CRONACA

Garattini: “Via le medicine alternative dal servizio pubblico”

In diverse Regioni d’Italia, Toscana in testa, hanno aperto ambulatori di medicina non convenzionale, con prestazioni rimborsate dal sistema sanitario. Il prof. Garattini: “non ci sono prove d’efficacia, uno spreco di denaro”.

INTERVISTE – Negli ultimi anni gli ospedali pubblici hanno subito tagli brutali, come riportato in questa inchiesta de L’Espresso. Mancano risorse, farmaci, posti letto, personale. E a pagarne le spese sono soprattutto le persone economicamente e socialmente più deboli. Pur essendo riconosciuto come uno dei migliori al mondo, è un fatto che il sistema sanitario nazionale non riesca a garantire a tutti i cittadini le cure e i livelli essenziali d’assistenza (Lea). Ci si lamenta sempre di quello che gli ospedali non fanno. Meno ci si scandalizza delle prestazioni che offrono, e non dovrebbero offrire, perché non basate sull’evidenza scientifica. Le “alternative” – omeopatia, fitoterapia, agopuntura, medicina cinese, ayurvedica e altre – sono cure di non comprovata efficacia. Eppure, in numerosi ambulatori e centri pubblici questi trattamenti si sono ritagliati uno spazio.

Pur essendo escluse dai Lea nazionali per decreto ministeriale (con la sola eccezione dell’agopuntura per uso anestesiologico), ci sono Regioni che, nell’ambito dell’autonomia sanitaria, hanno incluso le medicine alternative tra i servizi rimborsabili. La Toscana ne ha fatto un baluardo di eccellenza sanitaria. A Pitigliano, in provincia di Grosseto, è stato recentemente inaugurato il primo ospedale di “medicina integrata”, dove cioè omeopatia, fitoterapia e agopuntura sono affiancate alle cure tradizionali. Silvio Garattini, farmacologo, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, ha criticato duramente la scelta. L’abbiamo intervistato.

Professor Garattini, in alcuni centri si pagano trattamenti complementari, in altri mancano quelli essenziali. Non è un paradosso?

Le risorse economiche sono limitate. Il Servizio sanitario nazionale dovrebbe offrire solo cure di dimostrata efficacia e, a parità di benefici, rimborsare le cure più vantaggiose. In medicina, l’efficacia di un intervento non si basa sulle impressioni, ma su prove solide, studi scientifici e sperimentazioni cliniche, validate dalle autorità regolatorie. Le medicine alternative, semplicemente, non rispondono a questi requisiti: sono completamente privi di prove. Sia chiaro: è una critica che vale anche per la medicina “ufficiale”. Se un trattamento non è supportato dalle evidenze va eliminato dal prontuario, con beneficio della salute dei cittadini e dei soldi pubblici.

Omeopatia, agopuntura, fitoterapia: le mette tutte sullo stesso piano?

Sicuramente l’agopuntura è la disciplina su cui sono stati condotti più studi scientifici. Il problema è che è ancora tutta in discussione per le molteplici modalità con cui l’agopuntura può essere eseguita. Tra gli stessi agopuntori, non c’è accordo su quali siano i punti da toccare e come. È vero che alcuni studi hanno riscontrato benefici nel trattamento del dolore, ma recentemente una revisione sistematica pubblicata su Pain ha concluso che non ci sono evidenze concrete di efficacia, mentre sono accertati effetti collaterali. I prodotti omeopatici, in gran maggioranza, non contengono niente, e i prodotti erboristici non si sa bene cosa contengano e quali effetti abbiano. Si cita spesso l’iperico, autorizzato per la depressione: sì, ma in fascia C: non viene rimborsato dal SSN.

Si obietta che le medicine alternative non sostituiscono la medicina ufficiale, ma la integrano, apportando benefici al paziente senza gli effetti collaterali dei farmaci tradizionali.

La medicina è solo una, non ha bisogno d’aggettivi. Possiamo chiamarle alternative, non convenzionali, complementari, integrate. Il concetto non cambia: o una cura funziona, o non funziona. Non si possono usare due pesi e due misure. I farmaci devono seguire un iter lungo e severo prima di essere approvati con specifiche indicazioni terapeutiche. I rimedi omeopatici, fitoterapici e varie forme di agopuntura possono essere commercializzate senza passare attraverso una valutazione obiettiva.

Cosa risponde a chi invoca la libertà di scelta terapeutica?

Rispetto il diritto di ognuno di curarsi come preferisce. Ma trovo inopportuno mettere sullo stesso pianto rimedi alternativi e terapie convenzionali: non sono sullo stesso piano, e non è un’opinione.

Probabilmente queste pratiche sono entrate nel sistema pubblico perché agli italiani piacciono: pare che siano 11 milioni quelli che hanno fatto ricorso a trattamenti alternativi.

Non è vero, sono cifre gonfiate. Forse sono milioni gli italiani che li hanno provato almeno una volta, ma magari 10 milioni non l’hanno fatto mai più. Ristabiliamo le misure: l’omeopatia muove 300 milioni di euro all’anno, contro i 17 miliardi della spesa farmaceutica nel SSN.

