Il Nobel e la memoria dell’acqua

LA VOCE DEL MASTER – Recentemente, come riporta TG Leonardo, il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier (a sx) ha affermato di avere le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche all’omeopatia.

L’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” (le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”) sono efficaci nel trattamento di un ampio spettro di patologie.

Ma dal punto di vista chimico, la diluizione è talmente alta che alla fine del processo non rimane nessuna molecola. Da un certo punto in avanti, non si fa altro che diluire acqua con acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria dell’acqua, secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata.

Fisica e chimica a parte, finora i trial clinici in doppio cieco hanno ripetutamente dimostrato che i rimedi omeopatici (non è infatti permesso dalla legge italiana chiamarli “farmaci”, ma si possono comunque detrarre dalle tasse) non hanno attività superiore ai placebo.

Per questi motivi, le affermazioni di Montagnier sono suonate abbastanza singolari e la Rete, prima dei media convenzionali, ha immediatamente indagato.

I blogger, prima all’estero e poi in patria, hanno senza sconti evidenziato, con una puntualità di riferimenti ai limiti del sadismo, che lo studio di Montagnier, come quello dell’amico Jacques Benveniste degli anni ’80 (smascherato dal celebre illusionista James Randi) , non ha nessuna validità: dal protocollo sperimentale, alle apparecchiature usate, alle semplici basi teoriche.

Se non si può certo dire che ci sia un dibattito scientifico sull’omeopatia, lo stesso non è fuori dai laboratori. Come al solito, a ogni fenomeno di costume corrisponde la sua immediata presa in giro.

Dalla poesia beat di Tim Minchin, agli sketch televisivi del duo inglese Mitchell and Webb, fino ad arrivare a Futurama, l’omeopatia non se la passa certo bene.

E per di più su Youtube circolano in modo virale video dove scettici inscenano delle “overdosi” omeopatiche, tracannando flaconi interi in favore di telecamera.

Lontano da questi esibizionismi, Oggiscienza ha voluto testare sulla pelle di uno dei suoi collaboratori se la memoria dell’acqua è forte almeno quanto quella della Rete.

Informazioni su Stefano Dalla Casa (147 Articles)
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

98 Commenti su Il Nobel e la memoria dell’acqua

  1. Maurizio Morri // 29 giugno 2010 alle 9:06 // Rispondi

    Salve,

    mi piacerebbe sapere se e’ possibile reperire l’articolo del dott. Montagnier. Che un Nobel si prenda il rischio di certe affermazioni mi sembra perlomeno inusuale, speriamo non diventi un’abitudine.

    Grazie!

  2. Stefano Dalla Casa // 29 giugno 2010 alle 12:14 // Rispondi

    Certamente, lo studio è consultabile qui

  3. Questa uscita di uno scienziato che ha molti meriti mi sorprende. Questo mi conferma una volta di più che l’affidabilità della scienza non è dovuta all’autorevolezza dei suoi membri e nemmeno ai risultati da loro ottenuti ma è solo il metodo che la convalida.

  4. Che stupido questo video……, il sarcasmo di questo ragazzo o di chi ha ideato e realizzato il video è davvero vomitevole, oscurantista. Non posso pensare che in Itali ci siano ancora positivisti e riduzionisti di questo calibro. Purtroppo l’ignoranza in Italia è davvero “grassa”!!!!! A STUDIAREEEEEEEEEEEEEE…….!!!!!! Il meccanismo di funzionamento dei FARMACI omeopatici non è lo stesso di tutti gli altri………, ma questo lo sanno pure i bambini….!!!!! O forse no!!!!!!!

    PS
    In alcuni paesi esteri le medicine alternative quali, Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Antroposofica vengono quotidianamente utilizzate all’interno di ospedali “ordinari”, in perfetta sintonia con la medicina ufficiale.

    PS2
    All’Istituto Mario Negri di Milano già da molti anni utilizzano “farmaci” omotossicologici affiancati alle normali cure oncologiche, con risultati inaspettati. Consultare il sito dell’istituto per averne conferma.

    • Federica Sgorbissa // 6 luglio 2010 alle 14:26 // Rispondi

      Pubblico questo post per dare modo alla gente di replicare, anche se ho davvero ponderato a lungo, visto il tono offensivo. La prego la prossima volta di usare toni più moderati o dovrò per forza tagliare certi commenti.

      Ribadisco che i rimedi omeopatici, almeno in Italia e nella maggior parte degli stati occidentali, non sono farmaci. I farmaci seguono regole ben precise, regolamentate per legge. Devono dimostrare innanzitutto di non essere tossici, e poi di essere provatamente efficaci.

      Se come dice lei il meccanismo è diverso da quello dei farmaci, a maggior ragione i rimedi omeopatici non possono esser definiti tali.

      A oggi la maggioranza dei lavori pubblicati su riviste specialistiche hanno dimostrato che i farmaci omeopatici non hanno un efficacia maggiore del placebo (che pur sempre è un effetto, ma di natura psicologica e nervosa). I pochi lavori che sembravano aver dato prove di un effetto positivo di qualche rimedio omeopatico sono invece sempre stati poi profondamente criticati dal punto di vista metodologico. Se però lei è a conoscenza di qualche lavoro pubblicato su riviste peer-reviewed che ne dimostrino l’efficacia, la preghiamo di segnalarceli.

      • Trovo più offensivo travisare la verità. Dal punto di vista legislativo i cosidetti”rimedi” omeopatici, sono MEDICINALI, come stabilito dal DL 219/2006 http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/DL_2006_219_0.pdf
        Potete travisare la verità dei lavori di Montagnier, paragonandoli a quelli di Benveniste, quando si occupano di qyalcosa di molto differente. Potete aggrapparvi alle vostre care molecole, senza tener conto che qualsiasi fenomeno accade in questo universo in cui viviamo è dovuto all’energia e non alle molecole. Ma non potete sovvertire una verità giuridica. La legge è questa, ho messo il link dell’Aifa, andatevela a leggere e cercate di non scrivere inesattezze. IL “RIMEDIO” OMEOPATICO PER LA LEGGE ITALIANA ED EUROPEA È UN MEDICINALE con vostra buona pace.

  5. Stefano Dalla Casa // 6 luglio 2010 alle 16:01 // Rispondi

    Il protagonista e l’autore del video, nonché dell’articolo e del presente commento, risiedono tutti incidentalmente nella stessa persona.
    Le critiche qui avanzate, per i motivi detti da Federica, mi lasciano totalmente indifferente e rispondo solo in quanto chiamato in causa e per assumermi la responsabilità in prima persona.

    Mi permetto solo di far notare una cosa, anche se non tornerò certo a controreplicare, sia per non far perdere tempo a Lei, che, soprattutto, a me.

    Le accuse di riduzionismo e positivismo (per non parlare del totale ribaltamento della situazione, quando sentiamo parlare in contesti come questo di “oscurantismo”) le vediamo tirate in ballo ogni volta che la scienza, ma potremmo anche dire il semplice buon senso, fa notare che la magia non esiste.
    Nonostante le superstizioni di ogni estrazione si siano adattate a sfruttare ad arte la terminologia e i mezzi della scienza (Intelligent Design, fisica quantistica applicata a qualunque fantasiosa “teoria”, astrologia e il vasto contenitore della New Age), questo non cambia certo le carte in tavola.

    Ma non le cambia nemmeno il mio articolo o il mio video, può starne certo.
    L’omeopatia continuerà a essere venduta in camici bianchi, ma questo non basta a conferirle una base di scientifica, né validità, ma solo una suggestiva aura che, per molti, è più che sufficiente.

    Saluti

  6. Molto suscettibili a quanto vedo….!
    Dare dell’ignorante non è offendere. Lo ero anch’io e per certi ambiti lo sono ancora.
    Ponderi quanto vuole, ma io sottoscrivo, rileggo e confermo quanto ho prima scritto. Non ne faccia una questione di toni, ma di contenuti, se può.
    Sbraitate quanto volete, ma se un premio Nobel dice quello che dice, non lo fa certo per mettersi in mostra o per fare dell’anticonformismo.
    Io mi fido più di Luc Montagnier che di Lei (me lo permetta)!!!!!
    Ma che centra la magia…….!!!!?????
    Di lavori scientifici validi ce ne sono una marea. Ma poi lei, che lavori ha pubblicato? Ha pubblicato qualcosa? (anche in ambiti diversi).
    Vabbè, lasciamo stare, mi cadono le braccia a sentire certe cose.
    Quindi tenetevi le vostre multinazionali e buona fortuna.
    Il tempo è un galantuomo, risponde sempre e a tutti.
    Buona continuazione.

  7. Bravo Francesco
    Anch’io faccio parte della schiera degli oltre 8 milioni di italiani che per curarsi fanno ricorso alle medicine “COMPLEMENTARI”!!!! Tutti soggetti ad effetto placebo!!!! TUTTI!!!!!
    Tra l’altro, tralasciando momentaneamente tutto, viene fatto notare ripetutamente che chi ricorre all’omeopatia o più in generale alle medicine non convenzionale, ha un tasso di scolarità molto elevato.
    Io mi sono laureata in biologia, ho preso il mio bel PhD e adesso collabaro con istituti di ricerca. Certo, è vero che in ambito accademico si da poco credito alle medicine complementari, ma poi di fatto i “baroni” hanno paura di mettere nero su bianco, specialmente perchè devono mettere in dubbio la parola di un Premio Nobel, e di molti loro colleghi italiani, come ad esempio Emilio Del Giudice, Roberto Germano, Giuliano Preparata, etc……. (solo per citarne alcuni). Persone queste, i cui curricula parlano da soli, sulla loro affidabilità scientifica!!!!
    Tra l’altro, molto spesso, chi osa criticare apertamente, sono sempre gli sprovveduti, chi non ha niente da perdere, chi non si informato abbastanza, o come in questo caso, non è della materia. Insomma io non avrei il coraggio di mettere in dubbio i risultati scientifici pubblicati da personaggi illustri come Montagnier!!! Anche perchè per poter pubblicare sulle stesse riviste in cui pubblica il professore io devo faticare 2 anni, e forse il lavoro non me lo pubblicano neanche.
    E quando ti ho detto questo ti ho detto tutto………a buon intenditor………!!!!!
    Non ti infervorare tanto, lascia perdere, non ne vale la pena……

  8. Invece di criticare senza conoscere, perchè non rifate le prove che questi emeriti scienzati hanno fatto? Avete la professionalità per ripeterle? secondo me no, soprattutto leggendo il vostro profilo professionale.
    Chi sa fa e chi non sa…, critica a vanvera!

  9. Stefano Dalla Casa // 9 luglio 2010 alle 12:29 // Rispondi

    Alcune delle cose che afferma, Francesca, sono sacrosante verità.
    Chi ricorre all’omeopatia ha un alto livello di scolarizzazione, e forse addirittura 10 milioni ricorrono all’omeopatia e dicono che funziona.
    Interessante è il fatto che lo stesso discorso si può applicare all’astrologia, e sarebbe altrettanto interessante vedere in che misura questi dati si sovrappongano.
    Del resto, il compianto professor Benveniste, amico di Montagnier, faceva parte del “comitato scientifico” della rivista Astra, assieme al creazionista Giuseppe Sermonti

    http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/12/Esoterismo_insieme_scienziati_astrologi_co_0_0210124449.shtml

    Per quanto riguarda il resto avrebbe dovuto disturbarsi ad andare a vedere i riferimenti che ho dato. La rivista su cui ha pubblicato Montagnier (veda il secondo commento) è insignificante, e il paper è stato accettato e pubblicato nel giro di due giorni, e dovrebbe sapere per esperienza che questo puzza.
    Avrebbe anche scoperto che all’apparecchio usato da Montagnier (una copia di quello di Benveniste) è stato rifiutato il brevetto con termini poco lusinghieri, visto che con si capiva assolutamente nulla di come potesse funzionare. Forse il zelante impiegato sarà stato pagato dalle multinazionali?
    Anche il sig. Giuseppe avrebbe dovuto vedere i riferimenti, scoprendo che nel 2006, su richiesta dello United States Defense Advanced Research Projects, si è provato e replicare uno degli esperimenti di Benveniste fatti con il pregevole marchingegno in oggetto, e non si è trovato assolutamente nulla
    http://www.fasebj.org/cgi/content/full/20/1/23#F1
    Aspettiamo tutti con ansia che Il signor Montagnier, proposto per il premio igNobel, pubblichi sulle riviste a cui, credo, faccia riferimento Lei, quelle con una vera peer-review.

    Qualunque cosa voglia significare il suo discorso sulla baronia in questa sede, che l’omeopatia sia (si vedano ancora i riferimenti nell’articolo) quello che è, un placebo, è stato ripetutamente dimostrato, senza appello, su riviste scientifiche. Quali che possano essere le affermazioni di questo o quel luminare, i fatti non cambiano di una virgola. Dovrebbe sapere che le argomentazioni ad auctoritatem non contano nulla.

    Come vede, i miei compiti per casa li ho fatti, anche se secondo lei non sono abbastanza “della materia” per aprire bocca, come non era della materia l’illusionista James Randi, ingaggiato dall’editor di Nature, Maddox, per indagare sul famoso esperimento di Benveniste, che incollò col nastro adesivo al soffitto le chiavi di codifica del doppio cieco, scoprendo poi la manomissione.

    Anche in Italia c’è chi critica apertamente l’omeopatia, tra cui Garattini, ma ancora una volta non è importante chi fa l’affermazione ma su cosa si basa. E’ comunque comprensibile (sul piano personale, non accademico) un po’ di prudenza, visto che il semisconosciuto Piero Angela è stato querelato per aver osato presentare l’omeopatia per quella che è.

    http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=101741

    Scusi se ho interferito nella comunicazione tra Lei e il sig Francesco, ma del resto mi si offriva una possibilità per annodare fili sospesi, fatto ciò il discorso, da parte mia, è veramente chiuso.

  10. Stefano Dalla Casa // 9 luglio 2010 alle 12:31 // Rispondi

    Chiedo scusa Rosalia, ho sbagliato il nome all’inizio.

    Saluti

  11. Intanto che lei continua a fare i compiti per casa, affido la mia risposta a chi si occupa in maniera professionale di fisica-chimica dell’acqua, e a chi fa della medicina non convenzionale uno strumento di cura per milioni di malati. In considerazione anche del fatto che io in confronto a lei sono solo un povero dottore di ricerca con solo una decina di pubblicazioni alle spalle, che paragonate alle sue sono proprio poca roba.

    Intervista Prof. Emilio del Giudice – Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN)

    Domini di Coerenza – Elettrodinamica quantistica coerente – Emilio del Giudice 1° parte di 2

    L’Acqua: Medicina del futuro?

