LA VOCE DEL MASTER

Da stelle mancate a pianeti vagabondi

LA VOCE DEL MASTER – La Via Lattea potrebbe ospitare un numero rilevante di pianeti a lungo confusi con stelle “mancate”.

È quanto emerso dalle osservazioni del Canada-France-Hawaii Telescope (CFHT) e in seguito confermate dall’osservatorio dell’Europa meridionale Very Large Telescope (VLT). La ricerca, pubblicata nel 2012 sulla rivista Astronomy and Astrophysics, ha coinvolto ricercatori canadesi e francesi e potrebbe risolvere una controversia astronomica.

I telescopi hanno caratterizzato un oggetto, denominato CFBDSIR2149, che non orbita intorno a un sistema stellare. Quest’ultimo renderebbe l’oggetto invisibile ai telescopi mascherandolo con una luce più intensa. Le condizioni favorevoli hanno quindi permesso di calcolare la temperatura e la forza di gravità presenti su CFBDSIR2149, associandole alla composizione chimica della sua atmosfera. Inoltre, è stata stimata con buona approssimazione la massa e l’epoca di formazione del corpo celeste.

Sulla base dei dati raccolti, CFBDSIR2149 è stato annoverato tra i pianeti “liberamente vaganti” nell’atmosfera, poiché non associato ad alcuna stella.

La corretta stima di tali parametri fa decadere una serie di modellizzazioni finora usate per calcolare la massa degli oggetti celesti, valore importante per discriminare tra stelle e pianeti. Le cosiddette stelle “mancate” o nane brune finora sono state definite come oggetti di origine stellare, ma incapaci di raggiungere l’emissione luminosa delle stelle. Queste nane brune, pur avendo una composizione chimica simile ai pianeti, possiedono una massa troppo grande per essere classificate come tali.

I dati raccolti per mezzo di CFBDSIR2149, sembrano rendere conforme la massa delle nane brune a quella dei pianeti. Ciò favorirebbe la più precisa distinzione tra pianeti e nane brune, precedentemente al centro del dibattito astronomico. Inoltre, una parte significativa degli oggetti finora identificati come nane brune potrebbero essere pianeti e ciò amplierebbe la possibilità di raccogliere dati diretti, come accaduto per CFBDSIR2149.

Giulia Annovi
Mi occupo di scienza e innovazione, con un occhio speciale ai dati, al mondo della ricerca e all'uso dei social media in ambito accademico e sanitario. Sono interessata alla salute, all'ambiente e, nel mondo microscopico, alle proteine.

3 Commenti

  1. Urge correzione:
    “Sulla base dei dati raccolti, CFBDSIR2149 è stato annoverato tra i pianeti “liberamente vaganti” nell’atmosfera, poiché non associato ad alcuna stella.”
    -galassia- immagino, in luogo di -atmosfera-

  2. L’ultimo paragrafo mi è oscuro: se le masse delle nane brune e dei pianeti è conforme, (comunemente questo aggettivo ha significato di simile, se non uguale) come può questa conformità favorire una più precisa distinzione tra le une e gli altri? La distinzione non implica la ricerca di caratteristiche diverse che fungano da discrimine?
    Naturalmente non essendo il mio campo posso avere capire una cosa per l’altra e “conforme” in astronomia può indicare altro.

  3. @Bernardo
    1. Grazie per la segnalazione. In effetti i pianeti vagano nella galassia e non nell’atmosfera.
    2. Cerco di spiegarmi meglio. Finora la distinzione tra pianeti e nane brune veniva fatta sulla base della massa di questi oggetti, ma numerose erano le eccezioni e le cose non perfettamente spiegate. La scoperta di questo pianeta fa si che alcuni degli oggetti prima classificati come nane brune possano essere rivisti e forse riclassificati come pianeti poichè è stata superata la distinzione sulla base della massa. La distinzione potrà essere fatta sugli spettri di emissione e la massa sarà comunque conforme, cioè “consono e confacente” a quella di un pianeta. Infatti, questo studio ha permesso di analizzare opportunamente gli spettri di emissione dell’atmosfera del pianeta in virtù del fatto che esso non è mascherato da una stella più luminosa.

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