Mamma Luna

Secondo una ricerca del Pieta Research di Edinburgo le maree provocate dal nostro satellite potrebbero aver contribuito alla nascita della vita sulla Terra



Senza la Luna forse non ci sarebbe vita sulla Terra. Quattro miliardi di anni fa, quando la vita stava nascendo, il satellite orbitava molto più vicino a noi, provocando maree più frequenti e più impetuose. Le fluttuazioni di salinità così provocate, secondo Richard Lathe, biologo molecolare del Pieta Research di Edinburgo, nel Regno Unito, potrebbero aver innescato quei processi che hanno dato il via alla vita.

Secondo la teoria classica le molecole in grado di autoreplicarsi, come l’RNA e il DNA, discendono da molecole antenate che a un certo punto hanno sviluppato la capacità di aggregarsi in lunghe catene cominciando a funzionare come matrici sulle quali si attaccavano a loro volta altre molecole creando così delle doppie catene.

Quello che mancava a questa teoria, secondo Lathe, è la forza in grado di dividere queste doppie catene molecolari. Responsabile di questa forza sarebbe stata, spiega Lathe, la Luna che cinque miliardi di anni fa si era appena formata a partire da detriti spaziali provenienti proprio dalla Terra.

Un milardo d’anni dopo quando gli scienziati stimano che la vita si sia formata, la Luna era ancora molto più vicina alla Terra di oggi. La Terra inoltre ruotava su se stessa a un velocità molto maggiore di quella attuale, con la conseguenza che le maree erano molto più ravvicinate – ogni 2/6 ore -. Le variazioni della concentrazione salina nelle aree costiere per questo motivo erano molto significative e questo avrebbe provocato un continuo associarsi/dissociarsi delle doppe catene molecolari.

Se la teoria di Lathe è corretta allora la vita non avrebbe mai potuto formarsi su Marte, dove da parecchio tempo gli scienziati ne stanno cercando le tracce, passate o presenti. Phobos, la più grande delle due lune marziane è infatti troppo piccola per provocare forze di marea significative. Molti scienziati comunque non credono che le prime molecole in grado di autoreplicarsi fossero il DNA e l’RNA, ma del materiale “genetico” molto più semplice formato a partire dalla cristallizzazione dell’argilla.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. Nell’articolo si dice che se questa teoria fosse vera allora su marte non può nascere vita. Mi chiedo però: un’affermazione del genere non può essere dovuta al fatto che noi concepiamo la vita solo come cellule ecc…se invece pensiamo alla vita come strutture in grado di replicarsi e svolgere autonomamente alcune funzioni a questo si potrebbe pensare a forme di vita differenti? Ovviamente non penso ai marziani verdi, ma una forma “cellulare” diversa.

    Ciao.

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