    25° Congresso di Medicina Biologica Interviste

    La Medicina del futuro: convegno con il Premio Nobel Prof. Luc Montagnier

    PS
    Capisco che questi video sono poca cosa in confronto a quello fatto da lei in cui si dimostra scientificamente l’inefficacia del meccanismo d’azione dei farmaci omeopatici, ma che vuole, questo passa il convento.

  12. Scusate, ma il meglio del meglio, l’ho lasciato per ultimo.
    La risposta del Prof. Emilio Del Giudice fisico dell INFN, alle affermazioni del sig. Dallacasa, circa la memoria dell’acqua e le posizioni della scienza ufficiale.

    Prof. E. Del Giudice – Nuove ipotesi sull’Acqua – Fisico INFN

    Buona Visione a tutti

  13. Stefano Dalla Casa // 15 luglio 2010 alle 15:42 // Rispondi

    Ehm, Dalla Casa, con lo spazio.
    Saluti.

  14. Che valore scientifico dovrebbero avere i video col prof. Del Giudice? Ma da queste ipotesi sull’influenza dei campi elettromagnetici in acqua (che devono comunque superare il vaglio della verifica da parte di altri studiosi, altrimenti non ce ne facciamo niente), come si fa a dedurre che l’omeopatia funziona? E funzionanano anche con pilloline di lattosio, questi campi? E non subiscono interferenze con la saliva, gli acidi gastrici, gli enzimi digestivi e tutto il resto? Ce ne corre molto fra il dire che l’acqua può avere la proprietà x e che gli omeopatici funzionano perché l’acqua ha avrebbe tale proprietà.

    Comunque i commenti scomposti di Francesco e altri sono davvero ridicoli. I meccanismi farmacologici degli omeopatici sono completamente diversi? A me risulta che siano completamente ignoti, o meglio, mi risulta che non ne abbiano affatto, se escludiamo l’effetto placebo.

    Cordialità.

  15. Più chiaro di così……!
    Se l’acqua conserva l’informazione, è inutile cercare nei “farmaci” omeopatici la sostanza, perchè quella ormai non c’è più, ma vi è l’informzione!!
    Nei farmaci omeopatici molto spesso, specialmente nelle alte diluizione vi solo l’informazione.
    Acidi gastrici? saliva? Gli enzimi digestivi?
    Ma quando si è sentito mai che queste componentin organiche influenzano un campo elettromagnetico pur debole che sia……!!! Ma dove le leggete ste cose? Su che libri avete studiato? Maahahahahaha………….!!!! Semmai è vero il contrario…..!!! I campi elettromagnetici influenzano la componente organica degli esseri viventi.
    Il fatto che i farmaci omeopatici funzionano diversamente da quelli convenzionali, e che tali meccanismi siano ancora in parte ignoti, non significa che non esistano.
    Insomma, una cosa me l’hanno insegnata all’università, le cose funzionano anche se io non ne conosco i meccanismi. E questo è vero per tutto. Non sappiamo come funzionano ma non significa che non esistono.
    Si è vero, sono scomposto e ridicolo, così come il Prof. E. Del Giudice, Luc Montagnier, etc… etc……!

    PS
    Lo sò che forse mi ripeterò, ma sarebbe più costruttivo rifare gli esperimenti che hanno fatto queste persone, e metterne per iscritto i risultati.
    Insomma, tutte queste critiche alla medicina non convenzionale, perchè non le raccogliete in uno o più volumi? Quanto meno vi metterste in “pari” con i sostenitori……….!
    Voglio dire, oltre alla semplice e sterile critica non potreste mettere nero su bianco le vostre ragioni, magari supportate da studi in doppio cieco etc……?

  16. Dall’alto della vostra preparazione scientifica, vediamo se avete il coraggio (che io chiamerei ignoranza scientifica, ma che sarebbe più corretto definire faccia tosta) di criticare ciò che ha scoperto e ha già pubblicato il Prof. Vittorio Elia, ordinario di chimica fisica all’Università Federico II di Napoli.

    PS
    Le pubblicazioni sulla calorimetria delle sostanze altamente diluite, effettuate dal Professore, le potete trovate nella banca dati Caspur cui è possibile accedere da ogni Dipartimento universitario……., e sono innumerevoli!

  17. Visto che quasi certamente non fate parte di nessun Dipartimento Universatario, posto qui, alcune pubblicazione che sarebbe il caso, di leggere e rileggere, prima di esprimere giudizi sui lavori scientifici di eminenti esponenti del mondo universitario italiano.
    Queste sono solo alcune delle pubblicazioni che dimostrano come le soluzioni altamente diluite, asssumono un diverso comportomanto all’analisi calorimetrico.
    Queste pubblicazioni, assieme a quelle dei Proff. Preparata, Del Giudice, Talpo, Germano, Montagnier, rappresentano solo il primo passo verso la comprensione del meccanismo di funzionamento dei farmaci omeopatici.
    Il buon senso scientifico vi imporrebbe, oltre che una sana e non sconclusionata critica, di riportare i vostri titoli nell’ambito di tale materia oltre che le vostre “PUBBLICAZIONE” in materia di acqua, biologia dei sistemi viventi e soluzioni altamente diluite.

    ■V. Elia and M. Niccoli – “Thermodynamics of Extremely Diluted Aqueous Solutions” – Annals of the New York Academy of Sciences, 879, 241 (1999);

    ■V. Elia and M. Niccoli – “New physico-chemical properties of water induced by mechanical treatments. A Calorimetric study at 25°C.” – Journal of Thermal Analysis and Calorimetry, 61, 527-537 (2000);

    ■V. Elia and M. Niccoli – “New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions” – Journal of Thermal Analysis and Calorimetry,75, 815-836 (2004);

    ■V. Elia, S .Baiano, I. Duro, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli – “New and Permanent Physico-Chemical Properties of The Extremely Diluted Aqueous Solutions of the Homeopathic Medicine. A Conductivity Measurements Study at 25°C in Function of the Age of the Potencies” – Homeopathy, 93, 144-150 (2004);

    ■V. Elia, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli, A. Ramaglia, E. Ventimiglia – “New Physico-Chemical Properties of Extremely Diluted Aqueous Solutions. A calorimetric and conductivity study at 25°C.” – Journal of Thermal Analysis and Calorimetry, 78, 331-342 (2004);

    ■V. Elia, M. Marchese, M. Montanino, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli, A. Ramaglia – “Hydrohysteretic phenomena of “extremely diluted solutions” induced by mechanical treatments. A calorimetric and conductometric study at 25 °C.” – Journal of Solution Chemistry, 34(8), 947-960 (2005);

    ■V. Elia, L. Elia, P. Cacace, E. Napoli, M. Niccoli, F. Savarese – “Exstremely dilute solutions as multi-variable systems. A study of calorimetric and conductometric behaviour as function of the parameter time” – J. Therm. Anal. Calor., 84(2), 317-323 (2006);

    ■V. Elia, L. Elia, M. Marchese, M. Montanino, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli, F. Bavarese – “Interaction of “extremely diluted solutions” with aqueous solutions of hydrochloric acid and sodium hydroxide. A calorimetric study.” – J. Mol. Liq., (2006) in corso di pubblicazione;

    ■V. Elia, L. Elia, M. Montanino, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli – “Conductometric studies of the Serially Diluted and Agitated Solutions.On an anomalous effect that depends on the dilution process.” – J. Mol. Liq., (2006) accettato per la pubblicazione;

    ■V. Elia, L. Elia, E. Napoli, M. Niccoli – “Conductometric and calorimetric studies of serially diluted and agitated solutions: the dependance of intensive parameters on volume” – International Journal of Ecodynamics, Vol.1 No.4 (2006) accettato per la pubblicazione

    Buona lettura, anzi buono studio………!!!!

  18. Con “memoria dell’acqua” si intende la capacità di quest’ultima di memorizzare o “ricordare” una data informazione con la quale entra in contatto.

    Nel processo omeopatico, il principio attivo di una sostanza è diluito in acqua milioni di volte, tanto da non contenere più una sola molecola del principio attivo, il quale, secondo tale teoria, resterebbe memorizzato nell’acqua. Il fatto che questa sia in grado di conservare memoria del principio attivo di una sostanza risulta inaccettabile per la scienza attuale, perché impossibile da verificare

    Lo scetticismo del mondo scientifico (di cui sinceramente non so se voi ne fate parte, in quanto non avete mai riportato i vostri titoli) riguardo l’omeopatia si fonda anche su questo punto-cardine. Eppure alcuni studiosi, oggi, vedono nelle proprietà “nascoste” dell’acqua un terreno di indagine innovativo e rivoluzionario: “L’omeopatia, negata dall’accademia e denigrata dall’industria farmaceutica – spiega il professor Claudio Cardella – è temuta alla stregua di un grimaldello in grado di scardinare le basi del paradigma scientifico attuale, perché costituisce una pietra di fondamento di quello futuro”.

    Rosalia
    Dottore in biologia e Phd in Biotecnologie

  19. Per moderare un commento quanto tempo passa di solito…….?

  20. Ecco il mio curriculum:
    mi sono laureato all’Università di Mousetown, con relatori i professori Marlin e Zapotec. La tesi era “Variation in cooking time of Eggs during Time Travels”. Massimo dei voti. Mi sono poi spostato a Duckburg per continuare il progetto, ma i fondi per la mia ricerca sono stati in breve requisiti dal Sindaco per il restauro della statua di Cornelius Coot. Un brutto colpo. Ho lavorato per un po’ come assistente di Gyro Gearloose, ma i frequenti litigi con l’altro assistente, Little Helper, mi hanno convinto che era ora che tornassi a vedere come stavano le cose in patria.
    Prima o poi, riuscirò a riprendere in mano la mia ricerca, ci sono variabili che devono ancora essere modellizzate (egg shell thickness, cohesiveness of yolk, etc). I risultati parziali sono stati pubblicati sul “Journal of Quantum-Olistic Dietology”.

  21. Diciamo che arrivati a questo punto, non era più necessario postare il suo CV. Avevamo già intuito la sua preparazione in fatto di biologia e fisica chimica dell’acqua fin dalla pubblicazione del suo intervento ad apertura di questo post. Una delle controindicazioni della rete è proprio questa: la produzione di “spazzatura mediatica”!!!

  22. Forse non sarebbe male ripetere il esperimento più volte. Per esempio un globuli ogni giorno prima di andare a letto per un mese intero, dato che l’omeopatia dice che non è la quantità il fattore più importante, ma è la ripetizione quello che porta ha degli sintomi prodotti dal farmaco omeopatico. Far vedere un video con una persona buffa è divertente, ma non ha niente a che fare con la scienza. Purtroppo ci troviamo ancora nel medioevo riguardo alla cultura e conoscenza generale. Il materialismo ha presso sopravento e mette davanti ai nostri occhi un velo di ignoranza. In contrasto, lo idealismo è la filosofia che non è la materia ciò che è l’ultima realtà, ma la mente, il spirito, la idea invisibile quello che forma la nostra realtà. La fisica quantistica lo dimostra, ma la persona comune, semplice di mente e cultura non ci arriva ed è anche inutile cercare di far capire a certa gente le cose profonde della natura. Buona notte!

  23. “La fisica quantistica lo dimostra, ma la persona comune, semplice di mente e cultura non ci arriva ed è anche inutile cercare di far capire a certa gente le cose profonde della natura.”

    già, che tempi…

  24. Fausto Vittorio Chierchini // 18 settembre 2010 alle 17:15 // Rispondi

    I detentori della verità siamo tutti noi. Anzi: i detentori della verità sono Piero Angela e Silvio Garattini.

    Tutti sosteniamo di aver appreso la verità da camici bianchi, dalla “scienza”. Tutti noi siamo in grado di decidere quale sia il camice bianco che dice la verità: Piero Angela contro Luc Montagnier, Garattini contro Ruesch. Tutti noi siamo in grado di consigliare un bravo medico.

    Tutti diciamo che la nostra verità è scientifica, senza capire un tubo di matematica, senza che un medico, nella maggior parte dei casi, abbia mai visto un’equazione integrale in tutta la sua vita. Anche i medici affermano che la loro verità è scientifica, o che i loro dubbi sono scientifici.

    Cos’è la scienza? Sarebbero i medici che incontro negli ospedali? Sarebbero Piero Angela e Garattini (questo non ha la faccia di uno che sia mai stato in un ospedale, a dire il vero)? Io vedo solo larve che brancolano nel buio, che nella “scienza” trovano la scusa della propria incapacità, la giustificazione dei propri limiti di intelligenza, e nella propria incapacità e mancanza di intelligenza la motivazione per propagandare la presunta incapacità altrui.

    Questa non è scienza: questa è cattiveria, politica, industria.

    Per contrapporre la “scienza” all’omeopatia non servono dimostrazioni, servono bravi attori, abili nella propaganda e nell’inganno. In realtà, anche una scarpa riesce a fare casino con le parole, ed è giusto quel che serve e che si è utilizzato.

    Io la mia scelta l’ho fatta: è l’omeopatia. E non c’è bisogno di scomodare un Nobel per capire che funziona. Funziona e basta: questo è il punto di partenza, non di arrivo.

  25. Alessandro Araldi // 18 settembre 2010 alle 18:44 // Rispondi

    Salve,
    purtroppo nel leggere le critiche al post non ho ritrovato altro che gli stessi toni presenti a una puntata di Maria De Filippi. Per quanto riguarda l’omeopatia ritengo che l’unico vero metodo per verificare l’attendibilità di studi sia quella di informarsi sulla validità delle riviste su cui queste vengono pubblicati. Ritengo curioso che gli studi citati da Francesco si rifacciano tutti a V.Elia. e penso sia stata quasi un’inconscia nota ironica inserire il titolo apparso su “Homeopathy”

    V. Elia, S .Baiano, I. Duro, E. Napoli, M. Niccoli, L. Nonatelli – “New and Permanent Physico-Chemical Properties of The Extremely Diluted Aqueous Solutions of the Homeopathic Medicine. A Conductivity Measurements Study at 25°C in Function of the Age of the Potencies”

    Mi spiace ma anche mia nonna ha abbastanza “conoscenze scientifiche” da sapere che una rivista che si chiama Omeopatia non affermerà mai che la sua stessa disciplina è scientificamente una bufala.
    Riguardo al numero degli italiani che fanno uso di metodi omeopatici devo purtroppo ammettere che le stime sono corrette, non sono nemmeno pochi gli italiani che hanno creduto a Vanna Marchi e al mago Do Nascimiento o gli americani che portano il creazionismo nelle scuole del loro Paese.
    Sono curioso di sapere se le pubblicazioni di Francesco sono rintracciabili in internet e su quali riviste sono state pubblicate. Mi spiace ma non confondiamo articoli apparsi su Nature con quelli pubblicati su Oggi tra le pubblicità della nuova tisana Herbalife e il rosario elettronico.
    Come giovane ricercatore (di cui trovate pubblicazioni presso il CNR) mi trovo nella situazione comune a molti miei colleghi ovvero senza soldi per le mie ricerche e trovo oltraggioso l’atteggiamento di professori che sprecano tempo e denaro per studi che trovano sbocchi solo su video in stile youtube e non su serie riviste scientifiche.
    Grazie e spero di non aver sconvolto le ricerche di studiosi del calibro di Francesco, a cui consiglierei un master all’università di Mousetown almeno per imparare il buon senso oltre che a valutare la serietà delle fonti da cui attinge.
    Buon lavoro Stefano, rimaniamo in attesa di sapere se qualche articolo scientifico pubblicato su Homeopathy ci dirà che la Terra è piatta e che nel 2012 le Olimpiadi di Londra non si terranno per allagamento dei campi. (Per chi non ha capito mi riferisco al film 2012).

