Mal comune…

Crediti: rakkar  / James CUna ricerca dell’Università di Oxford dimostra che sopportare il dolore è più facile quando si è in tanti

Giocare in squadra raddoppia la capacità individuale di sopportare il dolore. Emma Cohen e colleghi dell’Università di Oxford hanno notato che i membri della squadra di canottaggio dell’università avevano una soglia del dolore più alta quando si erano allenati insieme rispetto a quando si erano sottoposti a un training individuale, probabilmente a causa di una maggiore quantità di endorfine, sostanze endogene con un effetto rilassante e antidolorifico, rilasciate nell’organismo durante l’allenamento collettivo.

Nello studio pubblicato su Biology Letters, 12 canottieri maschi della squadra dell’Università di Oxford prendevano parte a due sessioni di allenamento, una in gruppo e una da soli. Cinque-dieci minuti dopo entrambi gli allenamenti gli sportivi indossavano un manicotto per misurare la pressione che veniva gonfiato fino a che diventava chiaramente doloroso.

Quando si erano allenati da soli i canottieri iniziavano a sentire dolore a una pressione più bassa rispetto a quendo l’avevano fatto con i compagni di squadra. L’esperimento è stato poi ripetuto a settimane di distanza per avere conferma dei risultati. Secondo gli autori è probabile che lavorare in gruppo provochi un rilascio maggiore di endorfine

“Lavori precedenti dimostrano che le attività fisiche sincronizzate come il ridere, la musica e le pratiche religiose rendono la gente più felice a causa del legame collettivo che si crea,” ha detto Robin Dunbar, fra gli autori della ricerca. “Con questo studio abbiamo dimostrato che l’attività sincrona può innalzare la produzione di endorfine in modo da rendere più evidente l’effetto quando compiamo queste attività in gruppo.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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