giovedì, Agosto 6, 2020
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Vaccini: un’istantanea in numeri

Quali sono le malattie per cui ci si vaccina e qual è la copertura vaccinale in Italia e nel mondo? A quanto ammonta il numero di bambini che non ricevono vaccini e dove si trovano? Lo vediamo in un racconto in numeri.

In aprile c’è stata la Settimana mondiale delle vaccinazioni. Quest’anno, in cui siamo tutti costretti a casa per via della pandemia di COVID-19, le autorità invitano a riflettere sull’importanza dei vaccini. Lo scopo della settimana è anche quello di sensibilizzare sul fatto che circa 20 milioni di bambini nel mondo non ricevono oggi, nel 2020, nemmeno un vaccino. La campagna di quest’anno ha diversi obiettivi legati a questo grave problema: dimostrare il valore e l’importanza delle vaccinazioni, mostrare come esse siano la base per creare un sistema di immunizzazione forte, evidenziare il bisogno di costruire immunità andando a sopperire con i vaccini laddove mancano, anche con investimenti mirati.

I vaccini nel mondo

Secondo l’OMS, nel 2018 circa l’86% dei bambini del mondo (116,3 milioni di bambini) ha ricevuto 3 dosi di vaccino DTP3 (difterite-tetano-pertosse), considerate vaccinazioni di base. Questo numero però è fermo dal 2010, e l’obiettivo è quello di portarlo al 95% per ottenere un’immunizzazione globale più soddisfacente. Questa percentuale è infatti quella di base per avere la cosiddetta immunità di gregge.

129 nazioni nel mondo hanno ottenuto per il vaccino DTP3 almeno il 90% di copertura vaccinale. 19,4 milioni di bambini (1 su 10) nel mondo però, non vi hanno accesso e circa il 60% di questi bambini vive in soli 10 stati del pianeta: Angola, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Nigeria, Pakistan, Filippine, Vietnam.

Per cercare di ovviare a questo problema i Ministri della salute di 194 paesi del mondo nel 2017 hanno approvato una risoluzione per migliorare questa situazione e espandere la copertura vaccinale anche a queste nazioni. 167 Paesi del mondo aggiungono alle vaccinazioni di routine anche quella per il morbillo, una malattia altamente infettiva che colpisce spesso i bambini. La copertura vaccinale per questa malattia è salita dal 35% del 2010 al 52% attuale.

La malattia per cui è disponibile un vaccino ma per cui si muore di più è la tubercolosi, con circa 1,5 milioni di morti evitabili l’anno di cui circa 230.000 bambini, tanto che la tubercolosi è delle prime 10 cause di morte nel mondo. Circa 10 milioni di persone nel pianeta hanno contratto la tubercolosi nel 2017 di cui circa 1 milione erano bambini. Uno degli obiettivi delle Nazioni Unite entro il 2030 è proprio quello di sconfiggere definitivamente la tubercolosi. Circa 558 mila casi al mondo sono stimati essere resistenti alla rifampicina, il farmaco che cura questa malattia, rendendo sempre più difficile combatterla. In Europa sono stati segnalati 55.337 casi di tubercolosi nel 2017, di cui 3.944 in Italia.

I vaccini in Italia

Le vaccinazioni obbligatorie in Italia sono le seguenti:

  • anti-poliomielitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b
  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella (introdotta nel 2017)
  • anti-meningococco (introdotta nel 2017)
  • anti-rotarovirus (introdotta per i nati 2018)

A partire dal 2013, nel nostro Paese si è verificato un progressivo calo delle vaccinazioni, “che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%. Questa è la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati” (Ministero della Salute).

Ci sono poi altre malattie per cui è disponibile il vaccino ma la cui vaccinazione non è obbligatoria. Si tratta del vaccino per prevenire l’HPV (Papilloma virus), l’influenza (consigliata soprattutto per certe fasce della popolazione), l’epatite A e le vaccinazioni contro le infezioni da pneumococco.

In merito alle vaccinazioni a 24 mesi (dato riferito al 2018 per i nati nel 2016) possiamo notare come, anche per alcune delle malattie obbligatorie, da un po’ di tempo in alcune regioni non si raggiunga il 95% minimo di vaccinazioni. Per morbillo, parotite e rosolia si hanno solo 93 vaccinati su 100.

Sulle vaccinazioni a 36 mesi (nati 2015) sempre nel 2018 invece il dato si aggiusta, portando per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, HIB, morbillo, parotite e rosolia la vaccinazione al 96% (media italiana).

Relativamente alle vaccinazioni introdotte più recentemente, invece, i dati sono molto differenti. Per i nati 2016 nel 2018 si aveva un 74,2% di vaccinati per la varicella, 84,9% di vaccinati per il meningococco e solo un 19,4% per il rotarovirus. Per i nati nel 2015 i dati sono più bassi per varicella (50,2% ) e rotarovirus (14,4% ), più alti invece quelli per il meningococco: 86,6%. È però importante notare che queste vaccinazioni sono state rese obbligatorie nel 2017 (anti-varicella e anti-meningococco) e per i nati nel 2018 (anti-rotarovirus).

In merito agli adolescenti (nati 2002, dati osservati nel 2018) vediamo i numeri di copertura vaccinale abbassarsi notevolmente. Si tratta in questo caso di richiami (difterite, tetano, pertosse) o di eventuali recuperi (morbillo, parotite, rosolia, anti-meningococco e epatite A). Solo il 70,43% risulta coperto per la difterite, il 70% tetano e il 69% per la pertosse. Morbillo, parotite e rosolia risultano invece avere oltre l’80% di copertura vaccinale.

Confrontando i dati del 2018 rispetto a quelli del 2017 (anno in cui sono state emanate le Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale) però, il trend risulta sempre più positivo: le coperture vaccinali stanno ricominciando a salire. La copertura per la poliomielite per esempio, ha guadagnato un +48% dal 2017 al 2018 e ben 14 regioni hanno superato il 95% di copertura. Anche i nati nel 2015 e 2014 hanno recuperato molte vaccinazioni nell’anno 2018: +2,68% per l’anti-polio e +7,67% di anti-morbillo.

Presso il sito del Ministero della Salute è possibile controllare il Calendario delle Vaccinazioni e verificare quando vaccinare sé stessi e i propri figli e per cosa. Dal 2018 è anche attiva l’Anagrafe delle Vaccinazioni, creata tramite i dati che vengono comunicati dalle Regioni al Ministero della Salute in maniera costante. Questi dati sono relativi a: vaccinati, soggetti da vaccinare, immunizzati e impossibilitati a vaccinarsi per motivi di salute, oltre che delle dosi e dei tempi di somministrazione dei vaccini e degli eventuali effetti indesiderati.


Leggi anche: Vaccino contro il Coronavirus: a che punto siamo

Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Fotografia: Pixabay

Francesca Zanni
Ho frequentato un corso di Giornalismo Culturale e tre corsi di scrittura creativa dopo una laurea in Storia Culture e Civiltà Orientali e una in Cooperazione Internazionale. Ho avuto esperienze di lavoro differenti nella ricerca sociale e nella progettazione europea e attualmente mi occupo di editoria. Gattara, lettrice accanita e bingewatcher di serie TV.

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