SALUTE

Il “caso di Bella” delle staminali

SALUTE – Una malattia terribile, come l’atrofia muscolare spinale o Sma. Il miraggio della cura miracolosa. La battaglia di chi la reclama a gran voce. La comunità scientifica che si oppone. Le autorità sanitarie e giudiziarie che intervengono. E l’opinione pubblica si spacca, tra le ragioni del cuore e quelle della scienza. La torbida vicenda legata alla terapia a base di cellule staminali messa a punto dalla Stamina Foundation di Davide Vannoni (uno che si definisce “neuroscienziato”, ma è laureato in lettere) e praticata da Marino Andolina, ex coordinatore del Dipartimento trapianti adulti e pediatrico all’Irccs Burlo Garofalo di Trieste, ricalca sotto molti aspetti la storia del “metodo di Bella” che infiammò l’Italia 15 anni fa. All’epoca, c’era un medico, Luigi Di Bella, che sosteneva di guarire i malati di tumore con un cocktail di sostanze naturali. Prove scientifiche zero, ma per dirimere le furibonde polemiche tra chi gli credeva e chi no fu necessario avviare una vasta sperimentazione ministeriale che rivelò l’assoluta inutilità del presunto rimedio anticancro. Negli ultimi mesi a finire nell’occhio del ciclone è stato, invece, un trattamento a base di cellule staminali adulte.

Ricapitoliamo brevemente la vicenda. Al centro c’è una bimba di due anni di Venezia, Celeste Carrer, affetta dalla nascita da Sma di tipo I, rara malattia genetica che uccide in pochissimi anni e, attualmente, incurabile. Per i genitori della piccola Celeste, quella terapia staminale, validata o meno che sia, è l’unico filo di speranza a cui aggrapparsi. Spinti dal medico curante, il dottor Andolina che opera a braccetto con Vannoni, e rincuorati dai segni di miglioramento della piccola, si rivolgono ai laboratori della Stamina Foundation (che però è indagata dalla magistratura), presso gli Spedali Civili di Brescia. Si scontrano con le autorità sanitarie. Ministero della Salute e Agenzia italiana del farmaco chiedono lo stop alle controverse cure. Scoppia un’intricata guerra legale, a botte di ordinanze e sentenze di giudici che bloccano e sbloccano le terapie per Celeste.

Finché, pochi giorni fa, arriva il rapporto finale della commissione di esperti dell’Istituto superiore di Sanita, Aifa e carabinieri del Nas, richiesta dal ministro Renato Balduzzi. La relazione, firmata da uno dei massimi esperti di biologia delle cellule staminali in Italia, Massimo Dominici, è una bocciatura senza appello. Quelle staminali non solo sono inutili, ma addirittura “pericolose per la salute dei pazienti” e possono avere “effetti collaterali imprevisti”. Viene fuori che la metodologia è assolutamente inadeguata, il materiale biologico è maneggiato e inoculato senza rispettare le norme di sicurezza, con rischio di contaminazioni virale e batterica, in scantinati abusivi adibiti a laboratori.

Un quadro pessimo, che coincide con quanto emerso dall’inchiesta del pm Raffaele Guarinello sulla Stamina Foundation. Questa Onlus con varie sedi in Italia e a San Marino, pur dichiarandosi senza fini di lucro, spillava parcelle tra i 7 e i 50 mila euro ai malcapitati. Secondo le indagini preliminari, i pazienti – una settantina quelli coinvolti, quasi tutti in condizioni disperate – sarebbero stati abbindolati attraverso video promozionali (in uno si mostrava un ballerino russo sulla sedia a rotelle che tornava a danzare dopo la portentosa terapia) e sottoposti a infusioni di staminali (identico protocollo per le malattie più disparate, dal Parkinson alla Sla), alimentando illusioni nel solo intento di trarre profitti. Vannoni e Andolina sono tra i 12 indagati che ora rischiano il rinvio a giudizio con ipotesi di reato gravissime: truffa e associazione per delinquere, oltre che somministrazione di farmaci imperfetti e di farmaci pericolosi per la salute pubblica.

