Voli spaziali low-cost

Con solo 150 dollari (100 euro circa) uno studente americano ha catturato le immagini della Terra dal confine dell’atmosfera


Una bella lezione di risparmio e creatività scientifica: Oliver Yeh, uno studente del Massachusetts Institute of Technology ha catturato le immagini della curvatura della Terra, usando un cellulare fornito di GPS, una telecamera di seconda mano, un pallone meteorologico e un contenitore di polistirolo (di quelli che servono per manterere freschi i cibi).

Yeh, che ha collaborato con due amici, ha chiamato l’esperimento “Progetto Icaro”.  Il 2 settembre scorso ha piazzato una telecamera, istruita grazie a un programma al computer a prendere una foto ogni 5 secondi, nel contenitore di polistirolo, per proteggerla dai -40°C dell’atmosfera all’altezza di circa 28 chilometri. Dentro al contenitore ha posto anche  un cellulare che serviva, grazie al sistema GPS, a individuare la telecamera una volta che il pallone riempito di elio fosse esploso facendo cadere tutto l’apparato di nuovo a terra (la caduta è stata attutita da un paracadute).

Il risultato è visibile nel filmato qui sopra: le centinaia di immagini raccolte sono state montate in una sequenza video e sono ora disponibili su YouTube.

Durante l’esperimento, che fa parte del progetto di dottorato di Yeh, i ragazzi che si aspettavano che il volo durasse 5 ore sono letteralmente rimasti col fiato sospeso: dopo poco infatti hanno perso i contatti con la telecamera e hanno temuto che le basse temperature avessero congelato la batteria del cellulare. Fortunatamente più tardi hanno individuato il segnale e hanno potuto recuperare la telecamera illesa a 40 chilometri dal campus.

“Per me la cosa più difficile è stata non aver paura di fare ciò che volevo,” ha detto Yeh ai microfoni della CNN. “All’inizio la gente pensava ‘è un’idea folle, eccolo che ci riprova.’”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. In realtà mi sa che un esperimento simile sia stato già fatto. Non ricordo da chi e dove (mi sa negli States) ma ricordo di averlo visto su Youtube

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