CRONACA

Toccami, abbracciami

L’abbraccio della mamma è un ricordo rassicurante che ci portiamo dietro anche in età adulta, tanto da rievocarlo quando veniamo toccati

NOTIZIE – Il tocco è una cosa rassicurante. Una persona che ci posa la mano sulle spalle, un abbraccio, ci possono rendere più sicuri e confidenti. Il tocco è il modo attraverso cui la mamma e il neonato formano un importante legame che garantirà al piccolo la forza d’animo per allontanarsi dalla madre ed esplorare il mondo (e sfatiamo un mito: tenersi i figli molto piccoli attaccati, pelle a pelle, non è un modo di viziarli e renderli insicuri e poco indipendenti, semmai è il contrario e la scienza conferma). Uno studio americano pubblicato su Psychological Science è solo uno degli ultimi lavori conferma che essere toccati da una mano femminile ci rende più disposti (maschi e femmine) a prendere decisioni rischiose anche in età adulta.

Un gruppo di studenti universitari doveva scegliere fra “scommesse” sicure  e più rischiose e mentre lo sperimentatore dava loro le istruzioni gli individui potevano o meno venire toccati sulla spalla. Gli studenti che avevano ricevuto il tocco di uno sperimentatore donna tendevano a fare scelte più ardite, mentre non c’era differenza se il tocco era stato dato da un uomo o non era stato dato per nulla.

Secondo Jonathan Levav, professore della Columbia University autore dello studio, il tocco femminile ricorda quello ricevuto dalla madre in tenera età e richiama lo stesso senso di sicurezza. Per confermare la supposizione, lo scienziato e il suo team hanno condotto un altro esperimento, chiedendo a un gruppo diverso di studenti di prendere la stessa decisione finanziaria precedente questa volta però subito dopo un esercizio di scrittura. L’esercizio consisteva nel raccontare un episodio della propria vita. Per metà dei soggetti era il momento nella vita in cui si erano sentiti più sicuri, per l’altra metà quello in cui si erano sentiti più insicuri.

I soggetti che avevano ricordato l’insicurezza si sono mostrati molto più sensibili al tocco femminile (e più disposti a rischiare) degli altri, proprio come si fossero sentiti rassicurati dal gesto. Questo tipo di rassicurazione materna ha probabilmente una base appresa, culturale e non innata. Sarebbe dunque interessante ripetere lo stesso esperimento con soggetti che in età infantile siano stati accuditi principalmente dal padre.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. Effettivamente se un simile effetto di rassicurazione fosse riscontrato anche negli individui accuditi prevalentemente dal padre, questo sarebbe un forte motivo per incoraggiare, ad esempio, i congedi parentali già previsti per legge anche per i padri, ma che faticano ad imporsi.

  2. mi pare che nell’ultima riga del secondo paragrafo manchi la lettera d davanti alla lettera a quando si spiega la differenza che c’è tra il tocco dello sperimentatore donna rispetto al tocco di un uomo oppure nessun tocco….perchè così com’è non mi sembra abbia un significato logico…o sbaglio?

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