CRONACA

Se mi lasci ti cancello

Metyrapone, un nuovo farmaco per cancellare selettivamente i ricordi spiacevoli. Fantascienza o realtà?

NOTIZIE – Nel film di Michel Gondry del 2004, dopo essere stato lasciato da Kate Winslet, Jim Carrey si rivolge a una clinica per far cancellare dalla sua mente il ricordo della fidanzata e iniziare una nuova vita senza rimpianti.

Sostanzialmente è quello che è stato proposto in questi giorni sulle pagine del Journal of clinical endocrinology and metabolism: un gruppo canadese ha utilizzato il metyrapone su 33 volontari per cancellare i ricordi negativi, senza danneggiare il ricordo generale degli eventi. Ma come è possibile agire sulla memoria del nostro cervello?

Ai volontari è stata fatta vedere una serie di diapositive con una storia composta da eventi neutri ed eventi negativi. Tre giorni dopo questi sono stati divisi in tre gruppi: al primo gruppo è stata somministrata una singola dose di metyrapone, il secondo gruppo ha ricevuto una dose doppia, mentre al terzo gruppo è stato dato un placebo. A quattro giorni di distanza è stato poi chiesto di ricordare la storia appena raccontata ed è stato misurato il ricordo che ognuno aveva conservato. Si è visto che sopra a una certa dose del farmaco i volontari non erano in grado di ricordare gli eventi negativi, mentre non avevano subito alcuna alterazione delle parti neutre delle storia. I ricercatori hanno quindi ottenuto un effetto selettivo di alterazione della memoria.

Ma come può essere possibile modulare i nostri ricordi attraverso un farmaco? Il metyrapone (o Metopirone, questo è il nome commerciale della sostanza) ha l’effetto di ridurre i livelli di cortisolo bloccandone la sintesi da parte delle ghiandole surrenali. Il nostro organismo aumenta la produzione di questo ormone (appartenente alla categoria dei glucocorticoidi) in condizioni di stress, ma è stato visto che è anche associato alla formazione dei ricordi.

L’alterazione dei livelli di cortisolo nel momento del richiamo di ricordi passati può ridurre le emozioni negative ad essi associate associate, e l’effetto sembra persistere anche quando i livelli dell’ormone ritornano normali.

La ricerca offre una speranza alle persone che soffrono di sindromi come il disordine da stress post-traumatico e può aiutare ad affrontare eventi traumatici, offrendo la possibilità di cancellare i ricordi dolorosi con una terapia farmacologica, come un colpo di spugna che cancella quello che non vorremmo aver vissuto.

Nonostante i risultati degli esperimenti condotti sui volontari sembrino promettenti, lo studio non è stato eseguito su soggetti che hanno realmente subito un trauma, e resta da vedere se risultati simili possono essere confermati. Inoltre i ricercatori stanno ora lavorando su sostenze analoghe al metyrapone, per valutarne gli effetti, ottimizzare il trattamento e acquisire una migliore comprensione dei meccanismi cerebrali coinvolti nella modulazione dei ricordi negativi.

Gli studi sulla memoria e la modulazione dei ricordi non sono una novità assoluta e sono già arrivati sulle prime pagine dei giornali, come nel caso del propanololo. Questo tema apre il dibattito all’etica e alla pericolosità dell’applicazione di questi trattamenti farmacologici in grado di modificare i nostri ricordi (in maniera permanente?) cambiando necessariamente la percezione della realtà. Non ci resta che aspettare e vedere quali saranno i prossimi sviluppi.

4 Commenti

  1. Io lo trovo aberrante.
    L’essere umano tende – è statistica – a fare errori, più o meno gravi, ed essi contribuiscono a formarne non solo la parte piu’ superficiale del suo ego, ma l’essenza stessa della sua personalità.
    Personalmente, salvo i casi di ricordi traumatici così terribili da guastare l’esistenza di chi li rivive, trovo che un farmaco tale non solo sia inutile, ma anche dannoso.
    Già così – noi esseri umani, intendo – abiamo la cattiva bitudine di ripetere i medesimi errori: quali mostruosità potremmo mai arrivare a produrre se la tendenza a fissare i ricordi negativi nella memoria a lungo termine potesse essere alterata artificialmente?
    E chi potrebbe determinare il confine tra chi ha diritto all’uso di una sostanza siffatta e chi no?
    Poniamo, una donna è stata violentata ed ha una vita conscia ed inconscia cosi’ disastrata da essere una _non_ vita; ecco, questo potrebbe essere un caso limite in cui sarebbe ammissibile l’utilizzo di una tale sostanza (dando, per amore di discussione, per assodato che si riesca a passare in modo efficiente dalla cancellazione selettiva di semplici “diapositive” sgradevoli da essere ricordate all’utilizzo su vittime di ricordi traumatici)…
    Ma dei genitori hanno perso un figlio (od una figlia, poco conta), e la loro vita emotiva ne ha risentito pesantemente.
    In un caso tale sarebbe ammissibile “cancellare” od anche sono “smorzare” un tale ricordo?
    Esso, per quanto terribile, non dovrebbe essere _e rimanere_ parte dell’esperienza di vita, e, di riflesso, della personalità di chi ne è stato vittima?
    Non voglio esagerare – anche perché prima bisogna vedere se 1) si riusciranno ad ottenere effetti utili in ambito reale e non sperimentalistico, e, 2) posto che così fosse, gli enti preposti (la Food & Drugs Administration, in questo caso?) ne permettano la commercializzazione – ma riesco solo ad immaginare scenari negativi, in cui il metyrapone, come ne “L’Odissea”, finirà col provocare effetti simili a quelli del Loto sui Lotofagi, la droga che, secondo la leggenda, dava l’oblìo…
    O, senza andare troppo lontani con la fantasia – intendo dire: basta guardare cos’hanno fatto e continuano a fare i derivati del Papaver Somniferum Album – il metyrapone potrebbe divenire una forma di “oppio dei popoli”…
    ;-(
    Ciao,
    Davide.

  2. Non dobbiamo meravigliarci delle sempre piu sorprendenti scoperte della scienza(che tuttavia devono essere sempre confermate)anzi dobbiamo applicare nel modo migliore queste nuove acquisizioni.Se avremo un farmaco a disposizione per soffrire meno per un grave dolore perche’ non utilizzarlo?Cio’non significa tuttavia che dobbiamo delegare ogni emozione positiva o negativa alla scienza:saremo sempre piu’ consapevoli dei nostri limiti ma anche delle nostre grandi risorse di coraggio,di solidarieta’ di altruismo,di rinuncia che dovremmo far sbocciare in ogni occasione della vita.

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