CRONACA

Come bloccare gli effetti del jet lag… nei topi

È stato scoperto che gli orologi interni associati ai diversi organi si adattano con velocità diverse al cambiamento di fuso orario e che il metyrapone, una sostanza che blocca la produzione di corticosterone, è in grado di riportare l’orologio in sintonia con il mondo esterno.

NOTIZIE – Quando viaggiamo attraverso molti fusi orari in poco tempo il nostro orologio interno rimane sconcertato e noi ne subiamo le conseguenze per parecchi giorni. Non riusciamo a dormire bene, ci sentiamo stanchi, un po’ fuori fase… Chiunque abbia preso un aereo intercontinentale ha provato in modo più o meno intenso questi effetti che vengono universalmente indicati come jet lag.

Nel nostro corpo esiste una rete di orologi molecolari in organi differenti che regola e coordina i processi fisiologici: dal battito cardiaco, alla temperatura corporea, al sonno, all’equilibrio e al comportamento. Tutti gli orologi sono controllati da un gruppo di neuroni nell’ipotalamo che sincronizza gli orologi periferici con il mondo esterno. Dal punto di vista molecolare, gli orologi dipendono da alcuni geni e proteine che li coordinano e generano come prodotto finale un ritmo giornaliero chiamato circadiano (perché dura circa un giorno) che sincronizza il funzionamento del nostro corpo con il ritmo del giorno e della notte.

Un gruppo di scienziati del Max Planck Institut di chimica biofisica di Göttingen ha scoperto che, almeno per i topi, gli orologi interni associati ai diversi organi del corpo si adattano a un nuovo fuso orario a ritmi differenti.Questo provoca uno scombussolamento dei processi fisiologici che non sono più coordinati.

Le due ghiandole che formano il surrene, l’organo che si trova sopra i reni e che regolano la risposta allo stress sintetizzando alcune sostanze come l’adrenalina e il cortisolo, hanno un ruolo essenziale in questa faccenda: quando l’orologio associato al surrene viene spento o viene interrotta la sintesi del corticosterone (che negli umani corrisponde al cortisolo), i topi riescono ad adattarsi più rapidamente al cambiamento di ritmo circadiano. Questa scoperta potrebbe contribuire a mettere a punto dei nuovi medicinali a base di ormoni che eliminino gli effetti sgradevoli del jet lag.

I ricercatori hanno anche osservato che non c’è bisogno di spegnere completamente l’oroglogio centrale, cosa che non sarebbe consigliabile. Basta modificare il ritmo di produzione di cortiscosterone, e conseguentemente anche il ritmo di sonno/veglia, somministrando metyrapone, una sostanza che blocca la produzione di corticosterone. Se al momento opportuno ai topi viene somministrato metyrapone, il loro ritmo si adatta più rapidamente. A differenza della melatonina – oggi utilizzata per alleviare gli effetti del jet lag che facilita il sonno e quindi funziona solo nei viaggi da est a ovest – il metyrapone è in grado di adattare l’orologio in avanti o indietro a seconda delle circostanze. Negli umani il metyrapone blocca la produzione di cortisolo e viene già utilizzata per trattare alcuni disturbi, si tratta quindi ora di provare che sia effettivamente efficace nei casi di jet lag anche negli umani e che non abbia effetti collaterali indesiderati.

La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Clinical Investigation.

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