39 Commenti

    1. posso partecipare anch’io? posso disegnare delle belle etichette con i fiorellini – e poi sono brava a buttare li’ un po’ di parole scientifiche a casaccio…!!

  1. La principale qualità (o l’unica) dei farmaci alternativi sicuramente si può riassumere in una formula: effetto placebo. Però anche questo come dimostrato sempre più da recenti esperimenti dà il proprio contributo, a volte rilevante in primis nell’alleviamento della sofferenza psichica e/o fisica…dei pazienti. Dunque non si può completamente escluderne la facoltà d’utilizzo pubblico. Quel che serve è applicarlo senza speculazioni economiche infondate…visto che il suo effettivo costo di produzione è quasi zero. Ma non venire del tutto disattivato. Gli uomini vivono anche d’illusioni…da sempre sul nostro pianeta, allora vuol dire ch’esse svolgono e hanno svolto una funzione concreta per la durata della specie o delle sue comunità; rinnegarle in nome dei soliti principi morali: onestà integerrima, purezza ideale, certezza empirica, verità a ogni costo, eccetera…e secondo la prospettiva perlopiù dell’attuale cultura accademica ufficiale, non mi pare una via soddisfacente o comunque più completa. Però perché dovrebbe rivelarsi così difficile scovar un metodo per sfruttare tale opzione (effetto placebo) utilmente senza gravare con peso rilevante sul bilancio comune? Pagare il vero, unico e basso costo della sua realizzazione…e al minimo possibile, ma non nullo, l’attività professionale del medico che l’applichi. Daltronde lasciar fuori dal servizio pubblico qualsiasi “rimedio alternativo” potrebbe causare una speculazione privata esageratamente sfruttatrice di tanti malati attratti da questi tipi di panacea, rischiando anche d’allontanarne tanti dal servizio medico avvalorato sperimentalmente, lasciandoli così nelle braccia d’un’industria terapeutica fondata prevalentemente su chimeriche speranze (aldilà della buona fede o meno di chi la pratichi per professione).

    1. Eccome se è stata validata! Forse potrebbe essere ancora migliorata, anzi di sicuro, come tutte le cose d’altra parte. Ma noi siamo qui a parlarne anche grazie alla medicina. Senza gli antibiotici e i vaccini, per esempio, molti di noi avrebbero già fatto una brutta fine.

      1. E in cosa consiste questa validazione? Mi risulta che i vaccini hanno molti lati oscuri e che hanno dovuto pure fare una buona campagna per evitare l’uso degli antibiotici così amati dai medici come Garattini…Le alternative non hanno affatto un effetto solo placebo! Ed è veramente deprimente che ci sia gente che non riconosca la loro validità!
        Aggiungo che 11 milioni di italiani e forse più usiamo regolarmente queste terribili alternative rifiutando d’intossicarci con medicine inutili…!

      2. le campagne contro l’abuso degli antibiotici sono promosse dagli stessi medici, e non perché non ritengano siano utili ed efficaci nei casi specifici.

  2. Capisco che abbiamo 2 tendenze opposte: la mia è quella di ritenere anche la medicina “alternativa” valida, la vostra quella di ritenere valida solo quella “tradizionale” (che poi di tradizionale non ha nulla). Però è un “pò” antiscientifico mettere in un unico calderone omeopatia, fitoterapia, agopuntura ecc…ognuna ha le sue caratteristiche e la sua validità. Garattini per me non andrebbe neanche intervistato…! L’abuso di antibiotici di cui i medici sono responsabili ha contribuito in maniera determinante a sensibilizzare la popolazione mondiale alla contrazione di virus sempre più aggressivi, per cui ora stanno cercando di correre ai ripari…non è che lo fanno perchè sono sensibili ma perchè responsabili della situazione venutasi a creare!

    1. Quando parliamo di validazione intendiamo precisi protocolli scientifici, che sono gli standard (definiti anche per legge) che definiscono in un certo prodotto come farmaco. non si tratta di opinioni ma di una metodologia accettata dalla comunità scientifica, al di fuori della quale non si parla più di scienza.
      Se si vuole affermare che qualcosa è scientificamente provato allora si deve testarlo secondo il metodo scienfico, altrimenti siamo al di fuori del campo della scienza (e quindi anche la di fuori degli argomenti di pertinenza di questo giornale)

    2. E Garattini è un medico serio che noi come rivista scientifica intervistiamo in quanto con la sua attività di scienziato ha un’esperienza interessante per quello che riguarda, appunto, la scienza

      1. Scusa intervengo per precisare ulteriormente cosa s’intende per “scientifico”. Facciamo il caso ch’io affermi d’aver trovato un rimedio per il raffreddore consistente nell’infilare nel naso, del malato, per un certo periodo una barretta fatta di qualche metallo. Federica raffreddata ci crede, vien da me (ovviamente portandomi un pò di soldini) e io gl’infilo ‘st’affare in una narice…e gli prescrivo di tenerselo lì per una settimana. Dopo una settimana ella entusiasta nota che il raffreddore l’è passato. E mi ringrazia pure. Quesito: questa guarigione è avvenuta per merito della mia invenzione o perché di solito un raffreddore non dura più d’una settimana? Come si fa a scoprire la risposta sulla questione? Un mezzo abbastanza sicuro per scoprire se io sono un genio o un furbone potrebb’essere il seguente: si prendono dieci persone o più che accusano gli stessi sintomi di Federica poi s’infila il metallo nel suo naso (di Federica) e nel naso d’un altro ma dicendogli che la guarigione dovrà avvenire dopo sole 24 ore, a un terzo ancora gli s’infila sempre lo stesso oggetto ma senza annunciargli che serve per la cura del suo raffreddore ma per qualch’altro motivo. C’è un medico che fa quest’operazione e un controllore, o più d’uno, che non sa a chi siano stati infilati i metalli nel naso. Dopodiché, passata una settimana, i controllanti registrano i risultati e semplicemente si guarda insieme quello ch’è successo. Il raffreddore è passato solo a Federica o pure agli altri che avevano il metallo infilato e non infilato? A quello che aveva il metallo ma non sapeva ch’era per il suo raffreddore si chiede, a sorpresa, se ha sentito miglioramenti del suo raffredore durante l’esperimento…etc… Solo così si potrà avere un quadro plausibile di come e se veramente abbia avuto effetto o meno il pezzo di materiale nel naso. I protocolli scientifici di verifica si basano su questi semplici assunti e passi che qui ho descritto. Ovviamente essi dovranno stabilire quale sia il numero probabilisticamente rilevante delle cavie, stabilire che titoli devono avere i controllori e si dovranno imporre norme di sicurezza per impedire che quei controllori sappiano chi ha il metallo nel naso e chi no…e chi ce l’aveva ma senza saper che fosse per la cura del suo raffreddore rimanga davvero all’oscuro della cosa per non essere “influenzato” dall’aspettative, eccetera… I protocolli sono un pò complicati per questo ma il principio sul quale essi si basano è e dev’essere semplice, perché deve rimanere chiaro e ripetibile per tutti. Le prove basate su procedimenti o principi astrusi per i più sono proprio quelli meno sicuri e più contestabili. In ultimo voglio dire che il valore del metodo scientifico e dei principi su cui esso si erige e dei risultati a cui perviene sta, o dovrebbe stare, proprio nella sua semplicità e usufruibilità d’almeno tutti quelli che abbiano un minimo di preparazione in merito. Proprio perché la scienza sperimentale, o galileana, ricerca l’evidenza sensoriale, oltre che logica e coerente, a cui tutti possano accedere…senza pregiudizi e in tutta libertà (anche questa è fondamentale); in definitiva la base della scienza moderna si trova negli esperimenti di Galileo che erano e sono abbastanza semplici da condurre. Comunque mai abbassare la guardia e la propria capacità critica dinanzi a ogni affermazione da chiunque provenga (anche titolato), non sto invitando a credere pedissequamente: scienza non è e non può essere “credenza”, asserisco ciò comunque con tutto il rispetto per le “credenze” che pure hanno avuto un loro ruolo nelle costruzioni delle varie civiltà e della durata umana, ma la scienza in quanto tale è qualcosa di diverso…e non per questo più incomprensibile: anzi dev’essere proprio il contrario dell’incomprensibile. Ciao.

  3. Protocolli scientifici…stabiliti da chi? Quindi l’agopuntura è antiscientifica? Ammazza oh sono 3000 anni che la praticano!! Quindi la fitoterapia che ha un suo ruolo anche in ambito EMA è antiscientifica! WAOOO…Tutte corbellerie da stregoni:-)) Questo vostro approccio è molto old-fashion! Spero tanto che un giorno non troppo lontano dimostreranno l’antiscientificità dei protocolli scientifici. Purtroppo fino a quel momento dovremo leggere questi articoli!
    Garattini interessante? si si..interessantissimo come Veronesi:-))
    Buon lavoro…

    1. Facciamo chiarezza: le medicine “alternative” vanno considerate ognuna separatamente. Alcune hanno dato prova di efficacia in riferimento ad alcuni disturbi. Altre no. Secondo alcuni studi pubblicati su riviste peer-reviewed, l’agopuntura ha dato prove scientifiche di una certa efficacia nel trattamento del dolore (diminuisce l’entità del dolore percepito in alcuni disturbi). Il meccanismo su cui sembra agire non è arcano: si andrebbero a stimolare le vie ascendenti tattili (sensoriali) che è noto già da tempo avere un meccanismo di feedback sulle vie nocicettive (del dolore). La fitoterapia è un universo. Molti principi attivi di origine vegetale hanno dimostrato chiaramente efficacia e vengono ampiamente usati anche nella medicina allopatica.
      Fiori di Bach e omeopatia invece non hanno superato mai i trial clinici, nemmeno nelle fasi più precoci.
      In quanto alla longevità della pratica, non è prova sufficiente (in ambito scientifico) per considerarla valida. Anche l’astrologia esiste da millenni.

      1. Mah, pure per l’agopuntura andrei cauto. Anche l’ipnosi pare che faccia miracoli per il dolore: ci stanno sicuramente medici che la praticano con un certo effetto, c’è abbastanza letteratura in merito… Ma il discorso è che entra in gioco l’autosuggestione: l’effetto placebo che è sicuramente qualcosa di concreto e positivo…ma non è che s’attivi per qualche sostanza o alchimia particolare. Io conobbi persone che provavano sollievo dal dolore facendosi imporre la mani dai famosi prano-terapisti… E io stesso in una mia esperienza lontana, come operatore con ragazzi psico-e fisico disabili, usai l’ipnosi per rasserenarne uno e farlo addormentare dolcemente senza dover ricorrere a calmanti chimici… La cosa funzionò, ma non perché la mia minitorcia tascabile che allora usai avesse proprietà particolari o farmaceutiche.

  4. Aggiungerei che “scientifico” non è sinonimo di “vero”. In effetti il termine “vero” non è neppure ben chiaro cosa significhi, mentre il termine “scientifico” ha un significato ben preciso. Se volete, “scientifico” è un surrogato di “vero”, al momento il migliore surrogato possibile per permettere agli esseri umani di accordarsi su ciò che vada ritenuto “vero” e cosa no. La ragione umana sembra accettare con grande facilità il sillogismo scientifico->vero, e di solito questo trucco funziona per farci prendere le decisioni migliori possibili, o almeno per prendere qualche decisione!

    Attenzione però. Io ho tutto il diritto di sostenere che la barretta nel naso guarisca davvero dal raffreddore contro qualunque evidenza. Non ho il diritto di sostenere che ci siano prove scientifiche (per definizione di metodo scientifico), e quindi è difficile che qualcuno mi creda. Ma sulla verità delle cose ognuno ha diritto di dire quello che vuole. Che l’omeopatia funzioni, o che il sangue di San Crispino guarisca dal mal caduco.

    1. Manlio a me la cosa che mi sta più a cuore di tutte è la libertà: infatti la mia area politica preferita è quella dell’anarchia libertaria e liberale…figurati se accetto che uno non possa credere o provare quello che gli suggerisce la sua volontà. Ed è chiaro che “scientifico” non significa direttamente vero, esso significa semplicemente un accertamento condivisibile da tutti, di quella parte di verità dichiarata che si possa riconoscere dinanzi a tutti con la maggior evidenza possibile…e che quindi non è una verità scelta ma semplicemente una presa d’atto di quel che accade: a prescindere dalle nostre soggettive e lecite inclinazioni. Di verità non esperite empiricamente qualcuno può dire ch’esse sono tali se vuole dirlo, ma i dubbi restano agli altri che non hanno una volontà preventiva a favore di esse. La scienza cerca (e non sempre è detto che ci riesca) di trasformare una convinzione soggettiva (voler sostenere che il metallo nel naso è terapeutico) in una verità o meglio in un fatto oggettivo. Cioè se col metodo del doppio cieco si convalida la cosa allora mi metterò ‘sta baretta nel naso pure io, per quanto mi disgusti farlo, perché ho urgenza di guarire dal raffreddore. Non si tratta di strappare la libertà a nessuno, io sarei il primo a ribellarmici, però di convenire su quello che si chiama “fatto”…e non preferenza ideale o speranza e che rischia di mutarsi in disperazione finale, non a causa dei poveri malati ma di chi dovesse approfittarsene economicamente e senza nessuna guarigione finale. Che uno oltre a restare malato si ritrovi pure molto più povero di prima mi parrebbe eccessivo. La libertà attiene alla sfera delle scelte…e per me sarebbe un crimine abolirla per legge, ma cercare i “fatti” attiene alla semplice pratica e bisogna possedere e saper praticare i metodi adatti per riuscirci. Poi saputi i fatti uno scelga liberamente, però gravando il meno possibile economicamente sugli altri che non sono d’accordo con lui. Ciao.

  5. La chiarezza la dovete chiedere a colui che definite interessante…è lui che fa confusione!!
    Per ciò che attiene l’astrologia e il paragone con l’agopuntura beh si commenta da solo!

  6. “Meno ci si scandalizza delle prestazioni che offrono, e non dovrebbero offrire, perché non basate sull’evidenza scientifica. Le “alternative” – omeopatia, fitoterapia, agopuntura, medicina cinese, ayurvedica e altre – sono cure di non comprovata efficacia. Eppure, in numerosi ambulatori e centri pubblici questi trattamenti si sono ritagliati uno spazio”.
    Così inizia l’articolo…senza questo dibattito le tue specifiche non ci sarebbero mai state!!
    L’agopuntura e la fitoterapia sono oggetto di pubblicazioni scientifiche mi pare…l’hai confermato tu! Dovreste stare un pò più attenti la prossima volta…Mi sa!

