Il destino delle galassie

Mappa della densità stellare di Andromeda-Triangulum.
Mappa della densità stellare di Andromeda-Triangulum.

Un gruppo di astronomi ha sviluppato un modello cosmologico dimostrando che le galassie crescono inglobando le galassie vicine. Le galassie di Andromeda e Triangulum, le due più vicine alla nostra Via Lattea, hanno cambiato completamente la loro struttura dopo uno scontro, avvenuto due o tre miliardi di anni fa

David Valls-Gabaud, Kimberly A. Venn e colleghi ritengono che la collisione abbia causato una migrazione di stelle da Triangulum ad Andromeda, visibile come una vaga scia luminosa.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista Nature e sono il frutto del lavoro di ricercatori di centri di ricerca di sei diversi Paesi, che hanno condiviso i dati
del progetto astronomico PAndAS -The Pan-Andromeda Archaeological Survey-. PAndAS ha come scopo l’esplorazione della struttura delle galassie, grazie alle immagini osservate con un telescopio canadese-francese-hawaiano. Le mappe ottenute fino ad ora sono le più dettagliate mai avute dagli astronomi e consentono finalmente di effettuare i test necessari a confermare le ipotesi fatte.
Simulando le condizioni in cui si è verificato lo scontro, grazie  ad un computer ad alte prestazioni, è stato verificato come il campo gravitazionale di Andromeda abbia letteralmente strappato e attratto a sé le stelle dal disco di Triangulum.
Nell’Universo ci potrebbero essere circa 400 miliardi di galassie, ma con gli attuali mezzi a disposizione è possibile analizzare nel dettaglio solo la storia archeologica di quelle più vicine a noi.
Le galassie sono grandi ammassi di stelle, spesso distribuite a forma di disco con rami a spirale. Gli astronomi ora ritengono che le stelle presenti negli strati più esterni, cioè negli aloni di materia oscura, siano quello che resta di piccole galassie distrutte e scomparse a causa del forte campo gravitazionale di grandi galassie vicine.
Andromeda e la Via Lattea sono le due galassie più grandi di quello che prende il nome di Local Group, mentre Triangulum, che ha un decimo della massa di Andromeda, è la terza in ordine di grandezza.
Gli astronomi ritengono che tra qualche miliardo di anni Triangulum sarà completamente scomparsa e le sue stelle assorbite da Andromeda e che, qualche miliardo di anni dopo, si formerà una gigantesca unica galassia, risultato della collisione di Andromeda con la Via Lattea.

3 Commenti

  1. A livello di ammassi di galassie non c’è da meravigliarsi che le strutture più grosse inglobino quelle più piccole a causa della forza gravitazionale. Ma se si tiene conto dell’energia oscura, a livello cosmico, ciò non è più vero. Infatti i superammassi di galassie non si aggregano per formare strutture più grosse, essendo molto debole l’attrazione gravitazionale, ma piuttosto si disgregano, a causa della repulsione dovuta all’energia oscura. Fra alcuni miliardi di anni, quando la forza gravitazionale sarà diventata più debole, per la minore densità dell’energia oscura, gli ammassi si disgregheranno in galassie ed infine anche le stelle delle singole galassie si disperderanno nello spazio.

  2. A Domenico Annunziata, complimenti per la dissertazione, ma come fai a dire certe cose, scusa, se della massa oscura non si sa proprio niente? Ciao Franco

  3. Caro Franco
    ho una mia teoria in base alla quale la forza di gravità e l’energia oscura sono le due facce della stessa medaglia. In breve lo spazio è permeato di un fluido invisibile molto tenue, che a livello locale (diciamo fino a cento milioni di anni luce) genera la gravità mentre a distanze cosmiche causa l’espansione accelerata dell’universo. La teoria della gravitazione di Newton e la relatività generale di Einstein sono approssimazioni della mia teoria quando il campo gravitazionale (C.G.)non è molto intenso. Tra l’altro il C.G. non può essere intenso quanto si vuole (il massimo valore è 1.668*10^6 N/m^2) e neppure infinitamente piccolo. La forza di gravità risulta quantizzata ed il peso di un corpo è un fatto probabilistico dipendendo dal numero enorme di particelle che lo compongono. Una particella, come un elettrone non ha peso, nel senso che in prossimità di un astro si muove a zig-zag in tutte le direzioni; la probabilità che la particella sia spinta verso la superficie dell’astro aumenta con la sua massa. Così come è estremamenta improbabile che il calore passi spontaneamente da un corpo freddo ad uno caldo allo stesso modo è estremamenta improbabile che un corpo cada verso l’alto, ma non impossibile. La mia teoria spiega il comportamento quantistico delle particelle, l’inerzia dei corpi, il principio di indeterminazione, l’energia del “vuoto” e forse anche l’origine della materia. Ovviamente spiega tante altre cose come il rallentamento delle sonde interstellari, gli anelli di Saturno, l’effetto tunnel e così via. Però non prevede buchi neri microscopici e neppure di origine stellare ma solo grossi buchi neri galattici.
    Non voglio entrare nei particolari sperando che ti possa bastare.
    Ciao Domenico Annunziata

Rispondi

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: