Elettrosmog: la scienza assolve Radio Vaticana

Secondo una perizia del tribunale ci sarebbe un nesso tra l’emittente cattolica e l’insorgenza di tumori e leucemie nella popolazione locale. Ma non ci sono prove che queste onde elettromagnetiche siano nocive.

CRONACA – Nei giorni scorsi la notizia ha fatto scalpore ed è finita su tutti i giornali. Ci sarebbe “un’associazione importante, coerente e significativa tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini”. Così si legge nella perizia disposta dal gip del Tribunale di Roma nell’inchiesta per omicidio colposo in cui sono coinvolti i responsabili dell’emittente della Santa Sede per decessi avvenuti a Cesano e La Storta, vicino Roma, tra la fine degli anni Ottanta e il 2003. Le conclusioni della perizia, firmata da Andrea Micheli dell’Istituto Nazionale Tumori, avvalorano l’accusa dei genitori dei 19 bambini colpiti da leucemia. Ma sono in contraddizione con le evidenze scientifiche.

“Non c’è prova che questo tipo di campi elettromagnetici abbia effetti sulla salute, nonostante la mole di ricerche finora condotte”, sostiene Paolo Vecchia, presidente della Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, l’organismo più autorevole in materia.”Centinaia di studi,  analisi epidemiologiche, ricerche su modelli animali e ricerche sugli effetti cellulari delle onde elettromagnetiche, sono coerenti in questo senso. Coerenti e confortanti. In via precauzionale, proprio perché nella ricerca scientifica non è mai detta l’ultima parola, si è comunque preferito fissare limiti di esposizione molto bassi”.

Prende le distanze dalla perizia anche Andrea Pession, pediatra della Clinica Pediatrica di Bologna e responsabile del centro operativo dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP): “La causa dei tumori è nel patrimonio genetico. Sono la conseguenza di una serie di mutazioni che vanno accumulandosi nel tempo, iniziano prima della nascita e poi si aggravano. Non è dimostrato il legame con le onde elettromagnetiche”, afferma il pediatra. “Vi sono solo osservazioni sperimentali, ma non abbiamo un dato scientificamente accertato sull’esistenza di un nesso di causa-effetto tra onde e tumori. La nostra Associazione ha recentemente presentato i risultati dello studio Settil che ha esaminato migliaia di casi per 10 anni.  Sono state investigate tutte le cause di carattere ambientale. Il legame non è stato confermato”.

Come è possibile, quindi, che la perizia arrivi a sostenere il contrario di quanto indichino le conoscenze scientifiche e assicuri la stessa Organizzazione mondiale della Sanità? (si può consultare il sito del progetto “Salute e campi elettromagnetici” dell’Istituto superiore di sanità)  “Innanzitutto – fa notare Vecchia – una perizia è una perizia, non uno studio scientifico pubblicato su una rivista peer-reviewed. Inoltre, a ben vedere, quello che la perizia ha stabilito è un po’ diverso da come sembra. Il perito ha preso in considerazione la popolazione locale e ha stabilito che alcune patologie si sono verificate con maggior frequenza tra chi abitava nel raggio di 6-12 chilometri da Radio Vaticana rispetto al resto dei residenti. Come mai il rischio tra  6 e 12 chilometri è maggiore rispetto a chi vive proprio sotto la sorgente, tra 0 e 6 chilometri? Il dato non si spiega”.

Ci sarebbero poi, secondo Vecchia, una serie di vizi metodologici nella perizia:  “Non confronta il numero di tumori con la media nazionale e non verifica, quindi, se vi sia globalmente un rischio”. Ogni anno in Italia si ammalano di cancro circa 1300 bambini. È la leucemia la forma di cancro più frequente, ma i piccoli possono essere colpiti anche da tumori del sistema nervoso centrale, dai linfomi, dal neuroblastoma e altre forme più rare. “Sconcerta, in particolare, l’assenza in quasi 400 pagine di una misurazione dei campi elettromagnetici e della variazione del segnale al variare della distanza. Qualsiasi studio sulla tossicità non può prescindere dalla dose, qui la si ignora. Credo quindi che questi risultati vadano considerati con cautela”.

