Arabi tutti bilingui

Crediti: Doctor YuriAnche se condivisa da quasi tutti coloro che parlano l’arabo, la lingua usata per scrivere e studiare, ha caratteristiche cognitive più simili a quelle di una seconda lingua che a quelle della lingua madre

Nel mondo arabo la lingua si differenzia in due tipi principali, quella parlata, che si divide in molti dialetti locali, e quella letteraria (chiamata Arabo Moderno Standard – MSA), condivisa da tutti coloro che parlano l’arabo, che viene insegnata a scuola. Raphiq Ibrahim dell’Università of Haifa ha da poco pubblicato un lavoro sulla rivista Journal of Psychology Research and Behavior Management che dimostra che l’arabo standard è espresso nel cervello come una seconda lingua e non come una lingua madre. “La differenza cognitiva fra le due lingue è simile alla differenza fra una lingua madre e una seconda lingua. Questo spiega le difficoltà quotidiane che gli studenti arabi incontrano nell’imparare questo linguaggio non-parlato,” ha spiegato lo scienziato.

Ibrahim ha notato, in base ai dati raccolti negli ultimi anni, che gli studenti che parlano l’arabo rispetto a quelli che per esempio sono di madre lingua ebraica, hanno livelli di profitto inferiori nelle loro rispettive lingue. Lo scienziato ha allora sottoposto alcuni volontari, di madre lingua araba che però conoscevano sia l’ebreo che l’MSA, ad alcuni esperimenti per valutare le abilità cognitive rispetto rispetto alle tre lingue.

I risultati dimostrano che i processi cognitivi usati nell’MSA in soggetti bilingui (di madre lingua araba) sono più simili a quelli impiegati per l’ebreo che a quelli per l’arabo parlato. Dunque tutti i madrelingua arabi che usino anche l’MSA devono di fatto essere considerati bilingui. “I risultati dello studio indicano che le strutture linguistiche dell’MSA che costituiscono la base per l’apprendimento della lettura nei primi anni di scuola sono probabilmente poco familiari per i bambini di madre lingua araba,” ha spiegato Ibrahim. Questo potrebbe avere effetti negativi nello sviluppo delle abilità di lettura e scrittura e potrebbe anche compromettere i risultati scolastici degli studenti nelle scuole superiori e all’università, specialmente per i ragazzi più svantaggiati. Un’altra implicazione dello studio è che l’MSA dovrebbe essere insegnato con le tecniche usate per le seconde lingue

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. è molto particolare il fenomeno del MSA e del’arabo parlato ed è stato bello trovare questo post scritto sull’argomento. Grazie! Trovo molto triste che la gente semplice e povera probabilmente non conosca la propria lingua, anche se è considerata ormai la lingua 2. Forse proprio per questo motivo, non essendo di uso comune e, naturalmente, a causa dei moltissimi dialetti deve risultare la lingua 2.
    N.B. Credo che la terza lingua si chiami ebraico.
    SL
    http://designdelbilinguismo.wordpress.com

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