venerdì, Ottobre 30, 2020

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Nuvole

Nuovi dati dell'esperimento CLOUD, al CERN, smentiscono tuttora l'ipotesi sulla causa del riscaldamento globale che doveva dimostrare. Ma ora collaborano anche ricercatori che non negano l'effetto serra della CO2 e la camera di simulazione produce conferme interessanti.

La rivoluzione dov’è? Seconda puntata

NOTIZIE - Sarà una specialità locale come la raclette? Al CERN di Ginevra sono stati misurati tassi e tempi dell'aggregazione di nanoparticelle e vapore acqueo a certe temperature e con un'energia equivalente a quella dei raggi cosmici galattici. In natura però i nuclei - gli aerosol - che innescano la formazione delle nubi sono molto più grossi e Stefano Henin, Jérôme Kasparian e altri fisici del gruppo di biofotonica all'università di Ginevra hanno progettato un esperimento per produrli in condizioni e grandezze reali. Nell'autunno del 2009 hanno installato sulla riva del Rodano un "sistema laser Teramobile capace di emettere terawatt in femtosecondi" oltre a svariati strumenti per rilevare gli effetti delle rapidissime pulsazioni del fascio laser sulla composizione chimica dell'aria. In condizioni meteo che andavano da 2 a 36° C e con un tasso di umidità dal 30 al 100%, a varie ore del giorno e della notte hanno sparato lampi di 270 femtosecondi l'uno per un totale di 133 ore. Chissà i vicini cos'avranno pensato, prove per una discoteca o per comunicare con gli alieni?

La rivoluzione dov’è?

IL CORRIERE DELLA SERRA - L'esperimento era stato proposto nel 1997 da Kirky per verificare una tesi sostenuta dal fisico danese Henrik Svensmark in vari articoli e nel libro di "cosmoclimatologia" The Chilling Stars. In breve, è questa. Quando aumenta il magnetismo o vento solare, i raggi cosmici ad alta energia in arrivo dal resto della galassia - da non confondere con quelli del Sole trovati da PAMELA - penetrano meno abbondanti nell'atmosfera. Siccome sarebbero determinanti per la formazione di nubi basse, dice la tesi, dando agli aerosol presenti in atmosfera l'energia necessaria per fare da nuclei di condensazione del vapore acqueo. In loro assenza ci sarebbe una scarsità di nubi basse, e questa scarsità causerebbe la quasi totalità del presente riscaldamento globale