CRONACA

La matematica incontra la biologia

La scienza ha bisogno di nuovi orizzonti comuni fra le due discipline

NOTIZIE – Strano che ci abbiamo messo così tanto, finalmente però la comunità scientifica (per il momento quella statunitense, ma siamo certi che il resto del mondo seguirà a ruota) reclama a gran voce una maggior integrazione delle discipline matematiche e computazionali nei curricula biologici. Fra i tanti segnali in questo senso è anche l’edizione speciale del giornale CBE -Life Sciences Education che contiene ben 24 pezzi (fra commenti e veri e propri articoli di ricerca) dedicati al tema.

La bio-matematica, o la mate-biologia, può rappresentare un futuro per gli studenti di entrambe le discipline. Nell’edizione speciale del giornale un nutrito gruppo di scienziati suggerisce nuovi modi per integrare il pensiero matematico alle discipline biologiche e soprattutto il loro insegnamento, e dal punto di vista totalmente opposto introducono anche una serie di problemi biologici nell’apprendimento della matemtica

“La comunità scientifica e accademica  americana sta segnalando da tempo la necessità di rivedere i curricula biologicia in modo che la preparazione matematica e computazionale dei futuri ricercatori nel campo delle scienze della vita rifletta gli strumenti e le pratiche della scienza,” ha commentato Pat Mersteller dell’Università di Emory, che è stato co-editore del numero speciale della rivista insieme a John Jungck del Beloit College. “Questa edizione celebra i progressi fatti nell’incorporare il ragionamento quantitativo nei corsi di biologia, e l’integrazione degli esempi biologici nei corsi di matematica.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. Pian piano sembra che ci stia accorgendo di quanto siano fondamentali l’informatica e la matematica nella comprensione dei fenomeni biologici.. Una volta si facevano esperimenti in laboratorio su singoli geni ed era tutto finito. Oggi si producono dati per interi genomi, e si cerca di capire come tutti i vari componenti cellulari intervengono nel sistema: usare modelli matematici diventa essenziale per capirci qualcosa! Il problema è far interagire il mondo dei matematici-informatici con quello dei biologi: bisogna puntare di più sulle figure ibride come il bioinformatico, solo così si diventerà veramente efficienti.

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