giovedì, Maggio 28, 2020

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CULTURA

Surviving Progress

https://www.youtube.com/watch?v=6IAs3tMZneM CULTURA - Che cos’è il progresso? Attorno a questa domanda si sviluppa il documentario canadese Surviving Progress di Mathieu...

Racconti intrecciati

Nel 1999, sulle pendici del vulcano Llullaillaco sulle Ande, fra Cile e Argentina vengono rinvenute tre mummie, una ragazzina tredicenne e due giovani di quattro o cinque anni. La testimonianza perfettamente conservata di una cultura di sacrifici e ritualità. Quella raccontata dai ricchi accessori rinvenuti presso le mummie Inca è infatti la storia di tre vittime sacrificali morte per ipotermia a più di 6000 metri di altitudine in sacrificio al loro imperatore. Oggi, grazie alle nuove analisi del gruppo di ricerca dell’Università di Bradford parlano ancora di se, raccontando gli ultimi mesi della loro vita.

Il ritorno del lupo

COSTUME E SOCIETÀ - Sarà che siamo in provincia di Verona e che per certi versi si tratta di una storia d’amore, ma lei si chiama Giulietta. È una lupa italica, ed era stata vista più volte aggirarsi per i monti della Lessinia in compagnia di Slavc, un lupo sloveno che i ricercatori dell’Università di Ljubljana - grazie a un radiocollare - seguono fin dalla nascita. Slavc ha lasciato la Slovenia nel luglio 2011, probabilmente in cerca di nuovi territori, e forse di una compagna. E a quanto pare l’ha trovata in Italia. Sui monti Lessini, il lupo era assente da oltre 130 anni, quindi la notizia ha entusiasmato studiosi e appassionati naturalisti.

Una collana di conchiglie di 44mila anni

CULTURA - La cultura moderna è emersa in Africa meridionale almeno 44mila anni fa, cioè più di 20mila anni prima di quanto si sia pensato fino a oggi. Lo suggerisce un lavoro condotto da un gruppo internazionale di ricercatori, guidati dal paleoantropologo italiano Francesco d'Errico, ricercatore al Cnrs (il Cnr francese) di Bordeaux e all'università di Bergen in Norvegia.

La pillola della famiglia

IL PARCO DELEL BUFALE - I media riferiscono una ricerca secondo la quale le donne che prendono la pillola sono più felici della relazione di coppia che della prestazione del partner. Forse, ma resta da dimostrare. La pillola contiene ormoni quindi modifica il ciclo ormonale, non ci piove. Potrebbe modulare l'espressione dei geni legati al complesso maggiore di istocompatibilità che favorisce una percezione inconscia della compatibilità dei rispettivi sistemi immunitari, la quale ottimizza la probabilità di avere figli sani. Di nuovo al condizionale, la pillola modificherebbe pertanto la scelta dell'uomo ideale per un attimo o per sempre. Al picco della fecondità, le donne preferirebbero gli uomini dai forti tratti maschili (l'equivalente umano del pavone dalla coda più sontuosa di cui parlava Darwin nell'Origine dell'uomo e la selezione sessuale). E nel periodo di calo, gli uomini premurosi, ricchi o comunque più capaci di dare una mano ad allevare la prole.
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