CRONACA

L’uomo infetta il gorilla

NOTIZIE – Abbiamo passato gli ultimi anni a preoccuparci che il virus dell’influenza potesse passare dai maiali (e prima ancora dagli uccelli) all’essere umano. Ora dobbiamo anche preoccuparci che qualche nostro virus non vada a sterminare un’altra specie già gravemente minacciata. Uno studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases ha dimostrato che un virus umano sta infettando (e decimando) la già provata popolazione (solo 800 individui) di Gorilla di Montagna (Gorilla beringei beringei)

Il luogo dove vivono questi primati (delle aree protette divise fra Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo) è densamente abitato dagli esseri umani. Dal punto di vista genetico questi animali sono molto simili a noi. Per questo motivo Mike Cranfield, direttore del Mountain Gorilla Veterinary Project e veterinario dell’Università della California di Davis, ha espresso delle serie preoccupazioni sul fatto che certe nostre malattie (che non stanno certo a guardare le barriere poste dalle aree naturali protette) possano attaccare i gorilla.

I contatti fra gorilla ed esseri umani negli anni sono progressivamente aumentati, e anche il turismo (che può aiutare a sensibilizzare il pubblico alla causa, oltre che a raccogliere finanziamenti vitali per i programmi di protezione della specie) rappresenta su questo fronte un grosso pericolo.

I veterinari negli ultimi anni hanno osservato un aumento (anche in severità) delle patologie respiratorie in questi animali. Le malattie infettive sono la seconda causa di morte di questa specie (la prima sono le ferite da trauma).

Nello studio sono descritti due casi di infezione respiratoria nel gruppo Hirwa (che vive in Ruanda): si tratta di due decessi, una madre adulta e un piccolo.

L’analisi dei tessuti ha dimostrato che il virus che li ha infettati è  metapneumovirus umano. La gorilla adulta è morta di una infezione secondaria di polmonite (secondo i medici il primo virus la deve aver predisposta alla seconda patologia). Il piccolo deceduto è nato da un’altra gorilla che mostrava anche lei sintomi di una patologia respiratoria.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

1 Commento

  1. […] Abbiamo passato gli ultimi anni a preoccuparci che il virus dell’influenza potesse passare dai maiali (e prima ancora dagli uccelli) all’essere umano. Ora dobbiamo anche preoccuparci che qualche nostro virus non vada a sterminare un’altra specie già gravemente minacciata. Uno studio pubblicato su Emerging Infectious Diseases ha dimostrato che un virus umano sta infettando (e decimando) la già provata popolazione (solo 800 individui) di Gorilla di Montagna (Gorilla beringei beringei). Il luogo dove vivono questi primati (delle aree protette divise fra Ruanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo) è densamente abitato dagli esseri umani. Dal punto di vista genetico questi animali sono molto simili a noi. Per questo motivo Mike Cranfield, direttore del Mountain Gorilla Veterinary Project e veterinario dell’Università della California di Davis, ha espresso delle serie preoccupazioni sul fatto che certe nostre malattie (che non stanno certo a guardare le barriere poste dalle aree naturali protette) possano attaccare i gorilla. I contatti fra gorilla ed esseri umani negli anni sono progressivamente aumentati, e anche il turismo (che può aiutare a sensibilizzare il pubblico alla causa, oltre che a raccogliere finanziamenti vitali per i programmi di protezione della specie) rappresenta su questo fronte un grosso pericolo. I veterinari negli ultimi anni hanno osservato un aumento (anche in severità) delle patologie respiratorie in questi animali. Le malattie infettive sono la seconda causa di morte di questa specie (la prima sono le ferite da trauma). Nello studio sono descritti due casi di infezione respiratoria nel gruppo Hirwa (che vive in Ruanda): si tratta di due decessi, una madre adulta e un piccolo. L’analisi dei tessuti ha dimostrato che il virus che li ha infettati è  metapneumovirus umano. La gorilla adulta è morta di una infezione secondaria di polmonite (secondo i medici il primo virus la deve aver predisposta alla seconda patologia). Il piccolo deceduto è nato da un’altra gorilla che mostrava anche lei sintomi di una patologia respiratoria. (oggiscienza.wordpress) […]

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: