Dal telescopio alle onde gravitazionali

I satelliti medicei del pianeta Giove, osservati per primi da Galileo GalileiSe Galileo uscisse dalla tomba, oggi di sicuro non chiederebbe ai passanti la via per un astrolabio, ma per il rivelatore di onde gravitazionali, parola di Franco Pacini, professore di astronomia dell’Università di Firenze

Ascolta l’intervista integrale di OggiScienza a Franco Pacini

Galielo Galilei non ha inventato il telescopio ma certamente lo ha migliorato al punto da poter compiere quelle osservazioni che quattro secoli fa hanno fatto compiere un fondamentale balzo in avanti agli studi in astronomia.

Secondo Franco Pacini, professore di astronomia dell’Università di Firenze, il progresso della scienza avviene con nuove realizzazioni tecnologiche: all’inizio del 1600 Galileo quando ha potuto osservarlo attraverso le lenti che allora rappresentavano l’avanguardia in fatto di tecnologie ottiche ha cambiato la nostra prospettiva sull’Universo, che all’improvviso da immutabile e cristallino è diventato dinamico e mutevole. Oggi succede lo stesso. Ogni volta che viene messo a punto un nuovo strumento siamo in grado di compiere osservazioni che allargano le nostre conoscenze sul cosmo e sulle nostre origini. “Pensiamo per esempio ai telescopi che si stanno costruendo oggi e che saranno in grado di vedere le onde gravitazionali. Non hanno ancora dato frutti ma lo faranno certamente.”

“In Italia soprattutto, Galileo in questi mesi è stato celebrato attraverso la storia. Questo è importante perché fa parte di quella cultura che ci ha portato fino a qui,” spiega Pacini, che è stato anche presidente dell’Unione Astronomica Internazionale e direttore dell’Osservatorio di Arcetri, a Firenze, dove per tanti anni ha lavorato  – e dove è morto  – Galileo Galilei. Però è altrettanto fondamentale guardare a tutti quei nuovi strumenti con cui oggi si scruta il cielo e cioè telescopi che possono osservare le onde gravitazionali, la luce nello spettro dell’infrarosso, dei raggi x, sulle frequenze radio, i telescopi spaziali orbitanti e molto altro, proprio per sottolineare che Galileo è stato un innovatore . “Oggi se uscisse dalla tomba e dovesse chiedere delle indicazioni stradali, non le chiederebbe per andare a trovare un astrolabio, ma per il rilevatore di onde gravitazionali che si trova vicino a Pisa.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

4 Commenti

  1. Pare che in pieno giorno, sia visibile accanto il sole, un corpo celeste luminoso come il sole ma alla visione ottica ad occhio nudo, pare più piccolo; ovviamente necessita una lente scura e/o modalità foto o filmati con diaframmi molto chiusi. Pare che esista un filmato eseguito in Padova. Che corpo è? Grazie Riccardo Nicotra

  2. […] Oltre alla grande valenza in campo scientifico, Pacini si è dedicato anche alla divulgazione scientifica scrivendo numerosi articoli sulla stampa e libri anche dedicati ai più piccoli. Qui trovate un’intervista rilasciata nel 2009 da Franco Pacini a OggiScienza: Dal telescopio alle onde gravitazionali […]

  3. […] Oltre alla grande valenza in campo scientifico, Pacini si è dedicato anche alla divulgazione scientifica scrivendo numerosi articoli sulla stampa e libri anche dedicati ai più piccoli. Qui trovate un’intervista rilasciata nel 2009 da Franco Pacini a OggiScienza: Dal telescopio alle onde gravitazionali […]

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