CRONACA

L’eolico sfrutta i trucchi del ciclismo

Un nuovo tipo di turbina potrebbe ottimizzare la produzione di energia eolica sfruttando l’effetto scia

NOTIZIE – Non sono solo i ciclisti a conoscere i vantaggi del mettersi in “scia” dietro un altro: i pesci che si muovono in banchi e gli uccelli migratori sfruttano costantemente questo fenomeno fisico per risparmiare energia negli spostamenti. I pratica chi sta davanti in un gruppo “rompe” l’aria (o l’acqua) riducendo la resistenza del mezzo per i gregari che lo seguono restando nella sua scia. Un gruppo di fisici del California Institute of Technology di Pasadena ora ha deciso di applicare questo principio alle turbine per la produzione di energia eolica.

Le eliche usate tradizionalmente, che ruotano su un piano verticale, non sono adatte allo scopo e anzi da questo punto di vista sono fortemente inefficienti: mettere una turbina nella scia di un altra riduce drasticamente la sua prestazione a causa della turbolenza provocata dalla prima. Questo inconveniente ha conseguenze piuttosto pesanti perché costringe a disseminare le eliche in spazi molto ampi, con un impatto pesante sul paesaggio.

In realtà però la soluzione è sorprendentemente semplice: come hanno spiegato lunedì Robert Whittlesey e John Dabiri al meeting dell’American Physical Society a Minneapolis, basta girare le turbine sul fianco. I due scienziati le hanno chiamate vertical-axis wind turbine (VAWT), e assomigliano un po’ a una versione gigante di certi aggeggi che si mettono in giardino per spaventare gli uccelli. Gli scienziati hanno misurato l’intensità del flusso d’aria prodotto da queste turbine e hanno comparato i risultati con i dati esistenti sul flusso dell’acqua provocato dai banchi di pesce in movimento, per mettere a punto l’assetto geometrico più efficiente per questi dispositivi.

Le nuove turbine, hanno osservato Whittlesey e Dabiri, possono produrre la stessa quantità di energia delle pale tradizionali, usando però un centesimo della porzione di terreno necessaria a queste ultime. L’assetto migliore assomiglia proprio a quello di un banco di pesce, e i risultati migliori si ottengono alternando il senso di rotazione delle turbine: la turbina che sta davanti deve avere un senso orario, le due successive antiorario, le tre ancora più dietro nuovamente orario e così via.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

11 Commenti

  1. Interessante! Chissà che arrivando con molto ritardo allo sfruttamento dell’energia eolica non si riesca a realizzarlo più efficacemente?

  2. Concordo con Silvia! Visto che nel nostro Paese arriviamo (quasi) sempre ultimi, almeno nel campo delle energie alternative, nello specifico ne saremmo avvantaggiati. Pensandoci bene, spesso mettere a frutto le idee degli altri è meno faticoso che arrivarci direttamente con gran dispendio di energie. E chissene frega dell’italico orgoglio…:-))

  3. …ottima idea, avremmo risparmiato un sacco di soldi (una torre eolica costa 1.000.000 di euro) e invaso molto meno terreno. Mah! diamo a cesare quel che è di Cesare.

  4. Queste turbine verticali si potrebbero montare in città lungo gli angoli dei palazzi dove l’effetto Venturi è senz’altro più forte e la posizione non occupa spazio calpestabile.

  5. Rino, la soluzione che suggerisci la vedo un po’ difficile da realizzare. Per farti un esempio che conosco, qui a Lucca da anni hanno fatto togliere tutte le insegne che sporgevano dal muro in verticale, e ti assicuro che alcune erano veramente simpatiche e originali. Si potrebbero però mettere sui tetti dei palazzi. In fondo, si tratterebbe di un semplice adattamento dimensionale.

  6. come solito l’Italia ” PAESE DELL’ECCELLENZA” …ma di quale, ogni progetto se ha una valenza naturale come quella della semplicità, deve essere messa alla berlina o emarginata, non attira nessuno, meno che mai le aziende di produzione. Ma non sarebbe meglio iniziare a sperimentare i concetti? farli vostri ed esprimere ciò che si è capaci di realizzare? Cosa conta da chi viene la prima idea, un seme si pianta e da esso cresce un risultato. Seminate senza discutere, concimate il tutto con la vostra intelligenza e vedrete quello che sarebbe stato impossibile vedere, questa è “L’ECCELLENZA”, l’altra, quella della “eccellenza, si accomodi pure sudi me” di Fantozziana memoria non esiste.
    Io come ricercatore da tre anni incontro ITALOSCETTICI nelle imprese, nella finanza e in ogni centro di ricerca e sviluppo, quando le idee sono troppo semplici restano nel cassetto, “SONO DESTABILIZZANTI” si deve unire il popolo dei pensatori primari “. Coloro che hanno le idee sono gli unici da sostenere”, non gli sfruttatori che cercano in tutte le maniere di sfruttare gratuitamente un concetto. Grazie

    1. Hai ragione, la vera jattura italiana è rappresentata dai pensatori “primari” omologati al sistema, possibilmente telegenici, politicamente schierati, sensibili agli interessi delle multinazionali (leggasi bustarelle). Vabbè. La situazione che descrivi è frustrante, lo capisco, ma la gente comincia finalmente a pensare con la propria testa e quella dei pochi che decidono se ne sta rendendo conto.
      sergio

  7. Giusto per informazione vi lascio questo link http://www.eolpower.com/english/products.html
    in fondo alla pagina potete trovare una microturbina ad asse verticale ideata e progettata da studiosi dell’università di Napoli, brevettata e in commercio pronta ad essere adattata agli usi che voi avete suggerito(urbano). Lavoro da poco nel settore e mi sto rendendo conto che purtroppo molti degli investimenti vengono fatti avendo poche conoscenze tecniche e sicuramente questo È causato anche dal poco rilievo che viene dato alle energie rinnovabili da parte dei mass media, fa molto più scalpore quando viene arrestato il presidente di una delle più importanti associazioni del settore, o gli obrobri paesagistici che alcuni imprenditori riescono a fare con le turbine piuttosto che quante tonnellate di CO2 si risparmiano con le turbine attualmente installate o qanto meno schiavi del petrolio potremmo essere se ognuno pensasse di installare un pannello sul tetto di casa….

  8. Sivia, sono andato sul sito che hai proposto e mi sono cascate le braccia = definirlo deludente, pasticciato e poco chiaro è a dir poco riduttivo. Mi chiedo come facciano a vendere i loro prodotti… A me sembra che tra i problemi che denunci, il più urgente sia quello di una “presentazione” online all’altezza della (giusta) ambizione di favorire la diffusione delle energie alternative in Italia. Affermi che i mass media ne parlano poco e male = perché non iniziare invitando le imprese italiane che lavorano in questo settore a comunicare meglio affinando i loro siti di riferimento?? Ci sono in rete molti motori di ricerca che consentono di creare un sito “ad arte” sfruttando schemi già ampiamente collaudati. E tutto gratuitamente.
    E per favore, tienici informati sulle novità.
    Buon Natale!
    Sergio

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