  26. Leonardo Vivarelli // 19 settembre 2010 alle 15:27 // Rispondi

    Devo dire che se effettivamente l’acqua avesse una memoria milioni di persone ancora vive dovrebbero essere morte, basti pensare solo all’acqua depurata. Cerco di essere più chiaro, tutti noi sappiamo che le fogne di tutto il mondo scaricano nei fiumi e di conseguenza nei mari, pensando al numero di miliardi di esseri umani sulla terra viene facile pensare che miliardi di tonnellate di sostanze tossiche contenute negli escrementi raggiungano l’acqua del mare, per non parlare delle sostanze tossiche che riversano alcune industrie o gli svariati casi di riversazione del petrolio.
    Ora, se l’acqua conservasse memoria di tutte le sostanze coon cui entra in contatto dovremmo essere tutti morti, dato che lacqua in certe zone del pianeta entra in contatto con sostanze estremamente tossiche se non addirittura letali.

    • Enea Bartolini // 8 ottobre 2016 alle 11:42 // Rispondi

      Effettivamente, proprio per questo motivo, oggi si muore, nei paesi industrializzati, quasi solo esclusivamente di tumore.

  27. Ringrazio Alessandro per l’augurio e per il commento, e lo stesso apprezzamento va a Leonardo.

    Un caro saluto e entrambi.

  28. Quello che scrive leonardo è un dubbio che si pongono molti omeopati ma anche non. Infatti gli studi attorno all’acqua si stanno facendo davvero interessanti e vanno tutto nella direzione dell’omeopatia. Molti ricercatori afferenti INFN (di cui questo sito si fregia di essere “amico”) hanno cominciato già da molti anni a parlare di memoria dell’acqua e domini di coerenza.
    Tra l’altro questi autori, pare collaborino con Montagnier, a cui hanno assegnnato un premio Nobel, e scusate se è poco!!!
    Intanto questi personaggi ci mettono la faccia, osano, hanno il coraggio di sfidare l’ambiente scentifico mainstrem.
    E gli altri? Solo critiche? no ricerche? Così è troppo facile però!!!!
    Ecco cosa scrive Montagnier a proprosito di DNA e di acqua, e di come questa conservi le informazioni.
    http://www.guna.it/archivio/prodotti/222/MB1004_04.pdf

  29. Kary Mullis crede negli UFO ed è da sempre un sostenitore della teoria per la quale l’AIDS non esiste, ed è un premio Nobel.
    Il problema è che il Nobel se l’è guadagnato “inventando” la PCR che presumibilmente lo stesso Montagnier avrà utilizzato in qualche occasione nei lavori che lo hanno condotto (assieme al suo team) al Nobel per lo studio dell’HIV, e non per gli “studi” sulla memoria dell’acqua (nei quali comunque ha continuato a usare la PCR)
    A chi ritiriamo il Nobel?
    A Mullis o a Montagnier?

    Stando ai commenti fin qui proposti in questi mesi, sembra proprio che il buon senso sia diventato qualcosa di rivoluzionario, come appunto prova il commento di Leonardo.

    Convengo che sia sicuramente “eroico” continuare a promuovere qualcosa come l’omeopatia, che continua a non fornire alcuna prova e si giustifica invocando l’inadeguatezza dei protocolli sperimentali pretendendo sperimentazioni “ad hoc”, o agitando il drappo rosso di Big Pharma, e nonostante ciò continua a definirsi “scienza”.
    Tuttavia la scienza è un’impresa collettiva che funziona se, e solo se, chi vi vuole partecipare è in grado di sottoporre prove che possano essere verificate da altri oppure invalidate.

    Non spetta ad altri l’onere di fornire una prova alle affermazioni di coloro che credono che senza molecole, ma con la loro memoria impressa nell’acqua si possano produrre effetti fisiologici in base a principi formulati nel tardo ‘700, e già allora platealmente antiscientifici.

    E per questo è ozioso che si continui a chiedere che siano gli altri (in alcuni casi anche, incredibilmente, questa stessa rivista) a ripetere gli esperimenti che proverebbero l’efficacia dell’omeopatia, quando in realtà sono già disponibili tutte le informazioni che smentiscono fino all’ultima virgola la validità degli esperimenti e delle pubblicazioni presentate come “peer-review” che però non sono mai citate e hanno un impact factor imbarazzante.

    In quanto alla questione delle informazioni, l’ultimo link qui riportato, parla esattamente dell’esperimento (chiamiamolo così) di Montagnier a cui si riferisce tutto l’articolo assieme ai link in esso contenuti, e nel primo commento è riportato il link diretto al paper, quindi non si capisce proprio come possa arricchire in qualche maniera la discussione, o deviarne la conclusione.

    Saluti

  30. Allora, non so proprio da dove cominciare.
    Sono un medico, pluri-specializzato, che da un pò di tempo si interessa e studia gli effetti dei farmaci omeopatici sull’uomo, sugli animali e sulle piante.
    Ad oggi non esercito l’omeopatia su miei pazienti, ma ne ho studiato gli effetti, tramite una serie lunghissima di osservazioni su pazienti altrui.
    Di critiche sull’omeopatia/omotossicologia/ isoterapia etc…., ne ho sentite tante.
    Chi dice: “dovremmo guardare con sospetto la pseudoscienza omeopatica”, ancora chi dice “l’omeopatia preclude la possibilità di guarigione”.
    Queste sono le sentenze che alcuni ricercatori(e non) e filosofi (e non) della scienza di parte espongono nei propri scritti, palesando scarsa previsione e nessuna lungimiranza se solo si considera che l’OMS riconosce pari dignità all’Omeopatia rispetto agli altri paradigmi medici.
    A ben leggere il testo delle interviste e le pubblicazioni dei detrattori-accusatori dell’Omeopatia si avverte forte e chiara la pochezza o assenza di cultura in materia, l’approssimazione e la generalizzazione delle affermazioni, la disconoscenza della letteratura scientifica sull’argomento.

    L’accusa mossa all’Omeopatia dal Comitato Nazionale di Bioetica (18/03/2005) di “essere irriducibile alle conseguenze scientifiche consolidate nella e dalla tradizione epistemologica occidentale” conferma e ripropone la posizione monolitica e monadica della scienza accademica, autoreferenziante il diritto di proprietà dell’”oggetto” che quindi va conservato in stasi, piuttosto che il mezzo attraverso cui è possibile conoscere e comprendere ulteriormente le leggi della Natura al fine di utilizzarle per il bene collettivo.

    Nei termini del Comitato Nazionale di Bioetica non è inscritto il principio dinamico di avanzamento delle conoscenze scientifiche;è drammaticamente assente la ragione per cui la scienza esiste e progredisce.

    Se le conoscenze scientifiche fossero già tutte consolidate, sarebbe inutile avviare nuove ricerche, nuovi progetti.
    E se le ricerche smentiscono, ridimensionano i precedenti principi concettuali di base e prospettano nuovi “territori” da esplorare, questa è espressione dell’intelligenza.

    L’anti-Omeopatia è stata così forte da avere imposto alla Farmacologia/Tossicologia un unico modello farmacologico e nascondere e/o ricusare il modello ormetico di cui si ha ampia e documentatissima evidenza, oltre che negare, minimizzare, ridicolizzare le prove provate dell’efficacia terapeutica di molti farmaci omeopatici/omotossicologici/PRM.

    A mio avviso il problema della scientificità dell’omeopatia, riveste solo molto marginalmente un carattere epistemologico e/o scientifico, ma che pretestuosità mal documentate ed evidenze non dichiarate o manipolatenascondano finalità molto diverse e lontane dalle reali e contingenti necessità dei malati.

    Il cavallo di battaglia delle tesi antiomeopatia è sempre lo stesso, il numero di Avogadro: la concentrazione quantità teorica di un soluto è nulla quando questo sia stato diluito oltre un numero di volte equivalente al numero di Avogadro.

    Il risultato clamoroso della ricerca pubblicata su Nature nel Giugno 1988 “Human basophil degranulation triggered by very diluted antiserum agains tIgE” firmata da un team internazionale di 13 autori coordinati da J. Benveniste
    al tempo direttore dell’Unità 200 dell’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca Medica (INSERIM) di Parigi, è che la reazione di de granulazione dei basofili continuava anche quando la soluzione di anticorpi era iperdiluita fino alla D120 (60CH).

    È evidente che nella provetta di Benveniste ci fosse solo acqua, ma non quella fresca del ruscello sotto casa (la bulkwater dei fisici), bensì quella che era venuta a contatto con gli anticorpi, quella che aveva imparato dagli anticorpi a degranulare i basofili, quella che aveva memorizzato la specifica informazione, comportandosi essa stessa da anticorpo, “divenuta” essa stessa anticorpo. Come se fosse un anticorpo.

    Benveniste insegna che si può ottenere un effetto biologico altamente specifico e selettivo sia se la sostanza è presente (anticorpi) sia se la sostanza sia stata presente .
    Come può una semplice e piccola molecola d’acqua (solo 3 nuclei e 10 e- – peso molecolare 18) comportarsi come se fosse una proteina complessa anti-IgE presentante, come tutte le altre Ig, 2 loci fondamentali con una regione costante che media l’interazione dell’anticorpo con il complemento ed una regione variabile secondo specificità anticorpale per un dato antigene?

    Di più: considerato che teoricamente un soluto viene fisicamente a contatto con il solvente per non più di 23 passaggi consecutivi (se la diluizione è D), dal 24° passaggio in poi il contatto non è più di natura fisica (sensu stricto sostanza fisica), bensì solo di altra natura (non contatto = acqua informata che informa acqua diluente che, a propria volta, informerà altra acqua diluente).
    Questo è quello che c’era nella provetta di Benveniste.

    Inoltre Benveniste e Coll. (2000) dimostreranno per la prima volta che una informazione biologica ad effetti misurabili può essere trasmessa anche solo elettronicamente (Thomas et Al., 2000).
    Ovviamente l’esperimento di Benveniste è stato ripetuto nel tempo da altri più volte e sempre i risultati sono stati confermati.

    La grande colpa del brillante scienziato francese è stata quella di aver ridotto in frantumi l’unico pilastro su cui si fonda la Farmacologia accademica, ed ha dimostrato che la porta può essere aperta anche con la chiave magnetica e che non sono sempre necessari i dentelli della chiave d’acciaio e la serratura che li ospita.

    In British Medical Journal (2000): diluizioni ultramolecolari di istamina inibiscono la degranulazione di basofili e mastociti pretrattati con siero anti IgE;
    il riscaldamento a 100° C delle colture inibisce l’effetto sia delle diluizioni molecolari, sia delle diluizioni ultramolecolari di istamina.

    In Med Sci Monitor (2010): diluizioni ultramolecolari di adrenalina inibiscono la degranulazione dei basofili di individui atopici IgE sensibilizzati; il propranololo (inibitore dell’adrenalina) inibisce l’effetto sia delle diluizioni molecolari sia delle diluizioni ultramolecolari di adrenalina (Mannaioni et Al., 2010).

    Alcuni anni dopo gli esperimenti di Benveniste si sarebbe dimostrato che è proprio l’acqua il “segreto” del fenomeno: l’acqua sottoposta al processo di succussione è una “nuova acqua”, realmente diversa da quella di partenza e che il solvente acqua evidenzia proprietà fisico-chimiche che variano ampiamente in funzione del percorso vissuto dai soluti precedentemente disciolti e dal tempo (Elia and Napoli, 2007).

    L’acqua delle soluzioni omeopatiche è fisicamente diversa dall’acqua normale (bulk water), meno mutevole, ordinata, in grado di organizzarsi in Domini di Coerenza ed in Superdomini (Del Giudice et Al., 2007), e che in prossimità di superfici idrofile forma strati sufficientemente compatti da essere considerata come una fase speciale.

    Se tutto questo è solo frutto della svista di ricercatori incapaci e distratti come possono Phytolacca 200C e Thuja 30C ridurre in vitro la vitalità delle cellule neoplastiche mammarie umane(Frenkel et Al., 2010) con effetti simili al chemioterapico più comunemente utilizzato nel carcinoma della mammella(paclitaxel), lasciando “traccia” della propria presenza alla High Performance Liquid Chromatography ?

    Come è possibile registrare segnali elettromagnetici prodotti da nano strutture acquose molto vicine al numero di Avogadro (D20) derivate da sequenze di DNA batterico? (Montagnier etAl., 2009).

    Io Credo sia prossimo il tempo in cui tutto sarà spiegabile.
    Per il momento possiamo rivolgere la nostra attenzione ai fatti, che – dopotutto – più interessano i nostri pazienti e noi clinici.

    Per quanto invece riguarda il suo dilemma circa il ritiro del premio nobel a Montagnier o a Mullis, io direi che ritirerei volentieri il diploma delle superiori a certi personaggi non ben identificati che si fanno (non so a che titolo) portavoci ufficiali di un certo tipo di scienza.

    Che dire più di questo? Forse ho perso fin tropo tempo per rispondere non so a chi, su un sito che dice di essere appoggiato dall’ INFN, ma che non condivide affatto le teorie scientifiche in materia di acqua, proposte da molti dei suoi esponenti. Forse avrei meglio impiegato il mio tempo a studiare per cercare di alleviare quanto più possibile anche un banale mal di testa ad uno qualsiasi dei mie pazienti……!!! Ma che volete, tutti abbiamo le nostre debolezze…..!!!
    Ad majora

    • Ancora una volta, avrebbe potuto risparmiarsi la (indubbia) perdita di tempo leggendo l’articolo, andando a vedere i riferimenti e leggendo i commenti. A partire dalla truffa di Benveniste, non c’è nessuna argomentazione che non sia stata affrontata. Di Benveniste do i riferimenti qui

      https://oggiscienza.wordpress.com/2010/06/29/il-nobel-e-la-memoria-dellacqua/#comment-1960

      In quanto all’INFN, ho volutamente tralasciato l’aspetto nella precedente risposta cercando di autoconvincermi di non aver mai letto che una testata di comunicazione scientifica non possa avere il logo di una certa istituzione, indubbiamente scientifica, se al suo interno, tra le migliaia coinvolte, ci sono persone che credono in una pseudoscienza.

