CRONACA

Universo a carica zero

Secondo un nuovo studio teorico l’energia elettrica dell’Universo primordiale doveva essere nulla: questo perché sembra che in presenza di gravità la carica elettrica tende a diminuire man mano che l’energia aumenta.

NOTIZIE – Sono le conclusioni di uno studio appena pubblicato su Nature che dovrebbe chiudere una controversia che dura da alcuni anni nel campo della fisica teorica e della cosmologia. Secondo molti scienziati infatti, le particelle che sono governate dalla forza forte — quella delle quattro forze fondamentali che tiene insieme le particelle nel nucleo atomico — risentono di tale forza in modo inversamente proporzionale alla loro distanza: più sono vicine meno sentono l’effetto della forza. Anche la forza elettromagnetica sembra progressivamente diminuire ma solo in presenza di gravità. La gravità, però, non viene considerata all’interno del modello standard, che è la teoria fisica che descrive le particelle elementari e le loro interazioni, e alcuni scienziati sostengono che ci fossero degli errori nei calcoli.

Questo ultimo studio confermerebbe, ancora una volta e in modo più preciso, questo quadro: se c’è un campo gravitazionale la carica elettrica diminuisce man mano che l’energia aumenta.

La conferma dovrebbe venire dalle osservazioni che si realizzeranno con il grande anello di particelle LHC del CERN di Ginevra, che proprio ieri ha completato con successo un’altra fase di sperimentazione. Dalla fine di marzo 2010,  quando avvennero le prime collisioni all’energia di 7 TeV, LHC ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti per il primo anno di funzionamento. Prossimamente comincerà una nuova fase in cui ioni di piombo verranno fatti accelerare ioni e fatti collidere fra di loro.

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