mercoledì, Dicembre 19, 2018
POLITICAULISSE

Dibattito Scienza: sei domande per la politica

POLITICA – C’è scritto anche nella nostra Costituzione “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”, ma i politici italiani non sempre (vabbè quasi mai) si esprimono sui temi scientifici fondamentali (no, non vale pensare al tunnel della Gelmini).

Un gruppo di giornalisti, blogger, ricercatori e appassionati di scienza ha voluto chiedere ai candidati delle primarie del centrosinistra di rispondere a sei domande su temi scientifici chiave come OGM, bioetica, clima e molto altro.

Da un’idea lanciata da Marco Ferrari e Moreno Colaiacovo ai membri del gruppo Facebook “Dibattito scienza” sono emerse le sei fatidiche domande a cui speriamo che i politici in corsa alle primarie vogliano rispondere.

Riportiamo qui di seguito le sei domande:

1. Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?

2. Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?

3. Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?

4. Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?

5.Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?

6. Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?

L’inziativa è promossa da Le Scienze che si è offerta di ospitare le domande e le risposte sul suo sito web.

I candidati delle primarie del centrosinistra Bersani, Puppato, Renzi, Tabacci e Vendola sono invitati a inviare le loro risposte all’indirizzo redazione@lescienze.it

Segnaliamo inoltre che tutti coloro che vorranno diffondere l’iniziativa e le domande su Twitter potranno usare i seguenti tag:
Primarie del centrosinistra: #dibattitoscienza #primarieCSX
Primarie del PDL: #dibattitoscienza #primariePDL
Elezioni politiche: #dibattitoscienza #politiche

1 Commento

  1. Premesso che discutere di scienza da parte della sinistra in piena campagna preelettorale non è il
    massimo di una scelta seria e coerente per condurre nella testa della gente quella modificazione delle idee e delle misconcezioni che intralciano il cammino dell’operato della scienza in genere. Tuttavia è sempre meglio discutere anziché non discutere di scienza. Molti studenti ancora oggi che ci troviamo nella società della conoscenza attribuiscono uno scarso valore al sapere e soprattutto al sapere scientifico.
    Per esempio , se pensiamo al punto primo dove si intende rilanciare la ricerca di base ed applicata, bisogna sapere che solo per questo punto all’interno della comunità accademica vi è un grande scontro tra i sostenitori della ricerca di base e quelli della ricerca applicata. Alcuni credono che solo la ricerca di base ,per interderci, quella che non fornisce subito brevetti e prototipi ma solo idee e principi è lo baluastro della scienza con la S maiuscola. Altri invece credono che solo la scienza applicata con i suoi oggetti utili sia l’arma migliore anche per uscire dalla crisi. Il giusto pensiero oggi è che abbiamo bisogno delle due cose contemporaneamente, bisogna crescere sia con le idee ma anche con i fatti , con nuove applicazioni tecnologiche, con sistemi più ingegnosi ed innovativi per esempio nel campo della green chemistry, nel campo delle nanotecnologie ecc.. Oggi non è più il tempo di considerare la tecnologia il diavolo contro il paradiso delle idee perchè anche la scienza teorica ha bisogno della tecnologia. Quindi è veramente pleonastico stabilire che servono sia giovani cervelli ricercatori ed innovatori ma anche vecchi studiosi che con fatica e buonsenso hanno capito come trasmettere il pensiero scientifico alle nuove generazioni. La necessità dello studio continuo e dello sforzo per capire e riflettere sono le armi principali dello scienziato normale che fa il suo dovere con dedizione alla causa della scienza. No, non è necessaria una svolta epocale è solo necessario che nelle Università, nelle accademie si smetta di ricercare una posizione privilegiata per poi restare nell’immobilismo più assoluto con gravissimo nocumento per quei studenti volenterosi e studiosi che non si capacitano dell’ignoranza di certi docenti burocrati che da troppo tempo hanno appeso i sacri testi al chiodo.
    Ancora più grave è l’idea diffusa del non capire che il sapere può condurre l’uomo anche ad una vita più agiata ed economicament migliore. La gente comune purtroppo non sa valutare che già l’uomo ha fatto questa scelta ,che è praticamente irreversibile. Quindi non resta nient’altro che picchiare sodo su questo tasto perché esso sarà il nostro futuro, un futuro tecnologico e di nuove idee pieno di sorprese e di scoperte da fare dimenticare tutte le scoperte del secondo millennio. Per il terzo punto non ci vuole il cervello di A. Einstein per indicarci che il futuro prossimo sarà sviluppare il solare sia termico che fotovoltaico , per una ragione semplice; “abbiamo tanta energia solare gratis” soprattutto nelle regioni del Sud. Immagino proprio che tutta l’Italia oggi dovrebbe essere un grande cantiere dell’energia solare con un decremento vertiginoso della disoccupazione e con tutti i tetti d’italia coperti da pannelli solari. Ciò ci consentirebbe inoltre di passare al secondo punto all’ordine del giorno, “il riciclo” completo dei rifiuti e noi italiani a diventare i più grandi ed importanti riclicatori d’Europa, perché lo sanno tutti senza essere economisti che il RIFIUTO E’ UN VALORE.
    La terza grande rivoluzione economica e sociale sarà l’elettrico. Dobbiamo battere in ANTICIPO le altre nazioni europee, ora è tempo di partire contro tutto e contro tutti con la rivoluzione della macchina elettrica. Non riesco a capacitarmi perché Marchionne su questa prospettiva sia così poco propositivo per l’ITALIA. Io personalmente credo profondamente a quanto ho scritto adesso, ma l’applicazione su larga scala a tutta l’Italia prevede una grande convergenza politica, di valori e di speranze che gli italiani posseggono da sempre.

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