      Sono costretto a rispondere ora. Basta andare sul sito dell’ INFN e digitare “omeopatia” nel motore di ricerca. Il secondo risultato è particolarmente interessante:

      (mi scuso ma il sito è fatto in modo che di non poter mettere un permalink)

      “Guarire dall’omeopatia”
      di Stefano Cagliano

      L’omeopatia non � mai stata cos� popolare. Ma cos’� esattamente? Dov’� nata? Come funziona? Galileo anticipa alcuni brani dell’ultimo libro del medico e giornalista Stefano Cagliano che, spiegando il successso della medicina omeopatica, ne mette in luce anche i rischi e la mancanza di riscontri scientifici

      Questo è solo un risultato fra i tanti dentro il sito dell’INFN. In altri documenti l’omeopatia è messa esplicitamente sullo stesso piano dell’astrologia.

      Le suggerisco di scrivere anche all’INFN chiedendo che rettifichi la sua posizione ufficiale su questa pseudoscienza perché diventi in linea con quelle dei ricercatori a cui lei fa riferimento.

      Saluti.

      • Io so solo che un giorno qualcuno disse “eppur si muove” e gli furono “cavati” gli occhi dalle orbite…perché aveva osato disturbare le nozioni ufficiali…
        Io non posso accettare un rifiuto categorico di certe teorie…mi stupisco di personaggi di scienza che si fermano a quello che è scritto sui libri…secondo me la scienza è altro…

      • “secondo me la scienza è altro”

        Ma pure la fantascienza non è male. Ad esempio, perché no ai viaggi a ritroso nel tempo? Non sarà il fatto che i libri di fisica dicono che è impossibile a fermarti, no? Dài, torna a ieri e scrivi un commento qui col senno di poi!

        😀

        Sai, tra lasciare la porta aperta a possibili nuove scoperte, e bersi qualsiasi bufala, una differenza pare ci sia.

        Per la memoria dell’acqua stiamo abbastanza tranquilli: rientra nella seconda categoria, insieme ai rettiliani, ai viaggi nel tempo, alle scie chimiche, alla fusione fredda, ai motori magnetici e a quelli ad acqua.

        Le bufale che girano sono molte di più, e le peggiori in assoluto sono quelle in campo medico; si tratti di mr Stamina, o degli yogurt spacciati per cure per l’AIDS, o del veleno di scorpione per curare mali spesso terminali, c’è qualcosa di più raccapricciante della “semplice” truffa alla Tucker: c’è un che di sciacallaggio sulle sofferenze che rende i bufalari particolarmente odiosi e fa fare agli ignoranti (quelli che “nei libri non ci sta mica tutto” e magari per questo manco li hanno studiati) la figura di beoti completi, disposti a bersi teorie sull’etere vibrazionale o sull’energia pangalattica psichica (magari col botto, per giunta), basta che siano scritte in non più di due/tre fogli A4 (e possibilmente corredate da qualche video su youtube, che leggere stanca) e fa niente se di mezzo servono un paio di miracoli o l’intervento divino, basta che più meno non si capisca al volo prima della terza superiore e stiamo a posto.

        Poi, casomai, basta dire che c’è di mezzo la quantistica – sapeste come va di moda – e si arriva fino alle soglie dell’università – a seconda del soggetto supposto apprendente oltre che studiante, pure oltre

  31. Vorrei farti una domanda!
    Ti rendi conto che le tue critiche a determinati scienzati, alcuni dei quali vincitori di premio Nobel, non puoì permettertele?
    Si non puoi permettertele, perchè non sei all’altezza, non hai i titoli per farlo in maiera cosciente!
    O meglio, puoi farlo, ma sei poco credibile, non convinci nessuno, diventi una caricatura.
    In ambiente scentifico le critiche ad un lavoro si fanno scrivendone un altro, che ne contraddica in tutto o in parte i contenuti.
    Se proprio vuoi criticare Montagnier, Mullis, Talpo, Del Giudice, Preparata, Germano, Betti, etc. etc. etc.., fallo pure, non fai altro che dimostrare quanto poco sei preparato in ambito biofisico e clinico-medico.

  32. Signor Giuseppe, credo che avremmo entrambi risparmiato tempo se lei avesse da subito avanzato questa argomentazione sebbene, ancora una volta, non sia il primo in questa sede.
    Ogni cosa che ho affermato, fino all’ultima virgola, è riscontrabile attraverso i riferimenti che ho dato.

    Qualche esempio.

    Al macchinario di Montagnier è stato rifiutato il brevetto con termini assai meno lusinghieri di quelli usati qui: c’è il link della risposta dell’ufficio brevetti.

    L’omeopatia non ha seguito nella comunità scientifica: ci sono i link ai recenti paper di Lancet, e le basta andare, ad esempio, sui siti

    http://www.sciencebasedmedicine.com oppure http://www.badscience.net/

    per ottenere molti altri riferimenti e le spiegazioni dettagliate delle falle in quegli studi che di scientifico hanno solo la terminologia.

    Il primo è curato da 8 medici
    http://www.sciencebasedmedicine.org/?page_id=222

    Il secondo da Ben Goldacre, anche lui medico. Credo non avrà alcuna difficoltà a controllare le loro credenziali in materia.

    Quella di Benveniste era una bufala: si veda il resoconto dell’indagine guidata da John Maddox, allora editor di Nature, e da James Randi (che scienziato non è e che, per la cronaca, ha istituito un premio di un milione di dollari a chiunque proverà che l’omeopatia funziona).
    Da rilevare anche che l’indagine di Maddox è stata voluta proprio da Nature come condizione per la pubblicazione da parte di Benveniste, che acconsentì alla replica dell’esperimento in un altro laboratorio e sotto gli occhi della commissione.

    Qui il fulltext
    http://www.criticandokardec.com.br/benveniste02.pdf
    a cui era, ancora una volta, possibile risalire grazie ai riferimenti già dati.

    Tornando alla sua ultima argomentazione in sé, secondo il suo ragionamento, si creano due paradossi.
    Il primo, è che nella comunicazione non specialistica possa scrivere di un argomento solo ed esclusivamente una persona dotata di una specializzazione in quel ristretto campo dello scibile (quanto ristretta poi, non si sa. Un astronomo può scrivere un articolo giornalistico di fisica o no?), quando in effetti quello che conta è riportare informazioni attenendosi ai fatti e non al sentito dire. Le fonti che ho messo non vengono dal sito di Voyager. Sono tutte fonti specialistiche e, quando non lo sono, a loro volta riportano i riferimenti agli studi.

    Il secondo, legato al primo, è che tra quelli che hanno letto questo articolo ci sono medici, chimici, ingegneri, fisici, biologi, miei colleghi compresi, e tranne che per quanto riguarda i commenti che già vede, nessuno mi ha contestato né la forma, né il contenuto, perché è tutto verificabile.
    Ora, se fosse stata una di queste persone a scrivere quello che ho scritto io, avrebbe ancora potuto appigliarsi alla necessità di un fantacurriculum su misura per poter contestare che si metta qui nero su bianco che l’omeopatia, secondo la scienza “ufficiale” (oggi va di moda così), non ha nessuna validità?

    Diciamo che se si è costretti a questo tipo di argomentazioni, più assurde dell’omeopatia stessa (questa volta, l’opinione è tutta mia), l’omeopatia non fa una bella figura nemmeno sul piano dialettico, che non la faccia sul piano scientifico è accademico.

    E’ proprio sicuro che sia io qui a non essere credibile? Che, anche con quel video, sia io la caricatura?

    Saluti e auguri per il suo lavoro.

  33. Dalla sua risposta si denota l’assoluta ignoranza su come funzionanao le cose in ambito accademico e scentifico.
    Caro amico, in ambito scientifico non si conta per ciò che si è in grado di fare e che si potrebbe fare, ma contano i titoli, ciò che si è fatto, o per dirla in altri termini le pubblicazioni!!!!
    Per esempio ad un convegno sulla biofisica dell’acqua, a lei non farebbero aprir bocca, o forse lo farebbero intervenire (ma ne dubito fortemente) ma durante la pausa caffè!
    E con questo mi sà che ho davvero e definitivamente chiuso!
    Passo e chiudo. Ad Majora!

  34. Buongiorno.

    Un solo commento: sappiamo che un bicchiere d’acqua è composto da miliardi di molecole, così come gli organismi viventi sono composti dA milioni di cellule e l’atmosfera da miliardi di molecole.
    Da un punto di vista matematico questi sono sistemi caotici, dove ogni elemento interagisce in modo prevedibile solo da un punto di vista probabilistico. Se agito un bicchiere, non posso sapere con esattezza dove so troverà ogni molecola d’acqua in ogni istante,, posso solo prevedere il loro comportamento a livello di massa: so che l’acqua risalirà sulle pareti del bicchiere, ma non conoscerò la posizione di ogni singola molecola, perchè essa interagirà in modo microscopico con ciò che gli sta intorno., in modo diverso dalle sue “Compagne”

    Per quanto a mia conoscenza, non esistono “Forze” potenti da spingere le molecole d’acqua a contrapporsi alle “leggi” del caos, studiate da tempo dai matematici.
    Come si fa a mantenere una struttura (cioè un’informazione) in un sistema che è caotico nel suo comportamento microscopico?
    Si è parlato di leggi della fisica e della chimica, ma ho l’impressione che anche la matematica e la statistica possano dirci qualcosa. Ma naturalmente sono anche loro “Schiave” delle multinazionali. AH, AH!

    • Apri la tua mente!

      Il tuo cervello è composto da miliardi di cellule nervosi. Quanto tu hai una idea o un pensiero, quale di queste cellule è stata l’autore di questa idea o pensiero complesso? Come può una sola cellula formare un pensiero?

      Un scienziato che pensa sul basso livello della filosofia materialistica e deterministica non potrà mai rispondere a questa domanda. Il limite di comprensione se lo hanno posto loro stesso per motivi di egoismo.

      Ed è anche questa la illusione principale del materialismo, che un singolo individuo può vivere la sua vita indipendente da tutti gli altri esseri umani e anche da un Dio. Da qui sorge il comportamento tipico di uno “scettico” che reagisce con sarcasmo e polemica quanto viene confrontato con dei fatti che dimostrano che il suo modo di pensare è sbagliato. L’ateista ha piacere ha sentire delle favole che sopportano le sue concezioni del suo mondo egoistico, individualistico. Queste favole solleticano le loro orecchie e li fanno sentire bene. Ma la verità li causa dolore. Ed è questo il motivo perché poi reagiscono in modo aggressivo. Il loro mondo, la loro realtà meschina che è basata sulla illusione del materialismo sta sotto grande repentaglio quando si viene in contatto con la verità scientifica. Come può una persona che gli piace vivere in questo modo mai accettare la verità? Sono degli ignoranti, anche se sono dotati di intelligenza, ma ignorano i fatti deliberatamente per non esporsi ad un altro modo di pensare è di vivere.

      La teoria della evoluzione che non si può neanche definire una teoria, è proprio questa la religione falsa che si sono scelti gli materialisti. Hanno detto fra di se: “Facciamoci un dio che non esiste, nel quale noi non crediamo, il quale non vede e non sente. Cosi possiamo noi persone umane fare tutto quello che vogliamo. Possiamo fornicare senza avere una brutta coscienza, dato che noi deriviamo solo da animali. Si noi siamo solo degli animali che sono in grado di parlare.”
      Ecco, dove sta qui la differenza tra gli israeliti che si hanno fatto un immagine di vitello d’oro e degli ateisti che rifiutano di crede nel vero Dio?

      Tutte queste polemiche degli materialisti intorno l’omeopatia e le forze invisibili della natura fanno parte di un battaglia contro una conoscenza profonda. Accettare solo una minima parte di una teoria che potrebbe accettare un reame invisibile e spirituale rappresenta una sconfitta per il materialismo.

  35. Per Alberto
    Al tuo quesito potrebbe rispondere il fù Prof. Preparata, che assieme al Prof. Talpo e al Prof. Del Giudice hanno scoperto i “Domini di Coerenza”.
    Gli autori che ho citato fanno parte del INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), e se cerchi in rete vedrai che troverai molte informazioni sulle loro scoperte.
    Se invece vuoi aprofondire l’argomento, ti consiglio il libro di Roberto Germano dal titolo “AQUA”, anche lui ricercatore presso l’INFN di Napoli.
    Buon Natale anche a te.

  36. Penso che bisogna andare al nocciolo della questione , non parlare di omeopatia
    si ed omeopatia no
    Bisogna capire quali sono le conseguenza dell’effetto della memoria dell’acqua per l’economia
    farmaceutica e perche’ questa ricerca e’ cosi’ bistrattata dai Media , di cosa hanno
    paura ??
    Balza chiaramente all’occhio che la vicenda Beneviste puzza molto,ci sono tante domande:
    la ricerca e’ stata pubblicata su Nature perche’ altri laboratori hanno replicato
    ’esperimento, perche’ non si parla di questi risultati ?

    Se la ricerca di Beneviste era una frode con manipolazioni di dati da parte dell’as-
    sistente, perche’ non hanno coinvolto gli altri laboratori ? anche questi avrebbero
    delle colpe nel confermare i risutati.
    Come mai uno studio che sembrava soddisfare tutti i criteri di rigore e controllo
    richiesti per una ricerca e che il gruppo di referees non aveva messo al
    bando e’ stata controllata da una commisione eterogenea composta dal direttore
    della rivista , da uno scettico e solo da una persona scientifica , perche’
    non da un gruppo di scienziati ?,in fondo si trattava di replicare un esperimento?
    La tendenza era di cercare l’errore , la frode ad ogni costo
    Non e’ forse un danno economico per le case farmaceutiche se questi risultati sarebbero confermati ??
    Senza tirare in ballo l’omeopatia , si protrebbe creare dei rimedi che utilizzano la memoria
    del farmaco senza avere gli effetti collaterali, cio’ porterebbe a perdere i diritti sul brevetto
    da parte delle industrie farmaceutiche ed inoltre perderebbero il guadagno indotto da parte
    degli effetti collaterali del farmaco , perche’ come tutti sappiamo un farmaco tira un’altro farmaco l’abbiamo sperimentato sulle nostre spalle.
    E poi potrebbe succedere che la gente guarisca veramente senza altre complicazioni, pero’
    sarebbe una grossa perdita di business da parte delle industrie farmaceutiche che l’unico ma dico
    l’unico scopo e’ il profitto.
    Stimolare la ricerca sulla memoria dell’acqua sarebbe socialmente intelligente e Noi stiamo qui
    a discutere di omeopatia si, omeopatia no Ci facciamo manipolare come burattini.
    La memoria dell’acqua sarebbe un grande passo per l’intera umanita’ percio’ dovrebbe essere
    sostenuta e no denigrata,cosi’ facciamo solo gli interessi di Chi vuole l’immobilismo.

