Più alte all’equatore

Il monte Everest, la cima più alta del mondo, nella catena dell'Himalaya (crediti: Bernard Goldbach)Le montagne più maestose si trovano quasi sempre nella fascia equatoriale. Ora un gruppo di scienziati danesi spiega perché

Non è una coincidenza se le cime più elevate del mondo si trovano nella fascia equatoriale del nostro pianeta. Secondo David Egholm, della Aarhus University in Danimarca, e colleghi questo fenomeno dipende dall’erosione.

I fattori che determinano la crescita di una catena montuosa sono infatti principalmente tre: la robustezza della crosta sottostante, l’intensità delle forze tettoniche che spingono verso l’alto e i fenomeni erosivi che tendono a ridurre l’altezza della montagna. Tutte le montagne più alte hanno alla loro base una crosta terrestre molto solida, ma fino ad oggi non è stato possibile chiarire se l’elevazione dei picchi più alti fosse determinata da una spinta tettonica molto forte o da un’erosione minima.

Gli scienziati danesi hanno mappato tutte le più importanti catene comprese fra 60° di latitudine sud e 60° di latitudine nord, confrontandone l’estensione areale con l’altezza e modellando gli effetti dell’erosione glaciale.

Secondo i dati raccolti l’erosione ha un effetto maggiore sopra il limite delle nevicate, cioè l’altezza minima di presenza del manto nevoso. Questo significa anche che all’equatore, dove a causa del clima più caldo questo limite si trova a un altezza maggiore che nei climi temperati, l’erosione colpisce una porzione minore della montagna.

Come osservato da Egholm raramente le cime si spingono oltre 1500 metri a partire dal limite delle nevicate ed è questo cappuccio innevato che tende a ridursi maggiormente per l’erosione rispetto alla base della montagna. Questo significa che catene come l’Himalaya, che si trovano nella fascia equatoriale, hanno una “base” non innevata soggetta a minore erosione più elevata delle montagne che si trovano più a nord o più a sud e nel complesso a parità di età si consumano di meno.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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