martedì, Ottobre 22, 2019
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Sesso: un adolescente su 10 non usa nemmeno il coito interrotto

Uno su dieci crede che il coito interrotto protegga dalle malattie, uno su cinque che lo faccia la pillola. Serve più educazione sessuale fra i giovanissimi, a partire dalle scuole.

Tra i giovanissimi c’è confusione sulla contraccezione: tanti corrono rischi senza rendersene conto. Immagine: Pixabay

Secondo un sondaggio dell’Istituto Superiore di Sanità condotto su oltre 16 mila studenti di 16-17 anni, iscritti in 482 scuole di tutta Italia, gli adolescenti ancora oggi pensano di saperne di più sulla propria sessualità rispetto alla realtà. Anche quando si rendono conto di non avere chiaro qualche aspetto dell’argomento, non è detto che si informino tramite canali seri: nove ragazzi su dieci cercano online le informazioni che riguardano i rischi di eventuali rapporti sessuali non protetti, infezioni comprese. Meno di uno su cinque si informa a scuola, uno su dieci da medici o esperti, da riviste, libri e TV.

Il tabù in famiglia, dove non si parla di sesso

Esistono ancora parecchi tabù nel rapporto genitori-figli. Sono pochi (il 20% degli intervistati) i ragazzi e le ragazze che si sentono a proprio agio nel parlare di questo tema in famiglia, nonostante i genitori degli adolescenti di oggi appartengano alla generazione nata a partire dalla fine degli anni Sessanta.

Il 45% di questi ragazzi e ragazze non ha mai nemmeno parlato di contraccezione in famiglia, il 44% non ha mai affrontato il tema delle malattie sessualmente trasmesse, il 42% dei cambiamenti della pubertà e della maturità sessuale. Un ragazzo o ragazza su tre non ha mai confidato nulla della propria vita sentimentale ad almeno un genitore. Questo nonostante un terzo dei ragazzi intervistati abbia già avuto rapporti sessuali completi prima della maggiore età, con o senza contraccettivi.

Molti ragazzi, in ugual misura a Nord e a Sud, ritengono che la scuola dovrebbe essere più presente con corsi di educazione sessuale, ma passando ai fatti al Sud queste esperienze sono ancora molto poche rispetto al resto d’Italia. Solo un terzo degli adolescenti meridionali ha partecipato a incontri dove si è parlato anche di sessualità, contro il 78% dei coetanei del Nord.

Poca tutela e molta confusione sui metodi contraccettivi

Il risultato di questa scarsa comunicazione su tutti i fronti è che rispetto al 2010 rimane ferma al 10% la percentuale degli adolescenti sessualmente attivi che non usa alcun metodo contraccettivo, nemmeno il coito interrotto. Aumenta la quota di chi usa il preservativo, il coito interrotto e il calcolo dei giorni fertili, ma reale consapevolezza dei limiti di ogni metodo contraccettivo è scarsa. Anche quanto a malattie sessualmente trasmesse, siamo ancora lontani da avere adolescenti davvero consci dei pericoli. Dal sondaggio, emerge che le ragazze non ne sanno più dei ragazzi.

Un adolescente su dieci crede che il coito interrotto protegga dalle malattie e il 9% dei maschi e il 7% delle femmine è convinto che fare sesso calcolando i giorni fertili sia sufficiente per proteggersi dalle eventuali malattie sessualmente trasmesse. Un ragazzo e una ragazza su cinque pensano che la pillola anticoncezionale sia un metodo valido per proteggersi da infezioni, anche nel caso di rapporti occasionali.

In tutta questa confusione, il contatto con i medici è tutto sommato scarso: solo una ragazza su tre si è mai recata a una visita ginecologica, fra i ragazzi solo il 12% si è sottoposto a visita andrologica.

Qual è invece la situazione fra i loro fratelli maggiori, gli attuali studenti universitari? Non molto diversa, in realtà. Il 95% dei ragazzi sessualmente attivi usa metodi contraccettivi: il 71% il preservativo, il 46% la pillola o altri metodi contraccettivi, il 24% il coito interrotto, anche se un universitario su cinque dichiara di aver avuto rapporti non protetti.



