LA VOCE DEL MASTER

Insulina inalabile: sarà la volta buona?

LA VOCE DEL MASTER – San Francisco, Stati Uniti. Nel marzo scorso, Andrea Leone-Bay, ricercatrice della MannKind Corporation, ha presentato al 239º Incontro nazionale dell’American Chemical Society un nuovo tipo d’insulina inalabile ad azione ultrarapida. Non è la prima volta che un’insulina di questo tipo entra in fase di sperimentazione, ma la tecnologia utilizzata dal gruppo di Leone-Bay sembra poter aprire nuovi orizzonti: secondo la ricercatrice, infatti, uno dei maggiori problemi delle insuline inalabili finora sperimentate, quello del dosaggio, sarebbe risolto dal nuovo prodotto, che è attualmente al vaglio dalla FDA, l’ente statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

OS: Dottoressa Leone-Bay, ci può spiegare come funziona la nuova insulina?

ALB: La nostra è una terapia che agisce in tempi rapidissimi, e a cui il paziente si sottopone prima dei pasti. È adatta a chi è affetto da diabete di tipo 1 e 2 per la cura dell’iperglicemia, ed è un prodotto composto da una combinazione di un medicinale e di un piccolo dispositivo: una polvere per inalazione, predosata in capsule a uso singolo, e un inalatore. La polvere viene somministrata a inizio pasti e si dissolve immediatamente dopo l’inalazione, rilasciando rapidamente l’insulina nel flusso sanguigno. Tra i 12 e i 14 minuti dopo la somministrazione si raggiungono livelli di picco dell’insulina, che simulano in modo efficace il rilascio d’insulina osservata negli individui sani dopo un pasto.

OS: La nuova tecnica è stata sviluppata grazie a una tecnologia innovativa che avete sviluppato voi stessi. Cos’è? Ha altre applicazioni oltre all’insulina inalabile?

ALB: La nuova tecnologia rappresenta una modalità innovativa di rilascio dei medicinali, e permette la somministrazione per via polmonare (cioè, per inalazione) di terapie che richiedono attualmente l’uso di iniezioni. È basata su una classe di molecole organiche, progettate per autoassemblarsi in piccole particelle, su cui si attaccano le molecole del medicinale. La utilizziamo anche in altre applicazioni: per esempio, per trasportare all’interno del corpo umano un ormone, l’incretina, che stimola il rilascio di insulina da parte del pancreas. I risultati di un primo test mostrano che l’inalazione del prodotto può riuscire a simulare l’effetto dell’incretina, che è assente nei pazienti con diabete di tipo 2. Un ulteriore prodotto, poi, è un sostituto di un ormone naturale che serve a controllare la sazietà, e che è usato contro l’obesità: anche questo funziona per inalazione.

OS: In passato, sono stati fatti altri tentativi con l’insulina inalabile e uno dei problemi maggiori è stata la difficoltà nel regolamento del dosaggio, che sembra essere più semplice con le iniezioni che con le inalazioni. La nuova insulina risolve questo problema?

ALB: Il problema delle insuline precedenti è che non erano dosate in unità d’insulina, la misura standard delle dosi in questi casi, ma in milligrammi; inoltre, erano disponibili in tenori di dosi la cui relazione non era lineare: cioè, tre dosi da 1 mg non corrispondevano a una dose da 3 mg. La nuova insulina è invece dosata in unità appropriate, ed è disponibile in due tenori di dosi che sono in realzione lineare, il che significa che due capsule da 4 unità rilasciano la stessa quantità d’insulina di una capsula da 8.

OS: Secondo quali modalità sono stati effettuati i vostri studi sul prodotto?

ALB: Nel programma di sviluppo clinico, in un gruppo di pazienti l’insulina inalabile è stata somministrata a ore-pasto, inserendo la terapia all’interno del regime anti-iperglicemico abituale; I pazienti degli altri gruppi, invece, hanno continuato con il loro regime anti-iperglicemico solito, che poteva prevedere iniezioni d’insulina, ipoglicemici orali, oppure precauzioni dietetiche ed esercizio fisico. Poi si è fatto un riscontro tra i diversi metodi.

OS: Che effetto potrebbe avere l’inalazione su pazienti che soffrono d’asma o che fumano?

ALB: Attualmente, stiamo effettuando dei test per valutare la somministrazione dell’insulina a pazienti con asma leggera o moderata. Le iniezioni possono restare un’opzione valida per i pazienti che non possono fare inalazioni a causa di una condizione medica preliminare, o per preferenza personale, o per condizioni temporanee che impedirebbero un’inalazione efficace. Quanto ai fumatori, abbiamo visto che l’assorbimento d’insulina a seguito delle inalazioni era comparabile in fumatori e non fumatori.

OG: Quali potrebbero essere i vantaggi e gli svantaggi della nuova tecnica?

ALB: Il vantaggio principale è senz’altro la rapidità dell’attivazione dell’insulina inalabile rispetto ad altri prodotti analoghi. Inoltre, la maggior parte dell’attività di abbassamento del glucosio indotta dal nostro prodotto avviene nelle tre ore successive alla somministrazione, cioè generalmente quando il glucosio diventa disponibile dopo il pasto, al contrario dell’attivazione più lenta e della durata più lunga dell’azione, che si osservano quando l’insulina è somministrata con iniezioni sottocutanee.

Nei test, i pazienti che usavano la nuova insulina hanno mostrato una riduzione delle fluttuazioni del glucosio e un miglioramento notevole del suo controllo; è stato inoltre notato un aumento di peso minore e un rischio più basso di ipoglicemia di quello tipicamente associato alle terapie con insulina iniettabile.

Sul versante psicologico, i problemi che i pazienti hanno con l’insulina iniettata sono ben noti. I risultati riportati dal gruppo che ha usato il nostro metodo hanno sottolineato un miglioramento significativo nell’atteggiamento verso la terapia con insulina e una maggiore soddisfazione alla cura rispetto alla terapia standard. Per quanto riguarda gli svantaggi, attualmente non ne conosco.

OG: Il vostro prodotto è attualmente in attesa dell’approvazione dell’FDA: quanti pazienti sono stati coinvolti nei test? Di che età?

ALB: Il programma ha compreso 49 studi diversi fatti con il nostro prodotto, e circa cinquemila pazienti, di età superiore ai 18 anni.

OG: Potrebbe dirci un prezzo orientativo di un trattamento?

ALB: Sarebbe prematuro rispondere a questa domanda, ma possiamo assicurare che avrà un prezzo competitivo rispetto alle altre terapie per il diabete sul mercato.

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