CRONACAULISSE

Questione di forme

CRONACA – Intervista Julian Barbour, fisico britannico per il quale il tempo è forma.

“Julian, cos’è per te il tempo?”
“Semplice, il tempo non esiste …”. Questo l’approccio della Shape dynamics, una teoria della gravità che si fonda sul concetto di “forma che l’universo assume a ogni istante”. Il tempo è un fenomeno che emerge da una teoria quantistica costruita solamente con l’insieme delle forme che l’universo può assumere: adottando quest’idea si eliminerebbero alcuni ostacoli che i fisici teorici incontrano nel tentativo di conciliare meccanica quantistica e relatività generale.

A College Farm, South Newington, Banbury, Oxfordshire (UK), intorno a una scrivania a forma di ottovolante, il fisico teorico Julian Barbour e i suoi collaboratori lavorano per verificare la natura predittiva di questa teoria al di là dell’ambito della fisica classica.

Julian Barbour ha sviluppato le sue teorie ripensando l’idea di spazio e di tempo: ciò che in ultima analisi possiamo realmente osservare sono soltanto forme o meglio angoli, rapporti tra distanze. Per questo l’oggetto che porta sempre con sé è un triangolo di legno, perché “se il triangolo fosse tutto l’universo, l’unica cosa che permetterebbe di identificarlo sarebbe la sua forma”.

Il concetto di relatività delle distanze deve dunque essere inglobato nella dinamica che, a partire da Newton, ha considerato lo spazio come un contenitore nel quale la posizione è definita in ogni istante e dove il tempo scorre inesorabile. Invece quello che noi osserviamo nell’universo è un susseguirsi di forme.

Formulata tra le mura di una villa inglese del 1600, la Shape dynamics è ora corteggiata dagli ambienti accademici ufficiali, in particolare quelli della gravità quantistica: quale il margine di successo? Recentemente, in occasione di una conferenza tenutasi al Perimeter Institute for Theoretical Physics di Toronto numerosi ricercatori si sono confrontanti sul tema. “Questa circostanza ha accreditato ulteriormente la teoria e ha permesso di avviare un percorso di collaborazione interdisciplinare che comprende lo studio delle simmetrie, la cosmologia e la fisica gravitazionale”, afferma il fisico Flavio Mercati, che collabora con Julian Barbour e da ottobre comincerà a lavorare in Canada. “Stiamo cercando di diffondere la teoria per attirare l’attenzione degli scienziati: resta ancora molto da esplorare soprattutto per quanto riguarda la spiegazione dei fenomeni cosmologici, che la Shape dynamics ancora non contempla”.

Nel video sopra potete guardare l’intervista integrale a Julian Barbour.

3 Commenti

  1. Qualcuno dovrebbe suggerire a questo tipo di tornare all’asilo per capire come si formano e cosa sono le sfere. La legge più elementare delle forme è quella della sfera perché tutte le pressioni sono uniformemente distribuite attorno a un centro di gravità atomico o planetario, ma i bamibini possono sperimentare facendo rotolare un pezzo di plastilina sotto il palmo delle mani.
    Per studiare le simmetrie delle forze attrattive bisogna prendere una calamita e buttarla nel secchio della spazzatura. Se sulla destra della calamita ci fossero tanti pezzi metallici si formerebbe uno sgorbio privo di simmetria e di pressioni uniformemente distribuite all’esterno di un centro attrattivo. Un netturbino che apre il sacco della spazzatura e vede lo sgorbio metallico, non capirà mai qual’è il centro attrattivo. Questo significa che la gravità comprime in modo uniforme tutto ciò che si trova all’esterno di un centro di gravità. Quando c’è tanta materia, le pressioni si distribuiscono in modo uniforme e nascono le grandi sfere del cosmo. Nel sistema solare le grandi sfere devono avere un raggio minimo di 500 km. Come si forma la pressione gravitazionale ? All’asilo lo capiscono sicuramente perché per fare le sfere di plastiina i bambini devono muovere la mano lungo una traiettoria circolare. La Terra è sferica perché gira attorno al Sole e perché sta conservando l’energia meccanica che l’ha lanciata a 150 milioni di km di distanza dal Sole. Tutta questa energia meccanica comprime la materia terrestre situata all’esterno del centro di gravità. Se il bambino ferma la mano, la sfera di plastilina si defroma perché per comprimere la materia in direzione di un centro di gravità serve l’assenza di peso e l’energia meccanica conservata dal moto orbitale. Per la dimostrazione matematica più precisa del numero di Pi greco serve la quarta elementare… ma forse la terza è abbastanza. Non c’è niente di più semplice della pressione gravitazionale, ma i punti immaginari e le forze attrattive l’hanno fatta diventare la cosa più impossibile da capire. Poveri noi…

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