CRONACA

Quando un videogioco ti può salvare

I videogiochi non sono più soltanto un passatempo, da oggi possono avere anche un’applicazione terapeutica per aiutare a recuperare le abilità motorie nelle persone colpite da ictus cerebrale. Non stiamo certo parlando di Pac Man o di Tetris, ma di una nuova generazione di videogiochi

NOTIZIE – Il recupero dopo un ictus è spesso lungo e difficile soprattutto per quello che riguarda la mobilità degli arti superiori e la capacità a compiere le azioni della vita di tutti i giorni. Ben l’80-95% dei pazienti mostra disabilità motosensoriali anche a sei mesi di distanza dall’ictus, proprio a causa della complessità dei meccanismi coinvolti.

Una nuova ricerca pubblicata sulle pagine del Journal of NeuroEngineering and Rehabilitation,  dimostra che l’applicazione delle nuove tecniche cinematografiche per lo sviluppo dei nuovi videogiochi può accelerare e migliorare il recupero di un paziente colpito da paralisi dopo un ictus.

Dodici cinquantenni (8 uomini e 4 donne) hanno partecipato allo studio, sottoponendosi a un allenamento quotidiano di 2-3 ore per 8 giorni, indossando il CyberGrasp (un esoscheletro forza-riflettente), inserito sopra al CyberGlove (uno speciale guanto robotico) per assistere e misurare i movimenti della mano. I giochi, inizialmente sviluppati per l’utilizzo con il mouse, sono stati adattati per essere controllati dal CyberGlove e sono stati scelti per ottenere risultati sia sul controllo delle dita della mano, sia dell’efficienza del movimento del braccio. I parametri di risposta sono stati misurati prima e dopo aver giocato con i videogiochi e anche a sei mesi di distanza, per verificare l’effettivo recupero delle funzionalità del braccio.

I risultati ottenuti hanno dimostrato come i soggetti erano in grado di controllare più efficacemente sia il braccio, sia la mano nell’avvicinamento all’oggetto da afferrare. Si è ottenuto un significativo miglioramento della fluidità dei movimenti misurato attraverso il numero dei sub-movimenti (cioè le unità che compongono il movimento complesso) necessari per completare l’azione richiesta. L’analisi ha mostrato anche che i soggetti avevano anche un migliore controllo delle loro dita e una maggior velocità in tutti i test.

Mentre molti regimi di recupero si concentrano sull’allenamento della mano e del braccio separatamente, i videogiochi e gli ausili robotici utilizzati dai ricercatori statunitensi, lavorano per  migliorare contemporaneamente la funzione di entrambi. Se siete curiosi (e volete mettervi alla prova), nella ricerca appena pubblicata sono stati utlizzati PlasmaPong e Hammer Task per migliorare il coordinamento e velocità, mentre Hummingbird Hunt e Virtual Piano per ripristinare la precisione di presa e movimento delle dita della mano.

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