Leggi anche: Rapporto genitori-figli: l’effetto sulla salute mentale degli adolescenti

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

10 Commenti

  1. Ma cosa deve usare, ma basta! Sono troppo.piccoli per fare esperienza. Ma scrivete un po’ un articolo a favore del controllo degli istinti animali ( violenza compresa) che fate meglio!!!!

    1. @ STEFANIA

      Ma cosa deve usare, ma basta! Sono troppo.piccoli per fare esperienza. Ma scrivete un po’ un articolo a favore del controllo degli istinti animali ( violenza compresa) che fate meglio!!!!

      Non credo che l’intenzione dell’autrice fosse scrivere un articolo “a favore” o contro qualcosa. Ma semplicemente quello di riferire le risultanze di un sondaggio condotto dall’Istituto Superiore di Sanita’.
      In pratica: di presentarci delle informazioni che possano aiutarci a capire meglio la realta’.
      Poi ognuno faccia le sue valutazioni su quanto gradisce o non gradisce la realta’.

      In ogni caso, non siamo noi adulti a decidere se sono o non sono troppo piccoli per fare esperienza: piaccia o non piaccia, a quell’eta’ lo decidono da soli.

      E, comunque, l’articolo parla (principalmente) di adolescenti di 16/17 anni.
      Non sono ancora maggiorenni e non possono votare ma, a quell’eta’, possono sposarsi, anche se solo con l’autorizzazione di un giudice.

      E se a un’eta’ nella quale possono sposarsi un 20% di loro e’ convinto l’uso della pillola anti-concezionale possa proteggere dalle infezioni e se meno della meta’ di loro e’ convinto che epatiti virali, gonorrea, clamidia e sifilide siano sessualmente trasmissibili… be’… forse qui abbiamo (ancora) un grave problema di educazione.
      Ma non credo sia solo relativo al “controllo degli istinti animali”.

  2. stefania, è grazie a persone come te che crescono repressi, disinformati, ognuno deve fare sesso all’età che vuole, quanto vuole e come vuole, e gli adulti hanno il dovere fornirli delle informazioni necessarie per evitare malattie sessualmente trasmissibili, e gravidanze indesiderate. Basta con questa ipocrisia!

  3. Guardate cari ragazzi che l’informazione non manca, anche quando ero adolescente io si sapeva tutto sucome evitare malattie sessualmente trasmisdibili e gravidanze. Quello che manca oggi è l’insegnamento dell’educazione sentimentale, perché il problema è distinguere fra sentimenti e istintualità. Il dominio di sè stessi ebiterebbe molte cose brutte, tutte le cose brutte, ma per voi dom8narsi significa essete represso, invece significa rispettarsi reciprocamente. Ma quando lo capirete sará ormai tardi e la terra sará tornata ad essete una giungla. Già si vede con i ” no vax ” che vogliono di nuovo ripristinare la selezio e naturale. Si si, continuiamo cosi, facciamovi del male, diceva nanni moretti in “bianca”.

    1. @ Stefania

      Guardate cari ragazzi che l’informazione non manca

      Ma l’ha letto l’articolo che sta commentando?
      Ci dice esattamente il contrario.

      anche quando ero adolescente io si sapeva tutto sucome evitare malattie sessualmente trasmisdibili e gravidanze

      Quando io ero adolescente, sapeva tutto chi si informava.
      Autonomamente.
      Educazione sessuale nelle scuole?
      Non pervenuta ai miei tempi e, mi sembra di capire, neanche oggi.
      Ribadisco: risulta che circa il 20% dei 16/17enni e’ convinto che l’uso della pillola anti-concezionale possa proteggere dalle infezioni e che meno della meta’ di loro e’ consapevole del fatto che epatiti virali, gonorrea, clamidia e sifilide siano sessualmente trasmissibili.

      Quello che manca oggi è l’insegnamento dell’educazione sentimentale, perché il problema è distinguere fra sentimenti e istintualità.

      L’articolo che stiamo commentando ci spiega che manca un’educazione molto ma molto piu’ basilare.
      E, comunque, non mi sembra che educazione sessuale ed educazione sentimentale siano in contrasto.

