Enigma – La strana vita di Alan Turing

La vita di Alan Turing è talmente complessa e affascinante che stupisce (e irrita) sapere che non ne è mai stato tratto un film, nonostante gli annunci. Nel 2001 addirittura è uscito un film, Enigma (tratto dall’omonimo libro di Robert Harris) dove, sebbene il protagonista fosse ispirato ad Alan Turing, questi non viene nominato nemmeno una volta.

Mentre lasciamo Hollywood a meditare sui suoi peccati, visto che il centenario dalla nascita dello scienziato che ha cambiato il mondo volge al termine e la sceneggiatura di The Imitation Game, è ancora nel cassetto, parliamo di un altro Enigma, la graphic novel di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni appena pubblicata da Rizzoli Lizard.

Gli autori hanno raccontato Turing, come scienziato e come uomo, due aspetti (ci fosse bisogno di ricordarlo) che non è mai possibile scindere, scegliendo una chiave di lettura che in molti non ci aspetteremmo quando si parla di scienza, cioè quella della fiaba.

Specchio servo delle mie brame, chi è il più temibile di tutto il Reich?

Vediamo dire a un Adolf Hitler vestito come la strega cattiva di Biancaneve

Tu sei certo temibile, mio Fuhrer, ma in Britannia v’è uno più temibile di te. Il suo nome è Alan Turing.

Risponde uno specchio con una cornice ornata di svastiche.

Eppure per Alan Turing è proprio la scelta più indicata. Non solo perché, come si spiega, Turing fu folgorato nel 1938 dal film della Disney Biancaneve e i sette nani, ma perché la fiaba che cos’altro è se non una narrazione attraverso i simboli?

Ciò che ci consente di ragionare è il linguaggio, cioè un insieme di simboli che sappiamo manipolare. Se vogliamo che una macchina faccia altrettanto, basta usare un linguaggio adatto a essere elaborato attraverso una serie di semplici passaggi che costituiscono un algoritmo.

E appunto grazie al suo lavoro sulla computazione la fiaba di Turing raggiunge il climax quando in un’epica battaglia simboleggiata da due giganteschi robot, il computer Colossus distrugge Enigma, il temibile sistema di crittografia tedesco che fino ad allora era riuscito a eludere gli alleati.

Ma limitare il genio di Alan Turing alla crittografia sarebbe ingeneroso, e gli autori ci ricordano che Turing nel dopo guerra si interessò approfonditamente alla biologia, e comprese come la matematica spiegasse anche i pattern che vediamo in natura, come la livrea di un pesce o il manto di una zebra.

Come anticipa la copertina, con un robot (Colossus) che richiama quelli di Asimov, la storia non è a lieto fine. Turing fu di fatto torturato dal proprio paese: costretto a scegliere tra il carcere e la castrazione chimica come punizione per la sua omosessualità, sceglierà la castrazione, con devastanti effetti fisici (gli crescerà il seno) e psicologici. Lo troveranno morto nel suo appartamento a Cambridge l’8 giugno 1954, con accanto una mela intrisa di cianuro mangiata a metà.

Enigma segue a Galileo, un’altra graphic novel targata, tra gli altri, da Tuono Pettinato/Francesca Riccioni, che sembrano avere tutta l’intenzione di continuare a narrare grandi scienziati con la formula del fumetto. Il prossimo? Forse Darwin, rivela Pettinato in questa intervista.

Qui di seguito potete lettere l’anteprima di Enigma – La strana vita di Alan Turing. Per ora una macchina non può leggere questo fumetto, ma certo quando ci troveremo di fronte alla prima vera e propria intelligenza artificiale, allora sarà un buon modo di farle conoscere il suo avo.

Informazioni su Stefano Dalla Casa (147 Articles)
Giornalista e comunicatore scientifico, mi sono formato all’Università di Bologna e alla Sissa di Trieste. Scrivo abitualmente sull’Aula di Scienze Zanichelli, Wired.it, OggiScienza e collaboro con Pikaia, il portale italiano dell’evoluzione. Ho scritto col pilota di rover marziani Paolo Bellutta il libro di divulgazione "Autisti marziani" (Zanichelli, 2014). Su twitter sono @Radioprozac

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