In mezzo a quest’orrore, c’è la vita della piccola Celeste che ha commosso l’Italia. Magari è finita nelle mani sbagliate, ma se la terapia su di lei stesse davvero funzionando? Perché, comunque, vietarle la “cura compassionevole”, se nient’altro potrebbe salvarla? Facciamo chiarezza. “C’è un grosso equivoco di fondo, perché l’uso compassionevole di terapie geniche e terapie cellulari, regolamentato dal decreto Turco-Fazio, autorizza, in casi estremi, trattamenti non ancora approvati o registrati per altre patologie ma, attenzione, le regole parlano chiaro: ci devono essere dati scientifici che ne giustifichino l’uso. Non significa che, in mancanza d’altro, è ammissibile praticare qualunque cosa sui pazienti”, specifica Danilo Tiziano, ricercatore dell’Istituto di genetica medica dell’Università Cattolica di Roma che ha appena avviato un nuovo progetto di ricerca sulla Sma, in collaborazione con Lucia Di Marcotullio dell’Università La Sapienza, grazie a un finanziamento di Telethon. “Ebbene, sul ‘metodo Vannoni’ non risulta alcuna pubblicazione scientifica né ci sono studi a livello internazionale che ne supportino la validità ”.

Non si tratta assolutamente di negare terapie agli ammalati, ma al contrario di schierarsi dalla loro parte, come hanno ribadito in una lettera 21 associazioni, tra cui l’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare. Per quanto si sappia, il trattamento somministrato alla piccola Celeste prevedeva l’infusione di cellule staminali cosiddette “mesenchimali”, prelevate prima da donatori sconosciuti e poi dalla madre, e iniettate nel liquor, il liquido che bagna il midollo spinale. “Le staminali mesenchimali sono presenti nel midollo osseo e hanno la capacità di trasformarsi in diversi tipi di cellule, come ossa, cartilagine e grasso”, spiega il ricercatore. “L’unico effetto provato della loro iniezione è di tipo antinfiammatorio, grazie al rilascio di citochine e altre molecole, ma questo non contrasta affatto la distruzione dei motoneuroni legata alla malattia”. Il problema dell’atrofia muscolare spinale è tutt’altro: un difetto in uno dei due geni, SMN-1 e SMN-2, a causa del quale le cellule non producono sufficienti livelli di una proteina, chiamata SMN, cruciale per la trasmissione degli impulsi elettrici e chimici ai motoneuroni. Ecco perché le cellule del midollo spinale, quelle che impartiscono ai muscoli il comando di muoversi, progressivamente muoiono. Come la piccola Celeste, i bimbi colpiti dalla forma più grave, la Sma di tipo I, soffrono di gravissimi danni motori e non sopravvivono per insufficienza respiratoria.

Attualmente, sono state elaborate una decina di potenziali terapie, comprese alcune basate sull’impiego di cellule staminali, ma di tipo completamente diverso. “Negli Stati Uniti – spiega Tiziano – sono state condotte sperimentazioni con staminali embrionali, trapiantate direttamente nel midollo spinale, che hanno mostrato risultati incoraggianti”. Altri approcci terapeutici, su cui lavora anche Telethon, riguardano l’impiego di farmaci per stimolare la produzione della proteina SMN carente, e la terapia genica nella quale si cerca di riparare il difetto nel Dna. La strada è lunga e in salita, ma negli ultimi anni sono stati fatti molti progressi nella ricerca scientifica e forse, un giorno, si arriverà finalmente a trovare la cura per questa devastante malattia che è la Sma. E il merito non sarà certo di chi ha cercato scorciatoie, lucrando sulla sofferenza.

27 Commenti

  1. Anzichè scrivere le solite “barzellette”, venite a confrontarvi con tutti i protagonisti di questa vicenda. Andate al congresso che avverrà a Grottammare (ap) sabato 17 novembre 2012 con inizio ore 9. Stanno tutti a parlare dietro, oppure attraverso i media, ma nessuno di loro abbia il coraggio di confrontarsi. Ci saranno tutti, mancate solo VOI.

    Legga: http://www.lindiscreto.it/cronaca-ascoli-piceno/15146-qvite-sospese-cellule-staminali-cure-possibiliq-convegno-medico-con-lassociazione-culturale-stampa-rossoblu

  2. E’ sorprendente come si parli, a sproposito, del “caso Di Bella”, il cui razionale si basa su un’imponente letteratura scientifica (oltre 50.000 lavori). La cd. “sperimentazione” venne effettuata su malati terminali, senza randomizzazione, con protocolli parziali ed uso di sostanze alterate (come appurato dai Nas). Dalla stessa documentazione Istisan si rileva che su 386 malati terminali, con prognosi inferiore ai 3 mesi (condizione di arruolamento…), 14 mesi dopo ne fossero in vita 88. Non mi sembra sia corretto parlare, quindi, di “assoluta inutilità”. Una delle più autorevoli riviste scientifiche del mondo, il British Med. Journ. criticò aspramente la sperimentazione, definendo lo studio “non etico” e rilevando che, mancando randomizzazione, non si sapeva se pazienti non trattati o trattati diversamente avrebbero fatto rilevare risultati peggiori, uguali o migliori. Aggiungo che sono stati pubblicati su riviste scientifiche accreditate e recepite da Medline numerosi casi clinici che dimostrano l’efficacia del metodo Di Bella nelle patologie esaminate. Prima di fare certe affermazioni, occorrerebbe, almeno, cercare di informarsi!

  3. Francesca, condivido in toto le vostre affermazioni. Ma i giornalisti si limitano solo a sgreditare le verità scomode. Conosco diverse persone che si sono curate con il metodo “Di Bella”, una cura molto “efficace”, ma purtroppo scomoda per la società. La stessa idendica cosa stanno cercando di fare con la stamina, sicuramente ci riusciranno. Ma credo che tantissime persone ormai sanno come stanno RELAMENTE LE COSE. Lo dimostra con CHIAREZZA il convegno SCOMODO che avverrà il prossimo 17 novembre.

  4. Certi articoli sono veramente spazzatura e questo ne è la dimostrazione!!! Esempio di pessimo, pessimo giornalismo. Come si possono divulgare certe inesattezze e distorsioni della realtà? Mi chiedo come sia possibile scrivere su argomenti così importanti senza una minima documentazione? Abbiate un briciolo di pudore, visto che la professionalità non vi appartiene sicuramente, e pensate seriamente di lavorare su pezzi meno impegnativi!
    Mi piacerebbe sapere come si comporterebbe la persona che ha scritto questo articolo se avesse un figlio o figlia, magari neonata, malata di SMA1 o di SLA? Sarei veramente curioso.

    1. Può articolare un po’ meglio la critica? Di quali inesattezze sta parlando? Abbiamo un profondo rispetto delle persone che soffrono di certe malattie, o di chi ha figli che ne soffrono, tanto rispetto che le mettiamo in guardia dai venditori di olio di serpente, nel caso di cure che non hanno alcuna prova scientifica.In questo caso ci sono molti fatti che fanno pensare che questa sedicente cura non sia efficace.

  5. MI meraviglio come una giornalista possa buttare fango senza avere la minima cognizione di cosa sia la Cura DI BELLA! !!! assoluta inutilità? ma come si può affermare una falsità simile? grazie alla cura DI BELLA tante persone riescono a salvarsi, ma purtroppo i giornalisti sono corrotti, non sanno nemmeno quello che scrivono e si permettono di proclamare frasi del tipo “assoluta inutilità”. Per fortuna la cura DI BELLA esiste ed ha salvato tante persone a me cara. Alla giornalista che ha scritto l’articolo invito a documentarsi prima di scrivere!!!

    1. Piano con le accuse. Lei è libero di pensare ciò che preferisce sulla cura Di Bella, ma accusare i nostri giornalisti di corruzione è molto grave. Spero se ne renda conto. La giornalista che ha scritto l’articolo si è documentata con cura e profondità, glielo assicuro. Se questo è in contrasto con la sua personale opinione ne sono dispiaciuta, ma così va lil mondo. Daniela Cipolloni però non ha espresso un’opinione, si è documentata e ha descritto i fatti secondo un metodo, e cioè secondo i criteri che oggi definiscono il sapere scientifico.
      Quando si muovono accuse del genere è bene essere molto sicuri di quello che si dice, come dice lei documentarsi bene, perché noi giornalisti siamo pure un po’ stufi di essere accusati di corruzione e collusione con chissachi. Se ritiene di avere ragione provi seriamente quel che dice. Altrimenti ha perso una buona occasione per tacere.

  6. Beata ignoranza!!!! (L’ignoranza è la condizione dell’ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto, ovvero manca di una conoscenza sufficiente di una o più branche del sapere. Può altresì indicare lo scostamento tra la realtà ed una percezione errata della stessa. Fonte Wikipedia). Consiglio all’autrice del l’articolo di rileggersi con attenzione il post di Francy e di partecipare all’evento proposto. Buona giornata!

  7. Padre di un bambino con patologia SMA:
    Chi giudica ONLUS/MEDICI/RICERCATORI che salvano bambini da patologie TERRIBILI, molto probabilmente lo fà perchè ha altre sponsorizzazioni da portare avanti.
    Ognuno porta avanti il proprio mulino …. figuriamoci tra giornalisti!!!

  8. Ecco qui le vostre fonti certe… http://www.leggo.it/life/salute/veronesi_riconosce_il_metodo_di_bella_contro_il_cancro_stop_boicottaggio_/notizie/205307.shtml
    mi vergognerei di scrivere certe frottole alle quali persone malate potrebbero anche credere… Come mai che anche Veronesi riconosce il metodo di Bella adesso? forse perche funziona e ha sempre funzionato ma é stato bastonato dalle multinazionali del farmaco? Io non vi accuso di nulla… solo di essere troppo poco informati per pubblicare articoli che toccano certi tasti… Ci sono persone malate alla continua ricerca di una speranza e articoli come questi, dovuti a disinformazione, hanno effetti terribili sulla loro psiche!

  9. E’ curioso come si continui a “sparlare” del/sul Metodo Di Bella.
    Penso sia il caso che ognuno che ne ha parlato male (e a sproposito) inizi a rivedere le proprie posizioni. Molto probabilmente, anzi sicuramente, se all’epoca fosse stata effettuata una sperimentazione seria e corretta oggi si potevano avere una serie di linee guida su possibili applicazioni e, soprattutto, TUTTO ITALIANO!
    Ma tant’è continuo a notare che si preferisce mendicare all’Estero invece di “guardare a casa propria”, rimanendo così schiavi di case farmaceutiche che stanno salassando il SSN.

    Inoltre, che il BMJ (Britsh Medical Journal) ne parli come una terapia non funzionante è soprendente per un giornale di una certa caratura in ambito medico. Perché è soprendente? Perché nessun medico/scienziato del BMJ ha condotto una sperimentazione in tal senso che possa confermare o annulare la precedente sperimentazione del ’98 pertanto si basano, per le loro conclusioni, su quello che venne sperimentato qui in Italia nel “lontano” ’98.

    Domanda: a parte che una sperimentazione così condotta non si è mai vista nella storia medica in qualsiasi Trial e/o Stadio alla quale la si voglia attribuire né tanto meno per qualsiasi molecola studiata, ma quello che è più interessante è: come fa il BMJ a fare una affermazione del genere (cioè a confutare che la terapia non funziona) ben sapendo di tutte le problematiche emerse durante la fase? Mi riferisco a quanto riassunto in questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=LjnnS8R6v4Q

    Una testata seria e che si ritiene tra le “non-plus-ultra” nel settore medico, alla luce di queste irregolarità avrebbe dovuto quanto meno non pronunciarsi e non dire “a pappagallo” che la cura non funziona. Si perché il BMJ e tutti i medici che riprendono quanto riportato dal BMJ a proposito della sperimentazione del ’98 (alias questa http://www.bmj.com/content/318/7178/224) non fanno altro che diffondere a “mo’ di pappagalli” la serie di irregolarità comesse all’epoca e passandole per buone, passandole come “buona pratica clinica”.
    Bell’esempio che si ha da “esperti del settore”!

    Per tutti gli interessati suggerisco questi due siti:

    http://beatingcancercenter.com/

    http://beatingcancercenter.org/

    1. Non esistono scienziati del BMJ, non è un istituto di ricerca, ma una rivista che accetta sottomissioni da qualsiasi istituto mondiale che sottoponga ricerche condotte secondo i criteri in uso nella comunità scientifica medica.
      Ho provavto a rileggere più volte le sue argomentazioni, ma mi appaiono espresse un po’ confusamente. Specialmente questo paragrafo non lo capisco affatto:
      “Domanda: a parte che una sperimentazione così condotta non si è mai vista nella storia medica in qualsiasi Trial e/o Stadio alla quale la si voglia attribuire né tanto meno per qualsiasi molecola studiata, ma quello che è più interessante è: come fa il BMJ a fare una affermazione del genere (cioè a confutare che la terapia non funziona) ben sapendo di tutte le problematiche emerse durante la fase?”

  10. Non dovrebbe essere difficile da comprendere. Provo in maniera più sintetica.

    BMJ è una rivista medica che pubblica a cadenza periodica. E’ vista come tra le più importante (se non la più importante) del settore. Una volta che BMJ ha avuto i risultati di quella pseudo-sperimentazione, e la stessa BMJ contestò le modalità (oltremodo accennate nel video di cui sopra), perché l’editor o chi per esso continua ad affermare che la terapia “non è valevole”. Decenza vorrebbe che almeno non emettesero loro conclusioni di qualche tipo e si limitassero solo a dire che lesperimentazioni non vanno condotte in quel modo.

    Altro esempio: “We thank Colonel G Muzzi (director, Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare, Florence) for the production of the melatonin tablets and retinoids solution” …lo stesso stabilimento chimico che si rifiutò di rispondere alle domande di una giornalista e produsse retinoidi inquinati con Acetone (la farmacia sotto casa li avrebbe saputi fare molto meglio!).

    Ancora: secondo la “buona pratica clinica” le sperimentazioni non si conducono in quel modo. Riportami una sperimentazione una negli ultimi 100 anni che sia mai stata condotta in quel modo per un trattamento fino alla singola molecola.

    Da parte di BMJ questa si chiama mancanza di professionalità, e stupidaggini di questo tipo

    http://www.bmj.com/content/317/7154/352.1?tab=responses

    le rispedisco al mittente soprattutto dette da chi – a dispetto di un cognome Italiano – non ha una cacchio di storia, pensano ancora alla Regina è ha la lingua più povera del mondo. Se voi volete continuate a mettervi ad angolo retto continuate pure. Io non ci sto perché le persone stanno bene e migliorano. E per queste figure “barbine” che facciamo dobbiamo ringraziare le nostre baronie (Veronesi, Garattini, Tirelli &C.) e tutti quelli che ancora continuano a pendere dalle loro labbra. Sono 40 anni che dicono “tra 5 anni sconfiggeremo….” …di sicuro loro in 40 anni si sono arricchiti come non mai!

    1. Ripeto. Non sono gli scienziati del BMJ. Sono scienziati di istituti di ricerca internazionali. Che poi lei dileggi gli inglesi o gli americani (non ho capito bene se si riferisce agli uni o agli altri) perché o “non hanno storia” o “credono ancora la regina”, parla da sè.

  11. Non male l’articolo.
    Leggendo i commenti dei lettori e le varie catene a sostegno della “terapia” con le staminali su FB emerge una sola certezza o si aumentano le risorse investite nel sistema scolastico o rischiamo di avere una fetta sempre maggiore della popolazione che e’ completamente incapace di interpretare la realta’ e facile vittima di qualsiasi stregone.

  12. Leggendo certi commenti mi vergogno di essere Italiano. La ricerca in Italia è stata tagliata in tutto e per tutto. Portare avanti progetti seri come questo http://www.bnct.it è sempre più complesso, mentre è sempre più facile abbindolare la gente con cure fai da te… sul sito http://www.staminafoundation.org/ non viene nemmeno riportata una lista di pubblicazioni e/o lavori fatti. Quindi basta con queste bufale, in Italia la sanità è pubblica e per tanto farsi curare per malattie gravissime è praticamente gratis! Per Cui finanziamo la ricerca VERA e rendiamola un BENE COMUNE (non come stamina foundation che è un privilegio per pochi)!!!

  13. Forse non tutti sanno che (dato che i media non ne hanno fatto parola):

    Al Congresso Oncologico Mondiale di Singapore la terapia del Prof. Di Bella esaminata da un Comitato Scientifico Internazionale al massimo livello, accettata, presentata il giorno 24 giugno, e pubblicata agli atti. Nessuno, nel pubblico dibattito e confronto congressuale, ha potuto o saputo contestare alcunchè delle basi scientifiche, il meccanismo d’azione, il razionale, i risultati clinici ottenuti col Metodo Di Bella.

    La statistica di 553 casi è stata accettata, valutata attendibile, presentata e pubblicata.

    Tra questi alcuni casi di completa e definitiva guarigione del tumore, ottenuta solo dal MDB. Nessuno può pertanto più parlare di “casi episodici” o “guarigioni spontanee”, né affermare che il Metodo Di Bella non sia scientifico e con numerosi riscontri o ampia casistica. Sono state documentate col MDB mediane di sopravvivenza in tutti i 29 tipi di tumore studiati e presentati dei 553 pazienti (in pratica la quasi totalità dei tumori solidi) ampiamente superiori ai migliori risultati “ufficiali” delle attuali terapie mediche dei tumori (chemio e anticorpi monoclonali) reperibili nella letteratura medico-scientifica. E’ stato documentato un generale e netto miglioramento della qualità di vita, che in molti casi ha consentito anche la ripresa di attività lavorativa. In numerose neoplasie gravi, altamente aggressive, si sono evidenziate sopravvivenze anche di anni e qualità di vita accettabile fino alla fine. In alcuni pazienti si sono documentate al Congresso Mondiale di Oncologia, unicamente con il MDB (senza chirurgia, chemio, radio o anticorpi monoclonali) guarigioni definitive stabili e complete, dato assolutamente inedito nei tumori solidi, che nessuna terapia medica oncologica ha mai ottenuto (solo la chirurgia, in una certa percentuale di casi). La cura medica dei tumori oggi consegue limitate e modeste percentuali di guarigioni stabili, definitive, unicamente in alcune leucemie. Tra i casi guariti con MDB senza operazione chirurgica figurano anche alcuni dei tumori caratterizzati da elevata aggressività e rapida progressione, come i sarcomi. In due casi di sarcomi il Prof. Di Bella si era assunto la grande responsabilità di non fare mutilare un bimbo e un adulto, che per osteosarcomi agli arti inferiori erano stati candidati all’amputazione. Sono vivi e guariti, e la documentazione è completa e inattaccabile. Il bimbo è diventato giocatore di calcio e un giornale siciliano, nel giorno in cui il paese natale del Prof. Di Bella gli ha dedicato una piazza, ha pubblicato un’intera pagina sulla sua vicenda, fotografandolo davanti ad una porta.

  14. Faccio presente che ai Congressi Mondiali ai quali ha partcipato DI Bella ci stavano anche alcuni dello IEO (la casa di Veronesi) come è facile verificare scorrendo la lista dei partecipanti e osservando le gigantografie del gruppo dei partecipanti medesimi. Morale: se non è valido per DI Bella non lo deve essere nemmeno per lo “IEO&associati”, e allora perché ce li mandano?

    Riguardo a MedBunker, oramai quell’articolo è stato fatto cadere su tutti i punti (di cui uno, forse l’ultimo dei rimasti, dal sottoscritto), ma a quanto pare si continua a prendere quell’articolo come un Vangelo, tant’è che se si esclude quell’articolo (oramai dimostratamente “tutto bacato”) non si ha null’altro da linkare (WikiPedia? …in parte si rifà a quell’articolo quindi se la fonte è “bacata” lo è anche chi la riprende riportando praticamente le stesse frasi scritte).

    BMJ – British Medical Journal? …non ha fatto nulla: ha semplicemente ripreso – riportando quindi a pappagallo – ciò che è stato fatto (di sbagliato) in Italia nel ’98, ma con tutti gli interrogativi del video che potete visionare in alto (sottotitolato in Inglese per stranieri che dovessero “passare di qui”), interrogativi ai quali, ad oggi, non c’è ancora alcuna risposta, quindi nel dubbio (banale “principio di precauzione”) il BMJ avrebbe fatto meglio a non riportare nulla o a riportarlo si ma con tutte le “storture” della (pseudo)sperimentazione del ’98.

    Naturalmente tutti dicono che il Metodo Di Bella non funziona salvo poi, all’ultima trasmissione di Elisir (verificate voi stessi) sentir dire dei miracoli di sostanze come “Retinoidi, Vitamina D, Vitamina C, calcio” e qualche altra cosa che ora non ricordo, nella cura dei tumori. Oooppps, ma queste sostanze sono una parte del Metodo Di Bella …sarà un caso se non il karma, sicuramente…

    http://beatingcancercenter.com/2012-11-24-22-25-51/di-bella-s-method.html

    Meditate gente, meditate.

    Cordialmente

    1. Meditiamo meditiamo. Ha ragione l’utente che diceva che in Italia o si investe nella scuola per tentare di colmare la grande ignoranza (soprattutto in campo scientifico>biologico) oppure continueremo ad avere orde di creduloni che in nome del buon cuore (di cui gli italiani sembrano dotati più di altri popoli) si arrogano il diritto di sentenziare su argomenti di cui disconoscono in modo profondo persino le basi.

  15. Faccio solo delle considerazioni:
    La medicina non è una scienza certa. Le statistiche non danno certezze ma sono solo degli indicatori. Gli studi clinici ed i congressi (con ECM) sono sponsorizzati dalle case farmaceutiche. kary Mullis, nobel per la chimica nel 1993, è stato forse l’unico scienziato ad essere stato pagato da Glaxo perchè NON tenesse una conferenza in cui evidenziava gli effetti devastanti dell’AZT (prodotto da Glaxo).
    Ricordo solo un episodio accadutomi negli anni 90 quando andai a contattare un noto primario di una importante azienda ospedaliera per chiedergli se era disponibile ad organizzare un congresso, la sua prima risposta fu: quanto siete disposti a darmi e che cosa volete che dica?
    Purtroppo i pazienti sono spesso trattati come sudditi, molti medici sono diventati bravissimi nel fare terrorismo psicologico soprattutto evitando di dare tutte quelle informazioni che permetterebbero al paziente di decidere in serenità quale percorso terapeutico scegliere.

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