    1. Paola, il fatto che la fitoterapia sia stata oggetto di studi scientifici non significa che la sua efficacia sia stata dimostrata sempre e comunque. Speso questi studi non sono stati fatti sull’uomo o sono stati fatti su popolazioni ristrette. Esistono prodotti fitoterapici diventati farmaci (ad esempio l’antispasmina colica o il buscopan, i cui principi attivi sono di origine vegetale) ma questo non “sdogana” tutto quanto. Bisogna verificare di volta in volta (lo so, è una grande scocciatura, perché ci toglie la soddisfazione sia di fare il tifo per qualcosa, fosse anche solo una pratica medica, che di tifare contro qualcos’altro).

      Comunque il nocciolo dell’intervento di Garattini è un altro: i prodotti rimborsabili dal SSN e forniti a spese del contribuente devono essere solo quelli su cui abbiamo certezze assolute e sui fitoterapici (mi limito a quelli di mia stretta competenza, non mi occupo di agopuntura ed omeopatia) le nostre conoscenze sono alquanto limitate. Poi, se il cittadino vuole scegliere di curarsi con quello che preferisce è libero di farlo, ma non a spese della collettività.

  7. Io invece che faccio parte della collettività non vorrei pagare le tasse per intossicarmi di farmaci. Vorrei avere libero accesso ad un’informazione indipendente e vorrei che 11 milioni di italiani( la stima è per difetto) non debbano essere dominati da questi personaggi che continuano a volerci imporre il loro modello di salvezza! Per la fitoterapia il fatto che tu dici è stata testata sull’uomo la dice lunga circa la visione delle cose. Su chi doveva essere testata scusa? Questo terrorismo mediatico fatto da gente che si definisce esperta la dice lunga sulla paura che questi anno di venire spodestati della loro autorevolezza. Il problema semmai è un altro. Visto che la gente domande cure complementari è bene che s’inizi a ragionare diversamente. Continuare a considerarci creduloni ignoranti è proprio un modo antiquato di guardare ai problemi!

  8. Ah scusa poi smentiscimi se sbaglio ma l’efficacia dei medicinali di sintesi è stata comprovata sempre e comunque? NOn mi pare proprio…

  9. Anche io vorrei tanto un’informazione corretta ed indipendente che non si basi sul fatto di avere 11 milioni (e forse più) di clienti da spennare, ma che dia modo di leggere la realtà a chi ha bisogno di conoscenza e non di nuovi idoli da venerare o vuoti interiori da colmare.

    Gli integratori alimentari venduti in erboristeria non hanno l’obbligo di essere testati sull’uomo con esiti positivi. Non è richiesto, quindi si può vendere più o meno qualsiasi cosa. Sta poi al consumatore scegliere se un prodotto lo soddisfa oppure no e difatti il mercato dei fitoterapici sembra quello dei cosmetici, con prodotti che appaiono e scompaiono a grande velocità. Posso dirti che non ci vedo nulla di male, a patto che il consumatore abbia la possibilità di non essere preso per i fondelli. Un farmaco invece ha l’obbligo di essere testato con esiti positivi non solo sull’uomo, ma sull’uomo affetto dalla precisa malattia che si dichiara di voler curare. Questo vale sia per i farmaci di sintesi che per quelli di origine vegetale e come ho scritto ci sono esempi sul bancone delle farmacie (ce ne sono molti altri). Forse non sai, ma puoi informarti, che quasi sempre le dichiarazioni di efficacia abbinate ai fitoterapici nascono da prove in vitro o su animali. Le piante studiate direttamente sulle patologie umane sono poche e per questo Garattini (che peraltro ha sempre portato avanti campagne contro l’abuso di farmaci per scopi commerciali) è scettico.

    Quando si parla di efficacia -con qualunque terapia- non si intende guarigione garantita al 100%, si parla di aumentata probabilità di guarigione, per cui il termine andrebbe sempre inteso in questo senso. Anche il paradiso non è garantito a tutti, per quanto buoni siano stati sulla terra.

    Ultima cosa: che cinquanta milioni di persone vogliano una cosa non significa che quella cosa sia giusta, né la migliore.

  10. Meristemi, non ci capiamo:-) dunque tu parli di integratori io parlo di fitoterapia…quella che se vai sul sito EMA (european medicine agency) trovi specificata essere considerata terapia…poi 50 milioni di persone vogliono una cosa? un motivo ci sarà…lo vogliamo considerare seriamente questo motivo o vogliamo continuare a prenderli per ignoranti, non esperti, idioti, che si fanno abbindolare?
    Wake up!

    1. Assumere una buona informazione in questo significa anche saper come sono testati i farmaci…e su quanti hanno avuto esito positivo e su quant’altri no e se quest’esito non è ottenibile pure con altri rimedi o magari…senza rimedi. Inoltre i principi su cui si basano tali fattori devono essere verosimili e compatibili con quanto già accertato sperimentalmente nei campi fisicamente e biologicamente a essi correlati. Tali dati, che voi sappiate, su quest'”alternative” sono reperibili e controllabili da tutti? E chi le propone è disposto a far controllare i propri risultanti pure dagli scettici e non unicamente da chi è già incline o congeniale alle loro idee? Che milioni di persone credano buono qualcosa significa solo che la “credenza” è una componente della mente antropica come lo è la fantasia, la speranza o la curiosità, o la paura dell’ignoto! A centinaia di milioni obbediscono a qualche religione e per essa alcuni d’essi son pronti a guerreggiare e a farsi uccidere…e altri tutt’ora temono la iettatura o il malocchio. Una parte della medicina tradizionale, non nord-occidentale, usa estratti o organi di vari animali uccisi apposta poiché asserisce che hanno grand’effetto sul nostro benessere, magari persino come afrodisiaci… Si Rifletta su ciò: il tasso d’aspettativa di vita più lungo, il tasso di minore mortalità infantile, il tasso di diminuzione epidemiogenica…e l’aumento della popolazione (dove non s’usi una diffusa contraccezione di vario tipo) avvengono e son sempre realizzati via-via dalle diverse società che si decidono o riescono a tradurre in pratica, per la maggior quantità dei propri componenti, le terapie mediche accertate con l’espletamento dei protocolli scientifici…a cui si fa cenno nei precedenti post. Questo è un dato fattuale, basta guardare le statistiche demografiche delle nazioni tecnologicamente ed economicamente avanzate e confrontarle con quelle dei Paesi più arretrati, o basta leggere i documenti storici e i reperti archeo-antropologici che narrano le condizioni di sanità e sopravvivenza dei nostri avi o antenati. Si può persino fare oggi una visitina in qualsiasi popoloso cimitero cittadino e calcolare le date di vita e morte sulle lapidi risalenti a fino la prima metà del ‘900. L’attuazioni delle discipline accademiche è vero ch’a volte possano far sospettare che non siano interamente affidabili (io sono uno di quelli non raramente ne dubita), ma la problematica si manifesta proprio quand’esse non sono abbastanza rigorose da eseguire correttamente ciò che in teoria propugnano, non il contrario. Il metodo scientifico sperimentale, la qual genesi risale al nostro Galileo Galilei, serve semplicemente a constatare empiricamente, e non solo emotivamente, la sensatezza e l’avvenuto accadimento che riguarda ogni tipo d’affermazione: medica, astrofisica e altro. Agopuntura o allopatia e simil…la eseguivano terapeuti antichi che pensavano in termini diversi da me e da voi: “flussi vitali”, “energie impalpabili ed eterne”…etc: astrazioni fascinose ma che poco si discostano dall’ambito letterario e quasi animistico. Qui, pur in Italia, fin all’inizio o più del sec.XX (correggetemi eventualmente la data) si praticavano i “salassi” e dai barbieri! Cioé sanguisughe attaccate alla pelle di chi non si sentiva bene…per estrarne fluidi corrotti o non ricordo che. Anche quella era una cura seguita e raccomandata da tanta gente…e forse da più di qualche accademico (in piena buona fede) d’allora. A me fa venir i brividi a immaginarla. Perciò si continua a studiare e a condurre ricerca: per acquisire sempre nuove e migliori conoscenze: non si tratta di credere all’uno o all’altra dichiarazione, bell’intenzione o weltanschauung…ma semplicemente di cercare con umiltà, esaminare tutto (più che si può) e infine provare e riprovare e riprovare… Ciao. (E buona salute a tutti!).

      1. Errata corrige: il “salasso”(dal latino “sanguinem laxare”) si praticò fin all’inizio del sec.XIX (non XX).

  11. Paola, di questi prodotti, di medicine tradizionali e dei loro ingredienti mi occupo tutti i giorni da una dozzina di anni abbondante. Ho modo di bisticciare con i sostenitori della scienza dura-e-pura, tetragoni a qualunque fenomeno anche solo odorante di eterodosso, e con i complottisti secondo i quali la medicina definitiva esiste già ma è chiusa nell’Area 51 dove viene usata per tenere in vita Elvis, Jim Morrison, Kennedy, Marylin Monroe ed Osama Bin Laden. In genere il fastidio che provo è simmetrico, perché ambedue le categorie si rifiutano di mettere in dubbio le fortezze del sapere e delle convinzoni in cui si sono barricati. In questi anni mi sono fatto un’idea abbastanza chiara di come funziona questo mondo, delle aspettative che crea (falsi bisogni inclusi) e dei difetti che ha o dei vantaggi che ci può fornire.

