sabato, Luglio 4, 2020

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Di COP in COP

La prossima settimana, il 29 novembre 2010 inizia a Cancun (Messico) la 16esima Conferenza delle Parti ONU (per gli amici...

Tris di crisi

L'operazione "Salvare la tigre" parte male, i coralli dei Caraibi patiscono il caldo e la recessione economica fa calare le...

Se siete da queste parti

IL CORRIERE DELLA SERRA - Al Dipartimento di biologia dell'università di Padova, inizia il seminario internazionale "Biodiversità, sostenibilità e solidarietà". Fra gli organizzatori, c'è il prof. Maurizio Paoletti, curatore e uno degli autori di Ecological Implications of Minilivestock. Potential of insects, rodents, frogs and snails. Ovvero l'Artusi della cucina con proteine animali alternative: insetti, roditori, rane e lumache che si possono catturare e allevare senza danneggiare l'ambiente e la sua diversità.

Tabula rasa

C'era una volta a Ferrara, nella frazione di Sant'Egidio, l'Oasi del Poggetto. Era universalmente conosciuta come "Oasi" per il suo indubbio valore naturalistico e prendeva il nome dal vicino Santuario della Beata Vergine del Poggetto, risalente al XII secolo. L'area comprendeva maceri (un tempo utilizzati per la canapa), bacini palustri, siepi, boschi e boschetti con imponenti alberi secolari. Uno di questi maceri era poi particolarmente rilevante, trattandosi di una struttura naturale detta "gorgo" e compariva, assieme a un boschetto, già nelle mappe del 1814. Un territorio quindi strutturalmente eterogeneo, perfetto per ospitare fauna e flora tipica del territorio. Era una tenuta privata, ma rientrando tra le aree sotto la gestione di un'azienda faunistico venatoria, era adeguatamente controllata e mantenuta. Oggi, quel patrimonio naturalistico a pochi chilometri da Ferrara (città Patrimonio Mondiale dell'Umanità) non esiste più: tabula rasa, nel vero senso della parola

Salveremo il Vavilov?

IL CORRIERE DELLA SERRA - Il presidente Medvedev ha raccolto l'appello internazionale e rinviato a fine ottobre l'eventuale vendita dei terreni della stazione, allettanti perché vicini al palazzo fatto costruire dalla grande Caterina, in una periferia molto chic. All'inizio del mese pareva che l'Istituto e le sue sette stazioni di ricerca dovessero passare sotto l'ala dell'Accademia russa delle scienze, della cui onesta gestione del bene comune è lecito dubitare e comunque priva dei fondi necessari. Le trattative continuano tra i ministeri e il 26 ottobre a difesa del Vavilov è intervenuta la Camera pubblica, un comitato di sorveglianza della pubblica amministrazione, creato nel 2006 dall'allora presidente Putin. E privo di poteri decisionali.

Noi e gli altri – 3

IL CORRIERE DELLA SERRA - Il 20 ottobre uscirà il rapporto dell'Onu sullo stato della popolazione mondiale. Fino a quel momento, siamo ufficialmente 6,8 miliardi in cima alla catena alimentare globale, con 60 miliardi di animali d'allevamento, in maggioranza vegetariani, e da compagnia, in maggioranza carnivori. In alcuni paesi ricchi si diffonde la dieta vegetariana, ma ogni americano mangia 8 kg di carne in più all’anno rispetto al 1970. Nei paesi che escono dalla povertà i consumi di carne aumentano più velocemente della popolazione e del reddito.

Noi e gli altri – 2

"Triage" significa smistamento nel gergo dei chirurgi di guerra che devono decidere, quando i feriti sono troppi, quali operare e...

Noi e gli altri

IL CORRIERE DELLA SERRA - Informarsi non è obbligatorio, ma in alcuni siti che indichiamo vale la pena andare solo per guardare le immagini. In questo caso, accanto al link abbiamo messo (wow) [Continua...] . Sta per "spettacolare" o per "struggente" se parecchie specie sono in via di estinzione o per "sensazionale" perché ne sono appena state scoperte di nuove. I link con accanto (sigh) sono deprimenti.

O tempora, o more!

Se vi andava, dicevo a metà agosto, c’era da firmare l’appello al presidente Medvedev per fermare le ruspe che minacciavano...

Vale la pena di salvare gli unicorni?

NOTIZIE - L’avvistamento di esemplari di animali rarissimi e bizzarri (i media di solito usano richiami mitologici, dallo yeti all’unicorno, come in questo caso) negli ultimi tempi risveglia in me un senso di pietà. Le immagini che vengono diffuse ritraggono spesso animali in fin di vita. Se il caso precedente è da archiviare nella categoria bufale, l’ultimo avvistamento invece si riferisce a una specie reale e “gravemente minacciata”. È infatti di qualche giorno fa la notizia del primo avvistamento confermato degli ultimi dieci anni di un esemplare di saola (Pseudoryx nghetinhensis), un animale davvero rarissimo che vive sul confine fra Laos e Vietnam. Nonostante l’animale abbia due corni, viene definito l’unicorno asiatico. Teorie adudaci si spingono persino a ipotizzare che proprio il saola – che qualcuno, senza prova alcuna, pensa abbia vissuto anche in Cina, in epoca preistoria - è il responsabile della vasta mitologia cinese sugli unicorni.
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