lunedì, Ottobre 25, 2021

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Saturno visto dall’Italia

Il satellite Cassini continua le straordinarie osservazioni del più elegante dei pianeti del nostro Sistema Solare, Saturno. L'ultima della scoperte resa possibile dalla missione che vede partecipare NASA, ESA e ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana) è la presenza di sale nell'anello più esterno del Pianeta. Secondo gli scienziati questo sale proverrebbe da una luna di Saturno, Encelado, e sarebbe prova della presenza di acqua salata sul corpo celeste. I bacini di acqua salata sarebbero, a detta degli esperti, una delle condizioni favorevoli per la vita, come la intediamo noi sulla Terra. OggiScienza ha chiesto i particolari di questa scoperta a Enrico Flamini, responsabile per l'Agenzia Spaziale Italiana della parte italiana della missione Cassini

Le emozioni di Planck

Anna Gregorio, del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste, ha seguito in diretta dalla Guiana francese il lancio del satellite Planck nello spazio avvenuta il 14 maggio. Queste sono le sue emozioni.

LFI: uno strumento per osservare l’Universo primordiale

LFI, il Low Frequency Instrument a bordo del satellite Planck da poco lanciato in orbita, scruta il cosmo nella frequenza delle microonde, la radiazione "fossile" che arriva direttamente dal Big bang. Michele Maris astronomo dell'Osservatorio Astronomico di Trieste - INAF, in occasione del lancio del satellite ci spiega il ruolo dell'Osservatorio nella costruzione di LFI e che cosa esattamente farà nei prossimi mesi questo "occhio spaziale"

Dal sogno fino al cielo

Diciannove anni fa, dopo i successi di COBE, alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste è nata l'idea...

Alle origini dell’Universo

Lo scorso venerdi il satellite Planck è stato lanciato in orbita e presto inizierà a scrutare l'Universo primordiale. Carlo Baccigalupi, responsabile del progetto Planck per la Scuola Intenazionale Superiore di Studi Avanzato (SISSA) di Trieste che si occuperà di analizzare i dati trasmessi dallo strumento Low Frequency Instrument (LFI) a bordo del satellite, ci spiega esattamente che cosa si potrà scoprire grazie a Planck
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