domenica, Giugno 13, 2021

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CRONACAIN EVIDENZA

Chi, quanti e perché: tutti i dati della sperimentazione animale in Italia e Ue

CRONACA - Diminuisce il numero di animali impiegati per "scopi scientifici" in Europa: mezzo milione in meno nel 2011 rispetto al 2008. E lo stesso vale anche per l'Italia, nei cui laboratori sono stati utilizzati 82.500 animali in meno. Lo dicono i dati dell'ultimo rapporto della Commissione europea sulle statistiche della sperimentazione animale. Vale la pena dare un'occhiata, per capire meglio di che cosa parliamo esattamente quando parliamo di animali usati per la ricerca e la sperimentazione scientifica.

Quando la paura è ereditaria

Riuscite a immaginare di spaventarvi così tanto da trasmettere la paura ai vostri figli? Come spiega un nuovo studio su Nature Neuroscience può succedere, ed è un tratto che viene ereditato a tutti gli effetti.

Quando l’epigenetica rende i topi più attraenti

Parliamo di topi e madri di topi: i biologi della University of Utah hanno scoperto che quando una madre può competere attivamente con i propri simili per l’accoppiamento in un ambiente promiscuo, i figli che partorirà attrarranno molte più femmine. Che il fascino murino si possa trasmettere dai genitori alla prole? In un certo senso sì.

La vista – temporaneamente – ritrovata

[Crediti immagine: suzyq212] SALUTE - Un recente articolo pubblicato sulla rivista Neuron riporta un dato molto significativo (che comunque necessiterà di ulteriori conferme e di essere testato anche sull'uomo). Gli occhi di tre gattini ciechi, affetti dall'analogo felino della retinite pigmentosa, hanno riacquistato - temporaneamente - la capacità di reagire alla luce dopo un trattamento a base di un composto chimico chiamato AAQ. Dopo un'iniezione della sostanza i gatti tendevano ad allontanarsi da una fonte luminosa a LED cosa che non avevano mai fatto prima, e le loro pupille mostravano segni di contrazione, una normale reazione agli stimoli luminosi

Più longevi di poco e solo se maschio

SALUTE - Su Nature,Yariv Kanfi e altri genetisti dell’università Bar Ilan, a Ramat Gan in Israele, pubblicano una ricerca sulle sirtuine espresse dal gene SIRT6. Nei topi maschi con il gene potenziato aumentano le sirtuine e la longevità di un 13-15% rispetto al gruppo di controllo. Spiacente, signore, ma alle femmine il gene potenziato non fa alcun effetto. Nel caso della longevità maschile, il dato è al limite del significativo, scrivono gli autori, per confermarlo ci vorranno altre ricerche. Saggia precisazione. Quelle proteine, degli enzimi per l'esattezza, suscitano dall'inizio del secolo più entusiasmi che cautele. Da quando si è scoperto il primo gene SIRT nel lievito di birra, i risultati ottenuti nei nematodi o nei moscerini della frutta sono stati ridimensionati in successivi esperimenti, a volte fatti dagli stessi ricercatori
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