venerdì, Settembre 18, 2020
CRONACAIN EVIDENZA

Con Covid-19 in Italia è cresciuto il mercato dei farmaci illegali

Mascherine protettive contraffatte, gel disinfettanti per le mani di pessima qualità e farmaci antivirali di dubbia provenienza: i risultati delle operazioni Interpol.

La maggior parte dei prodotti bloccati sono farmaci contro la disfuzione erettile privi di licenza, per combattere l’insonnia e antidolorifici. Ma rispetto alla medesima operazione condotta nel 2018, dall’Interpol fanno sapere che è evidente l’aumento della contraffazione dovuta all’emergenza del coronavirus. Sono infatti cresciuti del 18% gli antivirali sequestrati e raddoppiati quelli di clorochina, un farmaco antimalarico, che secondo gli esperti dell’Interpol può essere comunque legato all’emergenza COVID-19. A questi si devono anche aggiungere 37 mila mascherine chirurgiche contraffatte.

Operation Pangea online

I controlli si sono concentrati nella settimana tra il 3 e il 10 marzo scorsi, quando in Italia le zone rosse si stavano allargando dal lodigiano e dal padovano a coprire la Lombardia e le 14 province più colpite. L’Operazione Pangea ha coinvolto le forze di dogana e di polizia di 90 paesi e non si è limitata a intercettare pacchi sospettati di contenere medicinali senza licenza o contraffatti. Ha anche agito sulle pubblicità online.

A livello mondiale sono stati individuati oltre 2 mila pubblicità di prodotti legati a COVID-19, come “corona spray”, “coronaviruses medicines” o simili. Si trovavano su un numero complessivo di oltre 5 mila siti, pagine facebook, negozi online che sono stati individuati e chiusi. Dall’operazione è stato possibile individuare 37 diversi gruppi che operavano per gestire questi commerci e complessivamente gli arresti sono stati 121.

In Italia

Anche nel nostro paese la contraffazione e il mercato illegale di medicinali e dispositivi medici sta cercando di approfittare dell’emergenza. Il Comando della Guardia di Finanza di Foggia ha sequestrato nei giorni scorsi circa 6 mila mascherine monouso da due commercianti. Metà erano “costituite da un filtro simile a quello utilizzato per le cappe dei piani cottura, avvolto e cucito in un tessuto di cotone”. Le altre, invece erano “coppe anatomiche per signore ai cui estremi era stato cucito un elastico”. La stessa operazione ha intercettato anche migliaia di confezioni di igienizzante per mani perfettamente in regola, ma venduto a prezzi gonfiati in modo illecito.

Immagine: Interpol

Quello di Foggia non è l’unico caso. A Frattamaggiore, in provincia di Napoli, le forze dell’ordine hanno individuato una fabbrica di saponi che si è rapidamente convertita nella produzione di prodotti igienizzanti e disinfettanti, senza però rispettare le norme. Le etichette sequestrate, che dovevano servire per 20 mila confezioni, sono risultate riportare diciture ingannevoli. Sulla base delle disposizioni fornite dal Ministero della Salute, infatti, i prodotti che pubblicizzano in etichetta un’azione di disinfezione possono essere immessi in commercio solo a seguito di una specifica autorizzazione da parte del Ministero stesso o dell’Unione Europea.

Casi simili si sono registrati anche a Roma, in provincia di Catania e di Palermo. Dall’inizio dell’emergenza per il coronavirus in Italia, la sola Guardia di Finanza (dati aggiornati al 17 marzo) ha sequestrato su tutto il territorio nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia, 60 mila prodotti. Di questi 5 mila sono stati bloccati in dogana, gli altri sono stati intercettati già in commercio all’ingrosso o al dettaglio. Numeri che non tengono in conto solamente dei prodotti contraffatti o privi di licenza, ma anche di quelli messi in commercio con ricarichi e speculazioni illeciti (fino al 6.000% nel caso di alcune mascherine individuate nel napoletano).

Motivi in più per limitarci all’acquisto di prodotti certificati dal Ministero della Salute o dall’Unione Europea (le autorizzazioni devono essere visibili in etichetta), non lasciarsi tentare da siti online che vendono prodotti senza ricetta medica e dubitare di diciture dubbie o poco chiare: a essere a rischio è la nostra salute.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Immagini: Pixabay

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Marco Boscolo
Science writer, datajournalist, music lover e divoratore di libri e fumetti datajournalism.it
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