      Il dominio di sè stessi ebiterebbe molte cose brutte, tutte le cose brutte,

      Anche una decente educazione sessuale eviterebbe molte “cose brutte”.
      Ma davvero molte e molto brutte.

      ma per voi dom8narsi significa essete represso, invece significa rispettarsi reciprocamente.

      Dipende cosa intende con “dominarsi”.
      Ho l’impressione che, per lei, “rispettarsi reciprocamente” implichi (a 16/17 anni) evitare di fare sesso.
      Inteso in questo modo, si’: implica repressione.
      Oggettivamente, implica repressione.

      Posso capire che “educazione sentimentale” possa essere intesa in questo senso. Da chi ha un punto di vista religioso.
      Ma io sono convinto che il rispetto reciproco e l’educazione sentimentale siano perfettamente compatibili con un’attiva vita sessuale. Anche a 16/17 anni.
      O magari anche no: l’importante e’ che sia il singolo libero di decidere cosa e’ giusto per se stesso. Almeno finquando non fa del male agli altri.

      Ma quando lo capirete sará ormai tardi e la terra sará tornata ad essete una giungla.

      Ma quando capira’ lei che non puo’ imporre le sue idee e il suo sistema di valori a dei ragazzi di 16/17 anni?
      Ai quali — e, direi anche, giustamente — non importa assolutamente nulla di quello che noi adulti pensiamo.
      Se la Terra e’ una giungla (come e’ sempre stata, non illudiamoci) e’ colpa della nostra generazione e di quelle che ci hanno preceduto.
      Dobbiamo sperare che i giovano facciano di testa loro perche’, dovessero fare di testa nostra, sarebbero condannati in partenza.

      Si si, continuiamo cosi, facciamovi del male, diceva nanni moretti in “bianca”.

      Perche’ Nanni Moretti e “Bianca” in minuscolo?
      Comunque, la sua e’ una citazione a doppio taglio.
      Spero non voglia considerare Michele Apicella (il personaggio di Nanni Moretti in “Bianca”) come positivo esempio a livello sentimentale (o altro).
      E, comunque, Michele Apicella criticava con “continuiamo cosi’, facciamoci del male” chi non aveva mai mangiato la Sacher Torte.
      Praticamente: a un represso.

  4. Se ogni commento che dissente da una linea modernista voi lo dovete condire per forza con la repressione religiosa vuol dire che non credete (e neanche accettate) la pluralità del pensiero. E comunque anche imporre ai ragazzi un minestrone in cui ci sta tutto basta che non si ammmalino e, per carita!!!!, non procreino mi sembra una bella imposizione fatta a persone influenzabili e in divenire. Bravi, standin ovuleshion.

    1. @ Stefania

      Se ogni commento che dissente da una linea modernista voi lo dovete condire per forza con la repressione religiosa vuol dire che non credete (e neanche accettate) la pluralità del pensiero.

      Ma da che pulpito?
      Proprio lei — che vuole imporre ai ragazzi di 16/17 anni i suoi pregiudizi paternalistici (“Sono troppo.piccoli per fare esperienza”) e che pur non avendo letto, o capito, l’articolo che sta commentando (“Guardate cari ragazzi che l’informazione non manca”) pretenderebbe che gli autori scrivessero e pubblicassero quello che desidera (“Ma scrivete un po’ un articolo a favore del controllo degli istinti animali ( violenza compresa) che fate meglio!!!!”) — si lamenta della mancanza di accettazione della pluralita’ di pensiero?
      “Ma basta!” lo ha scritto lei; alla faccia della pluralita’ di pensiero.

      E poi ci etichetta con l’espressione “linea modernista”.

      Se lei ci ricorda il Nanni Moretti di “Bianca”, io le cito il Nanni Moretti di “Palombella Rossa”: “Come parla? Come parla? Le parole sono importanti”.

      Dal linguaggio che usa, lei sembrerebbe ferma alla Pascendi Dominici gregis di Pio X.

      E comunque anche imporre ai ragazzi un minestrone in cui ci sta tutto basta che non si ammmalino e, per carita!!!!, non procreino mi sembra una bella imposizione fatta a persone influenzabili e in divenire. Bravi, standin ovuleshion.

