Sesso: quando il partner lo sceglie il batterio

CRONACA – Almeno nel moscerino della frutta, la scelta del partner sessuale dipende anche dai batteri simbionti presenti nell’intestino dell’insetto

Dopo i corti di Isabella Rossellini, oggi parliamo ancora di sesso animale. In particolare parliamo di Drosophila melanogaster, il moscerino della frutta, e di come si sceglie il partner. Già, perché sembra proprio che questa scelta non sia presa proprio in totale autonomia, ma con il forte contributo dei batteri ospiti nell’intestino dei moscerini stessi. A dimostrazione, ancora una volta, che per qualunque aspetto della biologia di un organismo non possiamo più prescindere dai suoi microrganismi simbionti .

Il lavoro di cui parliamo è quello del gruppo di ricerca di Eugene Rosenberg, dell’Università di Tel Aviv. I ricercatori sono partiti suddividendo una popolazione di laboratorio di moscerini della frutta in due gruppi: uno è stato allevato con una dieta a base di melassa, l’altro con una dieta a base di amido. Dopo un certo periodo di tempo i due gruppi sono stati riuniti e Rosenberg e colleghi si sono messi a valutare le preferenze sessuali dei vari componenti nel susseguirsi delle generazioni. Risultato dell’osservazione: gli insetti preferivano accoppiarsi con “compagni di dieta”; quelli allevati a melassa con altri insetti allevati a melassa e quelli allevati ad amido con altri insetti allevati ad amido.

Visto che la dieta influenza il microbioma degli organismi, cioè l’insieme dei microrganismi simbionti presenti al loro interno, i ricercatori hanno pensato che in queste particolari preferenze ci fosse lo zampino dei batteri intestinali di D. melanogaster, così hanno somministrato agli insetti un antibiotico. E prontamente è arrivata la verifica: sotto antibiotico, le preferenze per i compagni di dieta sparivano. E ancora: gli studiosi hanno isolato i batteri presenti nei due tipi di cibo e li hanno somministrato agli insetti trattati in precedenza con i farmaci: ebbene, già dalla generazione successiva i moscerini recuperavano le preferenze sessuali legate al cibo.

E’ possibile che i batteri coinvolti nel fenomeno siano diversi, ma Rosenberg e colleghi puntano in particolare il dito sul Lactobacillus plantarum, un microrganismo particolarmente abbondante nel cibo a base di amido. Già: ma in che modo questo batterio riesce a influenzare le preferenze sessuali del suo ospite? Probabilmente la soluzione del mistero sta nei feromoni sessuali, molecole di segnalazione emesse da un organismo (per esempio per indicare una condizione di disponibilità fisiologica all’accoppiamento), e in grado di sollecitare reazioni fisiologiche e comportamentali in altri individui. In pratica, sono i livelli di feromoni a rendere più o meno attraente un moscerino e il batterio potrebbe modulare questo suo “fascino” alterando i livelli di feromoni da lui prodotti.

Diciamo la verità: a questo punto la tentazione di antropomorfizzare è forte… Non vi viene da chiedervi: “ma il mio compagna (o la mia compagna) piace a me o ai miei batteri?”. La notizia, però, non è solo una simpatica curiosità: Rosenberg e colleghi suggeriscono infatti che il meccanismo potrebbe essere coinvolto nei fenomeni che portano all’origine di nuove specie. La nascita di nuove specie, infatti, si verifica quando due popolazioni che un tempo erano capaci di accoppiarsi e dare origine a un progenie fertile, per qualche motivo, per esempio a causa di una barriera fisica, smettono di farlo. Ebbene: anche diete differenti (con il differente carico batterico che comportano) potrebbero contribuire a intensificare l’effetto barriera e, quindi, la separazione tra popolazioni.

Valentina Murelli
Giornalista scientifica, science writer, editor freelance

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