venerdì, Ottobre 30, 2020

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Scorie d’Italia

A fine luglio, in piena notte, un container con materiale nucleare esce dal centro Itrec di Trisaia di Rotondella e, scortato dalla forze ordine, si dirige verso un aeroporto militare. Il carico viene trasferito su un aereo che si allontana. Due giorni dopo, il mistero viene svelato dalla Sogin, la società italiana specializzata nella bonifica di siti nucleari: un'operazione di "rimpatrio negli Usa di materiali nucleari sensibili di origine americana, che erano custoditi in appositi siti in Italia per attività di ricerca e di sperimentazione".

Industrie pericolose

Sono 1.142 gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR) presenti in Italia. Secondo l’ultimo rapporto realizzato dall’Ispra in collaborazione con il ministero dall’Ambiente, oltre il 50% degli stabilimenti pericolosi tipo “Seveso” si concentra in quattro regioni del nord: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

Dai un nome alla foca

CULTURA - Un esemplare di foca monaca avvistato alle isole Egadi è senza nome e Isprambiente (insieme al Ministero per l'Ambiente e l'Area Marina Protetta della isole Egadi) chiede a tutti di darle un nome. In questa pagina potete trovare tutti i dettagli del concorso, e qui trovate il form per partecipare. Si tratta semplicemente di votare il nome preferito (il concorso si articola i più fasi ma è tutto molto semplice). In giuria (fra gli altri): Donatella Bianchi di Linea Blu-Raiuno e Antonello Dose e Marco Presta del Ruggito del Coniglio - Radiodue Rai. Premio in palio: un fine settimana nell'Area Marina Protetta delle Isole Egadi. Votate!

Acque contaminate

Aumentano i pesticidi nelle acque. Il 55,1% dei 1.297 punti di campionamento delle acque superficiali e il 28,2% dei 2.324 punti di quelle sotterranee presentano residui di pesticidi. Anche se le concentrazioni misurate sono spesso basse, la contaminazione è diffusa.

Terreni che scompaiono

AMBIENTE - Sepolti dall’asfalto e dal cemento per costruire strade, case e industrie. È questo il destino, sempre più frequente, dei terreni agricoli o vergini. A dirlo è l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo in Italia. Solo negli ultimi 5 anni sono stati consumati 8 metri quadri al secondo. Per dare un’idea più concreta, è come se ogni 5 mesi venisse cementificata una superficie pari a quella della città di Napoli e ogni anno sparisse una superficie pari alle città di Milano e Firenze messe insieme. Dal 1956 al 2010, il consumo del suolo è passato da 8.000 kmq a più di 20.500 kmq. Una crescita che non può essere spiegata solo con la crescita demografica: se, infatti, nel 1956 andavano persi 170 mq per abitanti, nel 2010 sono più di 340 mq. Tra le regioni più cementificate, in testa c’è la Lombardia, seguita dal Veneto e dalla Puglia. Nel complesso sono ben 15 le regioni che oltrepassano abbondantemente il 5% di suolo asfaltato o cementificato

I siti contaminati di interesse nazionale

AMBIENTE - Sono 57 i siti contaminati di interesse nazionale (SIN) presenti in Italia. Nel complesso coprono oltre il 3% del territorio nazionale e ben 38 si trovano nel territorio urbano di 30 città. Sono questi i dati che emergono dal rapporto sulla qualità dell'ambiente urbano redatto dall'Ispra. La più alta concentrazione di siti contaminati si trova a Napoli che ne conta sei, seguita da Milano con cinque. Numeri a parte, una delle situazioni più critiche riguarda la città di Taranto, caratterizzata da uno stato di contaminazione ambientale diffuso nelle zone a ridosso degli impianti industriali, con concentrazioni abbastanza rilevanti di idrocarburi e metalli pesanti. Una situazione che rappresenta la diretta conseguenza delle attività presenti sul territorio

La balena Nina e le altre

AMBIENTE - È da alcuni giorni che quando posso stacco gli occhi dal pc e guardo dove se ne vanno Nina, Viola, Macchia e le altre; si tratta sempre di un’emozione, non foss’altro che questi nomi si riferiscono a esemplari appartenenti alla seconda specie animale del pianeta per dimensioni, i cui spostamenti, a dispetto di ciò, sono tutt’altro che conosciuti in dettaglio. Nessun altro mistero: mi sto riferendo alla balenottera comune, frequentatrice del Mar Mediterraneo studiata con regolarità ormai da oltre due decenni dall’ Istituto Thetys e non solo. Proprio questo istituto da circa un mese (settembre 2012) ha messo in opera per conto della Direzione Protezione Natura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare un progetto innovativo di tracking satellitare che consente, per la prima volta, di monitorare in tempo reale la posizione di sette animali marcati. Lo scopo ultimo del progetto è quello di identificare i luoghi dove la specie si reca nel periodo invernale. È noto infatti che questi misticeti utilizzano il mar Ligure e mar di Corsica come area estiva di alimentazione, ma poco o nulla si sa sul loro comportamento nel resto dell’anno
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