    • Dal commento si potrebbe pensare che l’esperimento non sia stato replicato, quindi voglio specificare che invece l’indagine consisteva proprio in questo, e il protocollo è stato concordato con Benveniste in persona.
      Solo dopo questi ha gridato al complotto lamentandosi del protocollo stesso. L’indagine voluta da Maddox, e accordata da Benveniste pur di essere pubblicato su Nature, non era quindi a posteriori. Ci sono stati altri tentativi di replica tra cui, come del resto riportato da uno dei link, questo
      http://www.fasebj.org/content/20/1/23.full#F1

      Gli altri tentativi non sono nemmeno difficili da trovare. Infatti:
      http://en.wikipedia.org/wiki/Jacques_Benveniste#Attempts_to_replicate_Benveniste.27s_results

      La faccenda puzzava, ma puzzava prima.
      Lo studio affermava di aver dimostrato che senza molecole si avevano effetti fisiologici statisticamente significativi, e a parte il fatto che il meccanismo invocato, cioè la memoria dell’acqua, era estraneo alla fisica di questo Universo, non sarebbe stata la prima volta che, pur di pubblicare gli scienziati abbellivano i dati: si imponeva una certa cautela, vista anche la reputazione della rivista.
      Maddox & Co sono stati semplicemente i primi a cercare di replicare l’esperimento, così come accade da prassi.
      Rimando a questo recente articolo su OS https://oggiscienza.wordpress.com/2010/11/18/publish-or-perish/

      Dire che l’omeopatia è bistrattata dai media non corrisponde a realtà. Si vedano ad esempio gli articoli di OS
      http://goo.gl/svEYu
      e
      http://goo.gl/5JSxv

      Non è bistrattata più di quanto lo sia l’Astrologia ed è anzi molto corteggiata, e qui veniamo alla questione Big Pharma: presentare l’omeopatia come un buon Davide contro il cattivo gigante Golia è senz’altro accattivante, ma fallisce nella logica stessa dell’argomentazione, che ruota intorno ai profitti.
      Se l’omeopatia avesse gli effetti che i suoi supporter dichiarano, non c’è una ragione al mondo per la quale qualsiasi casa farmaceutica che si rispetti non dovrebbe buttarsi a capofitto nel business.
      E non perderebbe brevetti perché, stando alle più recenti interpretazioni dei suoi sostenitori, l’omeopatia non è “alternativa” ma “complementare”.
      Non dovrebbe investire in ricerca, sia come stipendi che come apparecchiature, né investirebbe molto in “materie prime”. Visto che si tratta di acqua, eccipienti assortiti, e tintura madre q.b., l’omeopatia è molto vantaggiosa da produrre, non lo è altrettanto per le tasche di chi la acquista.
      Big Pharma non avrebbe poi spese legali per effetti collaterali, come dimostra del resto il video.

      Insomma, sarebbe veramente una cuccagna.
      Ecco uno schema altamente scientifico che riassume l’argomentazione
      http://m.xkcd.com/808/

      Per quanto riguarda il finanziare le ricerche sulla memoria dell’acqua, basta mettere assieme i fatti, e la conclusione è una sola.
      Omeopatia e affini sono un esempio di scienza patologica http://en.wikipedia.org/wiki/Pathological_science.
      Togliendo la fase “storica” cioè quella in continuità con la “scoperta” alla fine del ‘700 dei principi dell’omeopatia da parte di un medico tedesco, e saltando direttamente al XX e XXI secolo, da decenni afferma le stesse cose con monolitica certezza, da decenni non offre basi teoriche e pur con questo non riconosce la validità delle sperimentazioni standard con la motivazione che “l’omeopatia non funziona così”. Quindi se si vuole parlare di immobilità, bisogna rivolgere l’attenzione in quella direzione.

      Saluti.

      • Giuseppe // 6 gennaio 2011 alle 16:50 //

        Grazie per l’esauriente e colta lezione prof. Stefano Dalla Casa!!!!!
        Se ne sentiva davvero la mancanza, la ringrazio di cuore per i suoi lucidi e chiarificatori interventi. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

        Fortunatamente, Francogui, siamo dotati di libero arbitrio, basta quindi decidere se provare a curare il proprio raffreddore con un tubetto di pallini di zucchero al costo di 3.50 euro o comprare un farmaco blasonato, evitando magari di leggere tutti i possibili effetti collaterale ed indesiderati.
        Io ho scelto!!!!!!

        PS
        L’omeopatia non è solo e soltanto “memoria dell’acqua”, è tantissimo altro.
        Il metodo di cura omeopatico è anche e soprattutto una tecnica di “diagnosi” e di “prevenzione”, in cui il soggetto, contriamente alla medicina positivista ed imperante, viene considerato nella sua totalità.
        Tenete ben presente che Hanemann (che era un signor medico) introdusse ormai due secoli fa il concetto che oggi definiamo di “costituzione/predisposizione genetica”.
        Si rese conto che alcuni individui presentavano la propensione a fare una determinata malattia piuttosto che un’altra.
        Non solo, nel metodo di diagnosi omepatico, tutti i sintomi del paziente (anche passati) vengono presi in seria considerazione allo scopo di individuare con precisione il processo patogenetico in corso, e quindi prevenire e individuare il naturale percorso della patologia in quello specifico individuo.
        Di tutto ciò la medicina ufficiale non sa nulla.
        L’omeopatia è anche e soprattutto questo.

        PSS
        Provate a rivolgervi ad un medico di medicina convenzionale per curare per esempio, una semplice verruca, e poi magari, sempre per la stessa patologia, andate da un omeopata. Vedrete come l’approccio è radicalmente diverso.
        La medicina ufficiale ti dice subito di asportarla, avvertendoti che le recidive sono frequentissime.
        L’omeopata comincia comincia a farti una serie di domande per capire cosa quel sintomo vuole cominicare; perchè il corpo sta producendo quel sintomo, e se lo affronta, lo affronta dalla base, magari prescrivendoti i soliti zuccherini.
        In tutto questo ovviamente il S.S.N. diminuirebbe notevolmente i costi di cura, ma questo mi pare non importa a nessuno.

  37. Sono perplesso, al di la del tono quasi cafone di alcuni commenti, sembra quasi che i sostenitori dell’omeopatia come nuova soluzione taumaturgica di ogni male, non si siano nemmeno sprecati a leggere i link di risposta postati dall’autore dell’articolo; il quale a differenza dei crociati difensori, ha metodicamente raccolto documentazione e postata a favore di utente.

    Ora se io fossi un difensore dell’omeopatia non farei troppo il martire, (anche se ha poco valore statistico), il numero e il tenore dei messaggi fa pendere la bilancia decisamente dalla parte di codesta arte arcana.

    Per quanto riguarda invece il nucleo vero del discorso, beh c’è poco da aggiungere:i Phd e le molte specializzazioni in medicina servono a molto poco se non si sa leggere le evidenze della sperimentazione e non si ha un po di umiltà per cambiare opinione, xchè in fondo fare scienza è questo, quando si sbaglia si deve avere la forza di riconoscerlo e iniziare da capo, partendo dalle evidenze ottenute.

  38. Io sono dell’idea che bisogna saper leggere. A me hanno insegnanto che per prima cosa si deve guardare l’autore poi l’anno della pubblicazione, e poi……
    Se l’autore merita allora ci perdo un po di tempo. Se l’autore è un emerito sconosciuto, diciamo che lo leggo quanto ho tempo.
    Se poi l’autore è Luc montagner, scusate ma quello che scrive lo rileggo due e tre volte……..!!
    E scusate se è poco.
    Molto probabilmente, come è stato messo in evidenza più di una volta, qui si scrive tanto per scrivere, e per sciupare “inchiostro”!!!!!!!

  39. Un Nobel per l’Omeopatia
    di Alberto Magnetti
    Fonte: lastampa.it

    http://www.informasalus.it/it/articoli/nobel-per-omeopatia.php

    Luc Montagnier
    “Science” intervista il premio Nobel Dr. Luc Montagnier sull’omeopatia e segnali elettromagnetici
    Negli ultimi giorni del 2010 i giornali hanno riportato la notizia di un rapporto australiano pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Disease in Childhood – dal titolo originale “Adverse events associated with the use of complementary and alternative medicine in children” – in cui si affermava che l’uso indiscriminato delle medicine alternative può essere molto pericoloso o addirittura mortale per i bambini. Nel contempo il Comitato Scienza e Tecnologia del Parlamento inglese ha sollecitato il governo e il servizio Sanitario nazionale a cancellare ogni erogazione di fondi a favore della pratica omeopatica: «i prodotti omeopatici non sono medicine e non dovrebbero più essere autorizzati dal Mhra (l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci)».
    La Rabbia è figlia della Paura, come insegna la medicina cinese. Ecco perché i detrattori dell’omeopatia attaccano senza pietà: hanno paura e reagiscono con la violenza. E’ l’elefante impazzito alla vista del topolino, che gli sguscia tra le zampe. L’elefante non capisce perché non riesce a schiacciarlo, nonostante la sua mole, i barriti, la proboscide.
    Forse la paura nasce da piccoli ma importanti segnali di crepe sul fronte. Per esempio l’ intervista davvero notevole recentemente pubblicati sulla rivista Science (24 dicembre 2010) al virologo francese e premio Nobel dottor Luc Montagnier che descrive il suo ultimo lavoro che ha implicazioni significative sulla omeopatia.
    Questa ultima intervista esprime l’ alto rispetto che ha il dottor Montagnier per la medicina omeopatica e le sue preoccupazioni circa il “terrorismo” contro di lui e altri validi ricercatori da parte degli scettici non adeguatamente informati. Montagnier fa la seguente forte dichiarazione riguardo ‘ omeopatia e le dosi omeopatiche: “Non posso dire che l’omeopatia funzioni. Quello che posso dire ora è che le alte diluizioni funzionano. Le alte diluizioni di qualcosa, non sono nulla. Sono strutture di acqua che imitano le molecole originali.” Inoltre, Montagnier si riferisce al dottor Jacques Benveniste, lo scienziato francese che condusse una ricerca sulle dosi omeopatiche, come un “moderno Galileo”.
    Luc Montagnier aveva recentemente affermato di avere le prove sperimentali che conferirebbero basi scientifiche all’omeopatia. L’omeopatia è una disciplina per la quale certe sostanze, se estremamente diluite e successivamente sottoposte a “dinamizzazione” (le fiale contenenti la diluizione devono essere agitate con un procedimento detto “succussione”) sono efficaci nel trattamento di un ampio spettro di patologie. Ma dal punto di vista chimico, la diluizione è talmente alta che alla fine del processo non rimane nessuna molecola. Da un certo punto in avanti, non si fa altro che diluire acqua con acqua. Per dare un’idea delle proporzioni una diluizione omeopatica tra le meno estreme equivale a una goccia nell’Oceano Atlantico: un paradosso che sarebbe però spiegato dall’ipotesi della memoria dell’acqua, secondo la quale l’acqua sarebbe in grado di conservare il ricordo delle sostanze da cui è attraversata.
    Montagnier in un ‘intervento intitolato “Nano elementi dai microrganismi” affermò: “I miei studi sul virus dell’AIDS mi hanno portato ad avvicinarmi alle idee di Benveniste”. Montagnier poi spiega: “Quando una sospensione di micoplasmi è filtrata attraverso filtri di porosità compresa tra 20 e 100 nm (notevolmente più piccoli della taglia media dei micoplasmi), il filtrato ottenuto è apparentemente sterile se coltivato in un terreno sintetico o analizzato con PCR DNA. Ma se il filtrato sterile è posto in incubazione con linfociti T umani (precedentemente testati come indenni da infezione da micoplasma), dopo due o tre settimane si osserva la ricomparsa di micoplasmi con tutte le loro caratteristiche, anche se il filtrato è portato alla milionesima diluizione”. L’interpretazione del fenomeno che Montagnier propone è che le nano strutture che esistono nel filtrato contengono ciascuna un frammento dell’informazione genetica e possono in questo modo ricostruire l’insieme del genoma infettivo con l’aiuto delle cellule eucariote. Questa ipotesi ha spinto Montagnier a studiare la natura di queste nano strutture e così a scoprire un altro fenomeno curioso: la generazione di onde elettromagnetiche a bassa frequenza (tra 1.000 e 5.000 Hertz) da parte di specie batteriche e di virus in diluizioni acquose appropriate. Batteri patogeni classici come coli, stafilococchi, streptococchi, micoplasmi ed alcuni virus sono sorgenti di queste strutture che emettono segnali elettromagnetici. I segnali sono quasi tutti simili, anche se una analisi più raffinata rivela differenze di specie. Il plasma di persone cronicamente infette dagli stessi agenti patogeni emette segnali simili.
    Quale eco hanno avuto queste riflessioni sorprendenti? L’omissione come tagliente arma di disprezzo.
    Il Dott. Francesco Marino, medico omeopatico della FIAMO (Federazione Italiana delle Associazioni e Medici Omeopatici) afferma: “Standing ovation per questo scienziato, che ha il coraggio delle proprie idee e le difende con coerenza! Montagnier non è certo il primo a scoprire ed affrontare sfide e paradossi dell’ Omeopatia, in particolare la questione delle alte diluizioni, che l’ormesi non può spiegare. Potrebbe godersi la pensione ed i frutti del suo enorme lavoro, farsi i fatti suoi e far finta di niente, come tanti suoi colleghi. E invece mette tutto in discussione per sostenere la plausibilità dell’ Omeopatia, senza pregiudizi. Come Louis Rey, Elia e altri (senza dimenticare il povero Benveniste) ha dimostrato, con dati incontrovertibili alla mano, che le alte diluizioni non sono il Nulla ma che, al contrario, potrebbero aprire filoni di ricerca in grado di rivoluzionare il corso della Scienza. Come altri prima di lui, ha trovato uno dei punti deboli su cui si fonda il paradigma meccanicistico e sa bene che su questa foglia di fico sono stati costruiti imperi economici talmente potenti e persuasivi da decidere non solo il destino e l’ agenda della scienza moderna ma, soprattutto, i profitti aziendali e le carriere di universitari, ospedalieri, amministratori, politici, etc.: ancora una volta, è l’ Economia a dettare le regole del gioco, fissando la “piramide gerarchica” degli interessi e delle priorità. L’Omeopatia avanza, nonostante tutto, per cui va fermata ad ogni costo: attraverso leggi speciali, il discredito scientifico, le campagne diffamatorie, il tutto abilmente orchestrato dai media “schierati”. Le sue prese di posizione irritano l’ establishment perché vengono da uno dei più stimati scienziati viventi. Non resta che augurarci che dalla comunità accademica altre voci si levino in favore delle sue tesi e che l’ esempio dato da Montagnier trovi ulteriori riscontri.”
    Il dott. Montagnier all’età di 78 anni dopo aver ricevuto il premio Nobel nel 2008 per la scoperta dell’ HIV si allontana dal “terrorismo intellettuale” (così viene definito dalla rivista Science) per assumere la direzione del nuovo Istituto di Ricerca dell’Universita di Jiaotong a Shanghai dove potrà continuare ad approfondire gli studi che hanno provocato uno shock a molti scienziati. Sostiene che i Cinesi abbiano una maggior apertura mentale (o probabilmente, penso io, meno pregiudizi e maggior lungimiranza) e all’intervistatore che gli chiede se non teme di scadere nella pseudoscienza risponde: No, perchè non è pseudoscienza. Non è ciarlataneria. Sono fenomeni reali che meritano studi ulteriori.
    I veri scienziati come Montagnier che hanno il coraggio di andare contro il parere di tutto il mondo accademico in terreni inesplorati meritano grande rispetto.

