza tra carne cruda o cotta ai fini della cura di queste patologie, perchè una vera cura non dovrebbe prevedere solo l organo interessato , ma deve essere curato tutto l organismo , altrimenti sarebbe un po come dire , aggiusto la ruota dell auto , ma poi uso l olio vecchio per il motore …. La barf non soltanto non ha additivi chimici e conservanti, ma cura/ nutre tutto l organismo con nutrienti naturali altamente biodisponibili.

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Eleonora Degano

Eleonora Degano

Giornalista, editor e traduttrice freelance
Biologa di formazione, oggi mi occupo di comunicazione della scienza scrivendo soprattutto di animali e autismo. Sono editor del magazine OggiScienza, scrivo e traduco soprattutto per National Geographic Italia e l'agenzia Loveurope and Partners di Londra. Nel 2017 è uscito per Mondadori Università il mio libro Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie.