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LIBRI – I fabbricanti di uomini

LIBRI – Giusto due anni fa, di questi tempi, Robert Edwards vinceva il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina “per lo sviluppo della fecondazione in vitro”. Idealmente, Edwards potrebbe essere il punto di approdo – come sembra suggerire anche Carlo Flamigni nella prefazione – della storia che viene raccontata da Dario De Santis nel suo libro d’esordio I fabbricanti di uomini – Storia delle prime fecondazioni artificiali sul genere umano, edito da Pendragon. Di formazione filosofo e storico della scienza, De Santis collabora con il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna ed è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia della Università di Milano-Bicocca.

I protagonisti della storia della fecondazione artificiale sono in principio scienziati, filosofi naturali o pensatori che sostengono le teorie e i paradigmi più diversi. Si parte dal medico inglese William Harvey, sostenitore della teoria “ex ovo omnia”, ovvero l’idea secondo la quale tutto ciò che è vivo deriva dall’uovo come meccanismo creatore, per poi passare alle dispute sull’origine della vita e sulla formazione dell’embrione: non tutti i filosofi naturali, per esempio, erano concordi nel valutare i contributi di maschi e femmine nella generazione dei figli. Viene anche raccontato di chi alla teoria affiancava una frenetica attività sperimentale: è il caso del naturalista e religioso Lazzaro Spallanzani, autore di numerosi esperimenti di fecondazione sulle rane.

I fabbricanti di uomini è anche la storia di medici che si sono trovati, nell’Ottocento, a sviluppare e praticare tecniche efficaci di fecondazione artificiale che riuscivano a risolvere il problema della sterilità senza più dover ricorre a interventi dolorosi e molto più invasivi per le donne. Alle pratiche di fecondazione artificiale, nella seconda metà dell’Ottocento come oggi, sono legate anche riflessioni morali che l’autore puntualmente annota pur senza portarle al centro della storia, che rimane invece focalizzata sui medici, le pratiche e la letteratura.

Versi e romanzi infatti sono un’ottima bussola per orientarsi in questa narrazione. La storia della fecondazione artificiale abbraccia in modo inestricabile e a più riprese la storia della letteratura, di epoche anche molto distanti fra loro. Vengono citati alcuni passi delle Georgiche di Virgilio e del Purgatorio di Dante, vengono presentati e analizzati  i libelli satirico-fantascientifici sul tema della fecondazione artificiale scritti dall’inglese John Hill e si approda infine al romanzo del 1884, da cui è ripreso il titolo del libro, Le faiseur d’homme, scritto da due autori parigini, ispirati dalle tecniche chirurgiche del medico francese Jules Gerard.

Enrico Bergianti
Giornalista pubblicista. Scrive di scienza, sport e serie televisive. Adora l'estate e la bicicletta

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