  40. marco zampieri // 31 marzo 2011 alle 15:33 // Rispondi

    buongiorno a tutti,
    non sono un dottore in nulla, ma questo lungo dibattito mi ha molto incuriosito. voglio solo proporre due considerazioni:
    1. per quel che ne so, l’atteggiamento di uno scienziato difronte a dati che non smentiscono né confermano una teoria (in questo caso: l’omeopatia funziona?) non dovrebbe essere né di conferma ma nemmeno di demonizzazione. di fronte a ciò lo scienziato dovrebbe semplicemente dire: non lo so! quello che è scientificamente dimostrato rispetto all’omeopatia è che sicuramente non fa male e questo non è poco dato che moltissimi farmaci “ufficiali” invece creano danni enormi!
    2. sempre per quel pochissimo che so, l’economia sfrutta in maniera scellerata e inumana tanto l’omeopatia quanto la farmacia. nel primo caso proponendo a volte acqua zuccherata a 10 € al ml, nel secondo propinando per sicuri farmaci che non lo sono o facendoci utilizzare sostanze di cui oggi non abbiamo bisogno. si potrebbe aprire un altro enorme dibattito sugli indubbi disastri ma anche enormi benefici portati dai vaccini…
    buon proseguimento a tutti!
    marco zampieri

    • Federica Sgorbissa // 31 marzo 2011 alle 15:53 // Rispondi

      I dati, a dire il vero, smentiscono

      • Giuseppe // 6 aprile 2011 alle 8:50 //

        A dire il vero, di dati, ce ne sono quanti ne vuoi, basta cercare in qualsiasi banca dati scientifica per rendersene conto.
        Ovviamente non devi cercare omeopatia, ma “alte diluizioni”!
        Questo è lo strattagemma che utilizzano molte riviste scientifiche per pubblicare lavori il cui oggetto è l’omeopatia.
        Dimenticavo……., se leggi gli studi pubblicati dall’ establishment della scienza ortodossa, ufficiale, allora i lavori scientifici sono validi e fatti bene, mentre se ti dovesse capitare di leggere lavori pro omeopatia, allora, molto probabilmente, gli autori saranno degli incompetenti incapaci di scrivere e sperimentare su quell’argomento.
        Hai capito come funziona la cosa!!!
        Se vuoi ti metto il link del dibattito tra Garattini e Boiron, al quale hanno partecipato come pubblico, notevoli docenti universitari.
        http://www.boiron.it/farmacologia-omeopatica/dibattito-tra-boiron-e-garattini/index.shtml

      • Federica Sgorbissa // 6 aprile 2011 alle 9:24 //

        Cito: “leggi gli studi pubblicati dall’ establishment della scienza ortodossa, ufficiale, allora i lavori scientifici sono validi e fatti bene, mentre se ti dovesse capitare di leggere lavori pro omeopatia, allora, molto probabilmente, gli autori saranno degli incompetenti incapaci di scrivere e sperimentare su quell’argomento”

        Veramente esiste un metodo scientifico, ed esiste la peer review, ed esistono dei protocolli medici per stabilire se qualcosa è efficace dal punto di vista terapeutico (e un iter regolamentato dalla legge per mettere in commercio i farmaci)

        a questo mi riferisco (non alla scienza ortodossa, ma alla scienza punto e basta) quando dico che non esistono pubblicazioni che hanno provvato un’efficacia dei principi omeopatici (o delle alte diluizioni) superiore al placebo

        qui un’esaustiva ricognizione (eriferimenti) sugli studi: http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-metanalisi/

        mi può fornire una bibliografia su questi studi sulle “alte diluzioni” che avrebbero dimostrato innegabile efficacia?

        Io sono sempre in attesa di risultati positivi. Quando ce ne saranno sarò ben felice di usare i prodotti omeopatici per curarmi. Fino ad allora però eviterò di farlo, come eviterei di prendere qualsiasi altro prodotto che non abbia passato la fase pre-clinica e le tre fasi cliniche stabilite per qualsiasi farmaco

  41. Pietro Riccio // 19 aprile 2011 alle 12:44 // Rispondi

    Mi stupisce molto chi argomenta “scientificamente” il perche’ l’omeopatia dovrebbe funzionare e non vede la realta’ del fatto che diverse persone hanno assunto dosi mostruose di rimedi omeopatici senza rilverare alcun effetto. Si puo’ argomentare quanto si vuole di fronte a questa cecita’. Ma capisco perche’ la scienza in Italia vada a rotoli.
    Per chi parla di premi Nobel, vorrei ricordare che l’ha vinto Arafat per la Pace, e Watson per la chimica (Watson e’ vagamente razzista). Un premio Nobel non mette al riparo da essere teste di rapa.

  42. E’ scandaloso quel video ! Quella sceneggiata è stata come quella approntata dall’ ” illustre ” pseudoscenziato che ha messo a contatto un terreno di cultura dove si erano sviluppati dei pneumococchi con un prodotto omeopatico da una parte e dall’altra gli stessi pneumococchi con il suo specifico antibiotico: ovviamente nel secondo caso erano scomparsi il 90% dei cocchi e nel primo poco si era modificato.
    Allora: 1) il prodotto non ha proprietà antibiotiche 2) isolato dal contesto individuale il prodotto omeopatico non funziona. Si deve trovare nel torrente circolatorio del soggetto per manifestare gli effetti ma non certamente quello antibiotico 3) molti ricercatori nell’ambito della terapia antalgica considerano ormai l’effetto placebo come un risultato nell’interesse del malato. Per noi clinici quello che è importante è il benessere del malato e se questo l’ottengo con un effetto placebo va bene lo stesso.
    D’altronde quante malattie sono incurabili pper la Medicina Tradizionale che con la Medicina Complementare ( Omeopatia, Agopunyura ) trovano invece beneficio?

  43. Io mi sono curato più volte con l’acqua di Lourdes e sono guarito.
    A favore di Lourdes si era pronunciato anche Alexis Carrel, premio Nobel per la medicina.
    Bevete acqua di Lourdes, è molto più efficace dell’omeopatia.
    Dimenticavo: l’importante è crederci (come per l’omeopatia).

  44. Una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo, Journal of Physic, ha pubblicato il lavoro di ricerca condotto da due gruppi di lavoro distinti, il primo francese coordinato dal Prof. Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina, con i tecnici e biologi Lavallè e Aissa, e il secondo tutto italiano coordinato dal fisico Prof. Emilio Del Giudice, (IIB, International Institute for Biophotonics, Neuss, Germany) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White HB, Milano).

    Riferimento del paper:
    5th International Workshop DICE2010, IOP Publishing “DNA waves and water” – L. Montagnier, J. Aissa, E. Del Giudice, C. Lavallee, A. Tedeschi and G. Vitello
    Journal of Physics:
    Conference Series 306 (2011) 012007 doi : 10.1088/1742-6596/306/1/012007.
    La pubblicazione sul Journal of Physics è liberamente scaricabile dal sito ufficiale della rivista: http://iopscience.iop.org/1742-6596/306/1/012007

    PS
    Attenzione, non fidatevi di quanto scritto e pubblicati da questi cialtroni, non sanno di cosa parlano. Gli unici veri esperti riconosciuti a livello mondiale, in materia di fisica dell’acqua, farmacologia, chimica e biochimica dei farmaci, sono solo e soltanto i proff. moderatori di questo sito, e cioè i proff:
    Sgorbissa, Dalla Casa, e Coyaud.

  45. Nessuno ha sentito parlare di EBM evidence based medicine ? e di linee guida Cochrane? L’omeopatia non ha NESSUNA base scientifica, come l’astrologia
    Sono un neurologo di Torino, ho visto solo effetti dannosi o truffaldini causati dalle medicine alternative in 20 anni di pratica medica

    Auguro ai sostenitori di potersi curare solamente con l’omeopatia quando avranno un problema sanitario serio!

  46. E direi che siamo punto e a capo!

  47. Salve a tutti, sono uno studente di chimica presso l’ateneo di Pisa. A breve (finalmente) dottore, nel campo.
    Ho avuto il piacere di leggere la discussione intavolata dalle parti su questo argomento spinoso che è l’omeopatia.
    Premetto che, a causa dei miei studi e delle mie passioni nell’ambito della biochimica e dei processi biologici del corpo umano, non posso assolutamente credere ad affermazioni, quali la memoria dell’acqua, che vedono le loro basi in ricerche truffaldine e manovrate.
    Motivo per il quale mi intrometto, è il mio desiderio di fare i complimenti al signor Stefano Dalla Casa: mai esagerato nelle risposte e capace di ribattere ad ogni affermazione con studi seri di riviste affermate. Una persona molto seria.
    Arrivederci.

    -Quando affermano che l’omeopatia funziona solo perchè ormai la usano in molti, io rispondo: “allora miliardi di mosche non possono certo essere in torto. Buon appetito!”-

  48. Grazie Philipp, “credere” è il verbo più appropriato…

  49. Come James Randi offre 1.000.000 di dollari a chi dimostra sotto controlli di possedere poteri paranormali, io offro 1000 euro (ho meno disponibilità) a chi dati 10 flaconcini di cui uno dichiarato omeopatico e gli altri acqua pura, riesce a scoprire quello omeopatico senza conoscerne il contenuto di alcuno; questo procedimento dovrà essere ripetuto 100 volte per garantire l’autenticità della scelta; tutto sotto controllo ovviamente. Scegliete voi il metodo.
    Accorrete numerosi!!!

    http://www.randi.org/site/index.php/1m-challenge.html

  50. @Mariosmic … non male, 1000 € diviso 100 esperimenti, fa 10 € a esperimento. Sotto controllo implica minimo 3 persone. Allora 10 € diviso 3 risulta 3,33 € a persona.

  51. @Mariosmic … se poi ogni esperimento dura minimo un mese (la durata media di una prova omeopatica) il stipendio è di 3,33 diviso 30 = 0,11 € al giorno. Sei molto generoso!

  52. @Mariosmoci … certo che si tratta di una offerta omeopatica 😉

  53. …..le risorse sono quello che sono ;-)……posso arrivare a 2000, crepi l’avarizia

  54. ho letto con molta curiosità tutti i post, complimenti a tutti per come ognuno difende le sue opinioni e le sue credenze!
    io sono un medico!
    per me la cosa importante è guarire il malato, se per guarire è utile l’acqua fresca ben venga!
    avevo una ragazza isterica di tredici anni, con paralisi alle gambe, delle iniezioni di acqua distillata l’hanno guarita, è normale, ma se prendo in cura un paziente di 84 anni, che è quasi cieco per retinopatia ipertensiva per insufficienza renale grave ed emorragie retiniche diffuse con edema retinico, per cui lo specialista ospedaliero dice che non riacquisterà la vista, e dopo tre mesi di cura omeopatica la retina ritorna quasi perfetta e la vista nove/decimi, e lo stesso specialista (all’oscuro della terapia) esclama. “incredibile!” e aggiunge che quella persona è una persona molto fortunata, non è del tutto normale!

    • Cara Rosanna, lei è certa che nei 3 mesi di applicazioni omeopatiche il paziente non abbia ricevuto altri e diversi trattamenti (da farmaci a cure di vario tipo)?
      E se questi ci sono stati, in base a cosa attribuisce la miracolosa guarigione a questi piuttosto che all’omeopatia?
      Cordialità

    • Graziano Fiscella // 19 aprile 2016 alle 12:13 // Rispondi

      buongiorno Rosanna, rispondo con molto ritardo ma leggo solo oggi. Sono un medico anche io. Trovo molto interessante che la ragazza isterica sia guarita con iniezioni intramuscolari di acqua distillata. Non tanto per la rarità dei sintomi isterici che tu hai avuto la fortuna di osservare e che per la patomorfosi dell’isteria sono ormai rarissimi. Sono psichiatra e in 20 anni di esperienza non mi è mai capitato un caso di paralisi isterica.
      La cosa che mi sorprende è la scelta di un placebo così drastico come le iniezioni intramuscolari di acqua distillata.
      Hai notato effetti collaterali con l’utilizzo di questo tipo di placebo.

  55. Dott. Philipp,
    Lei è un neolaureato in chimica. La memoria dell’acqua viene spiegata da un’altra disciplina: la fisica quantistica. La materia nella quale lei è dotto non le fornisce gli strumenti per parlare in termini appropriati. A volte l’umiltà, l’apertura mentale e il buon senso producono effetti meno fuorvianti.
    Auguri per la sua carriera

  56. Nicola Spano' // 2 aprile 2014 alle 22:54 // Rispondi

    Meno di 500 mg (ovvero mezzo grammo) di ioni cianuro sono capaci di uccidere un uomo. Ma se bevi un’acqua con 1 decimilionesimo di mg di ioni cianuro resti vivo e vegeto. Cioè l’effetto della diluizione deprime l’attività malefica del cianuro. Lo stesso vale per l’arsenico ma la dose letale per l’uomo è di circa 0,5mg cioè mille volte inferiore al cianuro. E’ chiaro che se la quantità ingerità è 10 milionesi di mg non è detto che tale diluizione sia meno pericolosa del cianuro. Tuttavia se sperimentiamo di sciogliere un nanomilligrammo di cianuro o di arsenico in un litro di acqua distillata 43 volte (per essere sicuri che sia solo acqua) e ne beviamo 10 ml abbiamo ingerito esattamente un decimilionesimo di milligrammo di veleno. Io come chimico non avrei paura di bere quell’acqua, in quanto sono convinto sperimentalmente che la diluizione ha distrutto l’attività venefica dei veleni arsenico e cianuro. Chissà quante volte da bambini o da adulti abbiamo assunto la dose di cianuro di molto superior a quella indicata ora quando abbiamo provato a mangiare il nocciolo amaro di una albicocca i di una mandorla. Tuttavia è stato visto che piccole quantità di cianuro o di arsenico possono avere benefici per talune malattie anche molto serie. Ma ciò non lo dice l’omeopatia ma la medicina ufficiale. Questo concetto non c’entra niente con il fenomeno pseudo quantistico di una memoria dell’acqua ma si avvale del fatto che I cianuri abbiano effetti complessanti (effetti di legame chimico) anche ad alte diluizioni, mentre l’arsenico a piccole dosi migliora l’azione di certi neurotrasmettitori del SNC. Si vuole qui affermare che l’alta diluizione di un veleno ha la capacità di annullare la sua attività principale allo stesso modo di come un antibiotico utile alla concentrazione di 400 mg al giorno diventa inutile alla concentrazione di 400milionesimi di mg al giorno. Questa asserzione è facilmente provata nel momento in cui ciascuno di noi ha un mal di gola. Questi sono fatti incontrovertibili perchè verificati da tutti noi. Tuttavia se partiamo dalla concezione generale che la materia , la gravità il fuoco, l’acqua e l’aria siano fenomeni ELETTROMAGNETICI non è detto che in un prossimo futuro magari tra 300/400 anni non potremo curarci direttamente con radiazioni elettromagnetiche la cui frequenza equivale all’azione di un farmaco, cosa che peraltro già facciamo quando ci esponiamo al sole . Tuttavia ricordiamoci che ancora per molti di noi sono necessarie anche RADIAZIONI NUCLEARI e non elettromagnetiche.

  57. Claudio Casonato // 4 aprile 2014 alle 16:28 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

  58. Enrico Travaini // 6 aprile 2014 alle 17:01 // Rispondi

    L’ha ribloggato su OltreVerso.

  59. Mi pare una onesta concessione alla necessita di smettere di propinare medicine 80% inutili quando non dannose , senza attaccare frontalmente la lobby medico farmaceutica ,o delegittimando la onesta professionale di medici e farmacisti,
    … e senza ricorrere al placebo o alla preghiera la cui efficacia terapeutica sono assodate in tutta la letteratura medica ma con pericolosissimi effetti collaterali .(economici)

  60. nicola giacobbe // 11 maggio 2014 alle 23:55 // Rispondi

    Grazie a Stefano Dalla Casa per il suo articolo e per una esposizione chiara e deontologicamente corretta. Il metodo scientifico e’ semplice ed una regola chiave dello stesso puo’ essere fatta risalire ad Euclide: “ciò che può essere asserito senza prove concrete può essere anche rifiutato senza prove concrete”.
    Finora di prove concrete che reggano il test della ripetizione in altri laboratori non esistono, prego chiunque dei presenti di presentare lavori che rispettino l’integrita’ scientifica, in questo caso:
    compiuti da ricercatori indipendenti, con risultati ripetuti e controllati da terze parti.

    (faccio notare che no, i filmati di Del Giudice non valgono come lavori scientifici)

    Fino ad allora non si puo’ parlare di un discorso scientifico e le chiacchiere episodiche non sono interessanti (se non, forse, per uno psichiatra).

  61. mauro marchionni // 16 giugno 2014 alle 22:31 // Rispondi

    La solita storia del cardinale Bellarmino il quale, ovviamente, parlava in nome della scienza ufficiale.
    Posso capire la posizione pomposamente assurda della Sgorbissa e di Silvia poichè anche io, alla loro età, dicevo le stesse fesserie.
    Non so l’età di Dalla Casa e quindi non so se le sue fesserie sono dovute all’età o a altro.

    E mi spiego perchè definisco con estrema convinzione (e un po’ di maleducazione) “fesserie” quanto sopra letto.
    1) Per definizione solo ciò che è ripetibile può essere definito “scientifico” – questa, ripeto, è una definizione e quindi non è ne vera ne falsa
    2) L’esperienza ci ha insegnato che (quasi) tutto ciò che risponde ai canoni della scienza è terribilmente efficace e porta (quasi) sempre a risultati utili e spesso ottimi e sempre in ottimo accordo con il modo reale
    3) Da quanto sopra si è diffusa l’opinione che scientifico = reale e i su indicati signori (e signore) che abbracciano tale opinione non si rendendo forse conto che è invece un ovvio assurdo logico poichè, basta ragionarci un attimo, non c’è nessun legame logico tra ciò che è scientifico e ciò che è reale.
    4) Ergo: (e su questo spero che nessuno abbia il coraggio di discutere per carità di patria) non è affatto vero che sia reale solo ciò che rientra nel campo di indagine e di misura della scienza. La cosa è talmente ovvia e banale (dopo Aristotele) che è veramente strano che gente che si occupa di scienza e che, quindi, dovrebbe avere ben chiaro che cosa è la logica, non abbia ancora chiaro questo concetto

    La scienza, la scienza vera, oltre che sull’indiscusso e validissimo principio base della sperimentazione galileiana si basa anche su altri principi che, quasi sicuramente, sono ancora più importanti:
    – il primo è la curiosità, senza la quale non è mai esistito scienziato alcuno
    – il secondo è lo stupore e la meraviglia senza i quali non è mai esistito scienziato alcuno
    – il terzo è la consapevolezza che qualsiasi teoria “scientifica” è intrinsecamente errata e non potrà mai essere una “verità assoluta” poiché verrà sempre un nuovo dato sperimentale che metterà in crisi la vecchia teoria fino a che non se ne troverà un’altra che spiegherà anche questo nuovo dato e così via in un eterno rincorrersi che è il vero sale, e gioia e incantesimo della scienza vera
    – il quarto, che è poi figlio del terzo, è la prudenza
    – il quinto, insegnatomi dal mio grandissimo maestro, il prof. Luigi Broglio, è che dietro alla più grossa scemenza detta dal più cretino degli studenti….. ci può essere sempre una aspetto di profonda verità alla quale tu, con tutta la tua sapienza, non avevi mai pensato
    – il sesto, ed ultimo, è quello della estrema importanza dei “punti di vista”: una stessa cosa, cioè, appare completamente diversa se osservata da diversi punti di vista ed è solo la sua osservazione da infiniti punti di vista (cosa questa evidentemente impossibile) che ce ne potrà far conoscere l’essenza vera (a questo proposito mi permetto di ricordare l’aneddoto del calzolaio che faccio sempre ai miei studenti – terzo anno ingegneria meccanica – alla prolusione del corso: ragazzi, quando avrete finito il progetto della vostra nuova macchina sottoponetelo al parere di un calzolaio. E perché proprio un calzolaio… professore? Forse che i calzolai conoscono la meccanica meglio degli ingegneri meccanici? No, ragazzi, ma lui vedrà la vostra macchina da un punto di vista completamente diverso dal vostro e, forse, potrebbe farvi vedere aspetti ai quali non avevate mai pensato)

    Conclusione 1 : Santa Romana Chiesa ha avuto la faccia tosta di fare santo un perfetto imbecille come il cardinale Bellarmino ma state sicuri che la sua mala genia non si è certo estinta con lui ma continua a proliferare nei secoli a difesa (???) della scienza.
    Conclusione 2 : non capisco e non so quasi nulla di omeopatia e non mi permetterò mai, ovviamente, di spezzare una lancia a favore o contro. Dico solo che un ciclo di sole 3 conferenze su tale tema tenute da un noto medico mi ha convinto che qualcosa di interessante e di intrigante ci dovrebbe certo essere
    Mauro Marchionni – ingegnere meccanico

  62. mauro marchionni // 17 giugno 2014 alle 11:53 // Rispondi

    io un commento lo avevo lasciato ieri ma non è stato pubblicato.
    mi piacerebbe sapere il perchè?
    se la ragione è perchè ho contestato (con un po’ di durezza) le affermazioni della Sgorbissa e di Dalla Casa…… vuol dire che siamo ridotti proprio male.
    spero che non sia così.

    mauro marchionni – ingegnere meccanico

  63. Ho lavorato 15 anni in una azienda che produce e commercializza omeopatici. Intorno a tale mondo ci sono solo truffatori e millantatori , finte lauree e finte cattedre finte morali e finta etica, il tutto è solo finalizzato al profitto. L’omeopatia è un grosso business in Italia in un mercato senza regole, tutto a discapito della salute dei pazienti. Medici complici di questa enorme truffa ed imprese senza scrupoli dovrebbero essere messi a tacere per sempre.

    • Purtroppo, senza riferimenti più precisi, la Sua testimonianza è inutilizzabile e controproducente. Mi rendo conto che forse non se la sente di affrontare eventuali citazioni in giudizio, ma certo sarebbe utile conoscere un po’ di più le cose cui ha fatto cenno.

  64. Paolo Pesaresi // 2 settembre 2014 alle 19:18 // Rispondi

    L’omeopatia sta perdendo quote di mercato perché ci sono sempre meno gonzi che si lasciano prendere in giro, per cui qualcuno delle ricche fabbriche di acqua fresca ha pagato il dottorone per rilanciare i vari rimedi… tutto qui.

    • Scusa, ma di quale quota stai parlando? L’omeopatia è un grandissimo pericolo per le grandi aziende farmaceutiche, perché perdono miliardi di miliardi a causa della omeopatia e riescono a curare veramente le persone. Invece le aziende farmaceutiche impiegano degli pseudo scettici come te per diffondere false notizie sul conto di una terapia con un grandissimo successo perfino nella terapia di animali e batterie nei depuratori biologici. Entra in disperazione o cambia modo di pensare!

      • MODELLO INFORMATIVO DI MEMORIA
        DELL’ACQUA
        Si tenta di enunciare il concetto di memoria dell’acqua in termini di
        contenuto informativo di una molecola o atomo di acqua
        delineandone la netta distinzione con le proprietà fisiche e
        chimiche che normalmente vengono considerate come la
        “memoria” dell’acqua.

        I primi tentativi riguardanti la teorizzazione della
        struttura dell’acqua liquida, partirono da W. C. Roentgen
        (1891), Bernal e Fowler (1933), Pople (1951), Frank e
        Wen (1957), G. Nemethy e H. Sheraga (1962), G.
        Preparata E. del Giudice (1995), M. Chaplin (2000), Mu
        Shik Jhon (2004), Masaru Emoto (2002), a ipotizzare l’esistenza,

        anche nell’acqua liquida, di una struttura simile a quella del

        cristallo di ghiaccio: tetraedrica ed esagonale.
        Alcuni di essi, considerarono la struttura dello stato liquido in
        continuo divenire (si distrugge e si riforma 100 bilioni di volte al
        secondo), altri considerarono la struttura “fissa” e caratterizzata da
        una particolare distorsione del legame idrogeno.

        L’acqua è sempre stata una risorsa importante per la vita.
        Il primo che iniziò una riflessione scientifico-filosofica sulla natura
        fu Talete di Mileto (624-546 a.C.), che indicò l’umidità/acqua quale
        elemento primordiale.L’acqua ha delle proprietà che solo in alcuni
        casi rientrano nella sua memoria.
        Si può introdurre informazione nella molecola dell’acqua per
        potere verificare nel tempo se questa quantità di informazione si
        conserva oppure degrada o si trasforma.
        Quanta informazione si può introdurre?
        Per stabilire la quantità di informazione in uno spazio limitato si ricorre al modo indicato da Bekenstein nel 1981 ed è una espressione del principio di indeterminazione di Heisemberg. Ossia è una conseguenza dei postulati della teoria quantistica dei campi.

        L’informazione nell’acqua ha una componente strutturata , insieme di molecole (Domini di Coerenza) ed una componente aleatoria che potrebbe ugualmente assolvere a trasmissione di informazione con compiti specifici tutti da studiare.
        La variabilità dell’acqua potrebbe essere definita solo in termini di variabilità del dominio di non coerenza, poiché il DC dovrebbe essere definito con poche proprietà distintive invarianti.
        Si può quindi calcolare la memoria dell’acqua (incoerente e strutturata) e la possibilità che un sistema in generale possa avere quantità di memoria tale da incamerare anche informazioni provenienti dall’esterno per il tramite di canali informativi specifici.

        Facendo interagire fisica quantistica e teoria della informazione
        Y.Srivastava, Alan Widom e V. Valenzi hanno determinato tre
        tipi di canali informativi possibili all’interno di un essere vivente per
        lo scambio di informazione memorizzate in punti diversi del
        corpo.

        IL concetto di sistema informativo (sorgente, canale, destinazione) e con la ben nota legge del limite di Bekenstein (Bekenstein Bound) sulla quantità massima di informazione contenuta in volume sferico (o ipersferico), calcolare la quantità di informazione codificata nel dominio di coerenza supposto sferico
        Acqua suddivisa in quella del dominio di Coerenza e quella nella parte non coerente e soggetta a forte variabilità. L’informazione passando dalla sorgente al pozzo (ricevitoe), per tramite del canale informativo, viene elaborata ed immagazzinata ed eventualmente immagazzinata in memoria.

        Esperimenti vari di trasmissione di informazione nell’acqua:
        1. Esperimento di Sir William George Armostrong (1893)
        2. Esperimento di Fuck et alter (ponte d’acqua fluttuante, 2007).
        3. Abe Liboff and the “Hypothesys of ion cyclotron resonance” in 1984.
        4. Jack Benveniste
        5. Luc Montagnier
        6. Mimmo Grimandi

        • il concetto di “memoria” di un ente o entità umana (cervello,
        sistema nervoso periferico Genoma, DNA, ecc.) oppure artefatto
        (memoria RAM e o ROM di un calcolatore) viene definito mediante
        i criteri della teoria della informazione i cui elementi di base (bit,
        bite ecc.) riposano su circuiti elementari binari (neuroni, flip-flop,
        ecc.). In base alla quantità di informazione di cui è dotato (o si è
        dotato), l’ente o unità operativa riesce ad assolvere alle funzione
        per cui è stato progettato e quindi, nonostante gli impieghi, gli usi,
        i funzionamenti operativi, riesce a mantenere le sue funzionalità
        nel tempo a parte quelle di manutenzione e miglioramento.

