lunedì, 30 Marzo, 2020

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CRONACAINFOGRAFICHE

Internet? No, grazie.

CRONACA - Non siamo un popolo di internauti. Un italiano su tre dichiara di non essersi mai collegato alla rete nell'ultimo anno. Peggio di noi, per quanto riguarda il non utilizzo di Internet, ci sono solo la Romania (58%), la Bulgaria (54%) e la Grecia (56%). A dirlo è l'ultima ricerca dell'Eurostat sull'uso delle rete nell'Unione Europea.

Rinnovabili: il punto sull’obiettivo 2020

Crescono le rinnovabili. Secondo gli ultimi dati dell’Eurostat, nel 2011 il 13% dei consumi di energia nell’Unione Europea è stato soddisfatto da fonti verdi, più del doppio rispetto al 2004, quando le quota delle rinnovabili era pari al 7,9%.

L’ambiente e le tasse

AMBIENTE - Le tasse ambientali pagate dai Paesi dell’Unione Europea, secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Eurostat, hanno raggiunto i 292 miliardi di euro, circa il 2,4% del Prodotto interno lordo comunitario. A incidere maggiormente sono le tasse sull’energia, pari al 75% del totale, seguite da quelle sui trasporti (21%) e infine dalle imposte per l’inquinamento e l’uso delle risorse (4%). Tra i Paesi europei che pagano più tasse, in termini assoluti, ci sono la Germania, l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia. Rapportando la tassazione ambientale al Pil, la maggior parte dei Paesi presenta un’incidenza tra il 2 e il 3%. Più alta in Danimarca, nei Paesi Bassi e in Slovenia dove le tasse sull’ambiente sono pari al 3,6-4,0% del Pil

Produci, smaltisci, ricicla!

AMBIENTE - Ottobre è il mese del riciclo e della raccolta differenziata. Un’iniziativa promossa da Conai e ministero dell’Ambiente, che con la campagna “Raccolta 10 Più” mirano a spiegare ai cittadini come fare una raccolta differenziata corretta e migliorare così i risultati del riciclo. Secondo i dati dell’Eurostat, l’ufficio europeo di statistica, nel nostro Paese il riciclaggio dei rifiuti è fermo all’11% contro una media europea del 24%. Ancora oggi la maggior parte dei rifiuti prodotti da ogni cittadino - si parla di 541 kg all’anno – finisce in discarica (45%), mentre il 12% viene bruciato negli inceneritori. L’Italia si salva solo nel compostaggio, smaltendo con questa tecnica il 32% dei rifiuti. Guardando alla situazione degli altri Stati dell’Unione si notano notevoli differenze nel trattamento dei rifiuti. Le situazioni peggiori sono quelle di Bulgaria, Romania, Malta, Lituania e Lettonia, che affidano lo smaltimento quasi esclusivamente alle discariche. I Paesi che ricorrono in misura maggiore agli inceneritori sono invece la Svezia, dove questa forma di smaltimento riguarda il 49% dei rifiuti trattati, la Danimarca (48%), i Paesi Bassi (39%), il Lussemburgo (36%), il Belgio (35%), la Germania e laFrancia (34%). In dieci Paesi membri dell’UE la quota destinata all’incenerimento è inferiore all’1% dei rifiuti trattati.