Per chi vive vicino alle 60 antenne di Radio Vaticana, e soprattutto per le famiglie colpite dalle tragedie, è difficile accettare che le onde elettromagnetiche non facciano male. Ma se un lieve aumento di tumori e di mortalità si è riscontrato nella zona, forse sarebbe il caso di ricercare la causa altrove.

10 Commenti

  1. Le onde elettromagnetiche emesse dalla mostruosa Radio Vaticana sono buone .perche vengo fuori benedette.I bambini dovrebbero essere felici di entrare presto nel Paradiso.

  2. Perdonate la domanda, ma che tipo di antenne sono? Cioe’ dalla dichiarazione del Dott. Vecchia: “Come mai il rischio tra 6 e 12 chilometri è maggiore rispetto a chi vive proprio sotto la sorgente, tra 0 e 6 chilometri? Il dato non si spiega.”, mi sorgono dei dubbi perche’ il dato dovrebbe essere automaticamente spiegato dal fatto che per una radiazione di antenne classiche l’emissione dovrebbe essere minima vicino alla sorgente e aumentare con l’allontanarsi da questa (la tipica emissione con lobi dei multipoli). Sarebbe dunque normale se la popolazione a 6 km sia maggiormente esposta rispetto a quella a 0 km. Ma il fatto che lui non ritenga il dato ”spiegato” fa pensare che forse siamo davanti ad un altro tipo di emissione.
    Qualcuno puo’ speigarmi questo passaggio? Grazie molte

  3. Pero’ senza scomodare Maxwell o Einstein si potrebbe comunque osservare che in natura non esistono antenne vaticane che sparano onde elettromagnetiche magari in modulazione di ampiezza e che quindi è lecito supporre che il nostro organismo non sia progettato per assorbire cosi’ tanta energia. Esiste poi molta letteratura medica riguardo le modificazioni del metabolismo della melatonina in presenza di forti campi elettromagnetici solo per citare un esempio, per cui il dubbio che queste antenne non siano innocue al 100% dovrebbe almeno suggerire di condurre uno studio organico e mirato.

    Capisco che toccare le antenne vaticane è considerato un sacrilegio, ma vista la popolarità della Chiesa di questi tempi non mi sembra il caso di aggiungere un altro tassello di scontento tra i fedeli.

    C’è poi da tenere presente che la questione campi elettromagnetici non viene mai affrontata da autorità nazionali in maniera seria, perchè se si scoprisse scientificamente che i campi elettromagnetici non sono innocui si aprirebbero contenziosi legali in tutto il mondo con il rischio di multe a nove zeri per le aziende coinvolte. Come dire meglio rimanere nel limbo.

    1. Non scomodo Maxwell a sproposito, e’ che con un affermazione del genere mi sembra che il Signor Vecchia non sappia bene di cosa stia parlando, se non sa neanche quali sono le aree sensibili a quel tipo di emissione.

      1. E’ vero che le esposizioni possono essere maggiori lontano (ma non troppo) dalle antenne che nelle estreme vicinanze, ma nella perizia non è riportata nessuna indicazione delle esposizioni alle varie distanze, anzi, al contrario, si basa sulla distanza come unico indicatore dell’esposizione, nell’ipotesi che l’ esposizione diminuisca con la distanza (altrimenti non avrebbe nessun senso utilizzare la distanza come indicatore dell’esposizione).

        Il “non troppo” di prima deve essere valutato mediante stime dirette (con misure o con calcoli) dell’esposizione, non è possibile che se da una perizia risulta aumentato il numero di casi di tumore ad una certa distanza, allora se ne deduce che a quella distanza l’esposizione è maggiore: o abbiamo inventato un nuovo metodo per misurare i campi elettromagnetici basato sulla conta dei casi di leucemia?

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