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Pelle spray

Sperimentato con successo uno “spray” a base di cellule staminali che rivoluziona il trattamento delle ustioni.

FUTURO – Nel film cult del 1990 Darkman lo Scienziato, prima dell’inevitabile incidente che ne farà un giustiziere mascherato, sta sviluppando una pelle artificiale per la cura delle ustioni. A ventun anni di distanza la medicina rigenerativa supera le ambizioni della fantascienza e una nuova tecnica sperimentale sta facendo avverare il sogno del protagonista del film. I risultati sono talmente sorprendenti che la nuova tecnologia, chiamata colloquialmente Skin-cell Gun, si è guadagnata un servizio all’interno della trasmissione del National Geographic How to Build a Beating heart.Il procedimento, allo studio dal 2008, prevede innanzitutto una biopsia del paziente da un punto in cui la pelle è ancora integra. Da questo piccolo pezzo di tessuto sono isolate le cellule staminali che saranno poi spruzzate con la “pistola” sulla parte da trattare assieme a una soluzione acquosa.

A questo punto la ferita deve essere trattata avvolgendola in uno speciale “bendaggio” (vedi immagine) in cui è presente una specie di sistema vascolare elettronicamente controllato che nutre le cellule con glucosio, elettroliti ed enzimi mantenendo il tutto privo di infezioni con gli antibiotici. Lo stesso sistema rimuove anche i cataboliti e crea quindi le condizioni ideali perché le staminali inizino a costruire il nuovo tessuto.

Con questo trattamento i tempi per le guarigioni sono drasticamente ridotti (dalla biopsia alla “spruzzata” non passa più di un’ora e mezzo) e ci sono meno rischi di infezione rispetto agli altri metodi, come l’impianto di lembi di pelle rimossi da altre parti del corpo o la coltivazione in vitro di strati di pelle.

La Skin Gun è stata sviluppata da Jörg C. Gerlach e collaboratori al Macgowan Institute for Regenerative Medicine (University of Pittsburg) e si è dimostrata efficacissima su ustioni di secondo grado ma si pensa già a come utilizzarla anche in casi più gravi.

Stefano Dalla Casa
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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