    Parlo di integratori perché quasi tutti i “fitoterapici” della MNC sono registrati e venduti come tali, la normativa italiana è quella e forse ti interesserà sapere che sono proprio le aziende del settore erboristico-fitoterapico le prime a non volere assolutamente che sia cambiata. Non parlo di bigpharma, ma delle aziende che producono fitoterapici che non hanno nessun interesse a cambiare lo stato attuale delle cose. Non scordare che quello della salute è prima di tutto un mercato e le regole del marketing e del posizionamento sono le medesime sia per le industrie farmaceutiche tradizionali che per quelle dei fitoterapici. L’iperico, ad esempio, nelle monografie dell’HMPC-EMA ha una sua efficacia dimostrata in condizioni ben definite, ma in Italia è venduto come integratore alimentare. Assieme a tante altre cose che promettono cose nient’affatto dimostrate, come del resto sancito da varie altre monografie. Se qualcuno lo registrerà come farmaco tradizionale secondo le indicazioni dell’HMPC-EMA (c’è un articolo sul tema qui su Oggiscienza) allora potremo parlare di farmaci, ma ora si parla per forza di integratori. E ti assicuro che ne parleremo per un bel pezzo, perché le aziende di fitoterapici hanno scelto di non riposizionare i loro prodotti e di non andare verso il mercato del farmaco, perchè non gli conviene: le richieste di registrazione sono poche decine in tutta Europa, credo nessuna in Italia. Ho fatto peraltro anche esempi di farmaci, ottenuti a partire da medicine tradizionali dopo aver percorso il processo di validazione medica e ne potrei aggiungere altri (che so, la Valeriana Dispert). Farmaci che, ti faccio notare nel tentativo di restare nel seminato del post, sono tutti OTC o SOP non rimborsati dal SSN e destinati a patologie e disfunzioni minori. Vorresti avere rimborsata anche la Cibalgina? Eppure è una terapia che funziona. Anche lavarsi i denti al mattina è un’eccellente prevenzione, così come la dieta vegetariana. Le vogliamo rimborsabili?

    Se mi sposti il piano della discussione sulla formazione della classe medica in Italia, posso invece trovare punti di contatto. Le lacune culturali sul tema sono più che ampie e l’assenza di una specializzazione medica in fitoterapia crea solo confusione e canali di informazione antagonista assolutamente nemici sia della verità che dell’informazione per il pubblico. Ma soprattutto lascia campo libero a chi segue la pancia più del cervello, convinto che l’argumentum ad populum sia una strada maestra verso la verità, mentre invece è solo il figlio del suo bisogno personale (o del bisogno personale di qualcun’altro, che sfrutta al meglio le leve orwelliane del marketing e spesso ha tutta la mia invidia perché è più furbo e vive meglio di me). Il tutto, senza scomodare Marcello Marchesi ed i suoi milioni di mosche.

  12. Interessante questa discussione…sai che io ho intervistato un tizio considerato un semi dio nel suo campo e mi ha detto che non gli conviene chiedere i brevetti sulle cose che fa perchè è troppo costoso a meno che non hai una bigholding alle spalle?? Parliamo di uno famoso molto famoso…uno molto stimato nel suo campo….questo per tornare al tuo discorso delle companies del fitoterapico. Evidentemente non gli conviene registrare come farmaco, non se lo possono permettere…Questo è un punto su cui riflettere molto!
    Per ciò che attiene la classe medica beh…credo siano formati in un certo senso e plasmati per fargli assumere determinate forme. Destrutturarsi dopo che sei strutturato non è semplice e non è neanche da tutti…!Pochi ci riescono. Io sono vegetariana, non mi sognerei mai di chiedere il rimborso al SSN però pretenderei che si faccia una campagna a tamburo battente sui rischi dell’alimentazione carnea…se ti dico che l’ultimo medico che mi ha visitato( circa 7 anni fa) quando gli ho detto che non mangiavo carne mi ha detto letteralmente lei è pazza…ci credi?? Poi però c’è un tale Franco Berrino, medico,come Garattini, che alle pazienti operate di tumore fa seguire una dieta quasi macrobiotica…E’ uno stregone? Chissà che ne pensa Garattini. Io conosco medici che prescrivono farmaci e non ti chiedono manco cosa mangi…mah! Chiamali medici…

    1. Rispondi solo a Meristemi o posso permettermi di far una domanda pure io…ricevendo una, magari brevissima risposta? Per l’accertamento dell’efficacia di tali terapie che tipo di procedimento usano questi esperti che tu preferisci a quelli tradizionali (accademici): che tu sappia essi praticano, mettono in atto i test a “doppio cieco”…e, se sì, accettano che a controllare sia pure chi è scettico in generale, non solo nei loro confronti? Mi sai portare l’esempio concreto di qualcuno di questi loro procedimenti? Vi chiedo scusa per la mia intrusione, a te e a Meristemi.

