lunedì, Ottobre 25, 2021

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CRONACACULTURAPOLITICA

Dal ministro Carrozza un nuovo stop al digitale a scuola

«Perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente!» Sembrano ispirarsi al verso di Gaber le politiche del Ministero dell’Istruzione italiano in materia di testi scolastici. La rivoluzione, non violenta ma per alcuni pericolosa, è quella digitale, che vorrebbe la graduale trasformazione dei libri di testo in prodotti multimediali.
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Ebook a scuola: forse un nuovo rinvio

È ormai agli sgoccioli l’anno scolastico, ma qualcuno guarda già con apprensione ai prossimi mesi, e all’incertezza su quello che succederà dei libri che entreranno negli zaini degli studenti. La novità è delle ultime settimane: l’introduzione obbligatoria dei testi digitali, prevista dal decreto dell'ex ministro Profumo per l’anno scolastico 2014/2015, rischia di slittare ancora.

La classe globale va in paradiso

CULTURA - Rivoluzionare il sistema educativo nel mondo. Con una modesta ambizione sono stati lanciati questo autunno i primi corsi gratuiti di edX, l’organizzazione fondata dalla Harvard University e dal Massachusetts Institute of Technology con lo scopo di sviluppare un sistema di insegnamento online di tipo interattivo. Forse qualcuno ricorda gli improbabili corsi di matematica trasmessi anni fa a tarda notte su qualche canale televisivo italiano. Con un vecchio professore alla lavagna che non brillava certo per vitalità e un auditel prossimo allo zero. Ecco, niente di tutto questo. Il progetto pilota di edX, chiamato MITx e testato la scorsa primavera, ha raccolto le iscrizioni di 155.000 studenti distribuiti in 160 paesi. Anche se il numero di studenti effettivamente arrivati a sostenere l’esame finale è sceso a 7.200, Anant Agarwal, presidente dell’organizzazione e docente del primo corso offerto, ha calcolato che ci sarebbero voluti 40 anni di insegnamento tradizionale per raggiungere la stessa cifra

Dove archiviare i dati digitali? Nel Dna!

NOTIZIE - Un gruppo di bioingegneri della Stanford University, California, ha recentemente messo a punto un sistema per codificare, archiviare e cancellare dati digitali all'interno del Dna di cellule viventi. Jérôme Bonnet, bioingegnere francese trapiantato negli Stati Uniti, alla guida del gruppo, ha usato degli enzimi naturali, adattati da batteri, per capovolgere delle sequenze di Dna in un senso o nell'altro. "Ci sono voluti tre anni e 750 tentativi per far funzionare il procedimento, ma alla fine ce l'abbiamo fatta", afferma Bonnet, che ha lavorato al progetto insieme Drew Endy e Pakpoom Subsoontorn, del dipartimento di bioingegneria dell'ateneo statunitense. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista PNAS. Nella pratica, i ricercatori hanno creato l'equivalente genetico di una cifra binaria, il bit. Essenzialmente, se una sezione di Dna punta in una direzione, corrisponde a uno zero; se punta nell'altra, a un uno. "L'archiviazione di dati all'interno del Dna di cellule viventi ha ottime potenzialità per lo studio di cancro, invecchiamento, e non solo", ha dichiarato Endy. I ricercatori, per esempio, potranno ora contare il numero di divisioni di una cellula, e ciò potrebbe in futuro dare la possibilità di 'spegnere' le cellule prima che queste diventino cancerose.
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