lunedì, Giugno 21, 2021

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Non finisce qui per le staminali di Haruko Obokata

CRONACA - Non finisce bene (in realtà pare non finisca affatto) la vicenda di Haruko Obokata, la scienziata giapponese del Riken Center for Developmental Biology accusata di aver falsificato parte del materiale di due paper pubblicati su Nature a gennaio, nei quali si illustrava una tecnica innovativa e decisamente rivoluzionaria per ottenere cellule staminali. Secondo quanto riportato da Obokata e i suoi co-autori, sarebbe stato possibile ottenere cellule staminali pluripotenti a partire da cellule del sangue mature, semplicemente sottoponendole a condizioni di stress come abbassamento del pH o pressione meccanica sulla membrana cellulare.
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Nature, le staminali e i dubbi sui paper

Sembrava troppo bello per essere vero. Forse perché lo era: produrre cellule staminali pluripotenti a partire da cellule del sangue mature intervenendo solo sui fattori ambientali, in particolare abbassando il pH o esercitando pressione meccanica sulla membrana cellulare.

Staminali: dal Nobel alle stalle

Al convegno della Stem Cell Foundation di New York, Hisashi Moriguchi spiegava di aver curato pazienti con staminali pluripotenti indotte, migliorando il metodo messo a punto da Shinya Yamanaka il cui premio Nobel per la Medicina era stato annunciato due giorni prima.

Dalla pelle al cervello

NOTIZIE -Le malattie neurodegenerative sono le candidate più papabili per le terapie basate sulle cellule staminali. In queste malattie infatti i neuroni di una o più zone cerebrali muoiono portando a un graduale peggioramento delle condizioni fisiche cognitive del paziente. Le cellule staminali potrebbero rimpiazzare questi neuroni morti. Una di queste malattie è sicuramente il Parkinson, un disturbo caratterizzato da forti tremori e disturbi emotivi, cognitivi e comportamentali molto gravi, purtroppo molto comune e in aumento a causa del progressivo innalzamento dell’aspettativa di vita [Continua...] ..