  13. I cd test scientifici, ad esempio quelli che utilizzano la sperimentazione animale per me non hanno nulla di scientifico, possono anche essere a triplo cieco e settimo salto mortale:-))
    Non sono un medico, ma credo che se per anni si evidenzia empiricamente che delle sostanze naturali hanno una determinata efficacia non c’è bisogno del settimo salto mortale e del triplo cieco per rendersi conto che funzionano…per me va bene così! Tanto non è che se l’azienda farmaceutica si sceglie la specie animale che gli da la migliore risposta io mi sento più tranquilla! Preferisco morire di echinacea che di tavor:-))

  14. Ma nell’ultima fase i farmaci (diciamo scientifici) da immettere nel mercato vengono collaudati sull’uomo. Sui malati, ma non raramente anche sui sani…per controllare se provochino sintomi collaterali affinché essi siano il meno tossici possibile… Inoltre a qualche paziente se ne somministra una dose finta per star sicuri che un’eventuale remissione o riduzione della patogenia in cura non risulti dovuta solo o principalmente all’effetto placebo (ossia suggestione e autoconvinzione). Senza tali protocolli si rischia di tornare ai tempi del “sanguinem laxare”: la flebotomia o salasso del XVIII e primo XIX secolo, ch’ho accennato qui in un precedente post.:-( Bye bye :-))

  15. Aaahh…allora vedi che alla fine dài ragione a me!? Infatti ‘st’organizzazione “farmacovigilanza”, da quanto leggo sulla pagina offerta da te, per condurre i suoi controlli e correggere gli sbagli della farmacopea istituzionale o ufficiale usa sempre e comunque il metodo che si dovrebbe usare nei protocolli standard, magari con più severità e precisione scientifica. Perché il punto importante è che non si scopre quello che non funziona bene nella sanità affidandosi alle convinzioni “New Age” o simil… Ti reco l’esempio dell’HIV e AZT. I principali oppositori, ch’io sappia, dell’eziopatogenesi AIDS e del principale rimedio che fu usato contro essa erano (e penso sian tutt’ora) Peter Duesberg e Kary Mullis… E questi vi s’opposero proprio ritenendo che in tal caso non fu usato correttamente il metodo “scientifico” che in generale è necessario per l’analisi e diagnosi di malattie e sindromi e per i rispettivi medicinali utili… Io non prendo posizione su quella questione, non conoscendola con dovuta esattezza; ma l’essenza del mio dire è semplicemente che non s’affrontano efficacemente i problemi pragmatici: sanitari o d’altro, seguendo vie che soddisfano più l’emotività o l’estetica ideale che la logica e la prassi sperimentale… La base teorica e storica della medicina ufficiale è empirica: contano, o dovrebbero contare, i risultati che si possono verificare senza ambiguità; poi che tale criterio venga sempre applicato è altra questione…ma comunque c’è qualcosa di concreto a cui riferirsi. Non è che i limiti, gli sbagli o l’abuso riguardo alle terapie si possano affrontare solo con l’amore per i cespugli e il profumo dei fiori… Noi non siamo api e calabroni! Eppoi che c’entra…pure io qualche volta mi sparo qualche “integratore” di tipo vegetale (speriamo che Garattini non lo venga a sapere)…bye bye :-))

  16. ahhhhhhhhh vedi che dai ragione a me!! sii coerente imbottisciti di farmaci e lascia stare gli integratori…quella è roba emotiva:-))

    1. No comment… Un pò d’emozione ed effetto placebo va bene, ma solo quello…! A forza d’echinacea e camomilla…come usano gli amici tuoi…si rischia di trasformarsi in insetto, come nel racconto (“La metamorfosi”) di Kafka. Magari ci starei pure se fossi sicuro di diventare una farfalla! :-)) bye.

  17. Garattini è un nemico della scienza infatti parla di soldi mica di ammalati .Lui e tanti come lui sono messi a guardia del baronato che dai primi del ‘900 tiene in scacco una intera popolazione .Gente che prima ha diffuso l’occultismo e adesso ti accusa di andare dallo stregone solo perchè le case farmaceutiche non ci guadagnano abbastanza.Gente che oggi dice una cosa e domani il suo contrario, gente al soldo di chi paga meglio, protetti dalla rispettabilità che credono di essersi guadagnati sulla pelle di gente che certe volte non sa dove sbattere la testa e che vuole solo guarire da una malattia.Lui è un malato di manie di onnipotenza che non ha controllo su nulla , un servo di un potere malato.Viva le cure alternative , e tutto quello che funziona alla faccia dei miliardi che si sono fatti sulla pelle dei malati avvelenando milioni di persone con farmaci inutili e spesso mortali.Infatti si dice fanno bene da una parte e fanno male dall’altra e tutto questo è accettato senza che a nessuno venga un dubbio?quando vi viene una bella malattia incurabile , fatemi sapere se avete risolto con la medicina ufficiale e quanto ci avete speso, perchè io non ci ho mai risolto nulla , e meno male che avevo un bravo omeopata senno a quest’ora ero in una carrozzina paralizzata e forse ero morta .Grazie omeopati , naturopati e macrobiotici che mi avete dato la possibilità di vivere una vita dignitosa grazie.

  18. medicina antroposofica praticata in molti paesi svizzera,germania usa granbretagna austria ecc.sono un medico in pensione, che ne pensa il professore garattini?

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