        • Gli elementi
        [bit. Bite (parole codificate), dimensioni degli elementi ecc.] di
        informazione che servono a definire la “memoria” di un sistema Σ
        ad es. il sistema molecolare acqua H2O oppure del Dominio di
        Coerenza dell’acqua DCH2O, dipendono dalle dimensioni spaziali
        del sistema stesso oltre che dal supporto fisico su cui giace la
        informazione elementare, secondo la legge del limite di
        Bekenstein.

        • La definizione della informazione inclusa in un sistema Σ,
        comunque complesso, e di cui il sistema Σ è portatore dipende
        dalla definizione di sistema stesso e quindi dall’insieme dei
        parametri che definiscono la “configurazione sistema Σ” (nella
        fattispecie la “molecola d’acqua” all’interno del campione di
        acqua).

        • Bisogna quindi fare riferimento e focalizzare la analisi delle
        eventuali varianti di memoria alle esperienze di Benveniste sulle
        varianti imposte alla configurazione di base della molecola di
        acqua (o ai Domini di coerenza dell’acqua) durante i famosi
        processi di successive diluizioni dopo avere inserito l’agente
        omeopatico dall’esterno nel’acqua stessa.

        Tornando al teoema di Berkstain la cui dimostrazione può essere
        letta in appendice, la quantità di informazione codificabile
        nell’atomo di idrogeno, dotato di raggio R = 1 Å (un Angstrom) e
        massa pari a M =1,67 x 10-27 chilogrammi, si ottiene un valore
        massimo pari a I = 4x 106 bit. Con approssimazione, una
        molecola di idrogeno potrebbe codificare almeno una quantità di
        informazione pari a 107 bit (circa 10 miliardi di bit).

        Assumendo che il volume della molecola d’acqua H2O sia pari a
        Vol = 20 VolH con massa M= 20 ed applicando il calcolo del
        limite di Bekenstein, si ottiene una quantità di contenuto
        informativo pari a:
        I = 20 107 bit (circa 200 miliardi di bit).
        Un essere umano di massa inferiore a Muomo=100 chili ed
        altezza inferiore a Huomo =2 metri può codificare al suo
        interno una informazione dell’ordine di:
        (2a) IUMANA ≤ 2,57686 x 1043 (100/1) (2/1)
        =2,57686 x 1045 Bit.

        L’informazione I è legata al numero N degli stati possibili in cui
        stare un sistema Σ secondo la ben nota equazione:
        (1) I = log2 N
        Allora, si dimostra che, nei suoi aspetti essenziali, il limite di
        Bekenstein alla quantità di informazione codificata all’interno di
        una sfera di raggio R e di energia totale E è pari a:
        I ≤ 2π ER/ (ħc ln2)
        Gli elementi che danno plausibilità a questa sono, in estrema
        sintesi, il Principio di Indeterminazione:
        Δp Δr ≥ ħ
        dove Δp è il valore massimo di impulso (quantità di moto della
        particella) e Δr è il limite di conoscenza della posizione.
        questa disuguaglianza definisce le dimensioni minime di una
        suddivisione dello spazio delle fasi. In altre parole, se P è la
        quantità se moto massima della particella e R è la dimensione (o
        raggio) massima della regione in studio, allora il rapporto fra
        volume massimo e volume minimo:
        PR/ΔpΔr ≈ 2πR/h
        fornisce il numero di stati distinguibili pari ad un valore superiore
        di 2πR/h.
        Per ogni particella (elementare) è P ≤ E/c (E energia e c velocità
        della luce nel vuoto) ed è P = E/c solo se la particella si muove alla
        velocità della luce. Allora sostituendo nella formula n°1 si ha:
        (3) I = log2 N ≤ N/ln2 ≤ 2π(E/c) /R/h ln2) ≤ 2πER/ħc ln2
        che è la espressione classica formale del limite di Bekentein.
        (quando N è molto grande il log2 N è piccolo rispetto ad N per le
        proprietà del logaritmo in base 2).
        Se si esprime la energia in chilogrammi massa allora l’equazione
        diventa:
        I ≤ 25,7686 x 1043 (M/1 chilogrammo) (R/ 1 metro)
        La dimostrazione di questo “teorema” richiede molto spazio e, pur
        essendo molto interessante, si rimanda ai testi specializzati.
        Si fa solo notare che il calcolo è riferito alla ipotesi che
        l’informazione sia codificata e giaccia in sistemi quantistici,
        ossia in campo microscopico. In poche parole, la teoria dei
        campi quantistici oltre l’informazione
        Esempio di quantità di informazione codificata in un determinato
        certo volume sono:
        Applicando il calcolo del limite di Bekenstein ad un adrone, ad es.
        un protone, che ha raggio R = 10-13 cm, si ricava che la quantità
        di informazione codificabile nel protone è pari a 44 bit. Questo
        valore è davvero molto piccolo rispetto alla complessità del
        protone (almeno 3 quark di valenza, innumerevoli quark e gluoni
        virtuali nel Modello Standard) anche se nessuno è riuscito a
        calcolare lo stato di base.

        Come si nota, si tratta di una grande quantità di informazione che
        può essere inclusa in un volume pari a quello di un uomo medio.

        La quantità di informazione prevista dalla applicazione di
        Bekenstein della teoria dei campi quantici ci conduce alla memoria
        cellulare e quindi delle emozioni presenti nelle memorie dei campi
        degli organi del corpo umano.

        La fisica quantistica si muove verso la spiegazione dei
        meccanismi dell’omeopatia e spiega il funzionamento
        dell’organismo scoprendone sempre più gli aspetti legati
        all’energia pura che è alla base della vita .
        I cristalli d’acqua si comportano come tutti i cristalli: possono entrare in risonanza con onde elettromagnetiche che li colpiscono, conservarne la configurazione di energia con tutte le relative informazioni e trasmetterle ad altre strutture cristalline con cui entrano in contatto. E’ la cosiddetta “memoria dell’acqua”. La memoria dei computer è proprio basata sulle strutture microcristalline dei chips; è nota la cristallo-terapia, basata sulla interazione energetica, cioè scambi di onde elettromagnetiche, fra organismi viventi e cristalli.

        Piccoli cambiamenti della forma strutturale della materia rappresentano la memoria, cioè la forma strutturale è la memoria. C’è una stretta relazione tra forma e frequenze e tra forma e memoria e quindi tra frequenze e memoria.

        MEMORIA DELL’ACQUA USATA IN OMEOPATIA
        Il principio di base dell’omeopatia consiste nell’apportare uno stimolo all’organismo che sia il più simile possibile alla condizione che lo caratterizza e lo rappresenta ma che sia più forte in modo da consentire il superamento della stessa .
        La trasmissibilità dell’informazione tramite acqua è da intendersi meglio come una modulazione sincrona delle combinazioni conformazionali possibili delle sue molecole, di velocità pari a quella della luce, la stessa dei biofotoni.
        Gli aspetti chimici sono molto diversi da quelli di natura energetica e la purezza informazionale dell’acqua è molto di più della sua purezza chimica.

        CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI PRODUZIONE DEL RIMEDIO OMEOPATICO

        La sostanza viene trasformata in rimedio grazie alla diluizione in acqua e alla dinamizzazione.

        In pratica viene estratta l’informazione dal piano materiale della sostanza ed il suo segnale viene sottoposto ad espansione fino ad interessare i piani mentali più profondi se si continua con processi di tipo omeopatico

        CASI

        MASARU EMOTO
        Laureato in medicina all’Università di Yokohama (Giappone), ha fondato l’IHM Co nel 1986 e ha conseguito il dottorato in medicina alternativa presso l’Open International University nel 1992.
        I suoi studi sui misteri dell’acqua sono iniziati dopo la scoperta negli
        Stati Uniti del MRA, l’analizzatore della BIO-RISONANZA dell’acqua
        a micro cluster; inseguito, si è dedicato alla ricerca sui differenti tipi
        d’acqua – come quelli d’uso quotidiano, quelli presenti sulla Terra o
        all’interno del corpo umano – da un punto di vista più personale che
        scientifico, convinto che i cristalli d’acqua ne riflettano l’essenza.
        Attualmente è presidente dell’IHM General Research Institute,
        dell’IHM e dell’IHM International Hado Membership.
        Ha scritto numerosi libri su quest’argomento, tra cui
        “I messaggi dall’acqua”,L’acqua che guarisce e Il miracolo dell’acqua.

        MASSIMO CITRO
        Trasferimento farmacologico frequenziale -Istituto di ricerca “Alberto Sorti” Torino.
        Le informazioni sono sequenze ritmiche che perturbano lo spazio vicino determinando un campo informato che ordina le componenti del sistema.
        Come uno specchio circondante il corpo: riceve le informazioni del codice primario e le riflette sul corpo stesso mantenendolo ordinato. Esso consente anche la comunicazione di tipo informatico tra corpi diversi e con l’ambiente.
        E’ più facile rinvenire i ritmi dei codici primari nei campi che nei corpi.
        Dal libro: La Medicina della nuova era

        MALCOM RAE
        La cosa più interessante per noi è che, non solo la luce e le onde elettromagnetiche, ma anche le energie sottili possono creare interferenze ed essere difratte. Rae era un grande radioestesista inglese. Nei suoi studi non utilizzava il concetto della diffrazione, ma piuttosto quello dell’interferenza.
        Malcom Rae, con una macchina ad energia sottile che chiamò Simulator, dimostrò che è possibile, se si opera con le energie sottili, fare l’inverso: dalle figure di interferenza alla Caratteristica Vibratoria di una sostanza e, da questa, alla sua memorizzazione in una provetta contenente zucchero o acqua e alcol. Una volta che la Caratteristica Vibratoria si è fissata nello zucchero o nell’acqua, questi si comporteranno, a livello sottile, come un farmaco omeopatico.

        Se la Caratteristica Sottile era quella di un prodotto omeopatico, per esempio Pulsatilla o Sepia, lo zucchero conterrà una simulazione abbastanza perfetta di quel farmaco.

        Non male, vero?

        Il Simulator è alla base di molti strumenti bioelettronici costosissimi, anche se chi li produce e li commercia spesso dimentica di dirci chi ha ispirato il suo strumento.
        La macchina di Rae è basata su una scheda nella quale l’Autore registrava la Caratteristica Vibratoria di una sostanza sotto forma di figure di interferenza.
        Il “lettore” delle energie sottili emesse da un circuito sottile impresso sulla scheda, era costituito da un campo magnetico ed era in grado di trasferire l’informazione ad un pozzetto metallico, in cui Rae poneva una sostanza inerte, cioè dello zucchero o acqua ed alcool. Accendeva lo strumento per cinque minuti e, voilà, il gioco era fatto: la vibrazione sottile si era trasferita alla sostanza inerte. Con questo metodo, Rae creava duplicati o meglio simulazioni di farmaci omeopatici, vibrazionali e molto altro.

        (tratto da “ANATOMIA SOTTILE” di Roberto Zamperini)

  65. Carlo eEnea Pezzoli // 20 ottobre 2014 alle 13:37 // Rispondi

    Ma se l’acqua ha la memoria di tutte le sostanze che l’hanno attraversata, che bisogno c’è di confezionare fiale con una sola sostanza? L’acqua che circola nel globo terraqueo è sempre la stessa.

  66. Che storia, i Domini di Coerenza, spiegno tutto, dall’omeopatia alle auto ad acqua…
    Però c’è quel piccolo dettaglio che se la memoria dell’acqua fosse una cosa seria, non esisterebbe acqua attraversata da una sola sostanza – come ha detto Carlo Enea, l’acqua della terra è sempre la stessa e ha “visto” tutte le sostanze di questo mondo.

    Quanto ai Nobel a sostegno di roba strana, ci sono altri esempi, come ad esempio Brian Josephson: diresti che la telepatia esiste perché ci crede lui? Anche se il Nobel lo ha preso prima di iniziare a parlare di esp e simili? Anche se lo ha preso per argomenti ben diversi?

    Invece, sostenere che “Le informazioni sono sequenze ritmiche che perturbano lo spazio vicino determinando un campo informato che ordina le componenti del sistema”, anche “come uno specchio circondante il corpo”., è una delle tante SuperSfazzole niente male del discorso da fantascienza di Mauro, che alla fine non porta nulla di concreto se non questo: l’omeopatia (quella propriamente detta) è acqua, a volte nemmeno fresca.

    Ulteriori approfondimenti sull’omeopatia per non believer da MedBunker

    Bye

  67. typo:
    spiegno tutto = spiegano tutto

  68. L’importanza delle riviste scientifiche peer-review si misura con l’impact factor. Nature ha un impact factor di 41, quarantuno. La rivista Interdisciplinary Sciences: Computational Life Sciences dove ha pubblicato Montagner ha impact factor di 0.6, zero virgola sei!

    Cioé: un Nobel scrive un articolo su una scoperta rivoluzionaria, che se fosse vera, e non lo è, sarebbe da secondo premio Nobel e dovrebbe essere pubblicata da Nature o almeno Science. Il rivoluzionario articolo viene invece pubblicato da una rivista paludata cinese di nessuna importanza, dove il presidente è…? Montagner, naturalmente! (vedi http://www.springer.com/life+sciences/systems+biology+and+bioinformatics/journal/12539?detailsPage=editorialBoard) e cliccate su Editorial Board. Tra gli autori dell’articolo poi c’è il figlio raccomandato.

    Tutto questo è per far capire il livello dell’articolo e di Montagner, che sarà stato rifiutato da tutte le altre riviste serie. Tenete poi conto che in Francia l’omeopatia è un mercato da miliardi di euro. La Francia, dove già uno “scienziato”, l’imbroglione Jaques Benveniste, aveva provato a pubblicare le “prove” sull’omeopatia su Nature e fu sputtanato proprio da Nature con l’accompagnamento di James Randi, un illusionista…

    Traetene voi le conclusioni.

  69. È sconvolgente leggere commenti dove, di fatto, il metodo scientifico risulta avere meno importanza dei “titoli” accademici: scusate, ma se lo dice un nobel deve essere per forza vero a prescindere dalle regole della ricerca scientifica?
    Sono stupefatto anche da come i pro-omeopatia riescano a validare questa “medicina” partendo da esperimenti su “proprietà” dell’acqua in vitro, saltando bellamente TUTTE le NECESSARIE fasi di verifica sul campo.

    PS: su indicazione del medico ho speso 15 euro per una boccetta di medicinale contro la tosse, per scoprire a casa che era semplicemente acqua! 15 euro…..alla faccia delle multinazionali del farmaco……

  70. massimo rispetto a Dalla Casa e massima pena per gli omeopati col cervello annacquato dagli ettolitri di acqua ingurgitata. 😀

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