giovedì, Novembre 21, 2019
SCOPERTE

Gobihadros, dalla Mongolia un nuovo adrosauro

I resti completi di un dinosauro vissuto tra i 72 e 66 milioni di anni fa svelano un tassello dell’evoluzione degli adrosauridi in Asia.

Crediti: Tsogtbaatar et al, 2019.

Lungo circa tre metri, un muso a becco d’anatra con una fittissima sequenza di denti per tritare meglio il fogliame e un osso ilio del bacino a forma di S. Queste sono le caratteristiche principali del fossile di Gobihadros rinvenute in Mongolia dai paleontologi. Una scoperta eccezionale, perché i resti di questo dinosauro vissuto durante l’inizio del periodo Maastrichtiano del Cretaceo superiore, circa 70 milioni di anni fa, rappresenta un importante tassello per lo studio dell’evoluzione degli adrosauridi tra l’Asia e il nord America.

Una nuova specie di dinosauro

I resti di questi dinosauri erbivori e largamente diffusi della famiglia degli adrosauridi stanno emergendo solo di recente, ancora molto c’è da comprendere sulle loro caratteristiche e sulla loro evoluzione. I resti di uno scheletro completo e di altri fossili parziali sono stati analizzati dai ricercatori. I palentologi guidati da Khishigjav Tsogtbataaar della Mongolian Academy of Science e da David Evans del Royal Ontario Museum hanno pubblicato i risultati sulla rivista Plos One.

Lo scheletro fossile è stato trovato nella regione di Bayshin Tsav, nel deserto del Gobi in Mongolia, e la datazione delle rocce in cui era conservato dimostrano che è vissuto durante il periodo del Cretaceo superiore. Nella stessa regione sono stati trovati anche altri fossili e frammenti ossei, ma parziali. Analizzando i resti, i ricercatori hanno scoperto che il Gobihadros non può essere considerato a tutti gli effetti un esemplare degli adrosauri ma piuttosto un cugino molto somigliante, che si inserisce nella famiglia degli adrosauridi. Forse ne è addirittura un antenato.

I dinosauri dal becco d’anatra

La nuova specie rinvenuta in Mongolia fa parte di una famiglia di dinosauri erbivori detti Ornitischi. La lunghezza di questi erbivori andava dai tre metri del Gobihadros fino ai 14 dello Shantungosaurus, ritrovato nella regione cinese dello Shadong. Questi erbivori vivevano in branchi e pascolavano nelle pianure del nord America e dell’Asia. La loro principale caratteristica era il cranio, che terminava con una appendice a forma di becco d’anatra. La parte posteriore della bocca inoltre possedeva dai 400 denti stabili necessari per triturare il fogliame e facilitarne la digestione nell’intestino.

Il Gobihadros ha una peculiare mandibola con tre denti per ogni posizione dentaria. Questa famiglia di erbivori, oltre al dente stabile, era dotata di circa 1000 denti “di ricambio”. In ogni posizione dentaria quindi c’erano più denti, ma solo uno era funzionale. Un’altra caratteristica degli adrosauridi erano le creste dalle forme bizzarre, che secondo i paleontologi erano probabilmente utilizzate per produrre dei suoni di richiamo specifici.

Dal Nord America all’Asia

Non è tanto la somiglianza a far riflettere i ricercatori, ma le differenze. Secondo gli autori dello studio, le differenze tra il Gobihadros, nato in Asia, e il Saurolophus anustirostris, originario del Nord America, rappresentano l’importante indizio di una migrazione che ha portato all’estinzione della specie asiatica. Il ritrovamento dello scheletro suggerisce che gli adrosauri siano arrivati dal Nord America nelle pianure dell’Asia passando dallo stretto di Bering, che durante il periodo del Campaniano del Cretaceo superiore era un ponte di terra che collegava i due continenti.

Per poter confermare questa ricostruzione, spiegano gli autori dello studio, sarà necessario individuare nuovi dati fossili che permettano di determinare con certezza sia l’età che la posizione di questi dinosauri durante il periodo di transizione tra le due specie: “I resti fossili straordinariamente conservati di adrosauride ci hanno offerto l’opportunità di poter studiare per la prima volta un nuovo genere e specie di dinosauri vissuto durante il Cretaceo superiore in Mongolia, che speriamo possa essere di aiuto nello studio dell’evoluzione delle specie erbivore tra cui adrosauridi, iguanadonti e ornitopodi”.


Leggi anche: Il dinosauro sudafricano che si accovacciava come un gatto

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

 

Veronica Nicosia
Aspirante astronauta, astrofisica per formazione, giornalista di professione. Laureata in Fisica e Astrofisica all'Università La Sapienza, vincitrice del Premio giornalistico Riccardo Tomassetti nel 2012 con una inchiesta sull'Hiv. Scrive di scienza, salute, ambiente e tecnologia per Blitz Quotidiano, Oggiscienza, 'O Magazine e Il Giornale.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: