venerdì, Settembre 25, 2020

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Lui, lei e il papillomavirus

SALUTE - Il papillomavirus, o Hpv, è nemico giurato delle donne, essendo il responsabile del 99% dei tumori al collo dell’utero. Ma non è tanto amico neppure degli uomini. Nuove ricerche stanno mettendo in luce che quest’infezione, trasmessa principalmente attraverso i rapporti sessuali, provoca nei maschi guai peggiori di quanto finora si pensasse. “Il virus aderisce agli spermatozoi, rendendoli più radi, più lenti e meno reattivi”, annuncia Carlo Foresta, direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell’Università di Padova. Le analisi condotte nel suo laboratorio hanno dimostrato che i campioni di liquido seminale positivi all’Hpv presentano alterazioni biologiche, in particolare nella quantità e nella motilità degli spermatozoi. “Una condizione che predispone all’infertilità”, è il logico corollario. Si stima che il 10% degli uomini infertili sia portatore del virus, contro il 2,2% della popolazione generale.

Più in forma più a lungo, senza le cellule anti-tumore?

SALUTE - La vita, si sa, è spesso questione di compromessi, e non solo nei rapporti familiari o di lavoro. Anzi, i compromessi iniziano proprio dalla biologia e così può accadere che un tipo particolare di cellule - o meglio cellule che si trovano in una particolare condizione, adatta a ostacolare i tumori - si rivelino responsabili di alcuni fastidiosi fenomeni legati all'invecchiamento, come la perdita di tessuto muscolare e di tessuto grasso o la comparsa di cataratta. Le cellule in questione sono chiamate senescenti e a indicare un loro ruolo nel processo di invecchiamento è uno studio - svolto sui topolini, meglio dichiararlo subito - appena pubblicato su "Nature" da ricercatori del Mayo Clinic College of Medicine e dell'Università di Groningen. Che sono anche riusciti a regalare ai loro topolini qualche mese extra di giovinezza grazie a un ingegnoso sistema in grado di uccidere le cellule senescenti

Missing pieces

NOTIZIE - Come è noto, il DNA è costituito da unità base chiamate nucleotidi, le quattro lettere A, T, C, G. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Cell spiega oggi come proprio la mancanza di questi mattoncini può facilitare la progressione di alcuni tipi di tumore e suggerisce un nuovo sistema per bloccarli. I danni a carico del DNA sono un tratto distintivo delle cellule tumorali. L'instabilità cromosomica è riscontrabile in quasi tutti i tumori solidi e anche nelle leucemie che colpiscono gli adulti. Questa instabilità si sviluppa nelle fasi iniziali della neoplasia e può essere rilevata anche nelle precoci lesioni precancerose. Nonostante questo sia un campo di forte interesse, ad oggi non è del tutto chiaro quale sia il meccanismo molecolare alla base.

Allergia benefica

NOTIZIE - Perché la selezione naturale non ha ridotto (se non eliminato del tutto) l’incidenza di certe malattie (favorendo nella competizione gli individui non predisposti a svilupparle), facendole così sopravvivere in una larga percentuale della popolazione? Un'ipotesi (degli evoluzionisti) è che certi disturbi (diffusi in una percentuale consistente seppur minoritaria della popolazione) sono in realtà il prodotto secondario di altri fenomeni dell’organismo che hanno invece un vantaggio notevole per l’individuo. Sarebbe questo il caso delle allergie. Uno studio pubblicato qualche giorno fa su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention aggiunge un tassello importante nella comprensione del collegamento fra tumori e disturbi allergici.

Sani come uno squalo

ECONOMIA - Il mercato della medicina alternativa non conosce crisi, alimentandosi di false credenze o sfruttando con leggerezza i risultati preliminari di studi scientifici. La cartilagine di squalo viene venduta per le sue presunte proprietà antitumorali.
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