lunedì, Ottobre 26, 2020

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Meglio una birra o un caffé?

Se re Artù partisse oggi alla ricerca del Sacro Graal, la coppa che assicurava la vita eterna, spererebbe di trovarci dentro una birra fresca piuttosto che un caffé espresso.
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Alle api piace il caffè

CRONACA - Dopo una giornata trascorsa incessantemente tra un fiore e l'altro, anche il più industrioso degli insetti lavoratori avrebbe grossa difficoltà a ricordarsi su quale pianta ritornare il giorno successivo. Ma alcune specie vegetali hanno escogitato un sottile escamotage 'psicologico' per essere messe in cima alla lista: un nettare arricchito alla caffeina

OggiScienza TV – Uno anzi due caffè al giorno …

OGGISCIENZA TV - Secondo una nuova ricerca del gruppo di ricercatori tra cui i genetisti del professor Paolo Gasparini del Burlo Garofolo di Trieste, il caffè potrebbe avere un effetto benefico sull’udito. Ne parliamo con Giorgia Girotto, una delle giovani ricercatrici che assieme a Dragana Vuckovic, ha condotto lo studio.

Addio al caffè come si deve

ECONOMIA - Entro il 2080 potremmo dover scrivere il necrologio dell'Arabica, la varietà di caffè più amato dagli intenditori. E tutto a causa dei cambiamenti climatici. Stando allo studio effettuato dai ricercatori dei Kew Gardens di Londra, in collaborazione con gli etiopi dell'Environment and Coffee Forest Forum, la varietà Arabica, a differenza della meno pregiata Robusta, sarebbe a rischio di estinzione. Gli autori della ricerca, pubblicata in questi giorni su PloS One, hanno analizzato la situazione attuale e, valutando i dati disponibili sugli odierni cambiamenti del clima, hanno potuto realizzare un modello predittivo della distribuzione futura della pianta, in modo da dare avvio alle corrette politiche di conservazione dell'Arabica. Utilizzando i dati bioclimatici hanno ipotizzato tre scenari possibili in tre diversi intervalli temporali: il 2020, il 2050 e il 2080. Tutti gli scenari indicano un'influenza molto negativa dei cambiamenti climatici sulla diffusione dell'Arabica. Anche nell'ipotesi più favorevole, però, c'è poco da ridere: si calcola una riduzione minima dell'Arabica del 38% nei prossimi settant'anni e di una più probabile del 65%. E si arriva, nella peggiore delle ipotesi, ad una drastica perdita del 99,7%, che è solo un modo più delicato di dire che si tratterebbe di una scomparsa praticamente totale della varietà scelte dalle marche di caffè più prestigiose (la Illy, azienda italiana che punta sulla qualità del prodotto vende solo caffè di qualità arabica)
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