      “Standing”, non “standin”.

      Ripeto: quella che vuole imporre qualcosa ai ragazzi — i suoi pregiudizi e i comportamenti conseguenti — e’ solo lei.
      Ripeto anche quello che penso: l’importante e’ che sia il singolo libero di decidere cosa e’ giusto per se stesso. Nel piu’ rigoroso rispetto della liberta’ di pensiero (e non solo).
      Al contrario, la sua aspirazione a imporre ai giovani i suoi pregiudizi, o agli autori del presente articolo gli argomenti di cui occuparsi, sono indice di una mentalita’ censoria e oscurantista.

      E interessante anche il suo accenno alla mancanza di procreazione.

      Non mi e’ chiarissimo ma mi sembra di capire che lei, perfettamente in linea con la posizione cattolica, si stia lamentando del fatto che un’educazione sessuale decente permetterebbe ai giovani di fare sesso *senza* procreare.
      Quindi, sempre se non capisco male, lei ritiene che i giovani di 16/17 anni “Sono troppo.piccoli per fare esperienza” ma, nel caso, abbastanza grandi per diventare genitori.
      O forse lei e’ ostile, piu’ in generale, a un’educazione sessuale che consenta a chiunque sia sessualmente attivo, adulti compresi, di decidere se e quando procreare?

  5. In un mondo ideale tutti vengono accolti con le loro diversità, io non so di chi Pio vai narrando, mi informerò, ma il mondo che volete creare con tutte queste regole e comportamenti programmati è molto più simile ad un formicaio che a una società civile. Con cio ti saluto.

  6. @ Stefania

    In un mondo ideale tutti vengono accolti con le loro diversità

    Assolutamente.
    Il che e’ in contrasto stridente con il suo liberticida “Ma cosa deve usare, ma basta! Sono troppo.piccoli per fare esperienza. Ma scrivete un po’ un articolo a favore del controllo degli istinti animali ( violenza compresa) che fate meglio!!!!”.

    Mi sembra che lei confonda “accettazione della pluralita’ di pensiero” e “accoglimento della diversita’” con condivisione delle sue idee.

    Mi sembra, dal suo precedente intervento (“Se ogni commento che dissente da una linea modernista voi lo dovete condire per forza con la repressione religiosa vuol dire che non credete (e neanche accettate) la pluralità del pensiero”) che lei non riesca ad accettare che altri possano avere idee diverse dalle sue e che fosse convinta che, esprimendole, le sue idee avrebbero convinto e sarebbero stare condivise dagli interlocutori.

    Si rassegni: le nostre opinioni sono diverse e tali rimarranno anche esprimendole.

    A me sta benissimo che lei abbia delle idee diverse dalle mie; a me sta benissimo che le esprima; ma sono idee diverse e quindi esprimo anche le mie, chiarendo che sono in contrasto con le sue. Si chiama “dialogo”. Si chiama “confronto”. Si chiama “liberta’”.

    Cosi’ come mi sta benissimo che un adolescente ritenga di essere troppo giovane per fare sesso; purche’ lui, e gli adulti che la pensano come lui, non pretendano di imporre agli altri adolescenti la medesima scelta.

    io non so di chi Pio vai narrando, mi informerò

    Ottima idea: informarsi e informare e’ proprio quello che suggerisce l’articolo che sta commentando.

    ma il mondo che volete creare con tutte queste regole e comportamenti programmati è molto più simile ad un formicaio che a una società civile

    Lei sta rivoltando la frittata.

    Il mondo che vorremmo creare con “regole e comportamenti programmati”?

    Se c’e’ qualcuno che vuole imporre regole e comportamenti programmati *ad* *altri* e’ proprio lei.
    Ricorda quando ha scritto “ma basta! Sono troppo.piccoli per fare esperienza”?

    Se c’e’ qualcuno che suggerisce comportamenti che ci porterebbero a un formicaio e’ proprio chi si oppone a un’educazione sessuale e alla possibilta’ di decidere se e quando riprodursi.

    Con cio ti saluto.

    Promesse, promesse…

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