sabato, Marzo 6, 2021

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Un mondo di polli

APPROFONDIMENTO - In teoria, gli insetti sembrano essere i candidati ideali a sfamare un’umanità che cresce a ritmi sostenuti. In...

Cresce il carrello bio

AMBIENTE - C’è crisi. Non è una novità. Il portafoglio delle famiglie italiane è messo a dura prova: nei primi sei mesi del 2012 i consumi alimentari sono scesi del 3%, ma il mercato del biologico continua a crescere, facendo segnare un aumento del 6,1%. Secondo i dati diffusi dal dossier “Bio, benessere garantito” di AIAB, Coldiretti e Legambiente, l’Italia con oltre 1 milione di ettari certificati è tra i principali produttori europei di alimenti biologici. Un settore che oggi conta più di 48mila operatori, registrando un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro

Verso una strategia energetica nazionale? Forse.

AMBIENTE - Quattro obiettivi principali, sette priorità, 14 miliardi di euro all'anno in meno di bolletta energetica e 180 miliardi di investimenti, da qui al 2020, nella green economy e nei settori tradizionali. Sono questi i primi numeri della bozza in circolazione della Strategia Energetica Nazionale. Dopo anni di assenza, il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di definire entro la fine del 2012 una prospettiva energetica di medio lungo termine. Prima di guardare al futuro, qualche dato sul bilancio attuale. Nel 2011 abbiamo consumato più di 346mila GWh di energia elettrica, il 62,8% proveniente da fonti tradizionali, il 24% da rinnovabili e il 13,2% importata dall'estero. Il piano allo studio prevede un'evoluzione del settore elettrico verso un mix incentrato su gas e rinnovabili, dove le rinnovabili, con un 38% atteso, saranno la prima componente del mix energetico. Altro punto chiave consiste nella diminuzione della dipendenza dall'estero. Gli interventi di efficienza energetica previsti, l'aumento delle rinnovabili e la maggiore produzione nazionale di idrocarburi dovrebbero contribuire a ridurre la quota di elettricità importata dal 13,2% al 6%. Nel complesso, leggendo le cento pagine del documento, le intenzioni sembrano buone. Per ogni settore energetico analizzato sono definiti obiettivi e risultati attesi. Purtroppo, però, non sempre le analisi sono accompagnate da misure attuative chiare o coerenti con l'obiettivo da raggiungere. Ma, ricordiamolo, si tratta solo di una bozza. Stay tuned!

Il pranzo è servito, ma la dieta meditterranea non piace più

COSTUME E SOCIETÀ - Sarà forse colpa della dieta Dukan, ma gli italiani sembrano non amare più la dieta mediterranea. A dirlo è l’Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, che ha pubblicato l’ultima indagine sui consumi e sulle abitudini alimentari degli italiani. Guardando agli ultimi 150 anni, l’allontanamento dal modello alimentare mediterraneo comincia verso la fine degli anni ’60, con una diminuzione del consumo di proteine vegetali e carboidrati a favore di proteine animali e grassi di origine animale. Oggi le cinque porzioni di frutta e verdura, tanto care alle mamme, sono quasi un miraggio. In media ne consumiamo 418 grammi al giorno, appena sopra il minimo raccomandato dalla Fao (400 g). In compenso mangiamo molta carne rossa, circa 700 grammi a testa alla settimana contro i 400-450 grammi raccomandati

Consigli per il risparmio

SPECIALE MILLUMINODIMENO - Ogni kilowattora conta, conta ogni kilowattora. Con questo gioco di parole l’Enea ha lanciato un e-book per sensibilizzare i cittadini sull’efficienza energetica, suggerendo una serie di semplici azioni che possono fare la differenza in termini di consumi energetici. Prima di capire dove possiamo risparmiare, dobbiamo sapere dove finisce l’energia che utilizziamo. Secondo i calcoli dell’Enea, il fabbisogno medio di energia di una famiglia deriva per il 54% dal riscaldamento, per il 31% dal trasporto, per il 7% dalla produzione di acqua calda e infine per il 3-8% dall’utilizzo di apparecchi domestici e dispositivi elettronici.

Arriva A+++

POLITICA - Vivo in un bilocale classe B, ho un frigorifero classe A, uso due volte alla settimana una lavatrice classe A+ e una lavastoviglie classe A. In media consumo 120 kwh di energia al mese. Purtroppo non so niente dei consumi del mio televisore. Quando l’ho acquistato, un anno fa, l’etichetta energetica non era obbligatoria. Ma qualcosa è cambiato. Dal 30 novembre sono entrate in vigore le nuove etichette per indicare la classe energetica di frigoriferi, congelatori e per la prima volta anche televisori. Dal 20 dicembre è toccato anche a lavatrici e lavastoviglie. Le novità consistono nell’introduzione della nuova classe di efficienza energetica A+++ e nella codifica formale di altre due classi A+ e A++, già utilizzate anche se non previste dalla precedente scala. Le vecchie etichette energetiche, infatti, partivano dalla A ed arrivavano alla G, dove ovviamente la A era la classe più alta e la G quella meno efficiente.
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